cinema Astra · CINEMA e TEATRO

IL CINEMA ITALIANO. 1O. FESTIVAL A COMO, CINEMA ASTRA, 7 febbraio 2015

10 anni di Festival

Associazione Carducci · Teatri

LUXIFER, concerto teatrale con MATTEO GAZZOLO, a cura della associazione artistica ORIZZONTI INCLINATI, venerdì 20 febbraio, ore 21, alla SALA MUSA dell’Istituto Carducci, Viale Cavallotti, COMO

 

Per informazioni sull’acquisto dei biglietti:

EMAIL: teatroarte@iol.it

TELEFONO: 39 329 381 76 86
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Il testo di “Luxifer” proviene da due fonti cronologicamente molto lontane tra di loro, la prima parte è tratta dall’Apocalisse di Mosè, versione greca del primo secolo d.c. di un apocrifo dell’antico testamento, noto anche come Vita di Adamo ed Eva, mentre la seconda è tratta da Aurum Tellus di Gavino Ledda, un vasto testo in versi e in prosa, scritto negli anni ’80 del ‘900, e pubblicato in una singolare edizione limitata nei libri Scheiwiller.

Il tema è quello del confronto tra il bene e il male, inquadrato nel rapporto che l’uomo ha con l’ambiente naturale e con i propri simili, due contesti dove le scelte individuali e collettive tra bene e male si possono vedere nei loro effetti concreti.

Nell’adattamento teatrale della prima fonte di testo, ho scelto di fare di Lucifero la voce dell’io narrante (stimolato invero dall’originale stesso, che in tal modo presenta questa voce): egli ci racconta, dal suo punto di vista, la storia del peccato originale di Adamo ed Eva. Una delle novità non secondarie di questo suo punto di vista, ripresa proprio così come è espressa nell’originale apocrifo, sta nel vedere Adamo, e non Eva, come il vero fulcro, la vera causa scatenante del peccato originale.
Lucifero è un personaggio teatrale ironico e nevrotico, contraddittorio, ossessivo, vendicativo, ma questa ne è solo la superficiale apparenza psicologica, perché le sue argomentazioni sono invero assai lucide e chiare. La sua voce tornerà, poco prima del finale dello spettacolo, a ricordare il perché gli uomini vivessero in un paradiso terrestre del tutto illusorio, inconsapevole, e come il suo atto (tramite il peccato, far aprire gli occhi di Adamo ed Eva), apparentemente solo diretto contro gli uomini, possa invece essere sfruttato dall’uomo stesso per affrancarsi dalle sue sofferenze, evolversi e costruire da sé la sua propria libertà.

Come Lucifero è una “voce dell’aldilà” che si relaziona con gli uomini, così nel secondo testo sentiamo la voce degli elementi chimici primi, (diciamo, un aldilà interno agli elementi materiali), i quali essendo pensanti e coscienti si sono spontaneamente assemblati nei minerali, nelle piante negli animali e negli uomini. Questa voce proviene quindi dalle profonde interiorità della Natura e ci racconta che cosa ha fatto l’Uomo di sé e del mondo, dalla sua caduta sulla terra fino ai giorni nostri.

Gavino Ledda, in Aurum Tellus, immagina quindi gli elementi primi della chimica come dotati di pensiero e volontà coscienti, e che in tal modo essi creano, combinandosi tra loro, la Natura e l’Uomo. Distingue poi due gruppi di esseri umani: gli “òmines” (gli uomini quando si fanno gregge) e i “mugrones” (in sardo, mufloni, visti come individui liberi, ancora in diretto contatto con la Natura, non addomesticabili).
La voce parlante, un “mugrone”, spiega (al piccolo “mugroneddu”) come funziona la vita del cosmo, come funziona la vita sulla terra, e racconta cosa gli òmines hanno fatto dei doni meravigliosi che gli sono stati dati in custodia, come essi si siano ciecamente scagliati contro la natura e gli uni contro gli altri, autodistruggendosi. La continua esortazione, è quella a non credere alle illusioni distruttive, sia sulla vera natura del mondo, sia sulle pulsioni dei propri desideri, in cui cadono continuamente gli òmines.

