GENIUS LOCI · Venezia

Venezia | Segni di Paolo del 1948

GENIUS LOCI · Venezia

Venezia vista da Italo Calvino

Da: Italo Calvino, Le città invisibili, Einaudi, Torino 1972. Inviato dal Gran Kan, Marco Polo ha visitato e raccontato al Sovrano infinite città. Ma ecco che il Kan gli chiede:


 

-Ti è mai accaduto di vedere una città che assomigli a questa? – chiedeva Kublai a Marco Polo sporgendo la mano inanellata fuori dal baldacchino di seta del bucintoro imperiale, a indicare i ponti che s’incurvano sui canali, i palazzi principeschi le cui soglie di marmo s’immergono nell’acqua, l’andirivieni di battell leggeri che volteggiano a zigzag spinti da lunghi remi, le chiatte che scaricano ceste di ortaggi sulle piazze, dei mercati, i balconi, le altane, le cupole, i campanili, i giardini delle isole che verdeggiano nel grigio della laguna.

L’imperatore, accompagnato dal suo dignitario forestiero, visitava Quinsai, antica capitale di spodestate dinastie, ultima perla incastonata nella corona de Gran Kan.

– No, sire, – rispose Marco, – mai avrei immaginato che potesse esistere una città simile a questa. L’imperatore cercò di scrutarlo negli occhi. Lo straniero abbassò lo sguardo. Kublai restò silenzioso per tutto il giorno.

Dopo il tramonto, sulle terrazze della reggia, Marco Polo esponeva al sovrano le risultanze delle su, ambascerie. D’abitudine il Gran Kan terminava le sue sere assaporando a occhi socchiusi questi racconti finché il suo primo sbadiglio non dava il segnale al corteo dei paggi d’accendere le fiaccole per guidare il sovrano al Padiglione dell’Augusto Sonno. Ma stavolta,

Kublai non sembrava disposto a cedere alla stanchez­za. – Dimmi ancora un’altra città, – insisteva.

– … Di là l’uomo si parte e cavalca tre giornate tra greco e levante… – riprendeva a dire Marco, e a enu­merare nomi e costumi e commerci d’un gran numero di terre. Il suo repertorio poteva dirsi inesauribile, ma ora toccò a lui d’arrendersi. Era l’alba quando disse: -Sire, ormai ti ho parlato di tutte le città che conosco. – Ne resta una di cui non parli mai.

Marco Polo chinò il capo. – Venezia, – disse il Kan.

Marco sorrise. – E di che altro credevi che ti parlassi?

L’imperatore non batté ciglio. – Eppure non ti ho mai sentito fare il suo nome.

E Polo: – Ogni volta che descrivo una città dico qualcosa di Venezia.

– Quando ti chiedo d’altre città, voglio sentirti dire di quelle. E di Venezia, quando ti chiedo di Venezia. – Per distinguere le qualità delle altre, devo partire da una prima città che resta implicita. Per me è Venezia.

– Dovresti allora cominciare ogni racconto dei tuoi viaggi dalla partenza, descrivendo Venezia così com’è, tutta quanta, senza omettere nulla di ciò che ri­cordi di lei.

L’acqua del lago era appena increspata; il riflesso di rame dell’antica reggia dei Sung si frantumava in riverberi scintillanti come foglie che galleggiano.

– Le immagini della memoria, una volta fissate con le parole, si cancellano, – disse Polo. – Forse Venezia ho paura di perderla tutta in una volta, se ne parlo. O forse, parlando d’altre città, l’ho già perduta a poco a poco.

Anghiari · DIARIO di Amaltea · GENIUS LOCI · Lua- Libera Università Autobiografia

SCRIVERE I LUOGHI DELLA VITA: ESPRESSIONI DEL GENIUS LOCI, progetto di seminario di autoformazione a cura di Paolo Ferrario e Luciana Quaia, proposto alla LUA – Libera Universita’ Autobiografia di Anghiari per l’ottobre del 2001 e non realizzato

SCRIVERE I LUOGHI DELLA VITA:

ESPRESSIONI DEL GENIUS LOCI

Seminario di autoformazione a cura di Paolo Ferrario e Luciana Quaia

Luogo:  Anghiari (Arezzo), LUA – Libera Università dell’Autobiografia

luoghi che abitiamo, assieme al tempo che stiamo percorrendo, sono elementi costitutivi di ogni esistenza.

