AMBIENTE, ECOLOGIA, AREE URBANE · GENIUS LOCI · Paesaggio

Biondillo Gianni, Sentieri metropolitani. Narrare il territorio con la psicogeografia, Bollati Boringhieri, 2022

scheda dell’editore:

Scegliere di attraversare il territorio a piedi significa fare un’esperienza fisica, emotiva ed estetica, che permette di giungere a una nuova consapevolezza del paesaggio quotidiano, superando il pregiudizio nei confronti di spazi considerati scontati. Esplorare la città attraverso il corpo è lo scopo della psicogeografia, una tecnica nata con le avanguardie artistiche, che diventa anche performance e atto politico. Grazie a questa pratica transdisciplinare siamo in grado di leggere il palinsesto urbano, in cui si stratificano i diversi significati di un luogo e le aspettative della gente che lo abita.
Con lo stesso sguardo trasversale, Gianni Biondillo percorre la città e la storia del pensiero urbanistico e architettonico, senza tralasciare incursioni nella filosofia, nell’arte, nell’antropologia e nella letteratura, offrendo suggestioni per comprendere il paesaggio contemporaneo fuori dai suoi luoghi comuni. I lettori vengono invitati a mettersi in cammino e a fare le proprie scoperte, restituendo identità ai luoghi mediante la narrazione. Questa inedita relazione con lo spazio può produrre effetti benefici: scoprire storie affascinanti, fare incontri imprevisti, rigenerare corpo e mente, creare nuove socialità e, soprattutto, prendersi cura del territorio.
Un piccolo vademecum, che grazie a videoracconti metropolitani resi accessibili tramite codici QR, esorta ad avvicinarsi ai significati più reconditi delle città in modo partecipato e dinamico.

ARTE · GENIUS LOCI · LUOGHI D'ITALIA · Paesaggio

Iovino Serenella, Paesaggio civile. Storie di ambiente, cultura e resistenza, Il Saggiatore, 2022. Indice del libro

scheda dell’editore:

https://www.ilsaggiatore.com/libro/paesaggio-civile

In un appassionato viaggio lungo la Penisola, Serenella Iovino ci mostra il paesaggio italiano: i resti di Gibellina su cui oggi sorge il Cretto di Burri, i territori porosi di Napoli e la bellezza anfibia di Venezia, le terre dolenti dell’Irpinia e dell’Aquila, e poi le Langhe, dove vigneti sterminati si intrecciano al passato partigiano. Di ognuno di questi paesaggi riesce a portare alla luce le ferite e i riscatti, le amnesie e le memorie che dicono chi siamo e chi vogliamo essere.

Fin dalle prime pagine di Paesaggio civile, Serenella Iovino chiarisce subito che il paesaggio non è mai semplicemente un’esperienza estetica o una porzione di territorio catturata dal nostro sguardo. Ridurlo a questo significherebbe tradirlo. Il paesaggio, invece, è la sintesi dei corpi e delle storie che nel tempo ne hanno determinato la forma, e insieme è l’anima di comunità e luoghi che aspirano al futuro. Il paesaggio è un noi, un orizzonte politico che include tutti, e raccontarlo significa parlare delle violenze e degli abusi che lo sfigurano, ma anche dei sogni e dei progetti artistici che rispondono a queste violenze e abusi, e si impongono come necessari gesti di resistenza.

«Un libro affascinante sul complesso dialogo tra l’inquieto paesaggio italiano e la sua ricca eredità civile di arte e cultura.» Amitav Ghosh

Serenella Iovino

Serenella Iovino (Torre Annunziata, 1971), saggista e studiosa di cultura ecologica, è professore ordinario alla University of North Carolina at Chapel Hill. Ecocriticism and Italy (2016) – prima edizione inglese di Paesaggio civile – ha vinto il Book Prize della American Association for Italian Studies e lo MLA Aldo and Jeanne Scaglione Prize for Italian Studies.

