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Della Torre Stefano, Palazzo Natta e l’architettura a Como nel secondo Cinquecento, NodoLibri, 2024. Indice del libro

CAMMINARE · MEDITAZIONE nel Tempo

Wandinger Andrea, Flaneuse. L’arte di camminare negli spazi urbani, Raum Italic editore, 2024

Andrea Wandinger è l’autore del libro “Flâneuse! L’arte di camminare negli spazi urbani,” pubblicato da Raum Italic nel 2024.

Questo volume, di 72 pagine, si propone non solo come un’opera da leggere, ma anche come una guida pratica per esplorare e sperimentare il concetto di flânerie attraverso esercizi, giochi e scrittura[1][3].

Il libro è disponibile in formato brossura e in lingua italiana, ed è stato progettato per incoraggiare i lettori a riflettere sul camminare come forma d’arte e di esplorazione urbana[2][5].

Wandinger invita i lettori a scoprire le città in modo nuovo, stimolando la creatività e l’osservazione attenta degli spazi urbani che ci circondano[1][3].

Citations:
[1] https://corraini.com/it/flaneuse-l-arte-di-camminare-negli-spazi-urbani.html
[2] https://www.abebooks.it/servlet/BookDetailsPL?bi=32058374466&dest=ita
[3] https://www.raumitalic.com/it/products/flaneuse-larte-di-camminare-negli-spazi-urbani/
[4] https://www.ebay.it/itm/335632053927
[5] https://www.hoepli.it/libro/flaneuse-l-arte-di-camminare-negli-spazi-urbani/9783949042348.html
[6] https://corraini.com/en/flaneuse-l-arte-di-camminare-negli-spazi-urbani.html
[7] https://www.ibs.it/flaneuse-arte-di-camminare-negli-libro-andrea-wandinger/e/9783949042348
[8] https://www.lafeltrinelli.it/libri/autori/andrea-wandinger

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Case in pietra nel centro storico di Como: Via Filippo Juvara e sguardo su Via Vitani

fonti informative a pagina 30 del libro:

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Case di pietra nel centro storico di Como: Casa Vitani, in Via Vitani

Casa Vitani, situata in Via Vitani 22 a Como, è un edificio storico che ha una lunga e significativa storia legata all’assistenza sanitaria nella città.

Storia e Architettura

Palazzo Vittani è un esempio di architettura residenziale e di servizi, costruito tra il XIII e il XV secolo. Attualmente è di proprietà privata e rappresenta un’importante testimonianza del patrimonio culturale di Como[2].

Casa Vitani Oggi

Oggi, Casa Vitani è conosciuta anche per la sua vicinanza al centro di Como e per il suo valore storico. La struttura offre un ambiente accogliente e rappresenta una parte fondamentale della storia sociale della città. È importante notare che la casa è stata ristrutturata nel tempo per rispondere meglio alle esigenze contemporanee, mantenendo però il suo fascino storico[1][4].

Vineria Vitani

In aggiunta a Casa Vitani, si trova anche la Vineria Vitani, un’enoteca che offre una selezione di vini pregiati in un’atmosfera elegante e accogliente. Situata nello stesso quartiere, la vineria è diventata un punto di riferimento per gli amanti del vino a Como, offrendo degustazioni e un’ampia scelta di etichette[4][6].

Citations:
[1] https://www.booking.com/hotel/it/casa-vitani.it.html
[2] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00113/
[3] https://www.opicomo.it/documenti/art_3_56.pdf
[4] https://wonderlakecomo.com/it/items/vineria-vitani
[5] https://www.up-salute.it/node/77
[6] https://www.vineriavitani.it
[

FONTE INFORMATIVA alla pagina 33 del libro:

scheda informativa nel libro:

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Case a graticcio: casa già Orsenigo, Piazza San Fedele/angolo Via Natta, nel centro storico di Como

FONTI INFORMATIVE:

Le case a graticcio di Piazza San Fedele a Como presentano diverse caratteristiche architettoniche distintive che riflettono la tradizione costruttiva medievale e rinascimentale.

Struttura e materiali

  • Intelaiatura in legno: La struttura portante è realizzata con travi di legno disposte in modo da formare un’intelaiatura visibile, tipica delle case a graticcio. Questo sistema conferisce solidità e un aspetto caratteristico all’edificio[5].
  • Muratura: Gli spazi tra le travi sono spesso riempiti con materiali come il torchis, una miscela di argilla e paglia, oppure intonaco, che non solo offre isolamento ma anche un’estetica piacevole[1][2].

