La nuova raccolta poetica di Magda Azzi Fagetti contiene 58 nuovi testi, introdotti – come già nelle precedenti raccolte – da un’attenta e affettuosa disamina di Vincenzo Guarracino, da cui si propone questo passaggio: «Ecco, Madga, nella poesia non meno che nella sua esistenza, la natura e la vita si capisce che le sente come un miracolo incessante (“una fiaba” addirittura, l’aveva definita già nella lirica I fiori, e qui, in Tramonto, ancora “una favola bella”), che chiede di essere riconosciuto e vissuto intensamente come tale, attimo per attimo, oggi (“nella vecchiaia”, dice fin dal primo testo) non meno di ieri, fin nelle sue minime fibre, nelle sue risorse di ordinario e quotidiano mistero, di cui inebriarsi, con attitudine umile e benedicente: come esperienze da riconoscere nella loro intima bellezza, nel segno della bontà e della solidarietà, nel segno del “cuore”, pena la riduzione dell’esistenza stessa a un “grottesco teatro” di insensatezze ed egoismi e lo scadimento dei rapporti a un mero gioco di ambizioni e fatuità dal fragore insopportabile.»
In occasione della presentazione del libro “L’indifferenza del cinghiale. Poesie e visioni dalla quarantena” (I Quaderni del Bardo, Lecce, 2020), organizzata il 21 giugno 2020 al Parco Marenghi di Brunate dall’associazione Sentiero dei Sogni, Pietro Berra legge la poesia che dà il titolo alla raccolta. L’indifferenza del cinghiale di Pietro Berra Tra gli animali che ci vengono a trovare, tolti i bipedi serrati nelle loro tane, il tuo preferito è il gatto e il mio il cinghiale. Saperlo libero sulla soglia di casa mi inebria come Jesse Owens che sfila davanti a Hitler sul podio di Berlino. Noi lo abbiamo voluto qui per divertirci a cavargli la pelle e le interiora e ora lui non si diverte a fare buchi nel giardino. Lui, anzi lei, si preoccupa solo dei suoi cuccioli. Ci tratta con indifferenza, la natura, la divina indifferenza del cinghiale. L’indifferenza del cinghiale Qui potete trovare il libro: https://www.amazon.it/Lindifferenza-d…