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Giù il muro di Como, spesi 20 milioni Iniziata la demolizione della barriera di 120 metri che oscurava il lago: sarà sostituita da paratie mobili, di Luigi Corvi in Corriere della sera 25 febbraio 2010

Dopo mesi di immobilità, ieri, oltre gli oblò che si aprono sulla palizzata del lungolago, il cantiere ha ripreso ad animarsi. L’ecomostro con il suo corpo massiccio lungo centoventi metri, era lì, sotto un tiepido sole, ad aspettare la sua fine. Alla gente che si assiepava dietro il vetro per assistere finalmente alla demolizione del muro della vergogna, lo spettacolo non era però visibile. I tecnici, infatti, in quei primi metri di cemento armato aggrediti dalla sega circolare con disco diamantato, avevano steso un telo bianco, a mo’ di paravento, proprio come si fa con i moribondi soccorsi negli incidenti stradali. È iniziata così, ieri mattina alle dieci, la fine del muro che oscurava il lago di Como.

Un progetto che, per evitare l’esondazione (sempre più rara) del lago, prevedeva la costruzione di paratie fisse, cioè muri di cemento armato che alzandosi per un metro e mezzo sopra il livello della vecchia passeggiata impedivano dalla strada la vista del Lario. Era stata la rivolta della gente, alla fine della scorsa estate, a bloccare i lavori. E poi, mesi di polemiche, di battaglie politiche, di attacchi alla giunta guidata dal ciellino Stefano Bruni, con una parte della maggioranza contro (Lega in prima fila), consigli comunali infuocati e, infine, il provvidenziale salvataggio di Roberto Formigoni. Che, mettendo sul piatto 2,1 milioni di euro della Regione, ha evitato il crollo del centrodestra a Como e contribuito alla propaganda elettorale del superpresidente della Lombardia, candidato per il quarto mandato consecutivo ….

L’INTERO ARTICOLO QUI: Giù il muro di Como, spesi 20 milioni – Milano


Como, 25 febbraio 2010 – Dopo 150 giorni esatti dalla scoperta dello scempio, dopo lunghi dibattiti e diatribe a livello politico che hanno portato alle dimissioni coatte dell’assessore alle Grandi Opere Fulvio Caradonna ed il Comune sull’orlo della crisi, dopo l’intervento in extremis del Governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni a sostegno della traballante Giunta-Bruni, ecco, finalmente, ieri alle 10, l’inizio dei lavori per l’abbattimento del famigerato “muro della discordia”, quell’orribile manufatto che, senza l’insurrezione popolare della quasi totalità dei comaschi, avrebbe tolto dalla vista uno dei panorami più belli del mondo. Avrebbe reso Como una città anonima, senza quel panorama e quella vista sul primo bacino del Lario che la rende famosa in tutto il mondo.

Ieri, alle 10, ora ormai divenuta storica assieme alla data del 24 febbraio 2010, il momento tanto atteso da molti comaschi: la sega circolare diamantata dell’impresa “Cisana Elio” di Bergamo ha cominciato a segare il “muro della vergogna” . Un’operazione che durerà non tanto, due o tre giorni giusto il tempo di radere al suolo i 126 metri di polemiche ed astio.

in Il Giorno

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Anche grazie a qualche lettore del quotidiano La Provincia "il Muro è caduto"

LETTERA DAL LAGO DI COMO

I titoli del quotidiano La Provincia di giovedì 25 febbraio 2010 sono:

  • Una ruga lunga centoventi metri, di Giorgio Gandola
  • La città ha vinto la sua battaglia. Avviata la demolizione del muro di Gisella Roncoroni
  • Ma la gente protesta ancora “Troppo denaro buttato via”
  • il sindaco non impugna il piccone “Sì l’errore c’era. L’extramuro”
  • Primo lotto, fine lavori ad agosto e il conto totale sale a 20 milioni
  • Grazie a voi lettori: il muro è caduto. Seguono le firme in ordine alfabetico di coloro che hanno firmato contro la costruzione del muro sul lago