Design e decorazioni

  • Finiture esterne: Le facciate possono presentare decorazioni geometriche, ottenute attraverso l’uso di materiali come tegole e pietre, che arricchiscono visivamente l’edificio[1].
  • Elementi storici: Alcune case a graticcio in questa zona possono includere elementi architettonici storici come colonne e fregi, risalenti a periodi precedenti, che testimoniano la ricca storia della piazza[4].

Funzione e contesto

  • Utilizzo commerciale: Originariamente, molte di queste case ospitavano botteghe e attività commerciali, contribuendo alla vivacità della piazza, che era sede di mercati fin dal Medioevo[2][4].
  • Integrazione urbana: Le case a graticcio si integrano armoniosamente con la Basilica di San Fedele e altre costruzioni storiche circostanti, creando un’atmosfera caratteristica del centro storico di Como[2][3].

Queste caratteristiche rendono le case a graticcio di Piazza San Fedele non solo un esempio di architettura tradizionale ma anche un importante patrimonio culturale da preservare.


[1] https://it.normandie-tourisme.fr/scoprire/patrimonio-architettura/architettura-normandia/case-a-graticcio/
[2] https://www.improntenelmondo.it/italia/como-cosa-vedere-nel-centro-storico/
[3] https://coatesa.com/2019/05/16/architettura-raccontata-vie-e-case-del-centro-storico-di-como-percorso-con-clemente-tajana-iniziativa-a-cura-della-universita-popolare-16-maggio-2019/
[4] https://www.donnecultura.eu/?p=13370
[5] https://coatesa.com/2025/01/08/antiche-case-a-graticcio-a-como-casa-pelandini/
[6] http://milanoneisecoli.blogspot.com/2014/11/piazza-san-fedele.html

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Palazzo di pietra, in Via Natta, nel centro storico di Como

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le case a graticcio, in Piazza San Fedele, Como

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Case a graticcio. il palazzo della LIBRERIA UBIK di Como

La Libreria Ubik di Como è situata in un palazzo storico del 1300, precisamente in Piazza San Fedele 32. Questo edificio non solo ospita una vasta selezione di libri, ma è anche noto per la sua architettura affascinante e gli interni d’epoca. La libreria si sviluppa su tre piani e include un’edicola ben fornita, offrendo una gamma di riviste e quotidiani italiani e stranieri[1][3].

Caratteristiche dell’edificio

  • Storia: Ubik è stata la prima libreria su più piani a Como, rendendola un punto di riferimento per gli amanti della lettura e della cultura[3].
  • Design: L’edificio presenta affreschi seicenteschi di Giacinto e Ludovico Gimignani, con un intervento architettonico recente di Mario Fiorentino che ha contribuito a preservare il fascino storico[7].
  • Ambiente: È descritta come una location suggestiva, con un’atmosfera che invita alla lettura e al relax, situata in una delle piazze più belle della città[1][2].

i non solo un luogo per acquistare libri, ma anche un centro culturale vitale per la comunità locale e i visitatori.


[1] https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g187835-d3752793-Reviews-Libreria_Ubik-Como_Lake_Como_Lombardy.html
[2] https://como.ubiklibri.it/home.html
[3] https://www.prehistoricaeditore.it/chi-siamo/librerie/ubik-como
[4] https://www.facebook.com/libreria.ubikcomo/
[5] https://www.instagram.com/ubikcomo/
[6] https://it.tripadvisor.ch/ShowUserReviews-g187835-d3752793-r327188384-Libreria_Ubik-Como_Lake_Como_Lombardy.html
[7] https://como.ubiklibri.it/apre-una-nuova-libreria-ubik.html
[8] https://tandemgroup.it/libreria-ubik-como/

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Como centro: “Il percorso delle case in pietra sull’asse Sud-Nord, corrispondente al “Cardo” romano, ha inizio dalla Porta che dava accesso alla Como romana “. Appunti da un libro di Clemente Tajana

“Il percorso delle case in pietra sull’asse sud-nord, corrispondente al “Cardo”” romano, ha inizio dalla Porta che dava accesso alla Como romana ” (citazione da Passeggiate comasche di Clemente Tajana):

  • da Largo Miglio, presso Porta Torre
  • Via Adamo del Pero
  • Piazza Mario Martinelli
  • Via Primo Tatti
  • Via Vitani

Il cardo romano era una delle due strade principali nelle città e negli accampamenti militari romani, con un orientamento nord-sud. Questo termine deriva dal latino “cardo”, che significa “polo” o “punto cardinale”. Il cardo si intersecava con il decumano, la strada orientata est-ovest, formando un reticolo urbano che divideva lo spazio in quattro quadranti, noti come quartieri[1][2][3].

