Cani · Riva di Castello, frazione di Nesso

Dog Sitter e Pensione Casalinga a Nesso/frazione Castello, sul Lago di Como, dal sito http://dogsitterlagodicomo.weebly.com/

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Riva di Castello, frazione di Nesso

frazione Riva di Castello, nel comune di Nesso. Antica stampa

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baia di coatesa · COATESA: frazione di Nesso · Riva di Castello, frazione di Nesso

la baia di Coatesa e Riva, alle ore 14 del 14 gennaio 2012

Riva di Castello, frazione di Nesso · STAMPE antiche

Riva di Castello, stampa ‘800

Blevio · COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI · gite via lago · Riva di Castello, frazione di Nesso · Villa Pliniana

Da Nesso Coatesa a Como, via lago, agosto 2007

Per vedere l’album fotografico premi qui sotto:

Percorso:

  • Nesso Coatesa
  • Riva di Castello
  • Careno,cave di Careno
  • Villa Pliniana
  • Torno
  • Blevio
  • Villa Trubetzkoji
  • Villa Geno
  • verso il porto di Como e ritorno
Camminare in COMO città · COATESA: frazione di Nesso · Riva di Castello, frazione di Nesso

Nesso: storia e passeggiata (via Coatesa, ponte della Civera, Riva di Castello, Castello), da: Mozzanica I.: “ItInerari panoramici sulle sponde del Lario”, Mondadori/Electa – Milano 2003

Nesso è un località annidata fra acqua e montagna, a circa metà strada fra Como e Bellagio, sulla sponda orientale del ramo comasco del Lario. Il nucleo principale sorge allo sbocco della valle di Nesso, proprio nel punto in cui confluiscono spumeggiando i torrenti Tuf e Nosè che, prima di arrivare al lago, formano una gran cascata che precipita in un’alta e stretta forra: l’Orrido di Nesso.

La Val Nosè s’incunea fra i monti del Triangolo Lariano, il Monte San Primo a Nord e il Palanzone a Sud. Man mano guadagna quota la valle si apre e si arricchisce di affluenti per giungere nella vasta pianura carsica del Pian del Tivano non dopo aver cambiato nome in Val Giurada.

La gola dell’Orrido di Nesso è traversata dalla carrozzabile rivierasca mediante un ponte, ma la forra è talmente stretta che a volte si passa via quasi senza aver potuto scorgere questa bellezza della Natura.

Abbiamo deciso così di proporre quattro passi in questi luoghi spesso intravisti solo di sfuggita.
Il borgo e la sua storia
La Val Nosè è un’importante breccia fra i monti che permette di collegare il lato occidentale del Triangolo Lariano con Erba e la pianura senza passare per Como. Come sempre in casi del genere, l’imbocco fu considerato di strategica importanza e, quindi, presidiato fin dai tempi più antichi. Nel territorio di Nesso, infatti, fu segnalata la presenza di un masso coppellato e fu ritrovata un’ascia di pietra risalente al neolitico. In epoca romana, ma soprattutto con l’avvento del Cristianesimo, Nesso conobbe particolare prosperità ampliando la sua influenza anche sui centri della sponda opposta del lago, Brienno, Laglio, Carate. Lo stesso vescovo di Como decise di stabilire qui la sua sede officiando nella locale chiesa dei SS. Pietro e Paolo che fu, pertanto, elevata al rango di Duomo. Durante la guerra fra Como e Milano (1118-1127), il borgo si alleò all’Isola Comacina dotandosi di fortificazioni che i comaschi distrussero nel 1124. Il fortilizio fu ricostruito agli inizi del ‘500 da Gian Giacomo de’ Medici, il Medeghino che allora dominava su tutto il Lario. Tuttavia, pochi anni dopo, le opere difensive furono distrutte da Francesco II Sforza: di esse restano ora solo poche vestigia.

La tradizione vuole che la chiesa dei SS. Pietro e Paolo sia stata consacrata nel 1095 da papa Urbano II nel corso del suo viaggio in Francia per il Concilio di Clermont. Tale privilegio fu, senza dubbio, legato al fatto che i vescovi Rainaldo e Guido Grimoldi poi, sceglieressero Nesso come loro sede.

La chiesa, risalente al XI secolo, fu rimaneggiata nel 1538 con la costruzione di un nuovo campanile; l’anno successivo fu poi completamente rifatta per essere ultimata con un’altra tornata di lavori durata dal 1654 al 1706. All’interno si trova la tomba del vescovo Rainaldo (XI sec.).

