Lario · Terrazzamenti · TERRAZZAMENTI

Sul Lario rivive l’arte antica dei muretti a secco, articolo di Katia Trinca Colonel in Corriere d Como 28 agosto 2021

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https://www.corrieredicomo.it/sul-lario-rivive-larte-antica-dei-muretti-a-secco/

L’iniziativa è promossa in collaborazione con il Comune di Brunate e una rete di realtà del terzo settore locali (Cooperativa Sociale Tikvà, Cooperativa Sociale Azalea, Associazione Sentiero dei Sogni, Progetto di rete “Il Futuro è oggi”, Casa dei Tigli, associazione per la Promozione della Cipolla di Brunate, Como Accoglie, Auser Como e il Circolo Ambiente Ilaria Alpi).

LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · PAESAGGIO · Terrazzamenti

Rigenerare il PAESAGGIO, attrarre l’economia, a cura della Commissione paesaggio, Consiglio dell’Ordine degli architetti di Como, 2018

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Brienno · Terrazzamenti

sguardo sui terrazzamenti di BRIENNO, da COATESA, agosto 2019

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1 Terrazza del GLICINE e delle LAGERSTROEMIE · 10 Terrazza del TIGLIO · 2 Terrazza della VITE DELL'UVA e dell'ACERO GIAPPONESE · 3 Terrazza del FRUTTETO e dell'ORTO · 4 Terrazza del CACO dei MIRTILLI e dell'ARANCIO · 5 Terrazza dei KIWI e della LEGNAIA · 6 Terrazza dei PESCHI all'ultimo piano · 7 Terrazza della PERGOLA · 8 Terrazza dell'ORTO di Luciana e delle PIANTE AROMATICHE · 9 Terrazza della VITE CANADESE · Terra · Terrazzamenti

gratitudine per le generazioni passate che hanno costruito i MURI A SECCO che sostengono i terrazzamenti del giardino di Coatesa, agosto 2019

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PAESAGGIO · Paesaggio del Lago di Como · Prealpi · Terrazzamenti

i TERRAZZAMENTI delle PREALPI, di Eugenio Turri in Capire l’Italia: I PAESAGGI UMANI, Touring Club Italiano, 1977

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in

https://coatesa.com/2019/06/22/capire-litalia-i-paesaggi-umani-touring-club-italiano-1977/

LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Terrazzamenti

terrazzamenti dei pendii, estensione degli orti, mantenimento dei boschi: è il lavoro della comunità, degli abitanti tradizionali del lago – in Percorsi tematici – Lombardia Beni Culturali

paesi adagiati sulla riva o a mezza costa, nelle costruzioni di maggenghi o “monti”, ma anche nei terrazzamenti dei pendii, nella estensione degli orti, nel mantenimento dei boschi: è il lavoro della comunità, degli abitanti tradizionali del lago.

La vita collettiva definiva le forme del paese: strade strette, vicoli erti, cortili e spazi comuni, affacci e viste verso il lago che si accostavano, si incrociavano, si sovrapponevano; costruzioni in pietra, tetti tradizionalmente in piode, aperture di finestre e porte non grandi, androni ombrosi, vani piccoli. Tutto questo è ancora oggi percepibile a chi allontana lo sguardo dalle rive – che hanno subito trasformazioni più consistenti e nel dopoguerra interventi di adeguamento alle mutate economie – per dirigerlo verso le località montane rimaste come ferme nel tempo, nei loro antichi nuclei.

via Ville storiche sul lago di Como – Percorsi tematici – Lombardia Beni Culturali

Palanzo · Terrazzamenti

TERRAZZAMENTI: il luogo di PALANZO sul LAGO DI COMO| in Ordine Architetti di Como

I terrazzamenti furono in agricoltura la soluzione all’esigenza di rendere coltivabili territori in pendenza quali le sponde del lago. Permettevano una maggiore superficie coltivabile, un buon orientamento al sole e un ottimo assorbimento dell’acqua piovana. I terrazzamenti di Palanzo erano orientati fronte lago. Tra la fine di un terrazzamento e l’inizio dell’altro crescevano filari di viti d’uva. Tutto il terrazzamento era a disposizione per la coltivazione di frumento, verdura e alberi da frutto. I muri di contenimento erano costruiti a secco in pietra moltrasina.

