Viaggi d’autore sul Lago di Como. Protagonisti, trasporti e paesaggi dal Grand Tour alla Belle Époque. La mostra si terrà al Museo del Paesaggio del Lago di Como, Tremezzina (CO),dal 23 maggio al 1° novembre 2026. Inaugurazione sabato 23 maggio ore 11
La mostra
Alcuni anniversari che cadono nel 2026 – i bicentenari dell’inizio delle corse dei battelli sul Lago di Como e della fine di quelle del Corriere di Lindau, il 150° della linea ferroviaria che collega Como alla Svizzera e all’Europa – offrono lo spunto per la mostra Viaggi d’autore sul Lago di Como, che accompagnerà la stagione turistica al Museo del Paesaggio del Lago di Como, promossa dal Comune di Tremezzina in collaborazione con l’associazione Sentiero dei Sogni, come la fortunata esposizione dello scorso anno dedicata a 100 anni di film sul Lago di Como.Questa volta l’attenzione è focalizzata su Protagonisti, trasporti e paesaggi dal Grand Tour alla Belle Époque, perché il Lago di Como tra la seconda metà del XVIII secolo e i primi anni del XX ha vissuto un’epoca d’oro del turismo, che ha preceduto quello di massa. In un secolo e mezzo ha visto misurarsi con la bellezza dei luoghi intellettuali di ogni provenienza e ha tenuto a battesimo l’invenzione della fotografia.
I contenuti: pannelli, stampe, dipinti, libri e fotografie
Il percorso espositivo si articola su cinque sale, al piano terra del museo. Nove pannelli infografici e una quarantina di opere (acquerelli, stampe, manifesti pubblicitari e fotocromie) portano il visitatore a scoprire i personaggi che hanno intrapreso viaggi formativi e creativi sul Lago di Como (da Angelika Kauffmann a Stendhal, da Percy e Mary Shelley a William Turner, da Marianne Colston a Fanny Mendelssohn, da Franz Liszt e Marie d’Agoult a George Sand, da Hermann Hesse a Franz Kafka) o che hanno scelto le sue sponde per abitarvi (Carolina di Brunswick, Giuditta Pasta e Maria Taglioni).
Contemporaneamente l’esposizione mette in rilievo l’evoluzione tecnica nella rappresentazione del paesaggio lariano: dai primi maestri inglesi dell’acquerello fino alla fotografia, di cui l’inventore William Fox Talbot ebbe la prima intuizione sul Lago di Como nel 1833, passando per i “Viaggi pittoreschi” composti di stampe e descrizioni.
Altrettanto importante, e descritto nel percorso espositivo, è lo sviluppo del sistema delle strade (quelle dello Spluga e dello Stelvio aperte nel 1823 e 1825), dell’accoglienza (i primi hotel, dall’Albergo dell’Angelo a Como che ospitò Stendhal e Turner, al Genazzini-Metropole di Bellagio dove soggiornò Mark Twain, all’Albergo Grande della Cadenabbia, dove visse e scrisse per due mesi Mary Shelley) e dei mezzi di trasporto (nel 1826 cominciano le corse dei battelli e finiscono quelle del Corriere di Lindau, nei decenni successivi arriveranno i treni, le funicolari e i tram).
Arricchiscono e completano il percorso espositivo una sessantina di fotografie scattate sul Lario nella seconda metà del XIX secolo da pionieri e pioniere della tecnica inventata da William Fox Talbot, alcuni oggetti (modellini ferroviari e uno stereoscopio con cui si potranno visionare fotografie stereoscopiche scattate da Tito Ricordi a Griante) e varie edizioni storiche di libri di viaggio sul Lago di Como. Nella sala conferenze, baricentrica rispetto al percorso espositivo e che ospiterà alcuni eventi collaterali, verrà proiettato un video che presenta le tavole relative al Lago di Como dei “Viaggi pittoreschi” dei coniugi tedeschi Federico e Carolina Lose (anni 1815 e seguenti), dell’architetto e disegnatore inglese James Hakewill (1816-1817) e dello svizzero Johann Jakob Wetzel (1822).
Il coordinamento Ville e Musei del Lago di Como
La mostra è inserita nel palinsesto primaverile del coordinamento Ville e Musei del Lago di Como “Il viaggio. Percorsi intorno al lago, tra paesaggio e ispirazione” che comprende diversi eventi dal 15 al 24 maggio tra arte, natura e storia. In questa occasione il coordinamento Ville e Musei del Lago di Como presenta non più un unico fine settimana, ma un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio che si estende per dieci giorni lungo le due sponde del lago. Una scelta progettuale precisa, pensata per offrire al pubblico la possibilità di muoversi con maggiore libertà tra i diversi luoghi, nonché un invito a esplorare il territorio in modo graduale, attraversando paesaggi, storie e istituzioni culturali diverse, e vivendo il Lago di Como come un itinerario da scoprire tappa dopo tappa.