Importanza del Cardo

Il cardo aveva un ruolo fondamentale nell’organizzazione delle città romane. Era lungo e spesso fiancheggiato da edifici pubblici, templi e negozi, fungendo da arteria commerciale e sociale. In molte città, il punto di intersezione tra il cardo e il decumano ospitava il foro, la piazza centrale dove si svolgevano attività pubbliche e commerciali[1][4].

Esempi Storici

Un esempio significativo del cardo è il Cardo Maximus, che si trovava in molte città romane e che collegava le principali porte dell’insediamento. Nella città di Gerusalemme, per esempio, il cardo fu costruito nel 130 a.C. sotto l’imperatore Adriano e rappresentava una via commerciale importante, caratterizzata da colonne e negozi[5].

Conclusione

In sintesi, il cardo romano non solo serviva come via di transito, ma era anche un elemento chiave nella pianificazione urbana romana, contribuendo alla funzionalità e all’estetica delle città dell’Impero. La sua eredità è ancora visibile in molte città moderne che conservano la struttura urbana romana[3][4].

Citations:
[1] https://cosavisitaredoveviaggiare.it/che-cose-il-cardo-e-il-decumano/
[2] https://utenti.romascuola.net/sangallo/ambiente/Cardo.htm
[3] https://www.studiarapido.it/cardo-e-decumano-cosa-sono-e-a-cosa-servivano/
[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Cardine_(storia_romana)
[5] https://www.scoprigerusalemme.com/cardo
[6] https://www.facebook.com/100063462164261/videos/cardo-e-decumano-negli-accampamenti-e-nelle-citt%C3%A0-romane-si-chiamava-cardo-la-st/9402585213146013/

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Casa detta Torre Demorata, in via Vitani, nel centro storico di Como

La Casa della Demorata, situata in via Vitani a Como, è un edificio di grande interesse storico e architettonico.

Questa casa-torre fu costruita dalla potente famiglia Vitani durante il periodo medievale e presenta caratteristiche difensive, tipiche delle torri di quel tempo.

La struttura è realizzata in pietra a vista e incorpora elementi del teatro romano, le cui pietre furono riutilizzate per la costruzione[1][2].

Caratteristiche Architettoniche

  • Tipo di edificio: Casa-torre con funzioni difensive.
  • Materiali: Pietra a vista, con parti riutilizzate dal teatro romano.
  • Storia: La torre è stata abbassata di un piano per ordine della famiglia Rusca, rivale dei Vitani[1][4].

Contesto Storico

La Casa della Demorata si inserisce nel contesto medievale di Como, una città ricca di storia e di edifici fortificati. Via Vitani mantiene un’atmosfera storica, con la presenza di altre torri e antiche costruzioni nelle vicinanze[3][5].

Importanza Culturale

Oltre alla sua funzione storica, la Casa della Demorata rappresenta un importante esempio di architettura medievale a Como, contribuendo a preservare la memoria storica della città[2][4].

FONTI INFORMATIVE

https://www.laprovinciadicomo.it/stories/como-citta/vi-racconto-como-otto-comuni-che-compongono-o_1499215_11/
[1] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/premium/ordine/como-viaggiando-nel-tempo-pietre-testimoniano-citta-delle-torri-o_1437673_11/

[3] https://www.visitcomo.eu/export/sites/default/it/vivere/cose_da_fare/visite-guidate/altri-percorsi/allegati/como-il-vero-volto.pdf
[4] https://www.bancodesio.it/it/content/como-e-le-vestigia-medievali
[5] https://www.comocity.it/passeggiata-centro-como/

[7] https://pulsar.gotdns.ch:4443/Joomla/BorgoVicoLocal/index.php?option=com_content&view=article&id=3938%3Avia-vitani&catid=327%3Aanno-scolastico-2016-2017&Itemid=339
[8] https://pulsar.gotdns.ch:4443/Joomla/BorgoVicoLocal/index.php?option=com_content&view=article&id=4376%3Avia-vitani&catid=330%3Aanno-scolastico-2017-2018&Itemid=343

ex ospedale psichiatrico San Martino

ex ospedale psichiatrico San Martino, viaggio nell’abbandono. Articolo di Sergio Baccilieri, in La Provincia, 9 gennaio 2025

L’evoluzione della psichiatria a Como dal 1882 ad oggi riflette cambiamenti significativi nelle pratiche e nelle politiche di cura dei pazienti psichiatrici, influenzati da riforme legislative e da mutamenti sociali.

