distruzioni urbane · ex Ticosa · Politica locale - Como · Politica regionale e locale

La storia amministrativa dell’area Ticosa, ricostruita dal consigliere comunale Mario Lucini

Politica locale - Como · urbanistica

In Comune il Piano di governo del territorio, è fantasma Eppure si trova in libreria – Cronaca – La Provincia di Como

Ecco il Piano di governo del territorio, l’attesissimo strumento urbanistico destinato a sostituire il vecchio Piano regolatore.
Arriva in consiglio comunale? In commissione? Lo presentano in un incontro pubblico? No, è stampato sulle pagine di un libro. E non si tratta di uno scherzo.
Il volume in questione è appena stato pubblicato, il titolo sulla copertina rossa parla chiaro («Il Piano di governo del territorio di Como») e l’autore è Pier Luigi Paolillo, coordinatore scientifico dell’ufficio che – insieme a dirigenti e funzionari comunali – si è occupato di predisporre il Pgt. Come se non bastasse, c’è anche una prefazione di due pagine firmata dal sindaco Stefano Bruni, titolare peraltro della delega all’Urbanistica.
La notizia della pubblicazione del libro ha scatenato un putiferio. E il caso è approdato lunedì sera in consiglio comunale, sollevato con durezza dal capogruppo del Pd e presidente della commissione Urbanistica, Mario Lucini: «Sul sito del Comune – ha tuonato Lucini – non è ancora stato inserito nemmeno il documento di Piano (una parte del Pgt, ndr) sebbene sia stato mandato da tempo agli uffici della Provincia. In compenso, ora esce un libro che contiene anche tutto il resto. È incredibile. Non mi sembra normale che i cittadini debbano comprare il testo di Paolillo per conoscere il Pgt. Siamo stati tutti scavalcati, con la beffa aggiuntiva della prefazione fatta dal sindaco».
Da mesi, in effetti, consiglieri e addetti ai lavori chiedono all’Amministrazione di aprire un dibattito pubblico sul fondamentale documento e di accelerare l’iter di approvazione. Ma tutto è finora rimasto chiuso nei cassetti, in attesa di un input politico che non è arrivato.

Ora spunta il libro (427 pagine, edito da Maggioli), con addirittura allegato un dvd che illustra il nuovo piano di Como.

In Comune il Pgt è fantasma Eppure si trova in libreria – Cronaca – La Provincia di Como.

distruzioni urbane

Cronache del lungolago di Como: Senza il lungolago per altri due anni – Cronaca – La Provincia di Como

ci vorranno due anni per finire i lavori sul lungolago» (cioè almeno fino all’autunno del 2013) e «ancora tra i 3.5 e i 4 milioni di euro compresa la passeggiata» che si vanno ad aggiungere ai 9 milioni di opere ancora da eseguire. Sono questi i nuovi tempi e costi annunciati in consiglio comunale dal direttore lavori Antonio Viola e dal responsabile del procedimento Antonio Ferro, chiamati a rispondere a una serie di domande poste da alcuni consiglieri.

da Senza il lungolago per altri due anni – Cronaca – La Provincia di Como

 

distruzioni urbane · Lungolago

Como potrebbe rischiare grosso il giorno in cui le sue acque sotterranee non fossero più libere di riversarsi nel lago, Darko Pandakovic

 A osservarlo da qui il lago sembra un animale ferito, chiuso in gabbia dalla serie ininterrotta di palizzate pensate per tenere lontani i curiosi dal cantiere delle paratie, quasi a voler separare la città dallo specchio d’acqua che le appartiene da secoli e che porta il suo nome. «La prima volta che vi arrivarono i romani qui c’era solo una grande palude. Il lago esondava anche allora ma tutto era nello stato naturale delle cose, tanto che i primi abitanti di Como i loro palazzi più importanti li costruirono a debita distanza dall’acqua».

