Per la prima volta tutti, ma proprio tutti, gli animali della Terra decidono di unirsi per difendere un ecosistema sempre più a rischio. Dagli orsi polari che vedono il ghiaccio che si scioglie sotto le loro zampe, ai leoni e alle giraffe che in Africa rischiano di morire di sete, tutti quanti si mettono in marcia verso New York per partecipare e cambiare il programma della Conferenza Mondiale per l’Ambiente.
Botti e botte di Capodanno Cumuli di spazzatura – Cronaca – La Provincia di Como
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Gli addetti alla pulizia a Natale e Capodanno hanno lavorato pià che in ogni altro giorno: 40 tonnellate di rifiuti raccolte a Natale e altre 40 di tonnellate di rifiuti raccolte a Capodanno. «Bisogna fare i complimenti agli operatori ecologici – dice l’assessore Peverelli – avrebbero avuto diritto di riposare anche loro, invece hanno stra lavorato».
In effetti la città è stata pulita a tempo di record. E non era facile perchésono stati fatti disastri enormi.
«Hanno fatto esplodere quattro campane del vetro, una in via teresa Ciceri, una in via al Piano e altre due in centro città – dice ancora Peverelli -. Di solito per svuotare le campane serve poco tempo, invece con tutti i vetri esplosi è stato un disastro. Gli addetti hanno dovuto raccoglierli con i badili». Quindi riassumendo, la raccolta rifiuti ha fatto registrare più 30-35 per cento del sacco viola e più 10-15 per cento del sacco nero. Come se non bastasse si sono dovuti pulire altri danni. «In via Diaz hanno ribaltato una ventina di vasi di fiori, in viale Geno hanno preso tutti i cestini dell’immondizia e li hanno svuotati nei roseti. In piazza Cavour hanno fatto scoppiare i petardi dentro le aiuole. Gli addetti alla pulizia hanno iniziato a lavorare già all’una e mezza di notte del 1° gennaio».
I comaschi quindi hanno dovuto pagare il conto anche di chi ha pensato di sporcare qualunque cosa trovasse sul proprio cammino oltre a distruggere….
da: Botti e botte di Capodanno Cumuli di spazzatura – Cronaca – La Provincia di Como.
il mio bilancio fallimentare sulla riforma sanitaria del 1978. tema cui ho dedicato tutta la mia vita professionale
il mio bilancio fallimentare sulla riforma sanitaria del 1978. tema cui ho dedicato tutta la mia vita professionale.
tante aspettative, progetti, tensioni, voglia di creare welfare e oggi il sistema si è ridotto ad una nomina burocratica (dentro il clientelismo delle lobby di comunione e liberazione e compagnia delle opere) per cui arriva un manager – nominato sulla base di un curriculum e delle sue reti di conoscenze ed appoggi politici – che deve fare “una prima ricognizione sui diversi temi sul tappeto» per conoscere la realtà comasca !!!
dunque la salute degli abitatori di Como e dintorni è affidata ad un estraneo che “deve conoscere la realtà comasca” !!!
