Bellagio · Chicco (1939) e Luigina (1943) · DIARIO di Amaltea · gite via lago · la Lenta

La Lenta sul Lario

La fortuna, la grande fortuna, di avere un amico vicino di casa che governa la bellissima scialuppa da lui recuperata a nuova vita e resa ospitale per i veri amanti del Luogo.

Ripresa video realizzata da Luciana

Psiche · stare · Tempo

Leonora Cupane – Racconti poetici di luoghi interiori « Politica dei servizi sociali: ricerche in rete

RACCONTI POETICI DI LUOGHI INTERIORI
SEMINARIO DI AUTOBIOGRAFIA POETICA

Questo laboratorio parte dal presupposto che, scrivendo di sé, non sia importante soltanto che cosa si racconta, ma anche come.
Nell’infanzia, scrive Walter Benjamin, “le parole sono vive, piene, ricche, perché portano tutte traccia delle percezioni sensoriali forti del bambino, portano traccia del tatto, del colore, dell’odorato, del suono, di tutte le esperienze; la lingua del bambino è una lingua della domenica, cioè una festa”. Crescendo, la parola perde l’aderenza alle cose, al mondo, all’esperienza, e diventa più arida, perché slegata da quel piacere fisico di creare nominando: allora si opacizza, si logora, diventa automatica e vuota. Non c’è più una lingua della domenica, ma spesso una grigia lingua del lunedì mattina. Il pensiero diventa astratto e totalmente distaccato dalla fisicità che ci costituisce. Per raccontare se stessi in modo completo e non scisso, è necessario fare pratica d’una forma espressiva che permetta di recuperare quel piacere originario di gustare le parole con tutto il corpo.
Questa forma è la poesia, che ha la capacità di alimentarsi di parole vive perché nate dal ritmo del respiro, del battito del cuore, del passo, parole profondamente radicate nel corpo, che conservano le preziose qualità sensoriali della lingua allo stato nascente, capace di esprimere la totalità dell’esperienza senza scissioni; essa è uno strumento autobiografico completo, perché non separa il significato dalla forma-suono e dalla originaria matrice ritmica della parola, e permette di riunire in un unico atto narrativo il gioco creativo liberatorio e la rievocazione emotiva profonda e illuminante.
Proveremo quindi a raccontarci in forma poetica, facendo esperienza degli strumenti specifici attraverso cui la poesia può diventare una pratica autobiografica trasformativa, una forma di attenzione al linguaggio e di cura di sé e degli altri.

Lo spazio, insieme al tempo, è la dimensione costitutiva dell’esistenza. Non possiamo pensare a noi stessi senza collocarci in un luogo. Metafore comuni come “sentirsi a casa” “sentirsi spaesati” “trovare rifugio fra le braccia di qualcuno”, “stare dentro una torre d’avorio”, “avere un sogno dentro il cassetto”, “sentirsi in trincea”, sono solo alcuni esempi di come la spazialità permei il linguaggio e il pensiero. Nell’essere umano i luoghi, da concreti e materiali, diventano immaginari, simbolici: quindi, oltre ad abitarli, possiamo dire che ne siamo abitati. Conoscere i nostri luoghi/spazi interiori, avere accesso a queste immagini, significa quindi accrescere la conoscenza di noi stessi.

