Uccelli

il Merlo Solitario alle ore 19 del 29 agosto 2021

Gatti · Poesie

“Pensaci bene prima di prendere un GATTO. Ti farà credere che sia stato tu ad averlo trovato in mezzo alla strada in un cassonetto …” , di Andrew FABER

Pensaci bene
prima di prendere un gatto.
Ti farà credere che sia stato tu
ad averlo trovato
in mezzo alla strada
in un cassonetto
dentro un gattile.
 
Ti farà credere che sia stato tu
ad averlo salvato
che incontrarvi sia stata fortuna
pura casualità
quando invece era lì ad aspettarti
quando invece era il vostro appuntamento
fin da sempre.
 
Pensaci bene prima di prendere un gatto.
In quegli occhi si entra una volta
per poi non uscire mai più.
 
Sappi che di quell’amore
puro
infinito
e randagio
non potrai mai più liberarti.
 
I gatti amano per volontà
non per bisogno, non per istinto
i gatti amano per essere liberi.
 
Pensaci bene prima di prendere un gatto
che prendere poi, è un termine inadeguato, sciatto.
Sbagliato.
Un gatto non si prende né si adotta
un gatto si custodisce.
 
E ricordarti che dovrai accettare il suo caos
la sua elegante arroganza
i suoi attimi di smisurata dolcezza
prenderti cura della sua solitudine
dei suoi momenti di incantevole assenza.
 
Pensati come a un primo appuntamento
che ogni istante si ripete.
Circondalo di attenzioni, sempre
come un amante corteggia la sua dama
con dolci parole
e infinite carezze.
 
Sappi che ogni istante lui sa dove ti trovi
come ti senti
e di cosa hai bisogno per essere felice.
 
Pensaci bene prima di prendere un gatto
perché nessuno più di lui
sa di cosa è fatto l’amore.
 
Parlo del rispetto dei propri spazi
e dei propri umori.
 
Parlo del bisogno di nascondersi
a volte
da tutto e da tutti.
 
Parlo di saper riconoscere
quando è inutile insistere
perché avvicinandosi a volte ci si perde
e di quando insistere, invece
è l’unico modo per tornare a stare vicini.
 
Parlo dell’arte
di sapersi osservare da lontano
dove ogni cosa acquista la sua forma.
 
Parlo di saper riconoscere la meraviglia
di volersi entrambi
in quei momenti di rara bellezza
che rimangono impressi per sempre.
 
Parlo di quando all’improvviso
dal nulla più assoluto
si accende la follia
e si inizia a correre come pazzi
a giocare come ragazzini
buffi e ridicoli
come rendersi conto
che la felicità va abbracciata
graffiata, protetta.
Perché può durare un attimo.
 
Ma soprattutto
pensaci bene prima di prendere un gatto
perché arriverà il giorno in cui dovrai dirgli addio.
 
E saprà stupirti di nuovo
come ha fatto per tutta la sua vita.
Mentre non riesce più a reggersi in piedi.
Mentre è sdraiato da giorni lì
nello stesso punto di casa
dove ha scelto di morire.
Mentre non vuole nessuno vicino, tranne te.
E con le ultime forze ancora ti urla il suo amore.
Le fusa che gli escono strane e spente, stonate.
Ma che tu ricorderai
come il canto più dolce
che ti sia stato concesso ascoltare.
Non cercare di dimenticarlo quel dolore, di vincerlo.
Non si può.
Una parte di te si è spenta con lui.
Una parte di te, si è perduta, per sempre.
 
 
Cani

Emanuele Trevi, I cani del nulla. Una storia vera, Einaudi

vai alla scheda del libro

Noirette e Gin, Ginger (2020)

il riposo fraterno di NOIRETTE e GIN

Cani · Werther

CIAO meraviglioso Werther, in ricordo della tua visita del 19 agosto 2021 nell’orto / giardino di Coatesa !

