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Melo Royal Gala

l’impollinatore è la Golden Delicious

che è impollinato dalla Starking 
a sua volta impollinato dalla Golden Delicious
che è impollinato dalla Starking e il cerchio si chiude
marmellate

Prugne “Goccia d’oro”: trasformazioni, 31 luglio 2010

Dall’albero alla tavola, le gocce d’oro offrono un ciclo produttivo che ci accompagna tutto l’anno

GIARDINO, ORTO, FRUTTETO, TERRAZZAMENTI in Coatesa · Prugno goccia d'oro · Ricette

Prugne "Goccia d’oro": trasformazioni

Dall’albero alla tavola, le gocce d’oro offrono un ciclo produttivo che ci accompagna tutto l’anno.


ANIMALI · ORTO: lavori, cure, manutenzione

Biscia o vipera?

 Il metodo infallibile e immediato per distinguere la vipera dalla biscia consiste nel guardare la coda: la coda tronca e grossa della vipera si nota immediatamente, allo stesso tempo la coda lunga e sottile della biscia consente di individuare sicuramente il rettile.

Per i più esigenti, il metodo veloce per classificare le due vipere è questo: l’aspide ha l’apice del muso leggermente ricurvo verso l’alto, nel marasso invece l’apice del muso è piatto. 

in http://camporotondo.altervista.org/mioweb3/fauna/vipera.htm

A chi non è capitato di incontrare un serpente in giardino?
In Italia i serpenti più comuni sono la biscia o natrice dal collare (Natrix natrix), il biacco (Coluber viridiflavus) e la vipera comune (Vipera aspis).
Il modo più sicuro per distinguere una vipera da una natrice o un biacco è la pupilla: se è verticale a fessura come quella dei gatti allora è una vipera, se è tonda è un altro serpente.
Noi umani abbiamo una paura atavica dei rettili, che nel lontano passato in cui eravamo qualcosa di molto simile a degli scoiattoli, erano i nostri predatori naturali. Tutto ciò è rimasto nei nostri geni, e provoca una paura spesso incontrollabile per ogni tipo di rettile.
Tuttavia un buon giardiniere sa che se il suo giardino “funziona” attirerà di conseguenza un gran numero di animali selvatici o semi-selvatici, come topolini, ricci, uccellini, rane ed anche serpenti.
Chi possiede un pozzo potrebbe trovarsi facilmente a che fare con la comune biscia d’acqua, o natrice.
In genere gli incontri con i serpenti sono piuttosto rapidi e spaventosi, non si ha molto tempo a disposizione per riflettere, ma si deve cercare di mantenere il più possibile la calma ed evitare di uccidere l’animale, fosse anche una vipera. Piuttosto si deve cercare di tenere l’erba bassa, i rampicanti in ordine e soprattutto di inserire nel proprio giardino il predatore naturale di questi rettili, cioè il riccio.
Senza farsi prendere dal panico si deve catturare l’animale gettandogli sopra una coperta o un panno resistente, ed avendo cura di indossare guanti protettivi. Poi lo si chiude in una busta o in una scatola di cartone e lo si porta in campagna. L’importante è fare attenzione a che non ci siano case troppo nelle vicinanze e che ci sia almeno una piccola fonte d’acqua.
Il morso della biscia o del biacco non è pericoloso, anzi, queste due specie si nutrono di topi e ratti. Quello della vipera è veramente mortale solo per i bambini e gli animali domestici. Un adulto in buona salute fa tranquillamente in tempo ad arrivare al pronto soccorso. Inoltre è più facile essere allergici al siero anti-vipera che al morso stesso della vipera (ed è per questo che il siero anti-vipera è riservato all’uso in ospedale).
Un altro sistema per riconoscere le vipere è la forma della testa, che deve essere triangolare o trapezioidaile, leggermente all’insù. Indicativo può essere il colore, che in una vipera dovrebbe essere marrone rossastro, con una striatura più scura sul dorso.

 

da Compagnia del Giardinaggio :: Leggi Argomento – Serpente o vipera?