Il seminario è ispirato da un libro di Gaston Bachelard, “La poetica dello spazio” (Dedalo, Bari, 2006 nuova edizione) che ragiona e discorre sulla valenza evocativa, poetica e profondamente coinvolgente di alcune immagini spaziali – come la casa, la stanza, lo scrigno, il nido, il guscio- che Bachelard chiama “dello spazio felice”, il cui valore presenta ricchissime sfumature di intimità.
Durante il seminario andremo oltre: attraverso la scrittura non ci limiteremo a esplorare le immagini dello spazio felice, intimo e rassicurante, bensì ci addentreremo in una multiforme varietà di spazi, sia luminosi sia oscuri, preziosi per noi da evocare perché popolano il nostro mondo interiore. Torri e roccaforti, pozzi e miniere, soffitte e cantine, rifugi e tane, capanne e giacigli, sentieri e passaggi segreti, abissi e giardini, così come balaustre, ponti, soglie, crocevia, finestre, porte: ogni immagine spaziale che abbia una risonanza interiore profonda potrà diventare oggetto delle nostre scritture autobiografiche, rivisitazioni poetiche, immaginazioni trasformative.
Ragioneremo sui fertili intrecci fra memorie concrete di luoghi realmente esistiti e abitati, memorie fittizie di luoghi che qualcuno ci ha narrato (magari appartenenti a una memoria familiare) luoghi sognati e mitici, luoghi simbolici la cui realtà è solo interiore, spazi che ci accolgono e spazi che accogliamo in noi. La contaminazione fra memoria e immaginazione è vitale per nutrire il nostro spirito, se è vero, come dice Bachelard, che

L’immagine poetica non è l’eco di un passato ma è piuttosto il contrario: attraverso una folgorante immagine il passato lontano risuona di echi, e non si riesce a cogliere fino a quale profondità tali echi si ripercuoteranno e si estenderanno.
Le grandi immagini sono sempre allo stesso tempo ricordo e leggenda. Ogni grande immagine ha un fondo onirico insondabile, sul quale il passato personale dipinge immagini particolari.
Ogni memoria deve essere reimmaginata: nella memoria noi conserviamo microfilms che non possono essere letti se non ricevono la luce viva dell’immaginazione. Bisogna spingersi fino alle profondità dei sogni, al di là dei ricordi, in una pre –memoria.

Leggeremo anche poeti, italiani e stranieri, che si sono avvalsi d’immagini spaziali dal forte valore evocativo, cercando nelle loro parole, come in una miniera, frammenti preziosi da “scalpellare” poi dentro la nostra personale scrittura.
Il gruppo di lavoro intreccerà le voci e le immagini in un percorso di arricchimento reciproco, elaborazione creativa di nuovi testi condivisi, scoperta di altri punti di vista e apertura di nuovi spazi interiori.

Le metodologie di narrazione autobiografica e poetica che saranno utilizzate nel laboratorio attingono in parte anche alla poetry therapy (poesia-terapia) statunitense, e, opportunamente approfondite e declinate, possono costituire strumenti efficaci e preziosi per chi lavora in ambito didattico, educativo, formativo o terapeutico con qualunque tipologia di utenza: adulti, bambini, adolescenti, anziani, persone che vivono condizioni di crisi, malattia fisica e mentale, lutto, detenzione, possono trovare nella narrazione autobiografica poetica uno straordinario mezzo espressivo in grado di restituire loro una voce autentica, non vincolata rigidamente dalla logica e dal primato del concetto, generando una scrittura nuova e viva, “corporea”, profondamente radicata nella sensibilità personale.

Libera Universita’ Autobiografia – 2010-10-15 – Leonora Cupane – Racconti poetici di luoghi interiori.

Leonora Cupane – Racconti poetici di luoghi interiori « Politica dei servizi sociali: ricerche in rete.

Tempo

Paolo Ferrario, Agosto, lunario dei giorni di quiete, in Muoversi Insieme di Stannah

 

A metà agosto ci sono già i segni dell’estate che sta finendo: la rottura del caldo e le prime piogge, la luce calante, le temperature più fresche, le foglie che cominciano ad ingiallire.
E’ in questo periodo dell’anno che il tempo ci appare in tutte le sue varie dimensioni e aspetti: forse è proprio ora il momento in cui ne abbiamo una più acuta percezione e, quindi, possiamo farne oggetto di riflessione condivisa.
Le società moderne del mondo occidentale hanno cicli temporali molto definiti, tali da influenzare potentemente la vita quotidiana. Se mettiamo sotto osservazione la singola giornata, possiamo scandire il tempo del lavoro, quello del trasporto e quello della casa (vitto, relax, sonno). Se invece assumiamo come riferimento l’intero anno, allora vediamo nitidamente che la più forte linea di frattura è fra gli undici mesi di attività produttiva e questo agosto di “ferie”, “vacanze”, “ozio”, “pigrizia”.
 
