Fiori · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi

Primula di Lombardia (Primula glaucescens Moretti): Griante, dopo 170 anni il lago ritrova la sua primula – in La Provincia di Como

Ci ha messo quasi due secoli, ma la Primula di Lombardia ce l’ha fatta: in questi giorni è tornata a spuntare sui monti di Griante, dove l’ultima volta l’aveva censita nel 1834 il grande botanico comasco Giuseppe Comolli. 

Il raro fiorellino – petali violetti, foglie lucide e coriacee – anche questa volta ha scelto un testimone del ramo, il naturalista Attilio Selva, curatore del Museo della Val Sanagra ed autore di diverse pubblicazioni sui fossili e l’ambiente lariano. Selva già qualche anno fa aveva trovato piccole popolazioni della Primula glaucescens Moretti, detta appunto Primula di Lombardia, in Val Sanagra e sui Monti di Porlezza, in precedenza il fiore era stato segnalato in Valsolda. Apparizioni sporadiche, che hanno fatto temere per la sopravvivenza della specie.

Questa pianta ha una distribuzione mondiale ristretta, si trova solo tra la sponda occidentale del lago di Como e il lecchese, a ovest, e il settore meridionale del massiccio dell’Adamello (Val Daone), ad est. Il suo limite occidentale mondiale termina nel territorio compreso tra il lago di Como  e il lago di Lugano

tutto  l’articolo qui: Griante, dopo 170 anni il lago ritrova la sua primula – Lago e Valli – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia.

anni '50 · Cinquecento · Fiori · salute e malattie

IL RACCONTO DEI PASTORI, Testi di Gerardo Monizza, voce narrante Gianfranco Scotti, musiche di Federico Bonetti Amendola eseguite da musicisti dell’Orchestra Sinfonica del Lario, Giovedì 9 dicembre alle 21 Basilica di San Fedele

IL RACCONTO DEI PASTORI
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si terrà in prima assoluta presso la basilica di San Fedele

a Como l’esecuzione della cantata

per voce recitante ed ensemble di archi, flauto e oboe “Il racconto dei pastori”.

Il racconto della nascita e dell’adorazione di Gesù

viene narrato dall’insolito punto di vista di un pastore

testimone dei segni prodigiosi di quella notte.

L’evento trae ispirazione dagli affreschi seicenteschi

sulla Natività della basilica di San Fedele,

dei quali ancora non si possono definire con precisione gli autori.

Lo studio dei documenti e la comparazione stilistica

lasciano aperta l’attribuzione a Isidoro Bianchi

come la più certa.

L’inizio di questi studi

(pubblicati nel libro Como e il viaggio dei Re Magi

edito da NodoLibri e presentato nella stessa serata)

trae spunto da una curiosità:

al centro dell’Adorazione dei Magi, dietro Maria e il bambino,

un giovane tiene una mano in un buco del muro.

Chi è, e perché compie tale gesto?

 

Testi di Gerardo Monizza,

voce narrante Gianfranco Scotti,

musiche di Federico Bonetti Amendola

eseguite da musicisti dell’Orchestra Sinfonica del Lario.

Evento promosso da NodoLibri

con gli Amici dei Musei di Como

e la Camera di Commercio di Como.

Info: 031.243113 – monizza.como@iol.it

 

Fiori

Campanula carpatica

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Flickr · Tulipani

Tulipani, anni ’10, album fotografico Flickr

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Fiori

Tulipani, al suono di Tulipan | da Tracce e Sentieri

T utti
U niti,
L à,
I mpettiti,
P aiono
A ltezzosi …
N o!
I mpazzano!

Fotografie di Luciana

Tulipani, al suono di Tulipan | Tracce e Sentieri

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Tulipani

Tulipani, al suono di Tulipan

T  utti
U  niti,
L  à,
I  mpettiti,
P  aiono
A  ltezzosi …
N  o!
I  mpazzano!

Fotografie di Luciana

Narcisi

I narcisi raccontavano l’inizio della primavera e celebravano il racconto del ciclo annuale del tempo

Nei giorni scorsi Aldo Busi ha detto:”Non c’è più narrazione“.

Intendeva dire che la lingua parlata dai molti parlanti dell’epoca attuale non è più capace di raccontare una storia, di far vivere una biografia, di usare con responsabilità la straordinaria dotazione genetica e culturale che è il nostro linguaggio.

Oggi eravamo all’orto/giardino del lago.

I narcisi erano rivolti con le loro corolle bianche e gialle verso le acque e raccontavano l’inizio della primavera e celebravano il racconto del ciclo annuale del tempo.



 



Narcisi

I narcisi raccontavano l’inizio della primavera e celebravano il racconto del ciclo annuale del tempo

Nei giorni scorsi Aldo Busi ha detto:
Non c’è più narrazione“.

Intendeva dire che la lingua parlata dai molti parlanti dell’epoca attuale non è più capace di raccontare una storia, di far vivere una biografia, di usare con responsabilità la straordinaria dotazione genetica e culturale che è il nostro linguaggio.

Oggi eravamo all’orto/giardino del lago.

I narcisi erano rivolti con le loro corolle bianche e gialle verso le acque eraccontavano l’inizio della primavera e celebravano il racconto del ciclo annuale del tempo.