Di essi abbiamo ricordi e rappresentazioni sensibili che si intrecciano con i diversi momenti delle nostre personali biografie.
Nella relazione che stabiliamo con un luogo si manifesta a livello individuale ed in modo ravvicinato il più ampio ed evolutivo rapporto fra la natura e la cultura, fra noi come soggetti e gli ambienti che ci hanno accolti ed ospitati.
Gli antichi elaboravano una forte immagine per evocare queste connessioni: quella del “Genius Loci”. Loro sapevano che ogni luogo custodisce un’anima. Genius Loci è il simbolo che la esprime ed è il genio protettore che, con forme e intensità storicamente e culturalmente variabili, racchiude la forza e lo spirito esistenti in ogni ambiente vissuto. Si tratta di un simbolo che rappresenta l’essenza, l’anima, la forza di un luogo. Per l’uomo greco accanto al Logos convive il Pathos: sono le emozioni che ci aiutano ad entrare in relazione con il mondo esterno e a farne esperienza vissuta.
Il nostro passaggio sulla terra, così affannosamente controllato dall’incalzante e rumoroso ritmo dei giorni e delle trasformazioni socioculturali, sta trascurando – se non cancellando – la capacità di scoprirlo, di percepirne la presenza, la magia ed essenza.
Eppure ci sono situazioni concrete nelle quali, improvvisamente, agisce dentro di noi il richiamo di qualcosa di profondo legato ad immagini provenienti dal nostro passato più antico. Una sollecitazione inattesa, un suono, un profumo, un’immagine, un sapore riportano alla luce ricordi e sensazioni della speciale relazione che ognuno di noi ha tra sé e il mondo.
È il segnale che il Genius Loci invia per rammentarci la sua presenza, affinchè la sua memoria non scompaia. Se perdiamo la facoltà di ascoltarlo, si allontanerà definitivamente, lasciandoci privi di un’identità e di una storia che da migliaia di anni attraversano il mondo e rendono fertili cultura e tradizioni.
I luoghi premono sui nostri sentimenti: ci emozionano, ci stupiscono, ci atterriscono, comunque ci cambiano.
La ricerca che il seminario propone è la ri-scoperta dei luoghi già dentro di noi, sopiti o un po’ dimenticati. Luoghi attraversati, esplorati, immaginati, vicini o lontani nel tempo. Una graduale marcia di avvicinamento alla nostra personale “topologia” con un cammino lento fatto di sguardo, ascolto e silenzio.
La scrittura autobiografica ci renderà possibile narrare e descrivere il nostro rapporto con lo spazio vissuto, sia esso quello più intimo legato alla risonanza delle percezioni sensoriali, sia esso quello più collettivo dato dal contatto e dal coinvolgimento con chi, come noi, abita la terra.
Costruiremo la nostra personale retrospettiva andando a cercare negli anfratti della memoria gli spazi significativi che disegnano la scenografia della nostra esistenza.
Un archivio di spazi-mondi metaforici o reali per raccontare punti di partenza, o di arrivo, o di svolta, ma comunque raffigurazioni dove la forza del Genius Loci, come scrive James Hillman, si lega alla profondità del sé e rende pertanto indimenticabili i passaggi salienti della nostra storia.
Ci aiuteranno a diventare “rabdomanti di luoghi” riflessioni e spunti evocativi suscitati da letture di brani letterari, immagini, frammenti di film, poesie, recite espressive, esempi di scritture creative.
Per sostenere le nostre narrazioni converrà portarci a corredo fotografie, stralci di diario, scritti sepolti nei cassetti, vecchie mappe di luoghi che ci hanno visto protagonisti della vita.