GENIUS LOCI · Paesaggio

A Recanati

lescritteriate

“mio padre osservando il paesaggio diceva “non si può non essere poeti”

(citazione della mia vicina di casa)

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LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · LIBRI e EDITORI · Paesaggio

Anna Mainoli, L’altro Lago di Como, a cura di Paesaggio Italia, National Geographic/La Repubblica 2022

vai a:

https://www.repubblica.it/dossier/cronaca/turismo/2022/07/04/news/paesaggio_italia_laltro_lago_di_como-356562620/

… non volevo credere ai miei occhi. Dappertutto una terra abitata. Vallate e pendii ricoperti di borgate e di cittadine. Tutta quanta la natura lavorata e modellata dall’uomo. Ciò che si chiama cultura nel senso più raffinato, mi si presentava nella forma più armoniosa.

Romano Guardini, Lettere dal lago di Como, 1923-1926.

 

 

Agli occhi dei visitatori del Grand tour che nel XIX secolo giungevano sul lago di Como, traendone immancabilmente quella potente impressione di meraviglia che hanno cercato di trasmettere attraverso una quantità di scritti e testimonianze equiparabile solo a ciò che le grandi città d’arte – Venezia, Roma, Firenze – hanno prodotto, appariva un paesaggio ben diverso da quello che il frettoloso turista contemporaneo può cogliere.
Terrazzamenti, radure che squarciavano il fitto dei boschi in altura per far spazio ai pascoli, lembi di terra, anche i più piccoli, conquistati alla coltivazione e rubati con la fatica alla montagna grazie a un’opera di manutenzione continua erano gli elementi più tipici di questo scenario.


I nostri visitatori avrebbero visto quasi ovunque – soprattutto nel ramo comasco – muretti a secco e filari di viti, ma anche seminativi, gelsi, ulivi e, certamente, i giardini.

Il paesaggio storico lariano era plasmato dal lavoro dell’uomo, da un’economia di sussistenza che traeva dall’ambiente le risorse disponibili. Agricoltura, pastorizia e sfruttamento dei boschi davano luogo a una produzione di beni che veniva trasportata, grazie a una rete di collegamenti verticali, sulle rive del lago, la cui acqua è stata per secoli il più agevole strumento di mobilità e di scambio di merci tra le Prealpi e le grandi città della pianura.
Un paesaggio doppiamente colto dunque, in cui un dato naturale straordinario ha consentito all’uomo di sviluppare una sapiente cultura materiale e, insieme, di attrarre e ispirare le più raffinate menti della cultura occidentale. Questa è l’unicità di un territorio così denso di contenuti, che anima un mondo popolare e minuto, una provincia laboriosa accanto a cui vive una ribalta internazionale, un tempo aristocratica e ora mondana.

Oggi il grande assente in questo paesaggio è il rapporto con la terra, ma anche col lavoro dell’industria che è venuta a mancare. L’abbandono dell’agricoltura ha comportato la perdita di alcuni tratti identitari, favorendo l’avanzamento dei boschi e il disfacimento dei terrazzamenti, ma la conoscenza del paesaggio storico lariano resta un momento indispensabile per lo sviluppo di una consapevolezza comune e la preservazione di un patrimonio su cui si basa anche l’economia del turismo, che è e sicuramente sarà la vocazione principale di questo territorio.

Lago · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Paesaggio · Paesaggio del Lago di Como

” Le Coste del Lago di Como- Ci sono panorami che sfuggono alla vista… – video YouTube di Renato Maiorana

CAMMINARE · GENIUS LOCI · LUOGHI D'ITALIA · Paesaggio

LA VIA DEGLI DEI, in Generazione bellezza, a cura di Emilio Casalini, RaiTre, 4 giugno 2022

vai a RaiPlay

https://www.raiplay.it/video/2021/12/Generazione-bellezza—Puntata-del-25122021-ae278f7d-1543-4b36-940e-fa23ddb68a16.html

Paesaggio · Pittura

la panchina dello STARE

GENIUS LOCI · Paesaggio · Poesie · tentativi di esaurimento del luogo

… e questa siepe, che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude …


Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare.