Fondazione e Sviluppo dell’Ospedale Psichiatrico San Martino (1882-1999)

  • Inaugurazione: L’ex ospedale psichiatrico San Martino fu inaugurato il 28 giugno 1882, progettato per affrontare il sovraffollamento del manicomio milanese della Senavra. La struttura fu concepita secondo un modello a padiglioni, con una capacità iniziale di circa cinquecento posti[1].
  • Espansione: Tra il 1906 e il 1913, l’ospedale subì ristrutturazioni significative per adattarsi alle nuove concezioni psichiatriche, introducendo padiglioni per cronici e reparti specializzati[1]. Durante la Prima Guerra Mondiale, l’ospedale servì anche come struttura militare per il ricovero di soldati[1].

Riforme e Chiusura (1978-1999)

  • Legge 180/1978: Questa legge segnò una svolta fondamentale nella psichiatria italiana, stabilendo la chiusura degli ospedali psichiatrici e promuovendo l’assistenza territoriale. A Como, ciò portò alla creazione di comunità aperte per il reinserimento sociale dei pazienti[1][3].
  • Chiusura definitiva: L’ospedale San Martino chiuse nel 1999, in linea con le politiche nazionali di deistituzionalizzazione della salute mentale[1].

Situazione Attuale e Prospettive Future

  • Servizi Psichiatrici: Dopo la chiusura del manicomio, i servizi psichiatrici sono stati trasferiti sotto la gestione delle unità sanitarie locali, con un focus crescente sulla salute mentale comunitaria e sulla continuità terapeutica[1][4].
  • Riqualificazione dell’Area: Attualmente, l’associazione Iubilantes sta lavorando per trasformare l’area dell’ex ospedale in un Parco Urbano, sottolineando l’importanza di restituire questo spazio alla comunità di Como[1].


[1] https://fondoambiente.it/luoghi/ex-ospedale-psichiatrico-san-martino
[2] https://media.fupress.com/files/pdf/24/2063/4447
[3] https://www.tvsvizzera.it/tvs/cultura-e-dintorni/in-mostra-a-como_tracce-di-donne-cancellate-dal-vecchio-manicomio/44527794
[4] https://www.aspi.unimib.it/collections/entity/detail/373/
[5] http://www.asst-lariana.it/v2/download/?file=475
[6] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/cultura-e-spettacoli/57507_il_manicomio_di_como_un_caso_da_studiare/
[7] https://www.quicomo.it/eventi/cultura/stagioni-san-martino-documentario-psichiatria-como.html
[8] https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=prodente&Chiave=51938&RicProgetto=carte

Biblioteca comunale di Como · Camminare in COMO città · Centro Storico di Como · Conosco Como? · Palazzi ed edifici

Il Palazzo Erba-Odescalchi, diventato sede della BIBLIOTECA COMUNALE “Paolo Borsellino”, a Como

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Palazzo Erba-Odescalchi, situato nel centro di Como, ha una storia ricca e un’importanza culturale significativa. Originariamente di proprietà della famiglia Odescalchi dal XVI al XVIII secolo, il palazzo è stato ristrutturato e riadattato per ospitare la Biblioteca Comunale “Paolo Borsellino”. Questo cambiamento è avvenuto dopo un concorso indetto nel 1961, che mirava a preservare l’integrità storica del palazzo mentre si adattava alle esigenze moderne di una biblioteca[3][6].

Caratteristiche Architettoniche

Il palazzo è noto per la sua architettura storica e per i dettagli decorativi che riflettono il suo passato nobile. Durante la ristrutturazione, particolare attenzione è stata dedicata al restauro delle finiture originali, inclusi affreschi e soffitti a cassettoni[1]. La Biblioteca Comunale “Paolo Borsellino” non solo serve come centro di lettura e cultura, ma contribuisce anche a valorizzare il patrimonio storico di Como[4][5].

Importanza Culturale

La scelta di Palazzo Erba-Odescalchi come sede della biblioteca rappresenta un impegno verso la conservazione della storia locale, rendendo accessibile la cultura e la conoscenza a tutti i cittadini. La biblioteca offre una vasta gamma di risorse e attività culturali, diventando un punto di riferimento per la comunità[6].

In sintesi, Palazzo Erba-Odescalchi non è solo un esempio di architettura storica, ma anche un simbolo della fusione tra passato e presente nella città di Como.

scheda informativa alle pagine 98-102 del libro:


[1] https://odescalchicomo.it/en
[2] https://www.booking.com/hotel/it/palazzo-odescalchi.it.html
[3] https://upel.va.it/it/upel-cultura/como/palazzo-erba-odescalchi
[4] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00144/
[5] https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Erba_Odescalchi
[6] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede-complete/CO180-00144/
[7] https://catalogo.beniculturali.it/detail/Lombardia/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/CO180-00144_R03
[8] https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g187849-d12253208-Reviews-Palazzo_Erba_Odescalchi-Milan_Lombardy.html