Con un danno erariale (di cui, spero, la Corte dei Conti chiederà di chiarire scelte politiche, scelte progettuali e catena di comando) si conclude lo sfregio di una delle bellezze di Como: e cioè il profilo paesaggistico del lungolago. In particolare quella linea orizzontale della città romana e medievale che si affaccia lungo quell’asse meraviglioso che parte da Piazza Cavour, attraversa il centro storico per arrivare alla cinta sud delle mura. Un centro storico fra i più belli d’Europa
Prima c’è stata la denuncia di un pensionato passante, insultato pesantemente dall’assessore in carica che, tronfio del suo potere e della sua villania, disse: “che guardi i muri di casa sua!”.
Poi c’è stata una protesta molto ampia nella città. A prescindere dalle posizioni di appartenenza politica o di voto. Un vera indignazione generalizzata e larga.
Il sindaco della città e la sua giunta ridevano, in consiglio comunale. Se ne fregavano altamente di questo moto di opinione pubblica. Li ho visti sugli schermi di Espansione Tv. Indifferenti e sicuri nel loro involucro di potere
Hanno detto che avrebbero rimediato all’errore, non hanno assolutamente fatto autocritica sulla decisione di avviare questi inutili e dispendiosi lavori. Hanno preso un po’ di soldi dalla Regione Lombardia (omogenea dal punto di vista della coalizione). La Lega ha protestato solo un po’ e non si è dissociata dal sostegno a questa giunta.
Insomma il ferreo blocco di interessi e poteri di questa città non ne esce scalfito in niente.


Hanno clamorosamente sbagliato nella decisione di costruire il muro.
Hanno difeso per anni una scelta progettuale inutile: pochissime esondazioni ogni 10-15 anni e la possibilità di regolarle con il sistema della portata del fiume Adda.
Hanno fatto disegnare dei profili dell’esito urbanistico finale ( cosiddetti rendering) del tutto falsi, come è stato dimostrato nel dibattito di consiglio comunale.
Hanno speso finanza pubblica per costruire. Spenderanno finanza pubblica per demolire ed ancora finanza pubblica per cambiare progetto. A discapito di altri progetti di cui la città avrebbe bisogno, come la metropolitana leggera che integri le ferrovie nord e quella centrale
Ma mantengono e manterranno intatto il loro consenso elettorale.
I votanti comaschi si sono indignati perchè si insultava il paesaggio del lago, ma non esiteranno a rivotare le stesse persone e la stessa coalizione.
Perchè questo?
Perchè il votante comasco non penalizzerà la cricca di potere “suvista” (possessori di suv) che domina come una cupola incontrastata la mia e nostra città?
Questo avviene per una inesistente, inefficace ed incapace opposizione.
Negli anni ’70 il Pci faceva la voce grossa contro la Dc e poi si spartiva il bottino dei lavori pubblici, come hanno dimostrato alcuni processi di tangentopoli.
Poi il “blocchetto di potere” fintamente oppositivo si è diviso In 4 o 5 rigagnoli di gruppetti narcisistici. Ognuno a coltivare i pochi seguaci da salotto. Con il solito metodo: voce grossa e incapacità a costruire una seria e capace alternativa di governo. Voce grossa, cervello debole e un po’ tanta arroganza comunicativa.
Certo: ci vuole fatica a governare, invece che parlare, blaterare, offendere.
Avremo la linea d’acqua sgombra da un muro. Fra due o tre anni la passeggiata a lago tornerà quasi come prima.
Lo scempio che hanno perpetrato tornerà nella dimenticanza.
E però il modello di governo Comunione e Liberazione – Formigoni continuerà a dominare con quel mix impressionante di volontà di comando e valorizzazione dei propri pretoriani, supponenza, finto solidarismo sociale. Dietro il sorriso smagliante degli esponenti di Comunione e Liberazione /Alias Compagnie delle opere (delle “loro” opere) c’è la dentatura di un lupo affamato.
Mentre i cosiddetti “oppositori” torneranno nelle loro osterie, nel loro cineforum globalisti, nelle loro sezioni, nelle loro parrocchiette frequentate sempre dalle stesse persone ad urlare una intolleranza comunicativa del tutto simmetrica a quella dei suvisti.
Cosa unisce la cricca di governo alle “cricchine” delle variegate culture “de sinistra”?
Li unisce la stessa indifferenza che sconfina nel disprezzo per il Luogo.
Li unisce l’incapacità emotiva ad amare pietre, acqua, verde, azzurro di questo meraviglioso profilo che le glaciazioni hanno consegnano a noi abitanti affinchè ne godessimo la bellezza.
Li unisce una totale, disperante, oltraggiosa, meschina alienazione fra se stessi e l’ambiente che li ha accolti.

