Il nome “Ponte della Civera”

Nel libro Nesso, i nomi dei luoghi di Fabio Cani, Nodo Libri si trova una ipotetica traccia delle origini della denominazione Ponte della Civera: “potrebbe forse essere messo in relazione alla ciodera che sorgeva nelle vicinanze, sulla sponda di Cuatesa” Dunque l’origine del nome è incerta. Segnalo qui una  interpretazione  della poetessa comasca e lariana Luciana Bianchi Cavalleri (che ringrazio per l’intuizione): “La “CIVERA” è una sorta di gerla di vimini intrecciati, utilizzata in passato (talvolta, ancora adesso in alcuni borghi!) per il trasporto sulla schiena di pesi di vario tipo, dal raccolto, alla legna…al letame. Perchè poi il ponte di Nesso si chiami proprio così, posso provare ad immaginarlo… …  Forse, al ponte vi era una sorta di dazio, da pagare per le merci trasportate al lago, e quindi proprio in quel punto, presumo ci si togliesse la gerla dalle spalle, per procedere al peso ed al relativo pagamento … chissà…. luciana bianchi cavalleri – www.comoinpoesia.com http://www.larioinpoesia.blogspot.com/ Se poi qualcuno fra i 5 passanti su Coatesa su Lario avesse altre informazioni più precise vorrei tanto che lasciasse qui sotto un suo pensiero Grazie

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NESSO: in Foglia Gigliola, Nicoli Aldo, Il lago di Como in cartoline d’epoca. Viaggio intorno al Lario tra storia e antiche immagini, Actac edizioni ,

Nesso KM 17 DA COMO – 17 KM FROM COMO Oltre il caratteristico ponte di pietra “della Civera”, uno degli scorci piü celebri del lago di Como, l’abitato si stringe attorno alla paurosa gola dell’Orrido, formato dalla con-fluenza dei torrenti Turf e Nose che scendono dal Pian del Tivano. Queste correnti impe tuose attivavano un tempo magli, torchi e mulini, ma delle antiche attivitä artigianali resta ora soltanto la lavorazione del filo di ferro. Dalla vallata si risale a Veleso e Zelbio, rinomate localitä di villeggiatura, e da qui al Piano del Tivano (980 m.), una conca fiorita in primavera che d’inverno si trasforma in paradiso degli sciatori. Antichissimo borgo fortificato distrutto dai Comaschi nell’annosa guerra contro l’Isola Comacina e i suoi alleati, Nesso conserva le mura del castello di origine romana e poi riutilizzato dai Longobardi) che sarä smantellato nel Rinascimento in seguito alle lotte tra il Ducato di Milano e il famigerato condottiero Medeghino; le torrette furono perö ricostruite nell’800, quando il luogo ebbe un altro momento di gloria grazie al romanzo storico “II Falco della Rupe”, nome di battaglia di un luogotenente del Medeghino nativo di Nesso: uno dei primi vaporetti in funzione sulle acque lariane portava questo nome, e al suo passaggio una scarica a salve veniva sparata dal castello mentre il battello rispondeva col fischio del vapore. L’antica plebana di SS.Pietro e Paolo e tuttora chiamata “domm”, duomo e cioe chiesa vescovile, del che esistono […]

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Da Nesso al Piano del Tivano, in Guida d’Italia, Milano e Laghi, Touring Club italiano, 1967

La strada prosegue a mezza costa, con continue curve, men­tre avanti appaiono Brienno, Argegno e, sulla montagna, Pigra m 881. Km 11.9 Pognana Lario m 307, ab. 972, che si stende a d. in alto. Km 14.5 Careno m 250, ab. 194, pittoresco paesi dalle case aggrappate al ripido pendio, situato nel punto più stretto del lago di fronte a Torriggia. A sin. della carrozz., la chiesa dell’Assunta, con notevoli affreschi di G. Paolo Eecchi nel presbiterio e stucchi dei fratelli Silva (sec. xvn); in basso press l’imbarcadero, la chiesetta romanica (metà del sec. xn) di 8. Martino, con loggia a bifora sul fianco sin. e snello campanile quadrato coronato da bifore sporgente a d. della facciata. A 20 min. dal villaggio si apre la Grotta Masera m 350, lunga c. ni 4 con un laghetto e un’ampia sala che presenta numerose impronte di moniti sulle pareti. La sponda ha un aspetto solitario fino, km 16.5, a Nesso m 275, ab. 1248-1573, comune costituito da un gruppo di pitto­reschi villaggi scaglionati sul pendio montuoso. Il nucleo prin­cipale è situato allo sbocco delle valli di Tuf e di Nosè, che s dono dal Piano del Tivano formando un pittoresco orrido, le acque precipitano in una forra rocciosa con una bella cascata visibile dalla carrozzabile oppure penetrandovi in barca dal lago, sottopassando all’inizio un antico ponte. In posizione dominan­te, i resti del Castello, del sec. XIV, distrutto nel 1531 da Fran­cesco II […]

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