Per quanto minuscolo, Nesso ebbe dunque una storia importante, ma anche in epoche più recenti conobbe un certo agio economico grazie ai torrenti Tuf e Nosè. Le impetuose acque che si uniscono a monte del borgo fornivano, infatti, energia per alcune cartiere e per due stabilimenti per la lavorazione della seta, oltre che per mulini, magli e torchi.
Percorso
Lasciata l’auto nel parcheggio che si trova poche centinaia di metri prima dell’Orrido di Nesso provenendo da Como (il parcheggio ha due spazi: uno, minore, a margine della carrozzabile, verso lago, fronteggiato da tre cedri del libano e un grande abete; un altro, più grande, a monte della carrozzabile sotto le mura del castello e raggiungibile mediante una breve strada di servizio).

Seguiamo la carrozzabile entrando nel borgo e giungendo in breve al ponte gettato sull’Orrido di Nesso. Lo spettacolo è notevole soprattutto in primavera o dopo recenti e abbondanti piogge che arricchiscono le acque del Tuf e del Nosè. Bianche e spumeggianti cascate si incontrano all’inizio della gola con un gioco d’acqua veramente scenografico; poi, unite le loro forze, le acque si gettano verso il vicino lago saltando nell’abisso, Superato il ponte si prosegue per poche decine di metri per poi imboccare una ripida scalinata che scende davanti ad un piccolo bar. La nostra meta è il secondo dei ponti che visiteremo nella giornata: il Ponte della Civera. La lunga scalinata s’abbassa verso il lago, ripida e stretta, fiancheggiata dalle case dell’antico borgo i cui ingressi sono a volte abbelliti da portali in pietra. Improvvisamente la lunga ginnastica sembra volerci scaraventare direttamente nel Lario: gli scalini raggiungono il pelo dell’acqua e non sembra esserci via d’uscita. Ma si tratta di un’impressione momentanea: a ben guardare quello che c’era sembrato l’ingresso di una abitazione altro non è che il proseguimento della strada che sfrutta un passaggio coperto sulla sinistra. Entrati nel passaggio, lo si percorre con suggestivi scorci che si aprono sul lago dai finestroni di illuminazione. Fatti pochi passi, dopo aver ammirato il bel disco di macina in pietra appeso al muro, eccoci sul Ponte della Civera che traversa, in basso, le acque dell’Orrido di Nesso. Guardando verso sinistra si può vedere tutta la profonda gola il cui fondo è chiuso dal salto da cui precipita la cascata prima ammirata dall’alto.

Oltre il Ponte della Civera si risale brevemente fra le case e si prosegue a mezza costa, per poi tornare a scendere verso il lago traversandone una minuscola insenatura grazie ad un altro bel ponte in pietra. Sotto l’arcata del ponte è stato ricavato un piccolo porticciolo per le barche. A questo punto il tracciato continua pianeggiante fra la lussureggiante vegetazione e, poco dopo, inizia la salita che, con qualche tornante, porta nei pressi del parcheggio sulla carrozzabile rivierasca. Traversata la strada, e fatti pochi metri verso destra, imbocchiamo la strada di servizio che sale al parcheggio soprastante e da qui, grazie ad un viottolo di collegamento, entriamo fra le case che si raggruppano sotto il vecchio castello. L’edificio, già visibile dalla strada, sorge su proprietà privata, ma lo possiamo ammirare dalla mulattiera che corre ai suoi piedi. Nella contrada Castello sorge anche la minuscola chiesetta di San Lorenzo. Scendendo verso sinistra si ritorna, in breve, nell’ampio slargo presso il ponte sull’Orrido. Tenendosi sulla destra della strada si imbocca la Via Municipio che sale proprio di fronte all’inizio del viottolo che scende verso il Ponte della Civera. Con piacevole camminata si sale verso la parte alta del paese raggiungendo le case della frazione Lissogno. Qui si deve prendere a destra, per la Via Castagna. La stradina prosegue fra le antiche case offrendo alcuni scorci interessanti.

Ma lasciamo anche a Voi il piacere di andare a curiosare qua e là in cerca di angoli caratteristici.

Intanto, quasi senza accorgerci, abbiamo guadagnato quota tenendoci sulla sponda destra idrografica del Nosè o Nosee. Nei pressi delle ultime abitazioni si supera un rivo grazie ad un ponticello di cemento dinnanzi al quale sorge una casa sul cui muro è stato conservato un antico affresco raffigurante la “Madonna col Bambino”. Purtroppo il dipinto è molto danneggiato, ma se ne indovina ancora il pregio artistico. Il nostro cammino continua ora lungo Via Nosee che, tenendo sempre la destra idrografica del torrente, s’addentra nella valle immersa nel verde. La salita ha momentaneamente termine e si cammina per un buon tratto in piano giungendo, infine, in vista dell’antico ponte a doppia campata gettato sul Nosè. La datazione del manufatto è incerta: per alcuni, sebbene restaurato, risale al periodo romano, per altri è di epoca medioevale. Le due arcate trovano appoggio centrale su un pilastro eretto direttamente su un enorme masso erratico di granito che ostruisce il letto del torrente.

