Agrifoglio

AGRIFOGLIO alla fine di ogni anno

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DIARIO di Amaltea · GENIUS LOCI · Giardini (in genius loci) · GIARDINO, ORTO, FRUTTETO, TERRAZZAMENTI in Coatesa · Mi ricordo · Paolo Ferrario

Paolo Ferrario, ATTIMI DI LUOGO: Amaltea di Coatesa, 1992-1995. Fotocopie dal diario cartaceo di allora, anche in ricordo di Giobatta, che dedicò i suoi ultimi anni a questo luogo bellissimo

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qui Paolo Ferrario, ATTIMI DI LUOGO, Amaltea di Coatesa, 1992-1995 in formato pdf:

ATTIMI LUOGO MIEI HAIKU


1 foto postoquesto posto3 foto Legno abete biancolegno abete5 luce sera acqua6 guscio acqua7 foto ronzio apironzio api9 esistenze svelano10 tuffano acqua11 cipressocipressoOLYMPUS DIGITAL CAMERAcancello verde15 foto tchougatto selvaggio17 campane lontane18 triangolo case tempo sera19 foto acqua quasi fiumeattimoluis-amstrong21 A Louis22 Haiku barthes23 foto gatti insegnano24 Grisu25 ampelopsis26 Filo che cede27 aria mai usata28 azzurro indugia29 chiamala estate30 Gatti insegnano31 Merla32 quietamante respiro33 ticchettio agosto34 vita lieve


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Arbusti

l’INCENSO. Come coltivare il PLECRANTHUS

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Alberi

Le querce – Friedrich Hölderlin

Avatar di tittidelucaPoesia in rete

Asher B. Durand, Landscape (Birch and Oaks), Brooklyn Museum

2.

      Io vengo dai giardini in mezzo a voi,
figlie della montagna! Dai giardini,
ove Natura paziente vive
una vita domestica, raccolta
in fra gli uomini industri; e ne ricambia
con sollecite cure, ella, le cure.
Ma voi, divine, voi, qui soggiornate
in piú placido mondo: e sembra un popolo
di rubesti Titani, il vostro aspetto.
Vostre, voi siete. E della Terra madre,
che vi espresse da sé: dell’almo Cielo,
che vi nutrí perché cresceste in lui.

     Niuna di voi si sottomise ancóra
alla saccente volontà dell’uomo.
Vi sollevate libere e gioconde
da potenti radici, ecco, nell’aria
a ghermire, com’aquila la preda,
con forti braccia il prodigioso spazio.
E di contro alle nubi, ampia raggiante,
dritta vi s’erge l’assolata chioma.
Ed è, ciascuna, un mondo. E come gli astri,
vivete voi. Ciascuno, un Dio: che…

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Colori

I   ndaco R  egala I   ncantevoli S  corci, 7 maggio 2013

I   ndaco
R  egala
I   ncantevoli
S  corci

… Indaco era il silenzio e il Grande Spirito,
che rallentava la brina, scacciava
i corvi dalla collina…
come una vecchia cuoca in una cucina
sgrida i fantasmi dei buongustai
in una lenta cantilena…
lasciamo stare, lasciamo perdere, lasciamo andare
non lo sappiamo dov’eravamo
in quel mattino da vedere…

da Novecento di Paolo Conte

Colori · Ortensia

ORTENSIE: Orsù, Ringraziamo Tanta Evidentemente Necessaria Super Idratazione Elargitaci, da un post pubblicato su Splinder il 13 luglio 2010

O  rsù
R  ingraziamo
T  anta
E  videntemente
N  ecessaria
S  uper
I   dratazione
E  largitaci

Agave

l’ AGAVE, in Marco Di Domenico, Clandestini. Animali e piante senza permesso di soggiorno, Bollati Boringhieri, 2008, p. 35-37

Poche piante danno un’idea di potenza, di vigore, quasi di im­mortalità quanto l’agave. Anche le più vecchie querce, i castagni millenari, i pini secolari, sembra siano vivi per una specie di mira­colo e sulla corteccia screpolata, sui rami contorti e irregolari, sulle foglie destinate comunque a cadere, portano i segni della vecchiaia e della morte.