ORTO: lavori, cure, manutenzione

Le regole del trapianto | Verde Blog : Consigli di giardinaggio


  1. Non trapiantare mai durante la fase di fioritura
  2. Non farlo nemmeno se la terra che avvolge le radici è molto secca
  3. Potare le radici malate e tagliare quelle che sono rovinate, senza danneggiare il resto
  4. Eliminare la terra secca dalla superficie della zolla
  5. Eliminare eventuali grovigli di radici con le dita
  6. Adeguare la dimensione del vaso a quella della pianta. Non esitare a trapiantare un esemplare che non cresce bene o che cresce troppo trapiantandolo, assicurandogli così uno sviluppo sano e vigoroso

da: Giardinaggio: le regole del trapianto | Verde Blog : Consigli di giardinaggio

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Giardinaggio: le regole del trapianto | Verde Blog : Consigli di giardinaggio

  1. Non trapiantare mai durante la fase di fioritura
  2. Non farlo nemmeno se la terra che avvolge le radici è molto secca
  3. Potare le radici malate e tagliare quelle che sono rovinate, senza danneggiare il resto
  4. Eliminare la terra secca dalla superficie della zolla
  5. Eliminare eventuali grovigli di radici con le dita
  6. Adeguare la dimensione del vaso a quella della pianta. Non esitare a trapiantare un esemplare che non cresce bene o che cresce troppo trapiantandolo, assicurandogli così uno sviluppo sano e vigoroso

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Giardinaggio: le regole del trapianto | Verde Blog : Consigli di giardinaggio

ORTO: lavori, cure, manutenzione

10 consigli per ottimizzare il consumo di acqua in giardino, nell’orto e sul balcone | FloraBlog – Il Blog dedicato al regno vegetale


