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GRAZIELLA MOLINARI, Rivà a Pekino, Quaderni dell’Acàrya, Como 1990

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L’inizio di una sedia, da Cos’era, di Mark Strand, tradotta da Damiano Abeni, Donzelli Poesia, 1999


QUI LETTA IN MODO MAGISTRALE DA DOMENICO PELINI

Cos’era

da “Blizzard of one”

I
Era impossibile da immaginare, impossibile
da non immaginare; la sua azzurrezza, l’ombra che lasciava,
che cadeva, riempiva l’oscurità del proprio freddo,
il suo freddo che cadeva fuori da se stesso, fuori da qualsiasi idea
di se’ descrivesse nel cadere; un qualcosa, una minuzia,
una macchia, un punto, un punto in un punto, un abisso infinito
di minuzia; una canzone, ma meno di una canzone, qualcosa che
affoga in se’, qualcosa che va, un’alluvione di suono, ma meno
di un suono; la sua fine, il suo vuoto,
il suo tenero, piccolo vuoto che colma la sua eco, e cade,
e si alza, inavvertito, e cade ancora, e cosi’ sempre,
e sempre perche’, e solo perche’, essendo stato, era…

II
Era l’inizio di una sedia;
era il divano grigio; era i muri,
il giardino, la strada di ghiaia; era il modo in cui
i ruderi di luna le crollavano sulla chioma.
Era quello, ed era altro ancora; era il vento che azzannava
gli alberi; era la congerie confusa di nubi, la bava
di stelle sulla riva. Era l’ora che pareva dire
che se sapevi in che punto esatto del tempo si era, non avresti
mai piu’ chiesto nulla. Era quello. Senz’altro era quello.
Era anche l’evento mai avvenuto – un momento tanto pieno
che quando se ne ando’, come doveva, nessun dolore riusciva
a contenerlo. Era la stanza che pareva la stessa
dopo tanti anni. Era quello. Era il cappello
dimenticato da lei, la penna che lei lascio’ sul tavolo.
Era il sole sulla mia mano. Era il caldo del sole. Era come
sedevo, come attendevo per ore, per giorni. Era quello. Solo quello.

(da Mark Strand: “Blizzard of One” – 1998, traduzione di Damiano Abeni, ora in “West of your cities” – a cura di M. Strand e D. Abeni – Minimum fax – Roma 2003)


qui letta con ben altra bravura ed intensità da DOMENICO PELINI

Poesie

CARLO VALTORTA, Diario settentrionale, 2009

un susseguirsi, a volte pacato, a volte quasi vorticoso, di impressioni, di sottili interpretazioni di un reale prevalentemente opaco (a tratti livido), eppure carico di senso. Il nostro poeta viaggia, perlustra territori diversi, esplora un nord che è quello della sua Brianza, dei laghi e delle prealpi lombarde

VAI A Sorgente: Diario settentrionale Carlo Valtorta

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Un ritorno – Vittorio Sereni

AUDIO e VIDEO · COATESA: frazione di Nesso · CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival · Poesie

Serata di letture poetiche, canti, il “diario di un soldato nella grande guerra”, a cura di BETTY MOLINARI, nella piazzetta del pontile dei battelli, frazione di Coatesa (nel Comune di Nesso), 11 agosto 2016

Qui di seguito sarà possibile vedere e ascoltare:

  1. Quel ciondol
  2. Ca’ di Nonni
  3. Uei ciccina
  4. Barzelletta
  5. San Lurenz
  6. La follia invita i sentimenti
  7. Stelle cadenti
  8. Ninna Nnna
  9. Maga e indovina
  10. Girotondo
  11. Diario del soldato in guerra

QUI TUTTI I VIDEO uno di seguito all’altro:

 


QUI I SINGOLI VIDEO

Quel ciondol

 

 

le poesie di GRAZIELLA MOLINARI lette da BETTY MOLINARI:

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Barzelletta

 

SAN LURENZ

 

STELLE CADENTI

 

NINNA NANNA DEL CONTRABBANDIERE

 

LA FOLLIA INVITA I SENTIMENTI

 

LA MAGA E GLI INDOVINELLI

 

GIROTONDO DELLE MASCHERE

 

DIARIO DI UN SOLDATO NELLA GRANDE GUERRA: “abbreviato racconto della mia vita passata nella grande guerra mondiale”, del nonno di Betty Molinari

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FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA POESIA EUROPA IN VERSI 2016, COMO, 30 aprile

FESTIVAL INTERNAZIONALE DI POESIAEUROPA IN VERSI 2016

Poeti da tutto il mondo, arte e musica: sono questi gli ingredienti della VI edizione del Festival Internazionale di Poesia Europa in Versi 2016.