Anghiari · GENIUS LOCI

Scrivere i luoghi della vita: espressioni del Genius Loci, seminario di autoformazione a cura di Paolo Ferrario e Luciana Quaia – Libera Universita’ Autobiografia di Anghiari – 28 ottobre 2011

Scrivere i luoghi della vita: espressioni del Genius Loci, seminario di autoformazione a cura di Paolo Ferrario e Luciana Quaia – Libera Universita’ Autobiografia – 28 ottobre 2011


Seminario a cura di Paolo Ferrario e Luciana Quaia 

SCRIVERE I LUOGHI DELLA VITA: ESPRESSIONI DEL GENIUS LOCI

I luoghi che abitiamo, assieme al tempo che stiamo percorrendo, sono elementi costitutivi di ogni esistenza.
Di essi abbiamo ricordi e rappresentazioni sensibili che si intrecciano con i diversi momenti delle nostre personali biografie.
Nella relazione che stabiliamo con un luogo si manifesta a livello individuale ed in modo ravvicinato il più ampio ed evolutivo rapporto fra la natura e la cultura, fra noi come soggetti e gli ambienti che ci hanno accolti ed ospitati.
Gli antichi elaboravano una forte immagine per evocare queste connessioni: quella del “Genius Loci”. Loro sapevano che ogni luogo custodisce un’anima. Genius Loci è il simbolo che la esprime ed è il genio protettore che, con forme e intensità storicamente e culturalmente variabili, racchiude la forza e lo spirito esistenti in ogni ambiente vissuto. Si tratta di un simbolo che rappresenta l’essenza, l’anima, la forza di un luogo. Per l’uomo greco accanto al Logos convive il Pathos: sono le emozioni che ci aiutano ad entrare in relazione con il mondo esterno e a farne esperienza vissuta.
Il nostro passaggio sulla terra, così affannosamente controllato dall’incalzante e rumoroso ritmo dei giorni e delle trasformazioni socioculturali, sta trascurando – se non cancellando – la capacità di scoprirlo, di percepirne la presenza, la magia ed essenza.
Eppure ci sono situazioni concrete nelle quali, improvvisamente, agisce dentro di noi il richiamo di qualcosa di profondo legato ad immagini provenienti dal nostro passato più antico. Una sollecitazione inattesa, un suono, un profumo, un’immagine, un sapore riportano alla luce ricordi e sensazioni della speciale relazione che ognuno di noi ha tra sé e il mondo.
È il segnale che il Genius Loci invia per rammentarci la sua presenza, affinchè la sua memoria non scompaia. Se perdiamo la facoltà di ascoltarlo, si allontanerà definitivamente, lasciandoci privi di un’identità e di una storia che da migliaia di anni attraversano il mondo e rendono fertili cultura e tradizioni.
I luoghi premono sui nostri sentimenti: ci emozionano, ci stupiscono, ci atterriscono, comunque ci cambiano.
La ricerca che il seminario propone è la ri-scoperta dei luoghi già dentro di noi, sopiti o un po’ dimenticati. Luoghi attraversati, esplorati, immaginati, vicini o lontani nel tempo. Una graduale marcia di avvicinamento alla nostra personale “topologia” con un cammino lento fatto di sguardo, ascolto e silenzio.
La scrittura autobiografica ci renderà possibile narrare e descrivere il nostro rapporto con lo spazio vissuto, sia esso quello più intimo legato alla risonanza delle percezioni sensoriali, sia esso quello più collettivo dato dal contatto e dal coinvolgimento con chi, come noi, abita la terra.
Costruiremo la nostra personale retrospettiva andando a cercare negli anfratti della memoria gli spazi significativi che disegnano la scenografia della nostra esistenza.
Un archivio di spazi-mondi metaforici o reali per raccontare punti di partenza, o di arrivo, o di svolta, ma comunque raffigurazioni dove la forza del Genius Loci, come scrive James Hillman, si lega alla profondità del sé e rende pertanto indimenticabili i passaggi salienti della nostra storia.
Ci aiuteranno a diventare “rabdomanti di luoghi” riflessioni e spunti evocativi suscitati da letture di brani letterari, immagini, frammenti di film, poesie, recite espressive, esempi di scritture creative.
Per sostenere le nostre narrazioni converrà portarci a corredo fotografie, stralci di diario, scritti sepolti nei cassetti, vecchie mappe di luoghi che ci hanno visto protagonisti della vita.