1) Meglio nelle ore più fresche
La prima regola è la più ovvia ma è sempre bene ricordarla: le piante vanno annaffiate durante le ore più fresche della giornata, la sera dopo almeno mezz’ora dal tramonto o, meglio ancora, la mattina presto (l’ideale sarebbe quando c’è già luce ma il sole non è ancora sorto). Così facendo si ottiene un duplice vantaggio: da un lato si evitano shock termici alle piante che le possono danneggiare e dall’altro il terreno più fresco ha tutto il tempo per assorbire l’acqua senza che l’azione diretta del sole la faccia velocemente asciugare.
2) Poco alla volta, più volte
Uno dei trucchi più efficaci per risparmiare acqua è quello di bagnare un poco e fermarsi ripetendo però l’operazione due o tre volte a distanza di una manciata di minuti. Il motivo è semplice perché così facendo si permette al terreno di assorbire a poco a poco l’acqua senza che questa “scivoli” via senza di fatto bagnare. Questa regola vale in modo particolare per le piante coltivate in vaso.
3) Lentamente è meglio
Questa regola sortisce un effetto molto simile a quella precedente e permette al terreno di assorbire lentamente l’acqua senza che questa venga sprecata inutilmente. Il flusso dell’irrigazione deve essere regolato al minimo; nel caso dei vasi serve fare attenzione che l’acqua non tracimi dal bordo.
4) Al bando la concorrenza
La concorrenza in questione è rappresentata dalle infestanti che non competono con le nostre piante solo per quanto riguarda lo spazio e le sostanze nutrienti ma anche per il consumo di acqua, soprattutto durante questo periodo. Quindi non abbiate pietà di loro ed estirpatele con ogni mezzo possibile per lasciare tutte le risorse alle sole piante coltivate.
5) Viva la pacciamatura!
Pratica che torna utilissima anche per facilitare il controllo delle infestanti del punto precedente, l’utilizzo della pacciamatura sortisce altri effetti molto positivi: non frena solo lo sviluppo delle erbacce ma limita l’evaporazione e mantiene più a lungo l’umidità. I materiali utilizzati possono essere i più disparati ma quelli più diffusi sono la paglia, le foglie secche e soprattutto la corteccia di pino (bark). Questo metodo è molto valido, provare per credere, e si applica anche ai vasi di medie e grandi dimensioni. Se poi per la pacciamatura si utilizzanole foglie di felce aquilina si tengono le limacce lontane dalle nostre piante.
6) Solo quando ce n’è bisogno
Regola che si basa sull’esperienza ma che in genere dà buoni risultati. Col tempo si impara a conoscere le nostre piante e a capire più o meno quando hanno sete. Del resto molti vegetali sono in grado di “comunicare” con segnali inequivocabili quando è indispensabile un apporto d’acqua. Non conviene però aspettare così tanto per annaffiare perché spesso si rischia di far soffrire inutilmente le piante che porterebbero poi i segni di questa carenza (crescita lenta, assenza di fioritura ecc.); meglio capire e leggere i primi segnali e regolarsi di conseguenza.
7) Abituarle al peggio
Per testare le reali esigenze idriche di una pianta è possibile fare così: si annaffia con la stessa frequenza per un dato periodo di tempo ma ogni volta che lo si fa si diminuisce progressivamente l’apporto di acqua somministrata. Se per esempio si bagna una pianta ogni 3 giorni la prima volta si somministrano 5 litri di acqua, la seconda 4,5 litri, la terza 4 litri e così via, il tutto per capire fino a dove è possibile spingersi senza compromettere la salute della pianta. Questa tecnica permette anche, per quanto possibile, di “educare” la pianta a determinati ritmi di annaffiatura e a determinate quantità di acqua disponibile e, se le si dà il tempo di adattarsi, il risultato finale è in genere assicurato.
8 ) Riciclare l’acqua
Una bella fetta dell’acqua che quotidianamente buttiamo giù per le tubature è in realtà molto pulita e potrebbe essere ancora sfruttata per annaffiare le nostre piante. È il caso per esempio dell’acqua utilizzata per lavare frutta e verdura e che, una volta raccolta in un recipiente, può essere somministrata alle piante in tutta tranquillità. Altra buona abitudine, se si possiede un prato, è quella di mettere a scolare i vasi appena bagnati direttamente sopra il tappeto erboso: l’acqua in eccesso non andrà sprecata ma verrà assorbita dal terreno sottostante.
9) Di plastica è meglio
Non vorrei dirlo ma è così: per quanto riguarda il risparmio di acqua è molto meglio preferire i vasi di plastica piuttosto che quelli di terracotta. Il motivo è dovuto al fatto che in quest’ultimi è presente una miriade di micro fori che fanno traspirare l’umidità molto rapidamente, al contrario dei vasi di plastica che, essendo appunto realizzati conmateriali artificiali, non hanno questo problema e trattengono molto meglio l’acqua, mantenendola a disposizione della pianta ospite per un periodo più lungo.
10) Le piante giuste
Questo non è un consiglio per l’immediato ma per il futuro, ovvero quello di utilizzare nel proprio balcone o giardino piante adatte al nostro clima o resistenti alla siccità: sono molte le specie in commercio e la scelta è davvero ampia. Analogamente, nel proprio orto converrà in futuro pianificare la coltura di varietà adatte alla carenza di acqua (che coincidono sempre con gli ortaggi della produzione locale: qualcuno, nel corso del tempo, ha già fatto il lavoro sporco per noi…) o che hanno un ciclo precoce. Anche qui la scelta non manca ma, come per le piante da balcone o da giardino, si ripresenterà sicuramente l’occasione per parlarne di nuovo in modo approfondito.

da:

10 consigli per ottimizzare il consumo di acqua in giardino, nell’orto e sul balcone | FloraBlog – Il Blog dedicato al regno vegetale

Ortensia

Ortensie, Hydrangea (Ortensia – Saxifragaceae)

O  rsù
R  ingraziamo
T  anta
E  videntemente
N  ecessaria
S  uper
I   dratazione
E  largitaci


Per le cure delle Ortensie vai a Giardinaggio.it

Fotografie e acronimo di Luciana

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Le piante del commiato e della memoria (prima parte) di Sandro Russo

Le piante del commiato e della memoria. Fiori e piante hanno sempre accompagnato il momento del commiato e gettato la loro ombra sulle estreme dimore degli uomini.
Immagino che alcune siano state scelte per la loro longevità a contrasto con la brevità della vita umana; altre sono state nei secoli collegate con la celebrazione di varie attività umane: per onorare gli eroi, coronare i poeti. Alcune piante devono essere state scelte, per la loro forma o portamento. Altre ancora hanno richiami simbolici; una particolare resistenza o la capacità di superare le avversità, di rivegetare dopo una transitoria interruzione. Presentiamo le più diffuse nel mondo occidentale…