È un sorriso amaro quello di Darko Pandakovic, architetto, docente di Architettura del Paesaggio al Politecnico di Milano e consulente per l’Unesco al patrimonio storico, che quel cantiere in riva al lago l’ha visto crescere giorno dopo giorno, dalle finestre del suo ufficio. «Non mi ha mai convinto il progetto di costruire un sistema di paratie a protezione della città – spiega – il problema di Como non è l’acqua che arriva da lago ma quella che vi entra dalla città. Piazza Cavour e gran parte del bacino su cui sorge la città poggiano su terra di terra di riporto, accumulata secolo dopo secolo man a man che gli abitanti della città intrapresero la loro opera di bonifica, mangiando spazio al lago. I palazzi, le strade e le piazze poggiano su questo terreno che è solcato dall’acqua. È solo grazie a uno straordinario sistema di pendenze, dai punti più alti fino a piazza Cavour che si trova alla quota più bassa, se fino a oggi tutta città si è retta in equilibrio perfetto».

Come i palazzi nelle calli di Venezia non potrebbero reggersi in piedi una volta che i suoi canali fossero completamente prosciugati, così anche Como potrebbe rischiare grosso il giorno in cui le sue acque sotterranee non fossero più libere di riversarsi nel lago. «Purtroppo non è una mera ipotesi, qualcosa del genere sta già avvenendo nella zona dei Giardini a lago, dove i lavori per le paratie sono più avanzati. Qui per permettere il lavoro degli operai hanno creato un bacino impermeabile subito prima della darsena con il risultato che la falda, nelle immediate vicinanze, si è alzata di livello. Come una diga al contrario l’acqua non entra dal lago ma non può più uscire verso di esso. I palazzi, specie nei punti più bassi, iniziano già a mostrare le prime crepe, si tratta di un fenomeno preoccupante».

Per fortuna oggi l’acqua riesce ancora a entrare nel lago facendo giri più lunghi, il vero rischio lo si correrà il giorno in cui tutto il bacino sarà reso impermeabile. «Ho sempre pensato che i fondi della legge Valtellina si sarebbero rivelati un male per questa città. Como è abituata alle piene del lago, vi ha sempre convissuto e in questa storia millenaria nessun incidente alle persone è mai stato provocato dal fluire e refluire delle acque. Ci troviamo di fronte a un progetto che da un lato non offre garanzie di reale soluzione del problema piene, ammesso che di problema si possa parlare, e dall’altro rischia di provocare danni più gravi di quelli che va a risolvere.

Probabilmente anche per questo i lavori si sono rallentati, si procede a vista perché ci si è accorti, tardi purtroppo, delle conseguenze che le paratie potrebbero avere». Un’opera di grande complessità che la politica ha deciso di gestire con mezzi propri, affidandone la gestione agli uffici comunali. «La storia degli ultimi anni ci insegna che una sola volta Como non ha mancato un appuntamento con una grande opera, quando sono stati costruiti i depuratori sotto il Baradello. Allora si decise di affidare la progettazione e l’esecuzione a una ditta norvegese che compì un lavoro straordinario ultimando il cantiere addirittura quattro mesi prima del previsto. Qui siamo di fronte a un’opera molto complessa dal punto di vista architettonico e dal punto di vista idraulico, le competenze necessarie per fare un buon lavoro esistono ma vanno cercate fuori dalla città»

da Paratie sul lungolario? “Sono inutili e dannose” – Il Giorno – Como.

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Paratie, cantiere succhia soldi Servono altri 11 milioni – Cronaca – La Provincia di Como

Il cantiere delle paratie rischia di diventare un salasso da 26 milioni di euro contro i 15 milioni del progetto iniziale. I costi dell’opera iniziale sono andati via via aumentando e adesso l’azienda Sacaim (che si era aggiudicata l’appalto) ha presentato in Comune una lettera con la quale presenta una serie di contestazioni – in termine tecnico «riserve» .

 Le cifre sono state illustrate ieri pomeriggio dai tecnici che stanno seguendo il progetto (il direttore lavori Antonio Viola, il responsabile del procedimento Antonio Ferro e il direttore generale Nunzio Fabiano) ai consiglieri comunali. Anche sul fronte dei tempi la strada è tutt’altro che certa. Viola ha parlato di riconsegna definitiva del lungolago alla città «per la fine del 2013 se arrivano tutti i finanziamenti e se non ci sono problemi». Insomma, il rischio di altri ritardi su un cantiere che avrebbe dovuto essere concluso l’8 gennaio del 2011 è tutt’altro che basso.

Paratie, cantiere succhia soldi Servono altri 11 milioni – Cronaca – La Provincia di Como.