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Fisionomie lariane – Terrazzamenti di Palanzo | Ordine Architetti di Como

Terrazzamenti

i terrazzamenti: paesaggio ed economia, da un articolo di Andrea Veronese Vittorio Fantin, in Un paesaggio verticale

Al contrario dei grandi parchi e giardini, non di rado opera di architetti ed artisti più o meno famosi, sapientemente ispirati dai loro prìncipi e condizionati o guidati dalle mode artistiche o dalle “visioni” tipiche del loro tempo, i paesaggi a gradoni non hanno un autore, né in senso concettuale, né in senso materiale; essi sono opera di generazioni di uomini ignoti che, operando con secolare continuità nell’alveo di una tradizione a lungo tramandata, hanno compiuto un’opera immane, in grado appunto, come ancora si vede, di dare forma a rive e montagne, modellando in definitiva gran parte del paesaggio lariano. 

    L’immane opera di conformazione a terrazzi delle rive del lago, che certamente prese inizio dalla colonizzazione romana, oggi è la sedimentazione di un lavoro plurisecolare, ed anzi bi-millenario, che non ha dunque autore e che può apparire a molti come un dato “naturale” e quindi di alcun valore culturale: qualcosa di dato, non come un’opera fatta dall’arte.

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Se per l’ignoto contadino dei secoli passati il pezzetto di terra pianeggiante ricavato a fatica sui pendii del monte scavandone il sasso era il luogo dei foraggi, degli orti, degli alberi da frutto e da foglia, dell’ulivo e della vite, oggi che questa agricoltura di sostanziale sussistenza è un ricordo, queste terre sono il luogo ideale per farci su una casa. Terre pianeggianti dove il piano non esiste, se non quello acqueo del lago; terre ben esposte al sole e riparate dai venti più freddi; terre libere vicine alle case degli antichi nuclei abitati, spesso servite da buone strade che le collegano ai centri vicini. Il costruttore di oggi capisce in fretta il mistero di ogni giardino, a partire da quello dell’Eden: dove stanno bene le piante stanno bene anche gli uomini. In definitiva: le sponde del Lario non offrono aree fabbricabili migliori degli antichi terrazzamenti.

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Un paesaggio verticale

PAESAGGIO · Terrazzamenti

I TERRAZZAMENTI sulle sponde del lago di Como – in Ciao Como

Cos’è un terrazzamento se non l’uso razionale di un declivio? Un uso per rendere un digradante territorio produttivo e transitabile. Il terrazzamento altro non è che la premessa tecnica necessaria a questo scopo, trasforma la pietra incoerente in manufatto coerente, di contenimento. Trasforma un digradare in strette lame piane per accogliere i frutti della terra e del lavoro. Opera di trasformazione discreta e lenta nei secoli per plasmare terreni non facili, comunque resi fecondi da un clima temperato e favorevole. Un terrazzamento è segno nel paesaggio: docile, perché asseconda le curve dei livelli, rincorre i promontori, scompare nelle anse; forte, perché lo segna, anzi, lo disegna

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I terrazzamenti sulle spode del lago, un convegno sul paessaggio e l’economia – Ciao Como

LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Terrazzamenti

Sul Lago di Como: orti, ulivi e alpeggi…, Fondazione Cariplo, i progetti di Cernobbio, Laglio, Tremezzina

Recupero di alpeggi e terrazzamenti a Cernobbio, Laglio e Tremezzina. Il progetto sui Beni Comuni selezionato dalla Fondazione Provinciale della Comunità Comasca ha l’obiettivo di educare i cittadini allavalorizzazione del territorio recuperando la tradizione agricola della zona.

L’abbandono graduale da parte degli abitanti ha portato al rimboschimento dell’area del Lario Intelvese e al crollo delle strutture di supporto alle attività agricole, come i terrazzamenti. Questa iniziativa fa rete coinvolgendo le associazioni del territorio e le scuole.

 

 

BATTELLI e Corriere · Cani Fabio · Lenno · Ossuccio · Sala Comacina · Terrazzamenti · Tremezzo e Tremezzina

Da Tremezzo a Sala Comacina lungo la Greenway, domenica 19 ottobre 2014

Domenica 19 ottobre abbiamo imparato che i luoghi assumono una intensità diversa se vengono visitati con l’intenzione di “leggerli” dal punto di vista storico oltre che paesaggistico.

A rendere possibile questo obiettivo è l’accompagnamento dello storico Fabio Cani, il cui lavoro di analitico studio documentale gli permette di fornirci informazioni a cavallo di diversi secoli di storia locale ed europea.

Partenza da Piazza Cavour attorno alle 9 in aliscafo all’interno di un gruppo che, pur nella sua eterogeneità, condivide interesse e voglia di conoscere. L’utilizzo dell’aliscafo consente inoltre una vista complessiva delle sponde del lago, poiché i diversi “passaggi acquei” vengono attraversati velocemente.