A questo punto è possibile fare ritorno per il cammino appena seguito. Fate però attenzione perché la gita riserva ancora una piccola e preziosa sorpresa che si nota, per l’appunto, durante la discesa. Poco prima di rientrare in paese, sul muro di cinta che imposta un bivio sulla destra si trova una piccola quanto curiosa raffigurazione della “Madonna col Bambino”. Si tratta di un bassorilievo, certamente ricavato con la pietra locale, in cui la Vergine ha proporzioni decisamente ridondanti, che la fanno assomigliare più ad un’arcaica Dea Madre che alla divinità che siamo abituati a vedere nell’iconografia sacra. Le vesti della figura richiamano i costumi femminili rinascimentali per cui, ragionevolmente, l’opera potrebbe proprio risalire a questo periodo.

La gita può essere condotta anche arrivando a Nesso col battello. In questo caso, dall’imbarcadero si raggiunge subito il Ponte della Civera aggirando una casa affacciata sul lago e immettendosi nella scalinata sopra descritta prima che termini nell’acqua.

tratto da: Mozzanica I.: “ItInerari panoramici sulle sponde del Lario”, Mondadori/Electa – Milano 2003.

COATESA: frazione di Nesso · Riva di Castello, frazione di Nesso · STAMPE antiche

Nesso Coatesa, stampa a cura della associazione pro loco di Nesso, 2001

COATESA: frazione di Nesso · NESSO · Ottocento · Riva di Castello, frazione di Nesso · STAMPE antiche

Coatesa e Riva di Castello, stampa In Ricordo di Como, edito in occasione dell’Esposizione voltiana del 1899, ripubblicata da Actac, 1995





Borgo de’ più pittoreschi del lago sulla riva destra a 15 chilometri da Como. Si arrampica su dirupi, tra cui si frangono strepitando le acque delle valli del Tufo e di Nosée a formarvi l’Orrido sua principale bellezza. Antichissima ne è l’origine, e il nome Naxus parrebbe giustificare l’opinione di coloro che l’attribuiscono ad una delle famiglie greche condotte a Como da Giulio Cesare. Fu sempre abitato da gente robusta ed audace, amante di libertà e d’indipendenza, cui seppe difendere e colle proprie braccia e col ben munito castello, di cui restò il nome alla parte del borgo più avanzata nel lago. — L’ antica basilica di S. Pietro credesi consacrata da papa Urbano’II nel 1095 e vi fu sepolto Rainaldo vescovo di Como morto nel castello di Nesso, dove riparò per fuggir le ire de’ faziosi cittadini. Ma la vecchia basilica più volte restaurata cedette alla fine il posto al tempio attuale. — Fa celebre Nesso la leggenda di Falco della rupe, gran fautore delle arrischiate imprese di Giangiacomo Medici castellano di Musso, l’intrepido e simpatico eroe del racconto di Giambattista Bazzoni, vero o suppósto che sia.

Nesso Un tempo coltivò la manifattura de’ pannilani, ed ora le acque del suo torrente animano opifici serici, frantoi d’olive, macine di mulini, ecc.

Chi va su per la valle giunge all’ameno paesello di Zelbio e di là al Pian del Ti vano spaziosissima altura a m. II59 coronata dalle cime de’ monti della Vallassina e del Lario, fra le quali spicca gigante il cono del S. Primo (1693 metri); nel mezzo del Piano s’apre la misteriosa caverna detta il Buco della Nicolina, grande imbuto scolatore delle acque piovane.

This is a small pictoresque town on the right bank of the lake, abont 15 kilometers from Como. After climbing the steep precipices, one reaches the = Orrido = formed by the tumultuous rushing waters which drain the valteys of Tufo and osee, which forms, it chief attraction. The origin of this town is lost in antiquity and its name Naxus seems to ju-stify the opinion of those who attribuì* it to a Greek family conducted to Como by Jùlms Ccesar. It has-always been inhabited by robust and hardy people, lovers of freedom and independence, which* theyknew how to defend by arms and a well fortifted castle whose name is stili that pf the part of the town, which *juts out into the lake. It. is beheved that the ancient church Was consecrated by Urban II in 1095,- and Rainaldo bishop of Como who died at the castle pf-Nesso, where he had fled to escape the anger of the re-, volted cittzens, wasburied there. But the old.tempie many times renovated made way at last for the àctual church. The legend pf ss Falco della Rupe ss abettor of the risky undertakings of Giangiacomo Medici, the fendal lord pf Musso has rendered this place celebrated. It is not known whether this intrepid and syrapatine herp of the romance by Giambattista Bazzoni e ver existed. Nesso at one tane manufactured cloth, and now the waters of its torrents tura the wheels of various silk mills, olive crushing mills, and flour mills, etc. He who goes up the valley will reach the pleasant little hamlet of Zelbio and beyond the spacious plateau of the- = Pian del Tivano ss at the heighth of 1159 meters crowned by the summits of the Valassina and Lario Mouuts, among which thrones’the immense cone of St. Primo (1693 meters); in the middle of the plateau is to be seen the mysterious cave called the- « Buco della Nicolina, » a great funnel serving to carry off the surface waters.