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Paratie a Como il cantiere riparte – Cronaca – La Provincia di Como

Il cantiere delle paratie ripartirà formalmente il 5 agosto. Lo ha detto ieri sera il sindaco Stefano Bruni ai consiglieri di maggioranza. In una nota ufficiale ha scritto: «La conferenza di servizi si svolgerà il prossimo 4 agosto alla presenza dei tecnici della Regione Lombardia, della Provincia, della Soprintendenza, dei progettisti, dei collaudatori. Conclusi i lavori della conferenza, che si auspica possa esaurire le proprie valutazioni in un’unica seduta, è ragionevole ritenere che nei giorni successivi possa essere ripresa l’attività di cantiere». 

segue

Paratie a Como il cantiere riparte – Cronaca – La Provincia di Como.

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Moltrasio: villa da abbattere Mezzo paese è contro – Cronaca – La Provincia di Como

alla fine, improvvisamente, il 24 giugno dall’ordine del giorno del consiglio comunale la gente è venuta a sapere che le intenzioni del nuovo proprietario erano quelle di radere al suolo la villa e tutto il resto e costruire un condominio di 11 appartamenti di lusso, possibilmente con darsene del demanio in concessione comunale cambiando i connotati a quell’angolo romito della riva con cancellazione di un mondo di affetti e di memorie. Dei Coccini Collini nulla rimarrebbe in quel luogo e con tutta probabilità il nuovo immobile progettato dall’architetto ….. andrebbe a mutare perfino il nome.

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da Moltrasio: villa da abbattere Mezzo paese è contro – Cronaca – La Provincia di Como.

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Lungolago Zambrotta: rubate le piante di lavanda – Cronaca – La Provincia di Como

Sparite quindici piante di lavanda dal nuovo lungolago firmato Gianluca Zambrotta. Incredibile, ma vero. Gli incivili colpiscono ancora e – dopo aver scheggiato una lastra del parapetto e danneggiato la fontanella – questa volta rubano addirittura i fiori. La lavanda ricopre la parte di passeggiata più vicina al vecchio marciapiede in porfido (per 170 metri di lunghezza) ed è finita nel mirino dei soliti ignoti, che hanno sradicato una quindicina di piante danneggiando, peraltro, l’impianto di irrigazione sottostante. Un’altra brutta sorpresa per il campione rossonero che, con la società «Young Boys», ha finanziato i lavori di sistemazione del tratto di lungolago tra piazza Cavour e i giardini, riaperto domenica scorsa. Zambrotta comunque non si perde d’animo e, anzi, continua ad apportare migliorie all’allestimento

da Lungolago Zambrotta: rubate le piante di lavanda – Cronaca – La Provincia di Como.

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Lungolago: fischi per l’attuale sindaco Stefano Bruni – Cronaca – La Provincia di Como

«Bruni, il tuo lungolago è di là» (sottointeso da piazza Cavour a Sant’Agostino). E ancora: «Vergogna, vergogna». «Basta, fai un altro muro!». E fischi. Tanti fischi. Tutti indirizzati al sindaco Stefano Bruni durante la cerimonia per la riapertura provvisoria del lungolago, curata e finanziata dal calciatore Gianluca Zambrotta, trasformato in un eroe. C’è infatti, tra il migliaio di comaschi assiepati al di là delle transenne e in attesa di poter camminare sulla nuova passeggiata (una scelta, quella di limitare gli accessi per il taglio del nastro che ha fatto storcere il naso a molti, consiglieri comunali inclusi), chi urla più volte: «Zambrotta sindaco, non Bruni». Il sindaco, quello vero, è rimasto impassibile, limitandosi a definire l’episodio «un triste momento» e «incivili» tutti coloro che, in pratica, gli hanno impedito di parlare.

segue “Zambrotta sindaco” Fischi per Bruni – Cronaca – La Provincia di Como.