A questo punto, è la voce diretta di Lucifero a tornare, come dicevo, per spiegare come solo la liberazione dalle illusioni (l’immagine del mondo non è che il riflesso di una realtà sostanziale, che gli òmines non percepiscono) può portare l’uomo a risollevarsi dalle sue oscurità e a riconquistare – per sé e per la natura – la vita, nella sua essenza più profonda, la quale è libertà fatta di conoscenza, di consapevolezza, di ascolto, di creatività, di armonia, di luce.

Un breve testo poetico, tratto dal finale di Aurum Tellus, chiude lo spettacolo: in esso la memoria, la mente, il canto, la poesia, la creazione artistica, sono indicati come la strada maestra per realizzare, fin dall’immediato presente, questa liberazione dell’uomo.

Cineforum

La buca (Italia, 2014, 90 minuti) di Daniele Ciprì con Sergio Castellitto, Rocco Papaleo, Valeria Bruni Tedeschi, Jacopo Cullin e Ivan Franek, al cinema Astra, Como 7 febbraio 2015

Cineforum

SE CHIUDO GLI OCCHI NON SONO PIU’ QUI (Italia, 2013, 100 minuti) di Vittorio Moroni con Giorgio Colangeli, Beppe Fiorello, Mark Manaloto, Hazel Morillo e Vladimir Doda – OLTRE IL GUADO (Italia, 2014) di Lorenzo Bianchini con Marco Marchese, Renzo Gariup e Lidia Zabrieszach, al Cinema Astra di Como, 6 febbraio 2015

IL CINEMA ITALIANO – 10. FESTIVAL A COMO

Cinema Astra, viale Giulio Cesare 3, ingresso con tessera annuale dell’associazione Sguardi a 20 sacchi, valida per tutte le 22 proiezioni della manifestazione

Programma di oggi:

– ore 10 e ore 21 Se chiudo gli occhi non sono più qui (Italia, 2013, 100 minuti) diVittorio Moroni con Giorgio ColangeliBeppe FiorelloMark ManalotoHazel Morillo e Vladimir Doda

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Sedicenne con una forte passione per l’astronomia, trasmessagli dal padre, morto in un incidente stradale, Kiko vive con la madre filippina, Marilou, e il suo nuovo compagno, Ennio, un caporale che gestisce cantieri edili, sfruttando manodopera clandestina. A scuola rischia di essere bocciato per il secondo anno consecutivo e il rapporto con il patrigno, che lo forza a lavorare come manovale, è quantomai teso anche per via dei suoi modi violenti. Un giorno, Kiko incontra Ettore, un insegnante in pensione sulla sessantina, che gli dice di essere un vecchio amico del padre e di volerlo aiutare nello studio.

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– ore 18 Oltre il guado (Italia, 2014) di Lorenzo Bianchini con Marco MarcheseRenzo Gariup e Lidia Zabrieszach
Marco Contrada è un etologo che lavora nella profondità dei boschi, dove piazza delle telecamere con l’obiettivo di fotografare gli animali e monitorare a distanza il loro comportamento. Le registrazioni lo portano in un remoto villaggio, sito di un’antica maledizione, in cui viene intrappolato a causa della pioggia che ha innalzato il livello del fiume ed inondato l’unico accesso.

NdA: saranno presenti Marco Piccarreda (al mattino), Vittorio Moroni e Massimo Schiavon (la sera)…

http://www.cinemaitalianocomo.com

DA VENERDÌ 6 FEBBRAIO – La Settimana InCom – La Provincia di Como La Provincia di Como – Notizie di Como e provincia.