ok: la riforma sanitaria del 1978 E’ FALLITA
Paolo Ferrario
Lunedì 3 gennaio il nuovo direttore generale dell’azienda ospedaliera S. Anna, Marco Onofri, ha incontrato il direttore sanitario, Laura Chiappa, e il direttore amministrativo, Salvatore Gioia, «per una prima ricognizione sui diversi temi sul tappeto»; primo di una serie di incontri per conoscere la realtà comasca. «Si tratta anzitutto di consolidare l’avvio delle attività nella nuova sede in cui si applica un modello organizzativo innovativo – ha dichiarato Onofri –. È stato fatto un ottimo lavoro e so di poter contare su straordinarie professionalità. Per cultura personale prediligo il gioco di squadra e intendo operare con il contributo di tutti»
Cambiano i vertici di S. Anna e Asl
Formigoni nomina 45 direttori di Asl, Ospedali e Areu per i prossimi 5 anni, «Lottizzazione eretta pubblicamente a sistema» il commento del Partito democratico. A Como passano la mano Antinozzi e Mentasti
«La Giunta regionale, su proposta del presidente Roberto Formigoni, di concerto con gli assessori regionali alla Sanità, Luciano Bresciani e alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale, Giulio Boscagli, ha varato le nomine dei direttori generali delle 15 Asl, delle 29 Aziende ospedaliere della Lombardia e dell’Areu, l’Azienda regionale emergenza e urgenza» così una nota di Regione Lombardia di venerdì 23 dicembre
«Abbiamo voluto scegliere queste persone secondo un criterio di meritocrazia, cercando i migliori» ha detto Formigoni per un incarico di 5 anni (ovvero la durata del Piano socio sanitario regionale) con «una “ghigliottina” (come l’ha definita Formigoni) dopo 3 anni e una “mezza ghigliottina” dopo 18 mesi. In altri termini il lavoro dei manager sarà sottoposto ad una prima verifica dopo 18 mesi e ad una più stringente allo scadere dei tre anni. Se dopo tre anni gli obiettivi non saranno stati raggiunti il contratto verrà revocato».
Una scelta fatta anche grazie ad un «giro di consultazioni svolto nei giorni scorsi che ha visto gli incontri con i presidenti delle Conferenze dei sindaci delle Asl venerdì 17, con la Consulta della sanità lunedì 20, con il Tavolo del Terzo Settore martedì 21 e il confronto con il mondo universitario mercoledì 22».
«Lottizzazione eretta pubblicamente a sistema» è stato il commento del Partito democratico al Pirellone «hanno prevalso gli interessi particolari e la spartizione delle poltrone, è andato in scena un teatrino prevedibile e per noi inaccettabile» ha affermato il capogruppo del Pd Luca Gaffuri. Entra nel merito la consigliera democratica Sara Valmaggi «Avrebbero potuto prevalere la trasparenza e la valorizzazione della qualità professionale nella scelta dei vertici, invece hanno prevalso altre logiche. A nostro avviso il limite d’età, il limite dei due mandati e la valutazione dei cv da parte di alte professionalità doveva essere sancito tramite una specifica norma. Allo stesso modo la condivisione con il territorio si è dimostrata solo tardiva e fittizia. Un sistema senza regole chiare lascia spazio solo alla voracità e agli interessi di partiti, correnti e movimenti: quello che è puntualmente avvenuto».
In provincia di Como cambierà il direttore generale dell’Azienda ospedaliera comasca S. Anna, Andrea Mentasti verrà trasferito al S. Paolo, e al suo posta arriverà Marco Onofri, mentre alla testa dell’Asl comasca viene nominato Roberto Bollina al posto di Roberto Antinozzi.
Capodanno, non solo brindisi Caos e feriti in centro città – Cronaca – La Provincia di Como
Il solo commento possibile è: questa civiltà merita di essere soppiantata da un’altra civiltà più rispettosa della terra che noi abitiamo solo temporaneamente
paolo ferrario, 2 gennaio 2010
Successo di pubblico per il Capodanno organizzato dalla Città dei Balocchi in viale Geno, dove tra le 23 e l’alba della notte di San Silvestro, migliaia di visitatori giovani e meno giovani si sono dati appuntamento per festeggiare il 2011. Purtroppo si sono anche registrati diversi atti vandalici, ai quali si è aggiunto l’investimento di un pedone travolto da un automobilista pirata, fuggito a piedi dopo avere abbandonato l’auto in via Foscolo, a ridosso di piazza Matteotti. La polizia indaga per rintracciarlo. Traffico e rallentamenti si sono registrati per tutta la notte, con un surplus di straordinari per la polizia locale. Viale Geno è rimasto chiuso un’ora in più del previsto a causa dell’immondizia e della immensa quantità di bottiglie sparse sull’asfalto e sui marciapiedi.
da: Capodanno, non solo brindisi Caos e feriti in centro città – Cronaca – La Provincia di Como.