C’est un des bourgs les plus pittoresques du lac, sur la rive droite à 15 ki-lomètres de Còme. Il grimpe sur les rochers entre lesquels heurtent bruyainment les eaux des vallées du Tufo et de Nosée formànt l’Orrido, son premier attrait. L’origine e,p est ancienne, et le noni de Naxus paralt justifier 1* opinion de ceux qui la font remonter à une des familles grecques conduites à Còme per Jules Cesar. Ce bonrg fut toujours habité par des gens robustes et audaces, aimant la liberté et l’indépendance, liberté et indépendance que les habitants surent défendre de. leurs bras et de leur chàteau bien fortifié, Ce chàteau laissa son nom à la partie du bourg plus avancée dans le lac. — L’ancienne basilique de St. Pierre a été consacrée, dit on, par le pape Urbain II en 1095, et contient les restes de Rainaldo, évèque de. Cóme, mort dans e chàteau de Nesso, où il s’est enfui pour se soustraire à la haine des factions. Mais . la vieillè basilique, souvent restaurée, laissa enfin la place à l’égllse actuelle. Nesso a été célèbre par la legende de Falco della Rupe, gran fauteur des entreprises hardies de Jean Jacques Medici seigneur de Musso, l’intrepide et sympatique héros vrai on. suppose du roman de Jean Baptiste Bazzoni. r*r Nesso cultiva, dans le temps, la raanufacture des étoffes en laine, et à présent les eaux’ de son torrent mettent en mouvement des machines pour l’industrie de la soie, des moulins à olives, à blé, etc. Celui qui pénètre dans la vallèe arri ve au riant village de Zelbio, et de là au Pian del Tivano, élévation très spacieuse à II59 mètres, couronnée par les pointes des montagnes de la Valassina et du Larius* parmi lesquels se dresse comme un géant le còne de S. Primo (1693 mètres) ; au milieu du Pian del Tivano s’ouvre la caverne mystètieuse nommée le « Buco della Nicolina » grand entonnoit, pour ainsi dire, d’où écoulent les eaux des pluies,

Einer der malerischsten Oste un rechten Seeufer, 15 Kilometer von Como. Er hangt Iseo, zwischen denen sich die den Tufo-und Nosée-Thàlern entstrotosend Bahn brechen, und die wilde Kluft des Orrido, seine Hauptschon-r Ort ist uralt, und der Name Naxus scheint denen Recht zu geben, die ler griechisched Famili’en herleiten, welche Julius Caesar hier ansiedelte. iuhuen. Bewohner. liebten stets ihre Freiheit und Selbsiandjgkeit, ùnd : dem Schwette za yerteidigen, wie auch mittelst der stark befestigten cher der am weitesten in den Sae vorspringende Xeil des Ortes benannt : Basilica S. Pietro soli vom Papst UrbanII flevreiht worden sein. und b des Bischofi Rainaldo voa Como, der Vs^.atHìiaFcahrerischen Burgern be’- ^eflùchtet. Nàch méhrmaliger Restaufierùng musste die alte Basilica rempel Platz machen. Nesso ist auch beriihnit’geworden dnrch die

delta Rupe (Falk vbm Fel&en), der die gewagten TJnternehmungen Gian-‘s, des Schlossherrn von Musso, kcaftig untersttttzte, und der furchtlose, Id einer wahren oder .erdicbleten ErzSMung des Giambattista Bazzoni hatte Nesso viete Tuchfabriken, jetzt wird die Kraft des Bergstromes •reien, Oelpressen, Miihlen u. s. w. benutzt. — Wenn man d%s Thal hinauf man nach dem hiibschen Djorfchen Zelbio und von da nach dem Pian ler weiten, IIJ9 Meter hohen FlSche, ilber die sich die Berggipfel der des Lario erReben, unter denen der Hegel des S. Primo wie ein Riese 3 Meter). In der Mitte des Piano òffnet sich das Buco della Nicolina, dai * die Regenwasser in sich aufuimmt.



In Ricordo di Como, edito in occasione dell’Esposizione voltiana del 1899, ripubblicata da Actac, 1995

anni '50 · COATESA: frazione di Nesso · Riva di Castello, frazione di Nesso · STAMPE antiche

Coatesa, Riva, Riva di Castello, anni ’50