Ti aspettiamo a Villa del Grumello, via per Cernobbio 11, Como,

il 30 aprile, dalle ore 14.30.

Per info e dettagli segui la pagina FB dedicata al Festival e il nostro sitowww.lacasadellapoesiadicomo.com

E scarica il nostro programma:

PROGRAMMA GENERALE

PROGRAMMA DETTAGLIATO (versione italiana)

PROGRAMMA DETTAGLIATO ( english version)

Troverai anche tutte le indicazioni per iscriverti gratuitamente allaBOTTEGA DI POESIA con Mario Santagostini.

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Poesie

ANNA BERGNA, CORO DI BAMBINI ALLA CASA DI RIPOSO PRANDONI

CORO DI BAMBINI ALLA CASA DI RIPOSO PRANDONI

Ci sono giorni di aprile

allora il lago appare dietro foglie chiare

                           e si attende il ritorno

di uccelli viaggiatori

di qualcuno che tenga nel becco

                          un’ illusione

ma nella sala attigua la veranda sul lago

pilastri di legno saldavano al soffitto contorte radici

e il coro dei bambini destava

il ricordo di un pensiero ormai smentito:

la fede onnipotente

d’essere punti fermi

eternamente destinati a gambe svelte

ed a capelli neri

l’assurda illusione

che gli esseri sfortunati e fragili

vengano da luoghi inesplorati dove

la primavera è sconosciuta e la tempesta strappa

i logorati ormeggi

ora, dietro gli occhi nebbiosi

la memoria di quell’incoscienza

sembrava piegarsi in tenerezza

come un rivolo dai ghiacciai

sceso a carezzare uova

saldate alla riva

nella risacca dell’onda.


La Casa di Riposo Prandoni è una residenza per anziane, collocata nel Comune di Torno, in riva al lago.

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Gruppo Letterario Acarya, Programma marzo-maggio 2016

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Casa della Poesia, Como · Poesie

il nuovo sito web della CASA DELLA POESIA di Como

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Rinascita – Ghiannis Ritsos

Cigni · Poesie

ANNA BERGNA e i CIGNI, fra acqua e ricordo

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Estate.

Un cigno batteva le zampe sopra l’acqua

agitava le ali e sollevava mescolanze.

Il cielo e il fiume uniti

in una schiuma bianca.

Il cielo e l’acqua abbracciati nella schiuma,

l’acqua e la terra nel fango,

la terra e il cielo nei sogni

e nella memoria.

Poesie

“La poesia di Anna Bergna è una poesia di luogo, inteso come paesaggio circoscritto e idiomatico, e di spazio, inteso come micro o macrocosmo, come universo che mette continuamente in discussione i suoi punti cardinali”, testo di Giorgio Galli

ANNA BERGNA, in Palafitte, Lietocolle editore, 2015

Sulla panchina dell’imbarcadero, una donna col cappello sbriciolava la mollica della sera e la tristezza piegava sulla bocca l’interminabile attesa

o forse era avanzato veloce il passo delle ore: la pausa per il tè se n’era andata, mentre lo zucchero fondeva ed i ricordi sbiancavano in una smorfia amara.

Avrei voluto dirle di alzarsi, abbandonare il Tempo e salvare i passi che l’orologio ancora non aveva imprigionato, ma inseguii il suo sguardo fino al quadrante appeso al muro e lo vidi giocare a mosca cieca con le cifre serrate in girotondo.

Le lancette inchiodavano verità da masticare a bocca chiusa,
senza rivoli di inutili chiacchiere.

“La poesia di Anna Bergna è una poesia di luogo, inteso come paesaggio circoscritto e idiomatico, e di spazio, inteso come micro o macrocosmo, come universo che mette continuamente in discussione i suoi punti cardinali” , scrive Giorgio Galli in:

Sorgente: Giorgio Galli su un libro di Anna Bergna – Compitu re vivi