Nel 2006 si sente abbastanza maturo e tenta la svolta con la serie tv Lucky Louie, per HBO, ma fallisce: viene cancellata dopo una sola stagione. A quel punto chiede ai dirigenti di poter fare uno speciale di un’ora e tira fuori Shameless (Il primo di una serie di speciali il cui l’ultimo è Oh My God, 2013). Inizia a venire fuori un C.K. incazzato, cinico ma al contempo emotivo, vivo e coraggioso; uno che ha capito così bene la vita e le persone che può permettersi di accantonare tutto ciò che ha fatto fino a quel momento e ricominciare. Ci riesce. Anni dopo, nel 2010, capisce che la fortuna non c’entra nulla con lui e ottiene un suo show che chiama semplicemente LOUIE. Tutti ne parlano. Soprattutto perché riesce a ottenere quasi il totale controllo su ogni fase produttiva (Il successo per C.K. è baciare zero culi, come è scritto in un ottima monografia su Rolling Stone; o come gli dice sua figlia: «Così non dovrai perdere tempo a spiegare ad altri quello che vuoi fare»).
Nel 2014 Louis C.K. è un quarantaseienne felice con due figlie che quando saranno abbastanza grandi forse rideranno di come il padre le ha descritte, e con una carriera di successo. Di recente C.K. era da Lettermane ha raccontato una delle storielle che si preparano per promuovere un prodotto e far bella figura. Dice che stava viaggiando in aereo e si avvicina una donna con due figli e un marito dallo sguardo triste che la segue. Questa tizia tiene un bambino in braccio con cui urta la gente sul volo e gli si avvicina: deve sedersi proprio al suo fianco. Quindi gli dice: «Senti, ecco cosa succederà: tu devi sederti in mezzo e io a lato perché ho un bambino». Lui è sceso dall’aereo. Aveva delle cose da fare e le ha rimandate per colpa di quella orribile donna. Ha semplicemente pensato che non avesse nessuna voglia di discutere. Il che potrebbe essere una metafora di resa a quelle persone che ci rovinano la vita.
E allora è per questo che C.K. ci ha messo tanto a venir fuori. Non solo perché c’è stata una crisi dei club, non solo perché a New York forse non aveva abbastanza amici importanti, non solo perché il rumore di fondo lo aveva offuscato e ci sono troppe mezze calze che fanno quello che fa lui, ma peggio, e ci hanno impedito di notarlo prima, non solo perché non esisteva YouTube e il download torrent: ma perché lui si arrende. Si era adagiato a quella vita tardo bohémien tra locali in cui non parlava al pubblico ma faceva uno show. Poi è diventato padre ed è diventato uomo: ha tirato fuori tutta la rabbia e la frustrazione e ne ha fatto il miglior repertorio.
E’ un’estate rovente quella appena iniziata, come confermano i meteorologi, che per i prossimi giorni prevedono ancora un aumento delle temperature «con picchi che arriveranno a toccare anche i 40 gradi in molte città «. In particolare, spiegano gli esperti del Centro Epson Meteo, “l’afa e le alte temperature torneranno a farsi insopportabili da mercoledì quando l’alta pressione africana punterà con più decisione verso l’Italia e i Balcani, trascinando con sé una massa d’aria molto più calda e afosa, capace di originare una nuova ondata di caldo intenso».
Le prime regioni ad essere raggiunte dalla bolla di aria africana saranno quelle centromeridionali nella giornata di mercoledì, mentre da giovedì saranno investite anche le regioni settentrionali. Già a partire da questa sera, – spiegano i meteorologi del centro 3Bmeteo – «le temperature aumenteranno, per salire sempre di più giorno dopo giorno, così come l’afa, fino a toccare il picco dell’ondata di calore venerdì 17, quando alcune località potrebbero sfiorare i 38-40 gradi»
Raffiche fortissime in tutta la provincia. Nella notte il vento ha raggiunto velocità superiori ai 100 km/h in montagna, tra i 70 e gli 80 km/h in pianura. La massima intensità è prevista nel pomeriggio di oggi, giovedì 5 marzo. Chiusa a Faggeto Lario la strada Lariana. Cantù Asnago: Allarme per il campanile della chiesa e un pioppo cade vicino al campetto dell’oratorio
Vento Ieri tempeste di vento con raffiche fino a 160 chilometri orari hanno colpito il centro Italia. Ci sono state 3 vittime: a Urbino, poco dopo le 8, Rita Bucarini, 45 anni, stava attraversando una strada quando è stata travolta da un albero sradicato dal vento. Vicino Lucca un masso si è staccato dalla montagna ed è piombato sulla strada, schiacciando un’auto in transito: morto il conducente, Sauro Tortelli, 41 anni. E al vento viene attribuita anche la morte a Buscate di Milano di un uomo di 76 anni, scaraventato da una raffica su un furgone mentre pedalava in bicicletta e rimasto ucciso nello scontro. A Forte dei Marmi le folate hanno abbattuto mille pini, devastato lo storico locale della Versiliana, danneggiato seriamente simboli del lusso come il quartiere di RomaImperiale e le boutique dell’alta moda sulla passeggiata a mare. A Bolgheri il vento ha abbattuto una decina di cipressi del viale celebrato da Giosuè Carducci nella suaDavanti San Guido. A Firenze danni a Boboli, Ville Medicee, Poggio Imperiale, Cimitero degli Inglesi, Cascine. A Pienza chiuso alle auto l’intero centro storico patrimonio dell’umanità Unesco e a Cortona è venuto giù un campanile del Seicento.