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CASA di Coatesa · COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI

Stanza del Tiglio

 

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Dall’infanzia alla vecchiaia percepiamo che il paesaggio è parte integrante della nostra esperienza soggettiva e che noi facciamo parte di esso, poiché vi intrecciamo le nostre relazioni e i nostri destini. Attraverso le emozioni ogni persona connette “l’io” che percepisce a un oggetto che viene percepito. In tal modo il paesaggio non è più un insieme di oggetti materiali della natura, ma diviene una costruzione culturale.
Lo spiega bene lo storico delle sensibilità, Alain Corbin: “Il paesaggio è il modo di leggere e analizzare lo spazio, di rappresentarselo in rapporto al sapere sensoriale, di schematizzarlo per offrirlo all’apprezzamento estetico, di caricarlo di significati ed emozioni. In breve, il paesaggio è una lettura indissociabile dalla persona che contempla uno spazio”.
Prendiamo un gesto semplice come quello di
affacciarci a una finestra   ….

segue qui:

da:

Stanza del Tiglio: leggere e studiare in un caldo pomeriggio di Luglio, 2010. Presenze: Luciana, Miciù, Paolo, Amaltea

Gatti · Miciù · stanza del tiglio

Stanza del Tiglio: leggere e studiare in un caldo pomeriggio di Luglio, 2010. Presenze: Luciana, Miciù, Paolo, Amaltea

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Dall’infanzia alla vecchiaia percepiamo che il paesaggio è parte integrante della nostra esperienza soggettiva e che noi facciamo parte di esso, poiché vi intrecciamo le nostre relazioni e i nostri destini. Attraverso le emozioni ogni persona connette “l’io” che percepisce a un oggetto che viene percepito. In tal modo il paesaggio non è più un insieme di oggetti materiali della natura, ma diviene una costruzione culturale.
Lo spiega bene lo storico delle sensibilità, Alain Corbin: “Il paesaggio è il modo di leggere e analizzare lo spazio, di rappresentarselo in rapporto al sapere sensoriale, di schematizzarlo per offrirlo all’apprezzamento estetico, di caricarlo di significati ed emozioni. In breve, il paesaggio è una lettura indissociabile dalla persona che contempla uno spazio”.
Prendiamo un gesto semplice come quello di
affacciarci a una finestra   ….

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DIARIO di Amaltea · Mi ricordo · ORTO: lavori, cure, manutenzione · Terra e Clima

Diario di primavera inoltrata

sabato, domenica e lunedì!
Tempo coperto senza pioggia, 20°
Grandi lavori per completamento orti:
Paolo:
– quattro peperoni
– quattro zucchine
– una melanzana
– tre gazanie nelle ciotole di sasso sul terrazzo
– finito di creare il corridoietto sulla collinetta dell’orto verde e piantate quattro zucche
– inoltre il genius loci mi ha suggerito di predisporre un nuovo piccolo panoro, dietro il nespolo germanicus per la semina di ulteriori insalate

Luciana:
– ha tolto il gesso e sta facendo una gloriosa riabilitazione. Fra parentesi è stata bravissima nell’affrontare con sapiente rassegnazione l’incidente reagendo con l’ottimismo della volontà
– semina nuovo campetto di grumolo verde e rucola
– pianta sei guinee nei due vasi di cemento sotto la sala e predispone i vasi per la prossima accoglienza di fiori colorati davanti alla panca della pergola

