ORTO: lavori, cure, manutenzione · salute e malattie

Prodotti naturali per proteggere le nostre piante, da « Coltivare l’orto

un breve elenco di prodotti che potete utilizzare per il vostro orto naturale:

– Algomin: composto da alghe coralline calcinate, seccate e polverizzate. È utile per combattere le infestazioni fungine.
– Etermut: combinazione di polveri vegetali utili per allontanare le mosche dalle carote
– Oscorna: ricostituente fluido che stimola la crescita. È un mix di piante officinali, concimi organici, lieviti ed alghe.
– Preicobakt: polvere composta da argilla, ingredienti vegetali ed organici. Spruzzato su radici e cortecce, eliminano così muschio, uova di parassiti e protegge le piante dal gelo.
– Emulsione di olio bianco: da spruzzare sulle piante, combatte cocciniglie, afidi e elimina uova di parassiti

 Algifert: composto di alghe ridotte in polvere, ideale per preparare una soluzione concimante nutriente

da Prodotti naturali per proteggere le nostre piante « Coltivare l’orto.

autunno · ORTO: lavori, cure, manutenzione · primavera

Lettera fotografica al tecnico degli oggetti

 

caro C.

ancora una volta ho bisogno delle tue abilità tecniche.

Come sai ogni anno devo portare fra Coatesa e Como e Como Coatesa circa 5 piante in vaso di medio-piccole dimensioni.

La soluzione del pollaio non va bene: troppo freddo (misurato col termometro)

Allora vorrei vedere con te se è possibile un’altra possibilità.

Come sai ho questo contenitore (abbastanza sottoutilizzato) da giardino:

Cosa ne dici di creare delle bretelle, tipo zaino (usando, ad esempio una corda per tapparelle)?

Non so come si potrebbe fare. Magari bucare la parte posteriore del contenitore. Ma tu, di certo avrai qualche buona idea.

Il contenitore diventerebbe così una specie di zaino da trasporto per i 500 passi che ci sono dal giardino al posteggio.

Se hai tempo e voglia di fare questo aggiustamento ti porto il contenitore, cogliendo anche l’occasione per portarti cachi e kiwi.

Un caro saluto

Paolo

Acquisti · ORTO: lavori, cure, manutenzione

ANTIKA OFFICINA BOTANIKA – Via Delle Vigne, 54 – 65010 Collecorvino (Pe) – Italia -tel 0858207099 – www.antikaofficinabotanika.it – www.lapropolis.net – www.saponemolle.net

Se hai un Garden oppure un’agraria, organizza anche tu l’angolo del giardinaggio Naturale.
Ti offriamo:
  1. gamma completa di prodotti;
  2. addestramento ed aggiornamento del personale;
  3. assistenza commerciale;
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  5. guide applicative e materiale informativo;
  6. campagna pre-stagionale.
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Se hai bisogno di aiuto o hai commenti da lasciarci contatta il nostro Customer Service Team
Estate · ORTO: lavori, cure, manutenzione

Le mie piante all’inseguimento dell’estate, di Paolo Pejrone – LASTAMPA, 1 ottobre 2011

 

A Revello, vicino a Saluzzo, nel mio giardino-microcosmo, le querce hanno aperto le foglie all’inizio di agosto: prima sono arrossite, poi sono cascate e da dieci giorni hanno le nuove foglie verdi, tenere e bellissime. Sembrano quasi le foglie di un’insalata, tanto sono leggere e trasparenti.

Questo vuol dire che c’è stato un «incidente climatico», che il caldo e il secco improvvisi, soprattutto la siccità, hanno reso le piante più deboli. Risultato? Gli alberi hanno perso le foglie. Hanno «finto» di tornare in abito invernale. Poi, con le prime piogge, per loro è tornata una specie di primavera e hanno prodotto le foglie nuove. Lo stato di malessere dei grandi alberi è forte, patiscono questo stress. Si percepisce il loro non star bene. Sono provate da un’estate così estenuante e lunga che sembrava non cominciasse ma che ora non finisce più. Tentennava: pioveva, faceva fresco, ora non si ferma.

Nel mio giardino, stanno bene le piante della macchia mediterranea come i corbezzoli e le filliree o gli allori e i viburni; percepisco tutta la gioia dei fichi, che amano i posti caldi e le lunghe estati. Colgo anche l’ebbrezza di gioia degli ulivi. E i pochi oleandri, che in genere in quest’epoca sono a riposo, sono in completa esuberanza estiva. Poi, ecco quello che incuriosisce, piante come gli ailanti, invadenti e aggressivi, sono invece in perfetto stato.

Ma non c’è da allarmarsi per quanto sta accadendo: le piante in certi momenti cercano di inseguire l’estate e non ci riescono. Non è nulla di grave: è un fenomeno che ogni tanto si ripete. E’ la natura.

Le mie piante inseguono la bella stagione – LASTAMPA.it.

ORTO: lavori, cure, manutenzione

Calendario lunare 2011

Calendario lunare 2011.

ORTO: lavori, cure, manutenzione

compostaggio nell’orto

Suggerimenti per il compostaggio nell’orto : Coltivare l’orto.