Per informazioni dettagliate vai a: Libera Universita’ Autobiografia – 28 ottobre 11 – P. Ferrario e L. Quaia – Scrivere i luoghi della vita: espressioni del Genius Loci

Anghiari · GENIUS LOCI

Anghiari, luogo e mappa

Acqua · GENIUS LOCI · Milano · Navigli lombardi · Tempo

i NAVIGLI di Milano, nel 2001 e 2007

Le fotografie sono di Luciana

Cose
del passato
giacciono ormai inermi.
Di esse una moda:
Brocantage

 

 

Alberi · GENIUS LOCI · Milano

Un albero cresce su una facciata di una casa di Milano

L’emozione di vedere un albero che vive le sue stagioni appoggiato alla facciata di una casa di Via Panzacchi a Milano:

Bose · GENIUS LOCI

Monastero di Bose

Al Monastero di Bose
per vivere un’esperienza di comunità e partecipare al confronto con Barbara Spinelli
sul tema “Beati i miti” (Mt 5,5).

Iscrizioni a partire dal 28 gennaio (diversamente da come indicato sul programma del Circolo dei Lettori).
Leggi il programma

Anghiari · GENIUS LOCI · Lua- Libera Università Autobiografia · Silenzio

Accademia del Silenzio » Mappa dei luoghi del silenzio

Questa è la mappa dei luoghi del silenzio:

Potrà essere arricchita di segnalazioni proprio da voi.

Comunicateci quali sono i luoghi più silenziosi che avete visitato, i posti dove si può ascoltare il silenzio e dove c’è meno inquinamento acustico. Nella vostra città, nella vostra regione o nei viaggi che avete fatto. Può essere anche un tragitto che avete fatto, una passeggiata, un itinerario, un luogo piccolissimo o vasto, proveremo a individuare sulla mappa tutte le località

Diteci dove è il vostro luogo silenzioso, e scriveteci perché vi è caro.

 

Vai a: Accademia del Silenzio » Luoghi Silenziosi

Anghiari · Demetrio Duccio · GENIUS LOCI · Lua- Libera Università Autobiografia · MEDITAZIONE nel Tempo · Psiche e Psicanalisi

Accademia del Silenzio, Anghiari

I luoghi dove i corsi e le attività si svolgono, dove gli scrittori e le scrittrici di ogni età si ritrovano in silenzio, sono particolarmente propizi per vivere momenti brevi o lunghi di raccoglimento interiore.

Perché

Per diffondere la cultura del silenzio, del rispetto dei luoghi, della ricerca e della meditazione interiore, del piacere di re-imparare a riascoltare: suoni, voci, natura…
Per promuovere una “nuova militanza del silenzio” nei consueti luoghi di vita e di soggiorno, contro l’inutile rumore.
Per favorire un approfondimento delle occasioni e delle risorse intellettuali che hanno la necessità del silenzio, per creare, comporre, scrivere, camminare, leggere, pensare, dipingere, fare giardinaggio…
Per sperimentare un “linguaggio del silenzio”, delle pause, del giusto tono, dell’alternanza di ascolto e comunicazione, come strumento di dialogo, di reale integrazione e comprensione reciproca, e come percorso di relazione

vai a:

GENIUS LOCI · Milano

Gian Luca Margheriti 1001 cose da vedere a Milano almeno una volta nella vita, Newton Compton

Gian Luca Margheriti
1001 cose da vedere a Milano almeno una volta nella vita

Il Duomo, la Scala, il Castello Sforzesco, le vie dello shopping… E poi cos’altro? È vero che a Milano c’è poco da vedere? Solo a un’osservazione affrettata, assicurava la scrittrice Edith Wharton a inizio Novecento. E questo vale senza dubbio ancora oggi, perché se al primo impatto Milano può sembrare poco interessante rispetto ad altre più esuberanti città italiane, è solo perché sa nascondersi e sfuggire abilmente all’occhio del turista superficiale. (segue)

Anghiari · CASA di Coatesa · GENIUS LOCI

Porte di Anghiari

Usci
misteriosamente serrati.
Al di là
sconosciute storie da raccontare
respirano

da: Porte di Anghiari | Tracce e Sentieri.