Rinnoviamo completamente il vaso sul davanzale della cucina con le erbe aromatiche: erba cipollina, basilico, timo e semina prezzzemolo
L’orto ha preso vigore e le prime zucchine stanno facendo i fiori. Anche i cetrioli senbrano avere trovato (finalmente) un posto di loro gradimento nei grandi vasi di plastica.
Lunedì: grandioso taglio dell’erba su tutti i piani, usando alternativamente i due tosaerba.
Luciana rastrella di fino tre corridoi.
E l’orto giardino acquista il suo volto migliore: corridoi evidenziati  e zone verdi ordinate e scale pulite. Mi ricordo che negli anni scorsi dicevamo che le scale pulite davano di per sè una felice immagine di ordine.
Alle 17 comincia a piovere moderatamente
Temperatura 20°

DIARIO di Amaltea · ORTO: lavori, cure, manutenzione · Terra e Clima

Diario di primavera inoltrata

mercoledì e giovedì.
Due serate dalle 18 alle 21. Tempo coperto con deboli piogge, 23°
– nove lattughe barba di frate
– sei basilico
Raccolta prima insalata lollo.
Splendida fioritura di rose

DIARIO di Amaltea · ORTO: lavori, cure, manutenzione · Terra e Clima

Diario di primavera inoltrata

domenica
Sembra finalmente arrivato il caldo. Arriviamo ieri alle 10 e 30. Luciana, sempre ingessata, riesce a dedicarsi all’orto verde:
– ulteriori 6 coste
– sei Basilico
– nove lattughe barba di frate
Inoltre, con gran soddisfazione, pulisce tutto il viale delle rose e rabocca le patate nei sacchi
Lavori di Paolo:
– trattamento anti acari ai meli (ortika della Botanika)
– sei peperoni
– quattro pomodori seminati da noi
– quattro gerani
– continua lo smantellamento della collinetta dell’orto verde e trasporta le macerie edili all’ultimo piano

sole e caldo 28°

DIARIO di Amaltea · ORTO: lavori, cure, manutenzione

diario di primavera inoltrata

mercoledì
di nuovo qui.
Paolo trapianta la Begonia vicino alla tavernetta, pota il Tiglio, e puntella (per il rincalzo) con i piastrelloni arancioni la zona patate del corridoio/pollaio.

Sole, ma grande vento da domenica scorsa.
Luciana è ancora inabile, ma bagna l’orto verde e raccoglie le prime fragole

Chicco (1939) e Luigina (1943) · Flickr

Balenottero felice, album fotografico Flickr

https://www.flickr.com/photos/amalteo/albums/72157627178129272/with/5930511074

P1110130
DIARIO di Amaltea · ORTO: lavori, cure, manutenzione

diario di primavera inoltrata

sabato e domenica: 2 giorni ad Amaltea.
Paolo pianta:
– 6 pomodori
– 6 cetrioli
– Tagete
– tre Achilee
Luciana, nonostante l'”infrazione” del capitello radiale sinistro, riesce a rincalzare le patate e a riseminare i fagiolini nani, essendo i primi marciti per le abbondanti piogge ed il freddo.
Riordino di una parte dei libri: stanza tiglio e studiolo.

DIARIO di Amaltea · ORTO: lavori, cure, manutenzione

Lavori primaverili nell’orto giardino

sabato e domenica

  • manutenzione varia
  • raccolgo nel bosco sopra Riva delle Felci e le pianto nella zona dove c’era la siepe e nell’angoletto del primo piano
  • alla mattina presto faccio il trattamento contro gli acari con K Ortica della Botanika 
  • pianto pomodori: due tondi innestati, 1 pachino innestato, due Ben Hur, tre sardi
  • pianto due melanzane
  • finisco di piantare le patate. Per l’anno prossimo: dieci chili (cinque chili per volta distanziati di tre settimane) senza tagliarle
  • sistemati gli Ibischi vicino a casa
  • spostati i libri di fotografie per far posto ad un altro piano di storia nella stanza di Corto Maltese