1 gennaio alla casa di Coatesa




Buon cammino lungo il 2011
Nei momenti di passaggio di anno i pensieri stanno sul confine tra la memoria del passato e l’imprevedibilità del futuro.
Sentiamo di essere in tempi di crisi. Qualche decennio fa si aggiungevano gli aggettivi “economica e morale”. Oggi si dovrebbe dire: di epoca e di sistema.
La parola “crisi”, nelle sue radici, rimanda ad alcuni precisi concetti, che possono anche fare da filo riparatore delle lacerazioni: “Giudizio”, “Separazione e Scelta”, “Decisione”.
Il film Home, la nostra terra di Yann Arthus – Bertrand sorvola sul pianeta per avvertire della rottura di equilibri che si sono manifestati su cicli temporali lunghissimi:
Perché è avvenuto questo?
Occorre una analisi forte e difficilmente confutabile per prenderne coscienza: Emanuele Severino ci parla di un “delirio della volontà” che lungo tutto lo sviluppo dell’occidente (e dunque di tutto il mondo attuale) ha agito in questa direzione. Ed è la sua voce sapiente, che giunge come una proposta di rimedio, a farci comprendere che “noi non siamo i mortali … noi siamo il luogo eterno in cui sopraggiunge la terra …:
- ascolta: Emanuele Severino: audio
Che fare allora? Sul piano collettivo c’è la radicale scelta di modificare in profondità consumi e stili di vita. Non siamo ancora preparati a farlo, ma occorrerà imparare. E allora qualche esercizio di silenzio (da compiere non necessariamente in eremi e monasteri) aiuterà ad esercitarci:
da: Il grande silenzio, Die Große Stille
E c’è anche il gesto semplice (anche questo tutto da apprendere) di amare la terra attraverso un singolo luogo ed i suoi viventi, come ci insegna la voce di Enzo Bianchi
- ascolta: Enzo Bianchi: audio
Il nostro affettuoso augurio per il 2011 è di attraversarlo
dando qualche spazio a questi orizzonti di senso
Buoni giorni
Paolo e Luciana
1 gennaio 2011
Genii cucullati: i protettori di chi è in cammino
da: Buon cammino lungo il 2011 « Politica dei servizi sociali: ricerche in rete.
Giardini simbolici e piante magiche Paola Maresca
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Il giardino, universo complesso, fin dall’antichità è stato concepito come corpus dalle profonde simbologie.
Nella stratigrafica allegoria del giardino, infatti, dove si declina la grammatica dei quattro elementi fondamentali terra, acqua, aria e fuoco, sono rintracciabili più livelli interpretativi dai variegati assemblaggi: quello della simbologia delle piante che vi sono coltivate, quello della composizione geometrica e della forma e infine quello degli apparati decorativi.
Se i complessi legami tra piante e astrologia avevano dato origine a quella sorta di alchimia verde, dove sull’incerto confine tra magia e scienza, le indicazioni terapeutiche s’intrecciavano con quelle propriamente magiche, retaggio di una sapienza ancora più antica, è con Nicholas Culpeper, erborista vissuto nella prima metà del ‘600, ma anche grande astrologo, che scienza delle piante e astrologia si uniscono in un grandioso connubio.
Negli studi di Culpeper, che recupera antichi saperi, dalle caratteristiche dei pianeti e delle costellazioni si derivava, in base alle loro corrispondenze astrali, le proprietà officinali delle singole piante, conoscenza questa che ben presto si perse tra le maglie dello scientismo del nuovo secolo.
Ma anche la stessa forma del giardino, declinata secondo i moduli di una geometria sacra, secondo il rispecchiarsi del cielo, definisce uno spazio dalle segrete risonanze. Ne sono conferma i giardini monastici, dove si coltivava la sapienza delle erbe, racchiusi in un quadrato simbolico e protetti da alte mura, a significare la segretezza della pratica ma anche una magica difesa. In sostanza una sorta di microcosmo semantico dove le piante erano probabilmente collocate in relazione alle loro ascendenze astrologiche per derivarne maggiore vigore e catturarne così i benefici influssi astrali.