ORTO: lavori, cure, manutenzione

Combattere le cimici nell’orto : Coltivare l’orto ABC

Combattere le cimici nell’orto : Coltivare l’orto ABC.

Ortaggi · ORTO: lavori, cure, manutenzione

Settembre nell’orto. Tabella delle semine

Settembre nell’orto. Tabella delle semine : Coltivare l’orto.

DIARIO di Amaltea · GIARDINO, ORTO, FRUTTETO, TERRAZZAMENTI in Coatesa · ORTO: lavori, cure, manutenzione

Coatesa: il ciclo dell’orto nel 2011

ORTO: lavori, cure, manutenzione

ELOGIO DELLE ERBACCE

 

ELOGIO DELLE ERBACCE

Flagello biblico, responsabili di avvelenamenti di massa o simbolo di rinascita postbellica: fin dagli albori l’umanità  ha rinunciato a dare una definizione scientifica di “erbaccia”, cambiando etichetta a seconda delle mode e della cultura dell’epoca. Prendendo avvio proprio da questo dato di fatto, l’autorevole botanico inglese Richard Mabey scrive la prima storia culturale di queste creature che vivono ai margini della società  vegetale, così importanti per il sistema immunitario del pianeta, preziose per le loro proprietà curative, belle per le forme e i colori, eppure così strenuamente combattute dall’uomo che le ha sempre considerate pericolosi invasori dei suoi spazi.

E’ proprio questa visione frutto di luoghi comuni che Mabey intende ribaltare: attraverso pagine colte e raffinate, ricche di informazioni erudite e reminiscenze personali e artistico-letterarie, l’autore compie una riflessione che trascende i confini della botanica e approda alla filosofia, mettendo in luce l’affinità  esistenziale tra noi e le erbacce, quel comune spirito di adattamento e quell’istinto di sopravvivenza che dovrebbero indurci a riconoscere in loro delle compagne di vita da amare, dal destino saldamente intrecciato al nostro

ELOGIO DELLE ERBACCE in Libri – Treccani.

Api · ORTO: lavori, cure, manutenzione

Allevare le OSMIE con “Villa Rosaria” by Eugea

Eugea offre la possibilità ad ognuno di allevare le piccole osmie e osservare da vicino la meraviglia del rapporto tra fiori e insetti

ROSARIA, L’APE SOLITARIA

Le osmie (Osmia sp.) sono Imenotteri Apoidei appartenenti alla famiglia dei Megachilidi. Vengono dette “api solitarie”, perché, a differenza delle api da miele, non vivono in società, e ogni femmina si riproduce per conto proprio. Sono, però, gregarie e amano nidificare in gruppo.

Raccolgono il polline non sulle zampette posteriori, come le api o i bombi, ma sulla parte ventrale dell’addome (la pancia). Volano dalla primavera precoce a giugno, e prediligono raccogliere il polline dalle Rosacee, una famiglia botanica alla quale appartengono molte piante ornamentali, come la rosa e il biancospino, e molti alberi da frutto, come mandorlo, albicocco, pero, melo, susino e ciliegio.

Di tutte queste colture queste piccole api sono ottimi impollinatori. Difficile vederle in azione proprio perché volano quando per noi fa ancora troppo freddo per le passeggiate. Difficile vederle perché il loro volo è molto veloce, e le visite ai fiori rapidissime. Difficile vederle anche perché i pesticidi, la mancanza di fioriture spontanee e di siti di riproduzione ne hanno decimato le popolazioni.

Ecco perché EUGEA ha deciso di allevare le osmie, per offrire la possibilità di osservare da vicino la meraviglia del rapporto tra fiori e insetti, la cura e la fatica di esseri così piccoli per allevare la prole; per offrire una piccola, ma significativa, possibilità di recupero ad un ambiente, anche urbano, che ha bisogno di riscoprire il rapporto con le cose e i tempi della natura.

COSA POTETE OSSERVARE?

Le osservazioni di un aspirante entomologo o di un semplice curioso della natura sono tante! Dapprima vedrete sfarfallare (si dice così) i maschi, più piccoli e snelli e con un buffo ciuffetto di peli bianchi sul musetto, a mo’ di baffetti. I maschi continueranno ad entrare ed uscire dal cubetto delle femmine, che usciranno dopo diversi giorni, si accoppieranno, e sceglieranno una cannuccia che diventerà il loro nido.

Ciascuna femmina marca con odori il proprio tunnel, ma ogni tanto qualcuna tenta furbescamente di deporre il proprio uovo sulla provvista di polline e nettare di un’altra femmina (vi ricorda comportamenti che conoscete tra gli umani?). Sentirete allora buffi ronzii e rumoreggiamenti che testimoniano la discussione in atto sulla proprietà del nido. Di solito la proprietaria scaccia l’intrusa, ma non sempre…

Se osservate da sotto le femmine in arrivo con il bottino di polline e nettare, le vedrete colorate di giallo, verde, rosso, a seconda di quale pianta stiano visitando. Potete anche divertirvi (solo occasionalmente, dopo che siete sicuri che la femmina sia già ben insediata nella casetta) a mettere pezzetti di foglia all’entrata del tunnel mentre la proprietaria è fuori: la sentirete brontolare e darsi da fare animatamente per buttar fuori l’oggetto, e voi avrete più tempo per osservare la grazia e, al tempo stesso, la frenesia del suo lavoro.