Cineforum

IL CINEMA ITALIANO. 10° festival a Como, 31 gennaio 8 febbraio 2015, al Cinema Astra

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Cineforum

FESTIVAL CINEMA DI COMO, intervista a Paolo Lipari, 31 gennaio-8 febbraio 2015

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Cineforum

IL CINEMA ITALIANO. 10° festival a Como, 31 gennaio 8 febbraio 2015, al Cinema Astra

Teatro Sociale

siamo CHARLIE HEBDO, anche al Teatro Sociale di Como, 9 gennaio 2015

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Brunialti Alessio · Cinema Astoria · CINEMA e TEATRO

ricordi delle sale cinema Smeraldo (poi Embassy), Astoria, Centrale, Volta, e Politeama, di Alessio Brunialti, La Provincia 5 gennaio 2015

“Ho ricordi bellissimi legati all’Astoria, che sono stati demoliti con esso, altri stupendi relativi al Centrale, sventrati con lui, quando nomino il cinema Volta la maggior parte delle persone mi guarda come se me lo fossi inventato e, naturalmente, non posso ammettere di avere trascorso momenti indimenticabili all’Embassy, oggi altrettanto negletto. Non disintegratemi anche i ricordi del Politeama”

Alessio Brunialti

da

LUNEDÌ 5 GENNAIO – La Settimana InCom – La Provincia di Como La Provincia di Como – Notizie di Como e provincia.

Politeama

Prime offerte per il cinema/teatro Politeama di Como

A quattordici anni dalla morte del suo ultimo proprietario, l’impresario Alfredo Gaffuri (scomparso nel dicembre del 2000), il Comune di Como sta valutando le prime, concrete offerte per la cessione del Politeama. Ne ha dato notizia il sindaco Mario Lucini, definendo il 2015 «l’anno della svolta» per il vecchio teatro costruito nel 1909 e inaugurato con una rappresentazione della Bohème nel 1910, salvo poi chiudere definitivamente nel 2005.

«È vero», conferma l’assessore al Patrimonio Marcello Iantorno, che tuttavia su numero, provenienza e natura delle offerte fa il misterioso. Le strade, in ogni caso, sono due, le stesse ipotizzate fin dai primi giorni immediatamente successivi all’ufficializzazione del lascito: «O vendiamo tutto, a fronte di una offerta competitiva, oppure scegliamo la via della concessione».

tutto l’articolo qui

Prime offerte per il Politeama Lucini: «Il 2015, l’anno della svolta» – Cronaca italia.

Teatri

La tregua di Natale. Testo e regia di Giuseppe di Bello. Con Marco Continanza. Scenografia di Laura Clerici. Organizzazione di Michele Ciarla. Una produzione dell’associazione culturale Anfiteatro, Sala Musa dell’Istituto Carducci, via Cavallotti 7, ore 21, 19 dicembre 2014

TEATRO AL CARDUCCI

Sala Musa dell’Istituto Carducci, via Cavallotti 7, ore 21

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La tregua di Natale. Testo e regia di Giuseppe di Bello. Con Marco Continanza. Scenografia di Laura Clerici. Organizzazione di Michele Ciarla. Una produzione dell’associazione culturale Anfiteatro