Paolo Ferrario
Como 25 febbraio 2010
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Il muro sul lago di Como: I tre progettisti delle paratie antiesondazione – Ugo Majone, Renato Conti e Carlo Terragni parlano apertamente di un grave «danno di immagine» cagionato loro dalle accuse di Palazzo Cernezzi

… I tre progettisti delle paratie antiesondazione – Ugo Majone, Renato Conti e Carlo Terragni – hanno inviato al Comune la diffida legale relativa alla controversia sulle «omissioni progettuali» imputate a loro dai dirigenti comunali Antonio Ferro (responsabile del procedimento) e Antonio Viola (direttore dei lavori). La diffida – la cui redazione è stata affidata a un legale di Roma, considerato uno dei massimi esperti in tema di diritto amministrativo – verte essenzialmente sugli stessi temi che i tre progettisti hanno messo nero su bianco nei verbali della conferenza dei servizi.

Il primo punto del documento, infatti, è una richiesta senza mediazioni: l’eliminazione da ogni carta ufficiale delle accuse di «omissioni progettuali» in relazione agli elaborati originari presentati a suo tempo da Majone, Conti e Terragni.
Il pool di professionisti – tramite il legale di fiducia – rivendica la giustezza del proprio progetto.
Ma non soltanto, perché nella diffida viene anche evidenziato come l’opera di progettazione delle paratie sia sempre stata vincolata alla necessità di risparmi economici dell’amministrazione comunale, oltre al fatto che quelle che – da Viola e Ferro – vengono definite «omissioni» in realtà sarebbero soltanto migliorie richieste successivamente alla redazione degli elaborati fondamentali.
Al di là delle questioni tecniche – che comunque sono l’aspetto centrale del documento legale – Majone, Terragni e Conti parlano apertamente di un grave «danno di immagine» cagionato loro dalle accuse di Palazzo Cernezzi e dunque minacciano apertamente la richiesta di un cospicuo risarcimento.

in Corriere di Como 20 febbraio 2010

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STORIA LOCALE E SOCIETA'

La passamaneria. Storia di tessuti e tecnologie produttive comasche degli anni 1920-1940

LA PASSAMANERIA IN MOSTRA
Main ImageLa passamaneria. Storia di tessuti e tecnologie produttive comasche degli anni 1920-1940

dal 29 gennaio al 28 febbraio 2010

A vent’anni dall’apertura il Museo didattico della Seta prosegue nell’obiettivo che si era posto: rappresentare un punto di riferimento propositivo per la cultura tessile specifica della seta, motore trainante della città, e delle attività ad essa collegate. In tale direzione sin dall’inizio si occupa di raccogliere, conservare e valorizzare la memoria storica di uno dei fondamentali settori produttivi di Como e del suo territorio.

Per l’inizio delle celebrazioni del ventennale, che si festeggerà il 4 ottobre 2010, il Museo offre alla città nuove possibilità di conoscenza del mondo tessile con una mostra non celebrativa ma di approfondimento. Nuovi documenti, personaggi, immagini riemergono dall’archivio del Museo per contribuire alla ricostruzione di un pezzo della memoria collettiva.