Note del sindaco e del curatore
Il sindaco Mauro Guerra sottolinea che «la mostra dedicata al tema del Viaggio d’autore racconta la vocazione turistica del nostro territorio attraverso lo sguardo e le testimonianze di artisti, letterati e fotografi che hanno visitato il lago nel corso dell’Ottocento e all’inizio del Novecento. Proprio in quel periodo si sviluppò l’industria turistica grazie alle nuove vie di comunicazione e ai nuovi mezzi di trasporto come i battelli della navigazione. Sull’onda di quella fortunata stagione il Lago di Como è divenuto una meta frequentata dal pubblico internazionale e ancora oggi come in passato i viaggiatori possono apprezzarne la bellezza e la varietà del paesaggio. L’esposizione promossa dal Comune di Tremezzina è stata realizzata grazie alla disponibilità di istituzioni pubbliche e collezionisti privati che hanno concesso in prestito i materiali».
La mostraè curata da Pietro Berra, giornalista e presidente dell’associazione Sentiero dei Sogni, nonché autori di diversi libri sul Lago di Como nell’arte e nella letteratura. «Questa mostra, come quella dello scorso anno dedicata a cento anni di cinema girato sul Lario» osserva Pietro Berra «punta non soltanto a incuriosire e appassionare i visitatori mettendo in fila scorci paesaggistici incantevoli e storie importanti di illustri viaggiatori, ma vuole contribuire a rafforzare la percezione del Lago di Como come luogo d’arte e di cultura dove, non a caso, William Turner ha dipinto il suo primo acquerello con la luce del Bel Paese, Mary Shelley ha riscritto “Frankenstein” e William Fox Talbot ha inventato il metodo fotografico negativo/positivo».
La sinergia con la mostra su William Turner del Comune di Como
Il Comune di Tremezzina e il Comune di Como, in sinergia l’associazione Sentiero dei Sogni, hanno deciso di sperimentare una collaborazione tra questa mostra e quella prevista dal 29 maggio al 27 settembre 2026 alla Pinacoteca Civica e al Palazzo del Broletto di Como: “Turner. L’incanto del Lago di Como e del paesaggio italiano”. Il grande artista romantico inglese è uno dei protagonisti su cui viene focalizzata l’attenzione nel percorso espositivo al Museo del Paesaggio e si ritiene importante stimolare i cittadini e i turisti a visitare entrambe le esposizioni compiendo lo stesso viaggio di Turner: da una testimonianza di William Lake Price, riportata in mostra, sappiamo che il pittore britannico disegnò oltre venti schizzi dei paesaggi lariani in un viaggio sul piroscafo a vapore dalla città al Centro Lago. Inoltre, il Comune di Como ha prestato alcune opere a quello di Tremezzina per la mostra “Viaggi d’autore sul Lago di Como”: un progetto della funicolare Como-Brunate del 1890-91, diverso da quello poi realizzato, foto storiche dei battelli e della stessa funicolare provenienti dal Fondo Brunner e alcuni libri di viaggio ottocenteschi.
INFO UTILI
Luogo
Museo del Paesaggio del Lago di Como
via Statale 4835
Tremezzina (CO)
Orari
Dal 23 maggio al 1° novembre 2026
da giovedì a domenica, ore 10-12 e 14-18
Biglietti
La visita la mostra è inclusa nel biglietto di ingresso al Museo del Paesaggio: intero euro 5, ridotto euro 4
Sabato 9 maggio alle ore 18.00 nei locali di Via de Benzi 17 si inaugura la mostra delle opere di Pietro Turati: un giovane artista che ha ricevuto diversi prestigiosi riconoscimenti e sviluppa un’originale ricerca entro una costante tensione tra visibile e invisibile, presenza e sottrazione. Le sue opere, pittoriche e cartografiche, si fondano su una progressiva dissoluzione della figura: volti negati, corpi decentrati, presenze sottili o appena accennate.
con il Liceo Artistico Giuseppe Terragni del Centro Studi Casnati
Domenica 3 maggio 2026 chiude la mostra “Bruno Bordoli. Dove l’arte diventa dono: tre opere per la città”, in Pinacoteca Civica di Como.