Durante l’inverno del 1914, al confine tra la Francia e il Belgio, inglesi e tedeschi erano impantanati in una logorante guerra di posizione combattuta nella disumana condizione delle trincee, con assalti quotidiani nei quali molti soldati perdevano la vita nel tentativo di strappare qualche metro al nemico. Queste terribili condizioni accomunavano i due schieramenti e forse proprio la sensazione del male comune portò i soldati a scambiarsi qualche favore che rendesse la vita meno impossibile e così, sfidando l’accusa di tradimento cominciarono, ad esempio, a non aprire il fuoco durante i pasti ma nessuno poteva immaginare quello che sarebbe accaduto da lì a poco. Era la vigilia di Natale e per entrambi gli schieramenti, assieme agli ordini che dicevano che i combattimenti non avrebbero dovuto essere interrotti per nessun motivo, erano arrivati anche i pacchi dono che contenevano dolci, liquori, tabacco, alberelli natalizi e candele. Quella sera i tedeschi addobbarono le loro trincee e mentre si scambiavano gli auguri un soldato intonò la canzone Stille nacht. Prima si fece silenzio poi a uno ad uno tutti i soldati cominciarono a cantare e a quelli si aggiunsero i soldati inglesi intonando la stessa canzone. Da quel momento i soldati dei due eserciti non smisero più di cantare, ognuno nella propria lingua e ognuno al riparo della propria postazione. Poi questa “fiaba” continua in un crescendo di fatti che se non fossero stati documentati da entrambe le parti, sembrerebbero davvero incredibili: i soldati uscirono dalle trincee, e si salutarono, e si scambiarono dei doni, e mostrarono le foto delle loro fidanzate, mogli, figli e madri, e seppellirono i morti, e per loro si suonarono le cornamuse, mangiarono insieme scambi di doni e di cibo, e poi musica e balli fino a una affollatissima partita di calcio giocata sulla terra di nessuno tra gli inglesi del reggimento Scottish Seaforth Highlanders e i soldati tedeschi del Reggimento Sassone. Il pallone fu messo insieme con stracci legati con lo spago, mentre le porte furono delimitate da pile di cappotti. (Si racconta che i giocatori di ogni squadra fossero una sessantina e che la partita finì con la vittoria dei tedeschi per 3 reti a 2). La notizia della tregua intanto si diffuse e nei giorni successivi dalle trincee partirono innumerevoli lettere per raccontare alle famiglie quello che stava accadendo e alcune di quelle lettere, assieme a qualche foto, finirono sui quotidiani che titolarono commossi che inglesi e tedeschi si stringevano la mano sui campi di battaglia. Allora intervennero gli alti comandi e la tregua fu interrotta ma i soldati fecero un patto solenne, che nel caso li avessero costretti a riprendere i combattimenti nessuno avrebbe mirato ad altezza uomo, ma reso inoffensive le munizioni… “sparando alle stelle in cielo”.

da VENERDÌ 19 DICEMBRE – La Settimana InCom – La Provincia di Como La Provincia di Como – Notizie di Como e provincia.

Teatri

Laura Negretti, Marco Ballerini e Sacha Oliviero, regia di Eleonora Moro, “ANGELI”, opera teatrale ispirata al libro di ALICE SEBOLD, mattina del 10 dicembre 2014 all’Auditorium Don Guanella, Via T. Grossi, Como

 Eccezionale mattinata di TEATRO CULTURALE.
Circa 200 ragazzi tra i 14 e 16 anni, accompagnati dai loro bravi insegnanti, hanno partecipato a questa commovente e coinvolgente recita che mette a tema la violenza e l’abuso sui minori.
Qui alcune parti della rappresentazione teatrale di Laura Negretti, Marco Ballerini e Sacha Oliviero:


Gli attori Laura Negretti, Marco Ballerini e Sacha Oliviero, hanno messo in scena “Angeli”, ispirato al libro di Alice Sebold  “Amabili resti”.

È la vicenda di Susan Salmon, che, defunta, racconta la sua storia. La violenza subita e l’omicidio perpetrati dal suo vicino di casa: un anonimo costruttore di case di bambole.
Dallo spettacolo teatrale si nota come un episodio di questa portata sia come un sasso lanciato in un lago: crea, inevitabilmente, tanti cerchi intorno. L’assassino cade sempre più a fondo in un abisso che lo inghiotte poco per volta. I genitori perdono le redini della loro vita, si sfalda la famiglia nella disperazione. Così accade agli amici, ai fidanzati…
Tutto ciò è interpretato magistralmente ed è lì alla portata di tutti coloro che vogliono veramente comprendere cosa accade nella psiche di ognuno dei protagonisti della vicenda.