La mostra proposta affronta il tema della passamaneria grazie all’occasione particolare nata dalla donazione da parte della famiglia, con il conseguente restauro, dell’insegna del negozio storicoPassamaneria F. Rho di Como, insieme a numerosi manufatti e documenti.

L’allestimento ospita prodotti realizzati e relative tecniche di lavorazione di altre due storiche ditte che da generazioni producono e restaurano passamanerie e tessuti pregiati: l’Antica Fabbrica Passamanerie Massia Vittorio di Torino e la Figli di Carlo Monti di Milano.

La mostra sarà allestita presso la sede del Museo (Como, via Castelnuovo 9)
Orari: da martedì a domenica 10.00-12.00 e 15.00-18.00

Info: 031.303180 – press@museosetacomo.com

Il Museo didattico della seta di Como (NodoLibri 2003)
Guido Ravasi. Il signore della seta (NodoLibri 2008)

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I numeri dell’Assestamento di Bilancio 2009 « Stemctost’s Blog

14.515.084 euro di tagli! Il bilancio degli investimenti del Comune di Como praticamente dimezzato. Ovvero l’antica arte di promettere, vedere che la baracca non sta in piedi e disfare tutto facendo finta niente! Anzi ad ogni domanda in merito rispondere con il sorriso sornione e tono responsabile “Siamo costretti a farlo per i vincoli del bilancio e per il bene della città”.Fatto sta che, come da alcuni anni a oggi, anche l’assestamento al bilancio – l’atto con il quale si apprestano le correzioni alla previsione di bilancio per l’anno – votato in Consiglio Comunale due settimane fa (30 novembre) – si è trasformato nella cancellazione totale degli investimenti previsti dalla delibera di Bilancio di Marzo e in certi casi l’ennesimo rinvio di opere e interventi sui quali si sono spese tantissime parole e fiumi di inchiostro sui giornali, soprattutto in campagna elettorale.

l’intero artticolo qui:

I numeri dell’Assestamento di Bilancio 2009 « Stemctost’s Blog

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COMO città · FOTOGRAFIE · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Libri su Como e il Lario · Pifferi Enzo · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Enzo Pifferi editore



Enzo Pifferi editore

www.enzopifferieditore.com






Enzo Pifferi inizia la sua carriera come fotografo e giornalista di quotidiani e riviste, inviato speciale per documentare avve­nimenti di grande rilievo nel mondo. Nel 1974 amplia la sua attività divenendo editore e a tutt’oggi ha pubblicato centinaia di libri fotografici legati al territorio lombardo quali: Milano è Milano, Milano la città le suggestioni, Il lago di Como, Ville e Giardini del lago di Como, etc. (vedi sito www.enzopifferieditore.com).

Ulteriori libri di carattere internazionale sono: Transiberiana, Cina, Ande, Berlino, New York, I Luoghi della Bibbia, Il Mondo della Lana. Le immagini spettacolari, la stam­pa di grande qualità e l’edizione accurata rendono i libri della Enzo Pifferi Editore eleganti prodotti utilizzati dalle aziende per omaggi alla clientela.

La sua attività ha poi avuto un ulteriore sviluppo con la realizzazione di grandi e prestigiose mono­grafie aziendali. Citiamo ad esempio i volumi: Artsana in occasione del 50° anno di attività, Boselli per gli 80 anni e suc­cessivamente per i 100 anni, Nessi & Majocchi per i 70 anni e successivamente per gli 80 anni di attività, il Trasporto Pubblico nel Comasco per la Società Pubblica Trasporti, il Trasporto di Cose per i 35 anni di attività della Interjumbo Service, Rotary Club Como per i 75 anni di fondazione, Yacht Club Como per i 75 anni di attività, Collegio Gallio di Como, Arte Tintoria per i 100 anni dell Associazione Tessile Italiana, un Azienda una Città per Acsm SpA, Chiné per i 50 anni della Clerici Tessuto SpA. La stessa alta qualità viene proposta anche per depliants, brochures, inviti e qualsiasi altra forma cartacea di pubblicità. Per le aziende interessate a promuovere la loro attività organizziamo eventi nelle nostre location situate nel centro storico di Como ed a Orsenigo nella verde Brianza.