Gatti

Anche i gatti di casa “Si lasciano morire di tristezza”, articolo di Alessia Roversi in La Provincia 10 agosto 2021

letto in edizione cartacea

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Noirette e Gin, Ginger (2020)

GIN ha una propensione esagitata all’esplorazione di tutti quei posti che volevamo interdirgli, quindi quest’anno, per non vederlo sparire, mi sono rassegnata al badantato col guinzaglietto …

…

gin è la mia disperazione: ha una propensione esagitata all’esplorazione di tutti quei posti che volevamo interdirgli, quindi quest’anno, per non vederlo sparire, mi sono rassegnata al badantato col guinzaglietto.
Lui inizia a tormentarmi alle 7.30 del mattino, sa che deve mettere il collarino e poi via, seguiti dalla dolcissima noirette, che senza nulla addosso, segue il fratello come una zecca.
Ogni tanto lo lascio libero nelle zone più sicure, ma appena si avvicina ai confini (rocce da scalare che fa con estrema velocità) lo riacchiappo.
Mi spiace tantissimo,ma essendo che tra l’altro nel giardino sotto casa c’è pure un cane, se ci si lancia, come mostra di voler fare, temo farebbe pure una brutta fine.
Evidentemente la sterilizzazione non ha attenuato i suoi ormoni!
…
Cani · CINEMA e TEATRO · Film

IO & MARLEY, di David Frankel, con Jennifer Aniston e Owen Wilson, 2008

Gatti

Gatti viziati vivono qui !

Cani · Poesie

Elegia per Satana, di NAZIM HIKMET

Satana era il nome del mio cane

“era” non ha niente a che fare col suo nome

al suo nome non è successo nulla

i satani sono dei tiranni

i tiranni sono furbi e bugiardi

ma intelligenti mai

il mio cane era intelligente

 

S’è morto un po’ per colpa mia

non ho saputo averne cura

e se non sai averne cura

non bisogna nemmeno piantare un albero

perché è un grande dolore per l’uomo

che l’albero secchi tra le sue mani

 

Mi dirai che bisogna buttarsi in acqua

per imparare a nuotare

è vero

ma se anneghi

sei il solo ad annegare

 

Sono molte mattine che mi sveglio

e ascolto intorno a me

nessuno gratta alla mia porta

mi vien voglia di piangere

e vergogna di non poter piangere

 

Era come l’uomo

molti animali sono come l’uomo

perché hanno la bontà dell’uomo

inchinava il suo collo forte

davanti all’amicizia

la sua libertà era racchiusa

nelle zanne e nelle zampe

e la sua cortesia

nella grande coda pelosa

 

Ogni tanto avevamo voglia di vederci

mi parlava dei grandi problemi

della fame della sazietà dell’amore

ma non ha mai provato

nostalgia per il suo paese

quello era affar mio

 

Hanno messo il poeta in paradiso

e ha gridato: ah! il mio paese

è morto

come muoiono qui

l’uomo l’animale la pianta

nel letto sulla terra nell’aria nell’acqua

all’improvviso

nell’attesa

nel sonno

come si muore in questo modo

come dovrò morire

come dovremo morire

 

Oggi son trentotto gradi all’ombra

guardo il balcone verso il bosco

i pini si drizzano

tutti snelli tutti lunghi tutti rossi

il cielo è celeste-acciaio

gli uomini sudano

i cani ansano

vanno al lago per bagnarsi

lasciano sulla riva la pesantezza del corpo

condividono la felicità dei pesci.

Cani · Poesie

PAROLA DI CANE, in Franco Marcoaldi, Animali in versi, Einaudi, 2006

Hai solo cinque anni, ma penso
di continuo alla tua morte.
Incapace di godere del momento,
lo brucio nell’angustia
di tua futura, definitiva sorte.
Tu, con la tua anima di cane,
proprio non mi capisci. Mi guardi
ebbro d’amore, inclini la tua testa
e ti smarrisci. «Padrone, mio, che dici?
Con tutto quello che possiamo fare:
rincorrerci, annusarci, baciarci
con la lingua, giocare con i gatti,
cacciare le lucertole, mangiare.
Dai retta a me, padrone mio,
pensa di meno a te
e asseconda il vento.
Svuotato l’io, sarai pieno di vita:
importa poco se per un anno, dieci o cento.

(Franco Marcoaldi,  Animali in versi, Einaudi, 2006)

Noirette e Gin, Ginger (2020)

GIN e NOIRETTE sulla mensola della finestra che si affaccia in Via Coatesa