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Arriviamo allo scalo di Tremezzo attorno alle 10 e 30 e, prima dell’inizio della camminata, ci viene sottolineata la riflessione che è solo da pochi decenni che le rive del nostro lago vengono  percorse con l’automobile.

Per lungo tempo infatti la vera “autostrada” è stata il lago stesso e gli abitanti lacustri erano ben abituati a percorrenze “ad U”, con partenza da un punto del lago, penetrazione dell’entroterra e ritorno da un diverso punto d’approdo. Questo permetteva di fare esperienza della straordinaria doppiezza dei nostri luoghi, costituita dalla profonda integrazione fra la linea dell’acqua e la ripida pendenza dei monti.

La giornata è bellissima. Sole, caldo e cielo terso costituiscono uno scenario abbastanza insolito per essere a ottobre avanzato. Il percorso inizia con una ripida erta lungo i tipici sentieri acciottolati che talvolta dividono in due giardini e orti delle case. Lungo la salita sono distribuiti qua e là archi di pietra che collegano i vari appezzamenti.

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L’arrampicata è impervia, ma il risultato ne vale la pena: al cospetto della torre medievale di Rogaro è possibile rimirare una stupenda visione del lago.

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Giunti a mezza costa il cammino è più rilassato e tranquillo e ci porta abbastanza rapidamente alla frazione di Bonzanigo, dove di fronte al palazzo Rosati apprendiamo che questi luoghi sono stati tutt’altro che isolati e chiusi, visto che i loro abitatori intrattenevano intensi collegamenti commerciali e artistici con le regioni del Nord Europa.

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Attraversiamo questo straordinario borgo che alterna agglomerati di case addossate l’un l’altra ad archi di pietra affacciati sul panorama delle montagne che contornano il lago. Visita della chiesa di Sant’Abbondio con breve relazione di Fabio Cani sugli aspetti storici e artistici e rapida escursione nel vicino cimitero.

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L’incantevole caratteristica di questo luogo è il paesaggio dolcemente digradante in cui spiccano ampi terrazzamenti di centinaia di ulivi e cipressi.

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Attorno alle 13 giungiamo all’imbarcadero di Lenno.

Qui è il lungolago ad imporsi grazie alla spaziosa curvatura verso il promontorio di Villa Balbianello.

Nella piazza ascoltiamo la descrizione dell’architettura romanica del Battistero e, con un notevole balzo in avanti del tempo, la storia più recente rappresentata dal monumento di caduti che si erge a pochi metri dalla chiesa di Santo Stefano.

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E’ davvero bella la possibilità di camminare in viottoli paralleli al percorso delle automobili. Appare alla nostra vista la villa Balbiano, stupenda anche nella veduta retrostante, il cui giardino nulla ha da invidiare a quello ben più famoso di Versailles.

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Breve sosta davanti alla chiesa di Sant’Eufemia e poi imbocchiamo il sentiero che passando davanti a Villa Monastero ci porterà verso Ossuccio, la cui principale attrattiva è la chiesa di Santa Maria Maddalena, dove ci viene ricordata la sua collocazione vicino a un antico “hospitium”. Il luogo è di profonda suggestione dovuta anche alla prospettiva sull’isola Comacina. Da qui l’ultimo tratto di strada previsto dalla gita ci conduce a Spurano dove, a strapiombo sul lago sorge la chiesa di San Giacomo e Filippo.

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Termina qui il nostro “cammino nella conoscenza”.

Alcuni torneranno a Como in corriera e altri in aliscafo, con la netta percezione di avere trascorso una giornata indimenticabile.

Terra · Terrazzamenti

i “terrazzamenti” del territorio di Nesso, da RIORGANIZZAZIONE DEL PAESAGGIO STORICO DELLA VAL DI NESSO, TESI DI Silvio Bonali, RELATORE Darko Pandakovic, Politecnico di Milano Facoltà di Architettura, 1999/2000 | COATESA SUL LARIO … e dintorni

Il territorio nessese venne reso coltivabile grazie alla diffusione dei terrazzamenti, anche oggi caratteristici del paesaggio della zona e che nella documentazione medioevale venivano indicati come campi situati “uno sopra l’altro” (“unum super aliud”)

RIORGANIZZAZIONE DEL PAESAGGIO STORICO DELLA VAL DI NESSO, TESI DI Silvio Bonali, RELATORE Darko Pandakovic, Politecnico di Milano Facoltà di Architettura, 1999/2000 | COATESA SUL LARIO … e dintorni.