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Il muro, come è ormai noto, secondo il progetto approvato doveva avere dimensioni e altezze diverse. In poche parole, doveva essere più piccolo garantendo una maggiore visibilità del lago

«un fatto gravissimo che dovrebbe interessare la Corte dei conti». Il muro, come è ormai noto, secondo il progetto approvato doveva avere dimensioni e altezze diverse. In poche parole, doveva essere più piccolo garantendo una maggiore visibilità del lago. L’interpellanza, depositata l’altro giorno, afferma nelle premesse che «la variante 2009 al muro antiesondazione ha comportato un aumento dell’altezza del muro stesso, apportando una sostanziale modifica al progetto» e che in base alla legge 554 del 1999, articolo 134 comma 9, le ?perizie di variante sono approvate dal responsabile unico del procedimento?.

No Paratie: progetto paratie: «Perché la variante non è mai stata approvata?»

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Como: Crepe e spaccature in Lungolario Trento


Il cantiere delle paratie presenta il conto al Lungolario Trento: una spaccatura sul marciapiede larga fino a due centimetri e lunga mezzo metro. Nulla, a confronto del cancello sradicato poco più avanti, nei pressi del garage dell’hotel Metropole Suisse, dove lo spostamento di un muro ha piegato persino il ferro battuto.E proprio il titolare dello storico hotel, attivo dal 1892, lancia un appello al Comune: «Sarebbe opportuno calcolare gli effetti che le paratie avranno in futuro sui “movimenti” della piazza». Roberto Cassani precisa subito di non aver alcun intento polemico. «Lo dico in termini costruttivi», aggiunge. E poi spiega le conseguenze create, presumibilmente, dal cantiere delle paratie: «Sul marciapiede del Lungolario Trento si notano alcune spaccature, cedimenti, che per ora non si sono fortunatamente ripercossi sulla struttura dell’edificio». Le crepe sono molto vicine all’hotel. «Valutiamo queste fessure come conseguenza di un cantiere importante, e va bene. Tuttavia – prosegue Cassani – non vorrei vi fossero in futuro dei cambiamenti del terreno sotto la piazza e il lungolago».

Crepe e spaccature, le paratie presentano il conto

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COMO città · FOTOGRAFIE · Pifferi Enzo · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Como anni ’70 e dintorni Riapre per pochi giorni la mostra fotografica Como Anni ’70 presso lo Spazio Enzo Pifferi Editore (Como, via Diaz 58). Da giovedì 21 a domenica 24 gennaio. Orari: 15.30 – 19.00

NODO news
Como anni ’70 e dintorni

Riapre per pochi giorni la mostra fotografica Como Anni ’70 presso lo Spazio Enzo Pifferi Editore (Como, via Diaz 58).

Da giovedì 21 a domenica 24 gennaio.
Orari: 15.30 – 19.00.

“Una città in bianco e nero, quando ancora la Ticosa funzionava e le tintostamperie rappresentavano una componente significativa della produzione industriale del capoluogo lariano. È un’atmosfera di tempi non lontanissimi, ma per molti versi remoti, quella trasmessa da Como anni ’70 e dintorni, il libro pubblicato da Enzo Pifferi Editore. Migliaia di foto sono raccontate da Alberto Longatti, Giampiero Majocchi, Lino Gelpi, Natale Gagliardi, Enzo Pifferi, Giorgio Cavalleri e Luigi Fagetti.”