Il progetto prevede, oltre alla fase teatrale e a quella di due approfondimenti, degli interventi nelle scuole, a partire da bimbi di 10 anni. Insegnando loro come riconoscere i gesti che sono sani, da quelli che devono fare squillare un campanello d’allarme.

da Laura Negretti, Marco Ballerini e Sacha Oliviero in “Angeli”, ispirato al libro di Alice Sebold.


"Angeli": al Teatro di Canzo l'opera isprata da Alice Sebold

“Angeli”: al Teatro di Canzo l’opera isprata da Alice Sebold

Canzo, 19 gennaio 2013 – Susie ha quattordici anni ed è stata assassinata da un uomo che abita a due passi da casa sua; adescata da questo signore dall’aria per bene che abusa di lei e poi la uccide.
Una storia che toglie subito il fiato, per la violenza, la crudezza e lo strazio; una storia che non vorremmo ascoltare mai più. Ma in tanto dolore irrompe, inaspettatamente e con forza dirompente, la vitalità di Susie: perché sarà proprio lei dall’alto del suo “personalissimo” Cielo (ovunque esso si trovi), che ci narrerà, dopo la morte, la sua storia; e lo farà con il candore, la delicatezza e lo spirito allegro e senza compromessi dell’adolescenza.
Ci porterà per mano attraverso lo strazio della famiglia e degli amici; attraverso il freddo e disumano calcolo del suo assassino ed il ritrovamento, da parte della polizia, dei suoi resti. Ci commuoverà l’immensa malinconia con cui guarda verso una vita che l’ha abbandonata proprio quando era più piena di promesse, a partire da quel primo bacio mai dato al ragazzo di cui è innamorata. E all’improvviso ci ritroveremo assieme a lei a fare il tifo per suo padre, quando capisce chi è il vero assassino e, pur non avendo le prove, cerca di incastralo.

Susie, dal suo angolo di cielo, diventerà, l’angelo custode di tutti coloro su cui poserà lo sguardo e sarà proprio lei, con la sua sconfinata dolcezza e l’insopprimibile forza della giovinezza, che nemmeno la morte terribile è riuscita a spegnere, che aiuterà tutti, spettatori compresi, a riconciliarsi con la cattiveria ed il dolore del mondo.

“Da molto tempo – spiega Laura Negretti – come compagnia teatrale sentivamo la necessità, umana ben prima che artistica, di confrontarci con la terribile piaga della pedofilia per provare a dare un minuscolo contributo alla sensibilizzazione e, se possibile, alla prevenzione con l’unico mezzo a nostra disposizione:il teatro.

 

Abbiamo sempre esitato perché il nostro timore era quello di affrontare un argomento così delicato con le parole sbagliate. Temevamo di essere inopportuni o forse anche noi eravamo vittime inconsapevoli dell’imbarazzo paralizzante che si prova davanti alla parola pedofilo; uno sfondo sfocato dal quale distogliere lo sguardo: per non vedere, per poter dire io non potevo immaginare. I nostri timori sono svaniti dopo aver letto il bellissimo romanzo di Alice Sebold “Amabili resti”; da subito abbiamo capito che quella era la chiave giusta per parlare di violenza sui minori e sono state proprio le parole di Susie, protagonista, vittima e voce narrante, ad averci convinto. La disarmante dolcezza con cui Susie narra la sua terribile morte, il suo candore e l’ironia dei suoi quattordici anni permettono a noi di ascoltare una storia che mai più vorremmo sentirci raccontare”.

Regia: Eleonora Moro, progetto teatrale Laura Negretti. Con Marco Ballerini, Laura Negretti, Sacha Oliviero

da http://www.ilgiorno.it/como/cultura/2013/01/19/832741-como-angeli-opera-teatro-spettacolo.shtml