Nel Rinascimento poi, con la riscoperta della Divina Proporzione e la serie armonica del Fibonacci, i disegni dei giardini s’informano secondo quelle geometrie significanti, che improntano la segreta armonia dell’universo dal regno animale e vegetale fino a quello minerale.
La stessa dialettica dei quattro elementi, che sta alla base delle metamorfosi della natura e che affiora in frammenti decorativi nello scenario di parchi e giardini, dà vita ad una intrigante e scenografica messa in scena in un crescendo simbolico ispirato al filone esoterico.
D’altra parte, come in uno specchio, il giardino tout court, è stato utilizzato anche come metafora nel linguaggio alchemico, a convalidare, ancora una volta, questo stretto legame tra studio della natura ed elevazione spirituale. In sostanza una sorta di “agricoltura celeste” che diviene allegoria della pratica alchemica.
I significanti apparati decorativi poi segnano, in una vertigine di simboli, i punti salienti di un cammino sapienzale, che si snoda attraverso il giardino, come in una sorta di labirinto iniziatico e che rimanda analogicamente ai cosiddetti “viaggi” o “prove” delle antiche iniziazioni, tramandatesi nel tempo attraverso i rituali delle consorterie iniziatiche.
Il giardino così macchina complessa emerge in un gioco di segreti intrecci e antiche assonanze distendendosi in accenti di bellezza e di poesia.
Nel nostro mondo attuale dove la funzione estetica e visiva ha preso il posto di altri valori, si rende necessario recuperare l’universo simbolico del giardino, che significa poi recuperare saperi dimenticati, esigenza questa che sotto l’egida di nuove mode e correnti, si sta facendo prepotentemente sentire oggigiorno.
E questo libro vuole anche essere una sorta di invito a rileggere il giardino tout court nel suo aspetto evocativo, quindi a riscoprire il suo linguaggio allegorico dove si nasconde la complessa grammatica di antichi miti e perdute conoscenze.
INDICE
1. L’accesso al giardino. Porte e guardiani delle soglie
2. Agricoltura celeste
3. Nei boschi degli Dei
4. Piante e astri
5. Nel giardino delle streghe
6. Le piante dei maghi
7. Alchimisti in giardino
8. Il giardino delle lusinghe di Venere
9. I quattro elementi e le metamorfosi della Natura
10. L’Acqua. La fonte della vita
11. La Terra. L’antro della saggezza
12. L’Aria. La montagna della sapienza
13. Il mistero del fuoco. Luci e ombre
14. Orti magici
15. Un giardino con geometrie simboliche e codici segreti
Bibliografia essenziale
Abbattuti sei storici platani La Napoleona cambia volto – Cronaca – La Provincia di Como
nessuno ha speso una parola per la sorte degli alberi rimossi. E dire che erano all’incirca coetanei del cedro del Teatro Sociale, attorno al quale invece si scatenò una battaglia d’opinioni dai toni accesissimi. I platani, a differenza della conifera, non sono però stati condannati da scelte urbanistiche, bensì da una brutta malattia e dal pericolo costituito da un loro eventuale crollo sulla sottostante linea delle Ferrovie Nord.
Le stesse Fnm avevano chiesto al Comune di effettuare dei controlli sugli alberi che sovrastavano la strada ferrata. «E dalla perizia svolta da Global Service – spiegano all’ufficio Giardini di Palazzo Cernezzi – era emerso che, su 61 platani presenti in via Napoleona, 6 erano in classe D, che significa “pericolo”. Risultavano, infatti, affetti da carie di dimensioni tali da comprometterne la stabilità». Di conseguenza per la mezza dozzina gravemente malata è stato deciso l’abbattimento, mentre i restanti 55 sono stati semplicemente potati. Inoltre, è stato rimosso un ippocastano morto.