Alberto Longatti – I nostri anni 70, ricordi e nostalgia

Natale Gagliardi – Como Nuoto 1919 – 1999. Il lago, il nuoto, i comaschi (NodoLibri 1999)
Giorgio Cavalleri – Le stagioni del Carducci, Uomini, luoghi, politica (NodoLibri 1990)

da: NodoLibri

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Il progetto delle paratie era inutile

Il progetto delle paratie era inutile lo scopriamo solo oggi grazie al comunicato stampa congiunto di Soprintendenza, Regione, Provincia e Comune di Como seguito alla Conferenza di servizio di lunedì 18 gennaio sul progetto del lungolago che recita: «La conferenza di servizio, esaminati i documenti, ha valutato positivamente la soluzione dello spostamento della linea di difesa idraulica dalla zona centrale della passeggiata a bordo lago in corrispondenza del parapetto». Viene ribaltata completamente la concezione di difesa dal lago pensata sino ad ora e vengono contestualmente buttati “a lago” i progetti redatti e pagati sinora.

Unica nota positiva «l’abbattimento del muro non appena si sarà completato l’iter procedurale necessario per l’approvazione della variante, iter la cui conclusione è prevista presumibilmente entro fine febbraio».

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Lago, un muro di silenzio sui 243 giorni in proroga La Provincia di Como

Ricapitolando: il primo lotto di cantiere (iniziato l’8 gennaio 2008) avrebbe dovuto concludersi dopo 427 giorni, cioé il 9 marzo del 2009. Nel 2008 si registrano 11 giorni di stop a causa dell’esondazione (dall’11 al 22 luglio) e il 4 marzo 2009 il responsabile del procedimento, il dirigente Antonio Ferro ha concesso una proroga di 149 giorni. Nel 2009 quattro giorni di stop a causa del meteo (il 16, il 27 e il 28 aprile e il 26 settembre) e due proroghe: una di 70 giorni l’11 agosto e una di 24 giorni a ottobre (dopo l’esplosione del caos muro).

Calendario alla mano il cantiere delle paratie sta viaggiando con quasi un anno di ritardo rispetto alla tabella di marcia. E la grana del muro non consente di quantificare quando la situazione sarà risolta. Il concorso di idee per l’arredo della nuova passeggiata si concluderà a fine giugno e questo vuol dire che il primo lotto non sarà ultimato prima del prossimo autunno, salvo altri imprevisti.
Nel frattempo alla Sacaim sono stati liquidati i primi quattro stati di avanzamento dei lavori, cioé i primi quattro assegni.

vai a:
Lago, un muro di silenzio sui 243 giorni in proroga – Homepage – La Provincia di Como

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L’Isola del Razionalismo Un sogno che può rinascere – Cultura e Spettacoli – La Provincia di Como

Si apre venerdì 15 gennaio alla Villa del GRumello a Como la mostra “Un progetto per l’isola del razionalismo”. Orari: sabato e domenica 16.00-19.00 e su appuntamento telefonando allo 031.2287620. Ingresso libero. Inaugurazione: venerdì 15 gennaio, ore 18.00. Informazioni: Associazione Archivio Cattaneo, tel. 031.342396 – archiviocattaneo@libero.itErano stati progettatati come edifici vicini e complementari, perfetti per formare un nucleo unitario a sé stante rispetto alle altre opere razionaliste presenti a Como. Ma mentre la Casa del Fascio di Giuseppe Terragni, vero “capolavoro del razionalismo italiano” secondo la definizione del grande architetto e storico Bruno Zevi, è diventata un edificio icona, celebrato e invidiato nel mondo, il palazzo dell’Uli – Unione Lavoratori dell’Industria, sede odierna della Asl, è poco noto negli ambienti culturali italiani e internazionali. In parte perché il progetto originale realizzato, tra il 1938 e il 1943, dagli architetti Cesare Cattaneo, Pietro Lingeri e Luigi Origoni è stato più volte modificato nel corso degli anni per esser terminato solo nel 1966 dopo lunghi lavori di modifica strutturale.

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L’Isola del Razionalismo Un sogno che può rinascere – Cultura e Spettacoli – La Provincia di Como

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