L’esposizione presenta tre lavori donati dall’artista al Comune di Como nel 2025 – Cielo stellato (1990), Just now (2000, polittico in cinque parti) e La morte tra la gente (2020) – oggi parte delle collezioni civiche. Le opere attraversano oltre trent’anni di ricerca: dal paesaggio lacustre trasfigurato in chiave onirica di Cielo stellato, alla costruzione modulare e simbolica di Just now, fino alla forte tensione emotiva e al senso di fragilità evocati in La morte tra la gente, realizzata durante la pandemia.
La mostra mette in dialogo i tre lavori evidenziandone la dimensione visionaria e simbolica, tra tensione espressiva e riflessione sulla condizione umana.
Nato a Porlezza nel 1943, Bordoli è un artista autodidatta attivo dagli anni Sessanta, autore di una produzione vasta che supera le diecimila opere. La sua pittura, di matrice espressionista, si distingue per un linguaggio colto e intenso, capace di intrecciare realtà e dimensione interiore attraverso riferimenti al mito, al sacro e alla cultura letteraria.
Il progetto espositivo si affianca a un’attività didattica realizzata con il Liceo Artistico “Giuseppe Terragni” del Centro Studi Casnati.
La mostra è visitabile con il normale biglietto d’ingresso della Pinacoteca oppure con la CoMmUnity card, la tessera annuale che consente l’accesso a tutte le mostre temporanee e alle collezioni permanenti della Pinacoteca civica.
La card consente l’accesso illimitato alla Pinacoteca civica, al Tempio Voltiano e alla Cattedrale di Como durante gli orari di apertura ed è valida per 365 giorni dalla data di emissione. È disponibile presso le biglietterie museali, l’Infopoint del Broletto e online su https://museicomo.vivaticket.it/
Info mostra
Sede | Pinacoteca Civica di Como – via Diaz 84
Durata fino al 3 maggio 2026
Orari | da martedì a domenica ore 10.00 -18.00 (ultimo ingresso ore 17.30)
Mostra compresa nel biglietto d’ingresso della Pinacoteca
INAUGURAZIONE MOSTRA FOTOGRAFICA InnerSelf. L’auto rappresentazione di sé di Francesca Meloni, a cura di Roberto Mutti . Inaugurazione venerdì 10 aprile ore 17.30 The Art Company Como, Via Borgovico 163, Como (cortile interno) l’esposizione continuerà fino al 30 aprile con i seguenti orari: lunedì – venerdì ore 15.00/18.30 sabato solo su appuntamento per informazioni info@theartcompanycomo.it
Il progetto fotografico “InnerSelf”, di cui sarà costituita la mostra “Alla ricerca dell’Io”, esplora visivamente l’Identità umana e la percezione di sé stessi.
L’utilizzo di dispositivi quali specchi, cornici o oggetti che separano econfondono i piani, permette di dare forma alla rappresentazione delmolteplice che ci abita. Sperimentando, infatti, punti prospettici differenti, ilcorpo rappresentato, si aliena da sé stesso e dalla sua rappresentazione usuale.Il fotografo, al contempo, diviene sia soggetto che oggetto, “doppio e multiplo” della sua fotografia e l’Identità rivela la sua natura frammenta, indefinita eambivalente, mostrando un lato nascosto e misterioso, che prende vita dallosguardo dell’autore. Nel processo di auto-rappresentazione si fa strada anche il “Perturbante”, ovvero il sentimento di “familiare ed estraneo” con cui èpercepita l’immagine del corpo e che è interpretato, nelle opere proposte,attraverso la scomposizione della figura. Il percorso insiste anche sull’atto delvedere in quanto, è proprio attraverso lo sguardo dell’Altro – come accade dabambini con gli occhi della madre- che la nostra identità si costruisce per poiinfrangersi, in una tensione costante fra riconoscimento e disconoscimentodell’ Io. Quest’ ultimo appare illusoriamente unico ma, nei fatti, è la somma ditutti gli specchi, reali o introiettati, che ci riflettono, rendendoci talvoltaestranei a noi stessi. La scelta stilistica di usare il bianco e nero infine, non intende solo creare una unità estetica, ma anche enfatizzare forme e texture, intensificando l’impatto emotivo e creando un’atmosfera atemporale. Allo spettatore è permesso, in questo modo, di concentrarsi sull’essenza del soggetto e riflettere sulla natura sfuggente del Sé.
BRUNO BORDOLI, DOVE L’ARTE DIVENTA DONO: TRE OPERE PER LA CITTÀ,
Mostra in Campo quadro e progetto didattico. Con il Liceo Artistico Giuseppe Terragni del Centro Studi Casnati, 6 marzo – 12 aprile 2026
Nel gennaio 2025 il Comune di Como ha acquisito in donazione tre opere di Bruno Bordoli, donate dallo stesso artista.