Questa storia offre pure qualche spunto di riflessione sull’inquinamento della città. Non è facile per gli umani sopravvivere ai miasmi di strade trafficate come la Napoleona, figuriamoci per le piante. «È il tempo che gioca contro questi alberi – spiegano i tecnici – le carie si possono formare anche a causa delle potature subite. Ma certamente l’esposizione allo smog non può che aumentare il pericolo».
da: Abbattuti sei storici platani La Napoleona cambia volto – Cronaca – La Provincia di Como.
Capodanno, c’è una Como che festeggia in anticipo
A che ora si festeggerà il capodanno a Como? Mezzanotte, ovvio. Facile a dirsi. La domanda è un’altra: a quale delle dodici Como sparse per il mondo ci si riferisce? Già, perché se parliamo della “nostra” Como, tranquilla e benestante cittadina del Nord Italia, adagiata sulle rive del lago, non ci sono problemi. Basta però allargare l’orizzonte dalle Americhe all’Australia per scoprire che, quando noi stapperemo in piazza, altri comaschi dall’altra parte del mondo staranno facendo colazione: a Como, sobborgo di 3.600 anime a 27 chilometri a sud di Sidney, il capodanno sarà passato da dieci ore. Nello stesso istante, mentre noi festeggiamo e gli australiani preparano il caffè, un terzo gruppo di comaschi – comaschi d’America, nella cittadina di Como, in Colorado – starà preparando per il cenone: da loro saranno le cinque di pomeriggio.
I primi “comaschi” a stappare saranno quindi gli australiani del sobborgo di Sidney, dove si festeggerà quando da noi saranno le due di pomeriggio (Sidney è avanti di dieci ore).
Gli ultimi saranno invece gli abitanti di Como, in Colorado, dove il fuso orario è indietro di sette ore: quando loro brinderanno, da noi saranno le sette di mattina. Basta una rapida ricerca in Rete per scoprire che Como sarà pure unica, ma non è certo l’unica. Esistono dodici paesi, sobborghi o località con lo stesso nome, disseminati in diciassette ore di fuso orario. Tre si trovano in Australia.
La prima è, come detto, un sobborgo di Sidney. La seconda è nella parte opposta del continente, ed è un sobborgo di Perth (capitale dell’Australia occidentale, fuso orario con differenza di 8 ore) con 12mila abitanti. Entrambe le periferie prendono il nome dalla nostra città. Como, sempre in Australia, è anche una piccola località (50 abitanti) della Sunshine Coast, nello stato del Queensland. Gli altri 9 nostri omonimi sono dall’altra parte del mondo, dove l’orologio va spostato indietro. In ordine di fuso orario, s’inizia dal New Jersey: Lake Como (5 ore indietro) è un borgo di 1.800 abitanti sull’Oceano Atlantico, che fino al 2004 si chiamava South Belmar. Sei anni fa i cittadini, con un referendum, decisero di cambiare il nome del paese in Lake Como, che divenne ufficiale dal 5 gennaio 2005.
Le paratie alla Corte dei conti Si indaga per danno erariale – como città – La Provincia di Como
La procura presso la corte dei Conti ha formalmente aperto un’inchiesta per danno erariale per il pasticcio del muro e, in generale, per l’intero progetto del Mose lariano. La magistratura contabile, a poco più di un mese dall’invio, da parte del pubblico ministero Simone Pizzotti, di un esposto sul progetto paratie, ha deciso di approfondire gli appunti che i consulenti della procura della Repubblica di Como hanno mosso nei confronti della maxi opera. Appunti che toccano molteplici aspetti di quella che, alla vigilia del cantiere, avrebbe dovuto rappresentare l’opera pubblica fiore all’occhiello dell’attuale amministrazione, ma che in realtà si è trasformata in un’inestricabile matassa di guai non solo per Palazzo Cernezzi, ma anche per la Regione Lombardia e lo Stato, che attraverso – soprattutto – i fondi della Legge Valtellina finanziano gran parte della realizzazione del sistema antiesondazione.
da: Le paratie alla Corte dei conti Si indaga per danno erariale – como città – La Provincia di Como.
Bestie loro o bestie noi? a cura di Francesco Billi
da: ALTRI MONDI.