Al ritorno dal viaggio di raccolta, la femmina compatta il bottino già racimolato con il capo, poi si gira (per farlo a volte esce dal tunnel e rientra a marcia indietro) e deposita il prezioso carico con le zampe posteriori: spesso il polline resta appiccicato al musetto della femmina, che potrete vedere riposarsi all’ingresso del tunnel con una simpatica maschera color polline. Finita la provvigione, deposto un uovo, la femmina chiude la celletta costruendo pazientemente una parete di fango, che trasporta tra le mandibole. Nel giro di una decina di giorni ogni femmina completa un tunnel (con 5-10 cellette ciascuno) e costruisce con molta cura un tappo finale, ..incurante del vostro grande occhio che la guarda…Poi sceglierà un altro tunnel, fino a completare la deposizione delle uova di cui dispone, che sono circa 30. Le larvette schiuderanno dopo una settimana circa, cresceranno consumando la provvigione e, compiute 5 mute, tesseranno il bozzolo, all’interno del quale trascorreranno tutta l’estate. A fine agosto-settembre, finalmente, la metamorfosi in adulto, una nuova piccola osmia che se ne starà chiusa al sicuro nel bozzolo, in attesa che passino l’Autunno e l’Inverno.

E Rosaria? Alla fine del periodo riproduttivo, la femmina terminerà il suo ciclo vitale (dopo 30-40 giorni dalla fondazione del nido), non senza aver lasciato in custodia a Voi la sua preziosa progenie.

COSA FARE CON LE CANNUCCE?

Ritirate le cannucce chiuse con il tappo finale di fango dopo un paio di mesi, e comunque subito dopo che l’ultima osmia avrà finito di volare. Conservatele in un luogo riparato (in garage andrà benissimo), chiuse in una vecchia federa di cotone.

Non chiudetele in sacchetti di plastica perché ammuffirebbero. A novembre dicembre la nuova generazione di osmie va messa a svernare…in frigorifero (3- 4 °C)! L’anno dopo potreste avere una vostra popolazione, per la quale però il numero di cannucce rimaste sarà insufficiente. Inoltre, non rinnovare il materiale di nidificazione porta, nel giro di breve tempo, allo sviluppo di parassiti (acari). Per tutte queste ragioni, se non sapete come fare, potete rispedirle a EUGEA, utilizzando una busta di carta. Se impiegate una di quelle imbottite, abbiate cura di praticarvi piccoli fori per fare respirare gli insetti nei bozzoli.

I COINQUILINI

Se lascerete le cannucce non occupate a disposizione della Natura per tutta l’estate potreste avere la fortuna che qualche altra specie selvatica decida di usufruire del vostro nido. Sono specie in declino, e il vostro nido può costituire una piccola, essenziale, differenza. Distinguerete le diverse specie dalle dimensioni, dal colore, dal tipo di volo, e, in alcuni casi, dal diverso materiale utilizzato per la costruzione dei setti e la chiusura finale: fango, per alcuni, ma lavorato diversamente, fili d’erba secchi, ritagli di foglie. Che nome dargli? Ci vuole uno specialista, e anche in questo caso, se volete, ce le potete inviare.

NON C’E’ D’AVER PAURA

Le osmie femmine posseggono il pungiglione, ma non sono aggressive.

Se le infastidite nei pressi del nido sono loro ad andarsene. Tuttavia, non prendetele in mano:. la puntura è poco dolorosa (come un foro di spillo), ma è meglio evitarla (specie se siete allergici alla puntura di api). I maschietti, invece, non pungono, ma se li stringete vi mordicchieranno le dita con le loro mandibole a spatola, robuste abbastanza da tagliare il bozzolo al momento di uscire…ma non da farvi male.

DOVE POSIZIONARE LA CASETTA

La casetta va posizionata ad almeno 1,5 metri da terra, esposta ad Est o Sud. L’ideale è sotto una sporgenza, che riparerà la casetta sia dal troppo sole che dalla pioggia. All’uscita di un porticato andrà benissimo, sotto un davanzale, sotto un terrazzo. Può essere appesa anche ad un albero, purchè sia ben fissata, per evitare che dondoli troppo se tira vento. Non cambiatele posizione!.

La casetta di Rosaria è stata assemblata dai ragazzi diversamente abili della Cooperativa ASSCOOP di Bologna.

Si può acquistare su http://www.eugeastore.com, nel reparto Osmie:http://www.eugeastore.com/department/4/3-Osmie.asp

in: Allevare le osmie con “Villa Rosaria” by Eugea.

ORTO: lavori, cure, manutenzione

cominciato a dissodare e vangare; dato calciocianamide

Pomeriggio di sabato a Coatesa:

  • cominciato a dissodare e vangare (due fila dei pomodori, una fila delle zucchine, 4 buche per le zucche)ù
  • dato calciocianamide  (e bagnato per migliorare la struttura del terreno)

Sono esausto