Cipressi · COATESA: frazione di Nesso

Coatesa dallo stradone: il battello delle 14 e 50

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Acqua · Alberi · FOTOGRAFIE · resilienza · Terra

RESILIENZA, da una mostra dedicata a ANDREJ TARKOVSKIJ

Cerchio dell'Apparire · Cipressi · nostro angolo

Cipresso, 16 maggio 2012

Cerchio dell'Apparire · Cipressi · nostro angolo

Cipresso, 14 maggio 2012

Cerchio dell'Apparire · Cipressi · nostro angolo

Il cipresso, 10 maggio 2012

Cerchio dell'Apparire · Cipressi · nostro angolo

Cipresso al 7 maggio

Alberi

Amanta Strata, SIAMO ALBERI, Genova 18 maggio – 1 giugno 2012

Cerchio dell'Apparire · Cipressi · nostro angolo

CIPRESSO, giovedì 3 maggio 2012

Cerchio dell'Apparire · Cipressi · DIARIO di Amaltea · nostro angolo · primavera · Trapianto

CIPRESSO, lunedì 30 aprile 2012

In occasione di una rapida visita dalle 10 alle 14.

Giornata di pioggia

Piantato 12 fragole e 2 zucchine

Concimato lamponi

Alberi

L’albero (L’arbre), di Julie Bertuccelli, con Charlotte Ginsbourg, Morgana Daves, Marton Csokas, Aden Young, 2010

Julie Bertuccelli torna dietro la macchina da presa portando sullo schermo il romanzo Our Father Who Art in the Tree di Judy Poscoe. Ambientata in Australia, la pellicola vede protagonisti Dawn e Peter, una coppia che vive felicemente con i loro quattro figli. Quando però l’uomo muore all’improvviso, ognuno reagisce in maniera diversa. Dawn è disperata, fa fatica ad alzarsi dal letto e riesce a stare dietro a malapena alla casa. Simone però, la bambina di 8 anni, crede che il padre stia continuando a vivere attraverso un grosso albero che si trova in giardino che col tempo cresce sempre di più e ad un certo punto si pone il problema di farlo abbattere. La Bertuccelli realizza al tempo stesso un dramma familiare sull’elaborazione del lutto che sfocia verso derive fantastiche e, contemporaneamente, un diario di formazione dove il mondo è visto attraverso gli occhi di una bambina di 8 anni. 

l’intera recensione qui: “L’albero”, di Julie Bertuccelli.

Alberi

GLI ALBERI, di Michelle Karen Sandonà

Gli alberi non cambiano,
li trovi lì, dove li hai piantati,
neanche in attesa.
Hanno esteso la chioma,
hanno piegato i rami;
qualcosa nella corteccia si è indurito
e scavato.
Qualcosa ha ascoltato.

Li guardi… ed è come tornare a te stesso,
stranamente gentile
giustamente triste,
per quel tanto parlare
col silenzio dell’ombra,
in quella sicura certezza
di ciò che accoglie,
rinfresca.

da Poesie.

Alberi

Il respiro dell’albero – dalle ricerche di Neurobiologia vegetale, da Corriere Fiorentino

Piante e animali sono facce della stessa medaglia: pezzi di Dna, protetti da armature di zuccheri e proteine


Cambia solo il modo in cui intercettano l’energia, per trasformare in nuova materia il carbonio che galleggia nell’aria. E, di conseguenza, varia il modo in cui questo nutrimento se lo vanno a cercare, attraverso diverse strategie di movimento che, a loro volta, hanno indotto con l’evoluzione divergenze morfologiche sia esterne, sia a livello cellulare. Ma, per il resto, piante e animali sono facce della stessa medaglia: pezzi di Dna, protetti da armature di zuccheri e proteine, che passano l’esistenza a preparare l’organismo per il momento focale, e cioè la perpetuazione del Vivente tramite la riproduzione. Nel frattempo, entrambi mangiano, crescono, comunicano, difendono la loro nicchia di sopravvivenza.

tutto l’articolo qui: Il respiro dell’albero – Corriere Fiorentino.