Cigni

Lungolago, coppia di cigni fa il nido nel cantiere – Cronaca Como

Una coppia di cigni sta preparando il nido da qualche giorno proprio a ridosso del cantiere delle paratie.

Ancora non hanno deposto le uova. Dalla deposizione delle uova ci vuole poco più di un mese di cova, prima della nascita dei piccoli

da

Lungolago, coppia di cigni fa il nido nel cantiere – Cronaca Como.

Cigni

i CIGNETTI del lago di Como

Cigni

i piccoli cigni del lago di Como sono cresciuti, da La Provincia del 18 luglio 2014

I piccoli cigni del lago<br />
Ecco come sono cresciuti

I cigni accanto all’imbarcadero

Como –  «Ma quanto sono cresciuti?» Sono trascorsi meno di due mesi (la nascita è del 20 maggio) ma i sette cigni del lungolago di Como sono tanto cresciuti da risultare quasi irriconoscibili, perlomeno all’occhio dei passanti.Eppure sono proprio loro e si trovano sempre in piazza Cavour, accanto all’imbarcadero. I comaschi li hanno adottati. Tanto da dare a ciascuno un nome: i genitori (Clotilde e Matteo) e i piccoli (Pippo, Harry, Nuvola, Camillo, Qui, Quo e Qua). La foto del gruppo è di Barbara Cantaluppi

Cigni

Lungolago di Como, nati i piccoli cigni. Grazie a TASELL!

Sono nati questa mattina all’alba i piccoli cigni del lungolago, accolti in un nido accanto alla biglietteria della Navigazione. I piccoli sono almeno quattro, e sono tutti nel nido accanto a mamma Clotilde e a papà Matteo, i nomi scelti per i suoi genitori dal Tasell, che in queste ultime settimane li ha sorvegliati, preoccupato soprattutto – al pari di tutti – della crescita del livello del lago e del rischio che le acque potessero spazzare via le uova prima della schiusa

cigni

 

da Lungolago, nati i piccoli cigni Ecco la prima fotografia – Cronaca Como La Provincia di Como – Notizie di Como e provincia.

Cigni · zucchine

La zucchina a forma di cigno

La natura è resiliente ma anche artista

in tema di “resilienza) vai a: Luciana Quaia … la resilienza autobiografica

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Agosto · Cigni

CIGNI E CIGNETTI: l’apparire del 30 Agosto

Cigni

CIGNI E 4 CIGNETTI, nella estate del 2013

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bianco · Cigni

CIGNI DI LAGO

Succedeva nel 2011, in una tarda e fredda mattina mentre camminavamo sul lungolago.

La bellezza annidata in un’ansa: 22 cigni.

Alcuni veleggiano con la sicurezza della loro eleganza  fra i riflessi del sole e altri, sulla battigia, sono intenti nella minuziosa pulizia di zampe ed ali  e untamento (questa parola è rubata a Carlo Emilio Gadda) delle piume.

Si mescolano silenziosi i candidi adulti e i curiosi novellotti, le cui striature grigiastre rammentano il loro non lontano ingresso nel mondo.

I passanti, anche se frettolosi, volgono loro di striscio lo sguardo, qualche madre indugia trattenuta dal bambino che tiene per mano e che punta l’indice con esclamazioni di gioia.

Una clocharde sminuzza il suo pane, circondata da quella nuvola bianca impegnata ad afferrare i brandelli.

Per imitazione e per assecondare il ciclo della nutrizione entro in un bar e ne esco con qualche brioche e faccio gli stessi gesti, attento a ben distribuire i bocconi.

I cigni  vengono e vanno e, infine, tuffano nel biancore il lungo collo e si cullano nel sonno.

Viviamo in un luogo di straordinaria geografia, cui fa da contrappeso una più modesta antropologia.