Un anno dopo, la Pinacoteca celebra la donazione con una mostra in Campo quadro, in programma dal 6 marzo al 12 aprile 2026, durante la quale verranno presentate al pubblico le opere di Bordoli entrate a far parte in modo permanente delle collezioni civiche dedicate al contemporaneo.
Si tratta di Cielo stellato (1990), Just now (Proprio ora, 2000, polittico in cinque parti) e La morte tra la gente (2020).
La mostra è curata da Veronica Vittani e Francesca Testoni.
Le opere donate da Bordoli e ora presentate in Campo quadro, spazio gioiello al primo piano della Pinacoteca, ripercorrono 30 anni di carriera dell’artista.
In Cielo stellato, dipinto nel 1990, l’immagine della realtà lacustre locale perde le caratteristiche naturalistiche e la marcata elaborazione formale e coloristica induce all’allontanamento del contesto visivo reale ed all’accentuazione dei caratteri emozionali della scena, che evoca quindi spazi e tempi onirici e simbolici.
Just now fa parte delle opere realizzate a partire dal 1999 denominate “serie o polittici”, costituite ciascuna da un numero contenuto di tele, “parti” che vengono accorpate in composizioni autonome ma preordinate, in modo da contrarre o espandere i singoli temi resi interdipendenti o “possibili” da elementi visionari o simbolici e dal titolo generale dell’opera.
La morte tra la gente, del 2020, è stato dipinto nell’anno della diffusa grande instabilità emotiva causata dalla pandemia covid-19 e, a livello personale, della morte del caro amico Philippe Daverio. L’immagine dipinta, densa di simboli e citazioni, allude alla fragilità umana che oscilla tra il senso di caducità e la tensione verso uno stato di eternità.
L’iniziativa vedrà anche il coinvolgimento di una classe quarta dell’indirizzo Audiovisivo e Multimediale del Liceo Artistico “Giuseppe Terragni” del Centro Studi Casnati. Gli studenti, in occasione della giornata inaugurale, venerdì 6 marzo alle 11.30 in Pinacoteca (aperta a tutti), avranno l’opportunità di conoscere di persona l’artista, che spiegherà loro le sue opere e la sua poetica, rispondendo alle loro curiosità e domande, in un reciproco scambio di suggestioni. Successivamente, nella settimana seguente, l’artista sarà a scuola per svolgere un workshop pratico.
Il progetto è realizzato nell’ambito della convenzione pluriennale stipulata tra Musei civici di Como e il Centro Studi Casnati che coinvolge gli indirizzi di studio artistico, linguistico e multimediale e finalizzato all’attuazione di progetti didattici volti alla valorizzazione del patrimonio storico artistico.
Il progetto è coordinato per la Pinacoteca da Veronica Vittani e Francesca Testoni e per la scuola da Monica Sampietro e Tomaso Vimercati. Gli sviluppi del progetto verranno documentati e presentati sui canali social dei Musei civici di Como.
Come spiegano le curatrici Vittani e Testoni, il progetto nasce dalla volontà di creare un dialogo e un ponte tra due generazioni: Bordoli è un artista che ha molto da raccontare, la sua pratica artistica è urgenza espressiva che l’ha spinto ad affrontare in maniera viscerale moltissime tematiche in cui l’essere umano è sempre protagonista in quanto archetipo e simbolo delle sue fisicità e interiorità: dal mito al sacro, dalle credenze e rituali popolari ai tragici fatti del quotidiano trasmessi dai media. Il suo è un approccio sempre colto, ricco di citazioni letterarie e poetiche. Bordoli ha tra l’altro sperimentato in prima persona la poesia, che come l’arte, è espressione interiore per eccellenza.
La mostra sarà visitabile con il normale biglietto d’ingresso della Pinacoteca oppure con la CoMmUnity card, la tessera annuale che consente l’accesso a tutte le mostre temporanee e alle collezioni permanenti della Pinacoteca civica.
La card consente di accedere senza limiti alla Pinacoteca civica, al Tempio Voltiano e alla Cattedrale di Como negli orari di apertura ed è valida 365 giorni dalla data di acquisto.