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Villetta che oscura il lago: cancellati gli abusi edilizi – Cronaca – La Provincia di Como

Riprenderanno presto i lavori alla contestata villetta che nasconde uno dei pochi scorci del lago rimasti per chi scende da via per Brunate. L’abitazione, finita sotto processo dopo la denuncia presentata da alcuni automobilisti tra i quali l’architetto Darko Pandakovic, è stata infatti venduta all’asta. E, nei giorni scorsi, il tribunale di Como ha pure assolto dalle accuse di abuso edilizio gli imputati, ovvero il direttore dei lavori, l’ex coordinatore cittadino di Forza Italia Paolo Bortolotti, e il costruttore Calogero Morreale. Un’assoluzione che è conseguenza diretta non solo del pagamento di sanzioni e oneri di urbanizzazione, ma anche – e soprattutto – della certificazione di compatibilità paesaggistica rilasciata nei mesi scorsi dal Comune di Como, certificazione che fa decadere le ultime accuse rimaste a carico di costruttore e direttore dei lavori.Riprenderanno presto i lavori alla contestata villetta che nasconde uno dei pochi scorci del lago rimasti per chi scende da via per Brunate. L’abitazione, finita sotto processo dopo la denuncia presentata da alcuni automobilisti tra i quali l’architetto Darko Pandakovic, è stata infatti venduta all’asta. E, nei giorni scorsi, il tribunale di Como ha pure assolto dalle accuse di abuso edilizio gli imputati, ovvero il direttore dei lavori, l’ex coordinatore cittadino di Forza Italia Paolo Bortolotti, e il costruttore Calogero Morreale. Un’assoluzione che è conseguenza diretta non solo del pagamento di sanzioni e oneri di urbanizzazione, ma anche – e soprattutto – della certificazione di compatibilità paesaggistica rilasciata nei mesi scorsi dal Comune di Como, certificazione che fa decadere le ultime accuse rimaste a carico di costruttore e direttore dei lavori.

Villetta che oscura il lago: cancellati gli abusi edilizi – Cronaca – La Provincia di Como.

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Addio alle paratie automatiche Ci saranno solo lastre di metallo – Cronaca – La Provincia di Como

In sedici anni (dal 1995) il progetto delle paratie antiesondazione è stato progressivamente modificato e stravolto e l’addio al muraglione (nel febbraio del 2010) ha decretato anche l’addio alle paratie automatiche con la sola eccezione di piazza Cavour.
A Palazzo Cernezzi negli anni scorsi il sistema idraulico sul lungolago veniva definito «opera senza eguali» e la spiegazione per i non addetti ai lavori era semplicissima: in pratica azionando i pulsanti nella centrale operativa (avrebbe dovuto essere costruita all’inizio dell’attuale primo lotto di cantiere) le barriere in acciaio si sarebbero dovute alzare automaticamente fermando l’acqua.
Nel settembre del 2009, la scoperta del muro realizzato sul lungolago e l’esplosione di un’ondata di polemiche senza precedenti in città che ha portato all’abbattimento del manufatto in cemento. In quel periodo sia dal Comune sia dalla Regione avevano parlato di addio a qualunque barriera fissa (leggi muri). 

INTERO ARTICOLO QUI: Addio alle paratie automatiche Ci saranno solo lastre di metallo – Cronaca – La Provincia di Como.

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Villa Geno soffoca – Cronaca – La Provincia di Como

 «Sarebbe bello che il tratto dalla funicolare alla fine di viale Geno tornasse ad essere un parco – auspica Angelo Vavassori, agronomo e componente della commissione Paesaggio del Comune di Como -. Una volta c’era un filare di ippocastani molto belli, tolti e sostituiti con delle querce palustri, che dovrebbero diventare alte 30 metri e invece da 6-7 anni non crescono di una spanna perché le radici sono soffocate dal cemento». Subito dopo la stazione del trenino a fune, si passa sotto due archi dove rimane un’insegna sbiadita del «Parco comunale Regina Margherita», istituito nel 1911, quando l’amministrazione acquistò l’intera area dai marchesi Cornaggia. «Dopo la guerra cambiarono i nomi, compreso quello della piazza Umberto I, ora dedicata a Giacomo Matteotti. E si è perso anche il decoro», afferma Gaetano Picchierri, delegato provinciale delle Guardie d’onore alla reali tombe del Pantheon. Del parco rimangono solo degli sprazzi sul lato lambito dal lago: i giardinetti intitolati a Sergio Ramelli e quelli dietro Villa Geno, al centro di polemiche in Consiglio comunale poiché spesso chiusi e dove a breve partirà un cantiere per rimettere a nuovo la fontana. Sul lato destro della strada, invece, si percorre quella che potrebbe essere una bellissima pista ciclo pedonale ombreggiata dagli alberi. Peccato che questi ultimi siano rachitici o morti. 

da: Villa Geno soffoca Una sorte misera – Cronaca – La Provincia di Como.