Paolo

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  • Fotografie di Luciana
Affacci · Cigni · verso Argegno

Affaccio a lago da Coatesa: verso Brienno e là sotto a sinistra (nascosto) il ponte della Civera

Cigni · LEGGERE e SCRIVERE · Noelle Episteme

Noelle, i cigni e il cerchio dell’apparire | Tracce e Sentieri

Ciò che è e che sta non può originare dal nulla e lì sparire.
Ergo, cio che è, è eterno.
Sono le variabili tempo e spazio che ci illudono. Per il nostro maledetto bisogno di collocare e misurare.
Ma esistono degli accadimenti cui è bene non riservare troppo ragionamento, meglio accoglierli come manifestazioni dell’imponderabilità.

E’ successo con Noelle e la sua dicembrina apparizione nella grotta del forno. 

Portata a casa, medicata, curata, sterilizzata con tutti gli strumenti che la techne ha reso disponibili anche per gli animali, è stata ricondotta al luogo del ritrovamento.

E’ successo, dopo 24 ore, che Noelle uscisse dall’illusorio cerchio dell’apparire.

Contemporaneamente, per lenire il dolore della sparizione e lungo la peregrinazione della ricerca (quanto misura il cerchio dell’apparire?) Paolo avvista in lontananza una famiglia di cigni. Si sbraccia, sventolando le mani verso il cielo, e quelli, da una distanza ragguardevole, fanno dietrofront e si avvicinano in pochi minuti alla scala che si tuffa nel lago.

Avidamente si cibano delle fette biscottate nel frattempo procurate.

Una coppia e tre cuccioli.

Il porticciolo è spesso abitato da germani reali, papere, gabbiani, persino un’oca. 

Però sono trascorsi almeno 7 anni dall’ultima volta che una famiglia di cigni aveva scelto la baia coatesiana come dimora.
Di questo periodo non avevamo notato la loro comparsa.
Finito il pasto, tutti e cinque riprendono il largo e noi rientriamo.

Poche ore dopo riprendiamo la ricerca di Noelle, chiamandola per nome (è notorio che i gatti difficilmente rispondono al richiamo nominativo) e agitando una scatola di crocchette, sperando di prenderla per la gola.
Nulla da fare.
Così come misteriosamente apparsa, altrettanto sparisce.
L’eternità non è un’invenzione, evidentemente.

Perché succede che a mio insistente miagolio, quando le speranze sono pressoché svanite, Noelle rispunta.

Nello stesso lasso di tempo, i cigni non si sono fatti più vedere né nei pressi, né al secondo ponte.

Ma noi sappiamo che ci sono.

Testo e Fotografie di Luciana

da Noelle, i cigni e il cerchio dell’apparire | Tracce e Sentieri.

Acqua · Cigni · Lago

Cigni di lago

Succedeva qualche settimana fa, in una tarda e fredda mattina mentre camminavamo sul lungolago.

La bellezza annidata in un’ansa: 22 cigni.

Alcuni veleggiano con la sicurezza della loro eleganza  fra i riflessi del sole e altri, sulla battigia, sono intenti nella minuziosa pulizia di zampe ed ali e untamento (questa parola è rubata a Carlo Emilio Gadda) delle piume.

Si mescolano silenziosi i candidi adulti e i curiosi novellotti, le cui striature grigiastre rammentano il loro non lontano ingresso nel mondo.

I passanti, anche se frettolosi, volgono loro di striscio lo sguardo, qualche madre indugia trattenuta dal bambino che tiene per mano e che punta l’indice con esclamazioni di gioia.

Una clocharde sminuzza il suo pane, circondata da quella nuvola bianca impegnata ad afferrare i brandelli.

Per imitazione e per assecondare il ciclo della nutrizione entro in un bar e ne esco con qualche brioche e faccio gli stessi gesti, attento a ben distribuire i bocconi.

I cigni vengono e vanno e, infine, tuffano nel biancore il lungo collo e si cullano nel sonno.

Viviamo in un luogo di straordinaria geografia, cui fa da contrappeso una più modesta antropologia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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