Nato a Porlezza (Como) nel 1943, inizia a dipingere nel 1965 e ad esporre con regolarità dal 1967. Ad un linguaggio di matrice espressionista-figurale e successivamente espressionista-astratto, si aggiunge negli anni ‘80 una sorta di misticismo laico reso stilisticamente mediante la contrapposizione e contaminazione formale e contenutistica tra immagini desunte dall’esperienza sensibile ed immagini generate da un altrove extrasensorialeNella sua attività espositiva, di particolare rilievo sono le mostre personali al Museo Diocesano di Milano, al Museo Della Carale di Ivrea, al Credito Valtellinese Sondrio – Acireale – Fano, alle Gallerie Il Salotto e la Colonna di Como, alla Galleria Studio 10 di Chur, alla Galleria Mosaico di Chiasso e alla Galleria Blanchaert di Milano, al Museo Pagani di Castellanza ; alla Facoltà di teologia dell’Università di Lugano e nello spazio espositivo di S. Pietro in Atrio di Como.
Tra le mostre collettive, invece, si ricordino nel 2020 The Last Supper Recall alla Galleria Credito Valtellinese, Refettorio delle stelline di Milano (con Warhol, Spoerri, Avalle e Festa), Del Colore E Della Luce al Museo D’arte Sacra di Camaiore (2019), Quel Che Resta Del Cielo alla Galleria Juttner di Vienna (2006), Bordoli–Gyalai–Valsangiacomo – Torre al Tempio Calvinista a Debrecen in Ungheria (2002). Ha anche preso parte ad Arte Fiera 86 a Bologna (1986).
Dal 1972 interpreta numerosi testi letterari tra i quali ricordiamo: 1984 (G. Orwell, 1984), Ragazzi di vita (P. P. Pasolini, 1994), I promessi sposi: capp. IX e X (A. Manzoni, 2002) e La Divina Commedia: Inferno (D. Alighieri, 2006).
Tra il 2010 e il 2016 produce un notevole gruppo di opere che interpretano tutti i libri della Bibbia, Antico e Nuovo Testamento. Nel 2017 termina il ciclo sul Cammino di Santiago, da lui percorso nel 2012.
Info mostra
Sede | Pinacoteca Civica di Como – via Diaz 84
Apertura al pubblico | venerdì 6 marzo ore 11.30
Durata | 6 marzo – 12 aprile 2025
Orari | da martedì a domenica ore 10.00 -18.00 (ultimo ingresso ore 17.30)
Mostra compresa nel biglietto d’ingresso della Pinacoteca
Ultima settimana per visitare la mostra, Eccezionalmente domenica 8 febbraio ingresso gratuito per tutti
La Pinacoteca Civica di Como si avvia alla conclusione della mostra La Collezione. Paolo Giovio e i ritratti senza tempo, una esposizione di grande rilievo storico e culturale che ha riportato al centro dell’attenzione l’opera e la visione di Paolo Giovio, umanista comasco e ideatore della più ambiziosa galleria di ritratti del Rinascimento europeo.
L’esposizione, curata da Bruno Fasola, presenta per la prima volta riuniti i 38 ritratti originali della collezione gioviana conservati dalla Pinacoteca, affiancati da importanti prestiti museali e da opere provenienti da collezioni private. Un racconto visivo straordinario che attraversa secoli, culture e geografie, dando volto a papi, letterati, condottieri, donne celebri e protagonisti della storia antica e moderna.
Il percorso di visita si sviluppa nelle sale del piano nobile della Pinacoteca attraverso un allestimento immersivo, dove arte, storia e tecnologia dialogano tra loro. Sale tematiche, installazioni multimediali e spazi interattivi accompagnano il pubblico alla scoperta del ritratto come strumento di memoria, identità e narrazione, restituendo tutta l’attualità della visione di Giovio.
La chiusura della mostra segna anche un risultato duraturo per il museo e per la città: due sale rinnovate resteranno permanentemente dedicate alla quadreria di Paolo Giovio, entrando a far parte del percorso museale stabile della Pinacoteca. Un lascito importante che consolida il legame tra Como e il suo più illustre umanista, rendendo accessibile nel tempo uno dei nuclei più preziosi della collezione civica.
L’ultima settimana di apertura rappresenta dunque un’occasione speciale per visitare una mostra storica e per vivere la Pinacoteca come luogo di memoria viva e condivisa. Un’opportunità resa ancora più significativa dalla gratuità eccezionale di domenica 8 febbraio, quando l’ingresso sarà libero per tutta la giornata.
Inoltre, per tutte le famiglie con bambini e bambine tra i 6 e i 12 anni, sarà possibile ritirare gratuitamente l’album e le figurine dedicate alla collezione gioviana.
Pinacoteca Civica di Como, via Diaz 84 Orari: martedì–domenica 10.00–18.00 (ultimo ingresso 17.30) Fino a domenica 8 febbraio 2026