L’agave no. La pianta è acaule, ovvero priva di fusto, ed è formata da una «rosetta» di circa 30 foglie, con le più vecchie che solo dopo anni seccano e si accartocciano. Le foglie partono di­rettamente dal terreno, dal centro della rosetta, sono carnose e lun­ghe fino a tre metri, grigio-verdi, lineate di giallo in certe varietà, lisce e vellutate ma durissime e orlate da minacciose spine scure che sembrano denti di squalo; hanno perfetta sezione triangolare e apice acuto terminante in un mucrone, una grande spina appuntita come un pugnale. L’interno della rosetta è irraggiungibile, difeso com’è dalle foglie armate di denti e pugnali, perfetto nella sua geometria regolare, quasi metafisica.

Ecco, l’agave è una pianta metafisica. Un clandestino metafisico. Originaria del Messico, l’Agave americana (famiglia Agavacee), fu importata dagli spagnoli dopo la conquista del paese centroamericano e coltivata nei giardini di mezza Europa, forse già a partire dalla metà del XVI secolo. Robusta, resistente alle più avverse condizioni climatiche ma non alle basse temperature, capace di crescere ovunque, persino in vasi ristretti, si è presto libe­rata, diffondendosi in tutto il Mediterraneo e in gran parte delle aree temperato-calde della terra. In Italia è presente quasi ovunque, con l’eccezione delle regioni senza sbocco al mare: Val d’Aosta, Pie­monte, Trentino Alto-Adige e Umbria (in Lombardia si giova dell’ef­fetto mitigante dei grandi laghi alpini). Cresce bene tanto sui terreni rocciosi che sulle spiagge sabbiose. Spesso si accompagna al fico d’india, con cui condivide l’origine e l’enorme adattabilità.

L’a­gave vive fino a ventanni. Quando è matura inizia a produrre ai lati della rosetta piantine figlie, che emettono radici e si affranca­no dalla pianta madre. È il segnale che il ciclo si sta per compiere, che la morte, anche per l’agave, sta arrivando.

Ma non è una mor­te come le altre. Nell’ultimo anno di vita l’agave compie uno sfor­zo che ha dell’incredibile. Dal centro della rosetta inizia a compa­rire a primavera un’infiorescenza che cresce rapidissima fino ad arrivare a 20 cm di diametro 6405 metri d’altezza; qualche volta, pare, addirittura fino a 12, come un palazzo di 4 piani. Sembra un gigantesco asparago, che poi sviluppa rami laterali portanti ognuno numerosi fiori giallo-verdastri. All’inizio dell’estate l’infiorescenza è completa e l’agave raggiunge il massimo della sua bellezza. Sicco­me le piante vicine sono spesso sorelle, figlie della stessa pianta madre, la fioritura è quasi sempre simultanea e decine di enormi infiorescenze dominano il paesaggio anche da lontano.

Poi l’infio­rescenza si secca, improvvisamente come è cresciuta, e la magnifi­ca agave, perfetta, armata e invincibile, muore improvvisamente, svuotata di ogni energia.

Le piantine figlie però si accrescono velo­cemente e il ciclo ricomincia. Tra 15 o 20 anni ci sarà un’altra incre­dibile fioritura …

In Marco Di Domenico, Clandestini. Animali e piante senza permesso di soggiorno, Bollati Boringhieri, 2008, p. 35-37

 

 

 


 


 


 

Alberi · Passeggiate

amici ALBERI nel percorso da Villa Olmo alla passeggiata di Via Bignanico, Como, ottobre 2018

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Orto nei vasi

uso delle FOGLIE d’autunno

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Orto nei vasi

“FERTILIZZANTE” e “AMMENDANTE”

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Alberi · Milano

Milano: apre la Biblioteca degli alberi, 95mila metri quadri di verde a Porta Nuova – in Repubblica.it

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Falangio (o Nastrine) · Gerani · Plumbago

GERANI e PLUMBAGO nella zona dei FALANGIO, in autunno, 21 ottobre 2018

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