GIACOMO LEOPARDI (1798-1837)


mi scrive Vincenzo:

E’ bello in siffatte giornate iniziare il giorno con prospettive lariare così belle accompagnate dai versi infiniti dell’Infinito leopardiano. Grazie Paolo!

Rispondo

ieri ero nel giardino di Coatesa e ho “colto l’attimo” di quel paesaggio. e mi è venuto in mente di collegarlo alla “siepe” di Leopardi. Avevo qualche dubbio di oltraggiare la memoria di un classico. Ma tu che sei un grandissimo studioso di Leopardi mi sostieni in questa mia connessione. TI RINGRAZIO TANTISSIMO. Ciao Vincenzo !!!

autunno · GENIUS LOCI · GIARDINO - genius loci · Paesaggio

Autunno: il fuggevole FOLIAGE del Central Park di New York

GIARDINO - genius loci · Paesaggio

Solo l’amore per i giardini ci fa comprendere davvero il paesaggio, di Paolo D’Angelo, in Domani, 24 ottobre 2021

letto in edizione cartacea

cerca in:

https://www.editorialedomani.it/idee/cultura/giardini-paesaggio-natura-ambiente-lmsm49kb

  • Spesso si pensa che il giardino rappresenti l’ideale del paesaggio, il paesaggio nella sua forma più perfetta. Un noto paesaggista francese, Gilles Clément, ama definirsi «giardiniere» anziché paesaggista.

  • Tuttavia giardino e paesaggio, al di là dei punti di contatto, presentano anche parecchie differenze: il giardino è recintato, il paesaggio tendenzialmente illimitato; il paesaggio è inappropriabile, il giardino è sempre una proprietà, privata o pubblica.

  • Almeno dal Romanticismo in poi, la natura esteticamente bella è stata identificata con la natura selvaggia; l’amore per il giardino può insegnarci ad apprezzare anche la natura coltivata e trasformata dall’uomo in modo rispettoso. 

GENIUS LOCI · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie · LUOGHI D'ITALIA · Paesaggio

alcuni libri di FRANCO ARMINIO

*  ARMINIO Franco, (2021),  Lettera a chi non c’era. Parole dalle terre mosse,

Bompiani

*  ARMINIO Franco, (2020), La cura dello sguardo. Nuova farmacia poetica,

Bompiani

*  ARMINIO Franco, L, (2019), L’ infinito senza farci caso. Poesie d’amore,

Bompiani

*  ARMINIO FRANCO, (2018),  Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi di

paesologia, Laterza

*  ARMINIO FRANCO, (2017),  Cedi la strada agli alberi. Poesie d’amore e di

terra, Chiarelettere

*  ARMINIO FRANCO, (2011),  TERRACARNE viaggio nei paesi invisibili e nei paesi

giganti del Sud Italia, MONDADORI

Lario · Terrazzamenti · TERRAZZAMENTI

Sul Lario rivive l’arte antica dei muretti a secco, articolo di Katia Trinca Colonel in Corriere d Como 28 agosto 2021

letto in edizione cartacea

cerca in

https://www.corrieredicomo.it/sul-lario-rivive-larte-antica-dei-muretti-a-secco/

L’iniziativa è promossa in collaborazione con il Comune di Brunate e una rete di realtà del terzo settore locali (Cooperativa Sociale Tikvà, Cooperativa Sociale Azalea, Associazione Sentiero dei Sogni, Progetto di rete “Il Futuro è oggi”, Casa dei Tigli, associazione per la Promozione della Cipolla di Brunate, Como Accoglie, Auser Como e il Circolo Ambiente Ilaria Alpi).