Categoria: CASA di Coatesa
Case da sogno, cadavrexquis
L’elemento della casa, con tutto ciò che vi si collega, continua a rispuntare nei miei sogni. Case in cui devo trasferirmi, case in cui abito ancora pur non abitandoci più nella realtà, case con ospiti indesiderati, case assediate, case in cui mi ritrovo ancora con i genitori, e via discorrendo. Anche nel sogno di stanotte c’era una casa. Anzi, ce n’erano due.
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il sogno segue qui:
Porte di Anghiari
Usci
misteriosamente serrati.
Al di là
sconosciute storie da raccontare
respirano












Basta con gli intasamenti nella grondaia
| Basta con gli intasamenti nella grondaia! | ![]() |
| Codice 206118 | |
| Disponibilità :Immediata | € 13,99 |
| Aggiungi alla Lista Desideri | |
| Grazie ad una particolare tecnologia brevettata, questo sifone protegge dai detriti i tubi di scarico delle grondaie e permette all’acqua di scorrere libera!Il meccanismo è molto semplice: l’acqua piovana entra dal basso nel sifone, che la risucchia fuori dalla grondaia, facendola uscire con forza!
Facile da installare (basta infatti inserirlo nel tubo di scarico) non necessita di mezzi di fissaggio, né di manutenzione. Progettato per essere utilizzato con grondaie standard. La confezione comprende due sifoni. |
Dmail – All aria aperta – Cortile – Basta con gli intasamenti nella grondaia.
Mi faccio la casa in compagnia
Vado a vivere in campagna
Stanza del Tiglio
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Dall’infanzia alla vecchiaia percepiamo che il paesaggio è parte integrante della nostra esperienza soggettiva e che noi facciamo parte di esso, poiché vi intrecciamo le nostre relazioni e i nostri destini. Attraverso le emozioni ogni persona connette “l’io” che percepisce a un oggetto che viene percepito. In tal modo il paesaggio non è più un insieme di oggetti materiali della natura, ma diviene una costruzione culturale.
Lo spiega bene lo storico delle sensibilità, Alain Corbin: “Il paesaggio è il modo di leggere e analizzare lo spazio, di rappresentarselo in rapporto al sapere sensoriale, di schematizzarlo per offrirlo all’apprezzamento estetico, di caricarlo di significati ed emozioni. In breve, il paesaggio è una lettura indissociabile dalla persona che contempla uno spazio”.
Prendiamo un gesto semplice come quello di affacciarci a una finestra ….
segue qui:

da:
Stanza del Tiglio: leggere e studiare in un caldo pomeriggio di Luglio, 2010. Presenze: Luciana, Miciù, Paolo, Amaltea
Stanza del Tiglio: leggere e studiare in un caldo pomeriggio di Luglio, 2010. Presenze: Luciana, Miciù, Paolo, Amaltea
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Dall’infanzia alla vecchiaia percepiamo che il paesaggio è parte integrante della nostra esperienza soggettiva e che noi facciamo parte di esso, poiché vi intrecciamo le nostre relazioni e i nostri destini. Attraverso le emozioni ogni persona connette “l’io” che percepisce a un oggetto che viene percepito. In tal modo il paesaggio non è più un insieme di oggetti materiali della natura, ma diviene una costruzione culturale.
Lo spiega bene lo storico delle sensibilità, Alain Corbin: “Il paesaggio è il modo di leggere e analizzare lo spazio, di rappresentarselo in rapporto al sapere sensoriale, di schematizzarlo per offrirlo all’apprezzamento estetico, di caricarlo di significati ed emozioni. In breve, il paesaggio è una lettura indissociabile dalla persona che contempla uno spazio”.
Prendiamo un gesto semplice come quello di affacciarci a una finestra ….
segue qui:

Tetti sull’acqua
I gatti salvano la vita

I gatti salvano la vita.
Ne ho la prova provata.
Nel 1996, a 48 anni, per una serie di circostanze in parte esterne (avere un “capo” cattolico di Comunione e liberazione, che certamente finirà in un girone dantesco del basso inferno) e in parte interne (la mia insopportabilità di avere un “capo”) ho perso il lavoro.
Nello stesso arco di tempo succedeva la stessa cosa a mia moglie. Nel suo caso si trattò di mobbing. Tanto più schifoso in quanto proveniva da una cultura lavorativa che si definiva cooperativa.
La nostra vita era ad una svolta economica. Con qualche riflesso – lieve – anche sulla situazione emotiva e su quella relazionale
Diciamo che fu una estate depressiva.
Ebbene, in quelle settimane, lì fuori nel giardino, vicinissimo alla casa – per chiedere aiuto attraverso un nutrimento sicuro e comodo – Gatta Fulvia partorì 5 gattini. Tutti salvi e, poi, ben cresciuti. E poi ancora andati per i loro destini.

Con un evidentissimo rapporto di causa – effetto (di questo parla la sincronicità) i mesi successivi ci portarono entrambi ad entrare in un’altra fase della vita. O, come direbbe Mark Strand in un’altra vita.
Insomma superammo bene quella crisi. Anzi: molto bene.
Amore e Lavoro, i due pilastri dell’equilibrio psichico di cui ha mirabilmente trattato Sigmund Freud, hanno quasi subito ricominciato a tenere.
I gatti salvano la vita.
Ne ho la prova provata.
Paese di lago riflette sull’acqua
la zona del TIGLIO nel 1991













