Quest’anno Parolario esplora il tema dell’indagine tra letteratura, cronaca e nuove tecnologie, attraversando il giallo classico, il noir contemporaneo, i podcast narrativi e le trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale nel racconto del presente.
Scrittura e indagine: da Agatha Christie all’intelligenza artificiale
Quest’anno Parolario esplora il tema dell’indagine tra letteratura, cronaca e nuove tecnologie, attraversando il giallo classico, il noir contemporaneo, i podcast narrativi e le trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale nel racconto del presente.
Rosa Teruzzi “Trappola nella nebbia” (Sonzogno), Giovanni Cocco e Amneris Magella “Notturno con delitto” (Marsilio), Paolo Roversi “E così per non morire. La nuova indagine della profiler Gaia Virgili” (SEM editore), Franco Vanni “Morte e miracolo del numero 3” (Baldini+Castoldi). Modera Paolo Moretti.
Letture e mini-seminario di scrittura ispirato al decalogo di Patricia Highsmith con la presentazione di Storie e Misteri del Lago di Como (Etv Publishing). Con Giovanni Cocco e Amneris Magella, Alessandro Piccinelli, Claudio Villa e Alessio Brunialti.
Con Mario Biondi, Alessio Brunialti, Andrea Maia, Max Pini, Lorenzo Morandotti, Mita Bolzoni e Luca Bardi. A cura di Nuova Casa della Musica e Gruppo Letterario Acarya.
Paolo Donà, Giovanni La Rosa, Lisa Della Volpe, Chiara Milani e Carlo Pozzon. Presentazione del docufilm-intervista e del libro. Con l’amichevole collaborazione del Rotary Club Como Baradello. Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Lo Spazio Natta-le è un’installazione natalizia magica a Como, in Via Natta 18, che trasforma lo spazio in un ambiente incantato dal 6 dicembre 2025 al 5 gennaio 2026.comune+1
Attrazioni Principali
Un caleidoscopio luminoso avvolge i visitatori in un’atmosfera fiabesca, creando un’esperienza immersiva unica.
Una slitta speciale porta i bambini in un viaggio virtuale fino alla casa di Babbo Natale a Rovaniemi, grazie alla realtà virtuale.oggiacomo+3
Orari e Accesso
Aperto dalle 16:00 alle 19:30 nei giorni specificati, come dal 6 all’8 dicembre, 13-14 dicembre, 20-24 dicembre e dal 26 dicembre al 6 gennaio. Ingresso libero, ideale per famiglie e bambini.nataleacomo+1
Laboratori Aggiuntivi
Ospita “Dire, Fare, Raccontare… è Natale” per bimbi 5-12 anni (sabato 6, 13, 20 dicembre e 5 gennaio) e “Natale a Maglia” per adulti (domenica 7 e 14 dicembre). L’iniziativa fa parte della rassegna “Como… che incanto!” promossa dal Comune.in-lombardia+2
Il quotidiano L’Ordine di Como ha una storia ricca e complessa che si estende per oltre un secolo. Ecco una panoramica delle sue principali fasi:
Storia Iniziale (1879-1984)
Fondazione: L’Ordine fu fondato nel 1879 da Pietro Carsana, vescovo di Como, come organo ufficiale della Diocesi di Como[1].
Evoluzione: Inizialmente pubblicato come trisettimanale, divenne quotidiano nel 1885 sotto la direzione del vescovo Carsana[1].
Direttori Storici: Tra i direttori storici vi furono Pietro Carsana e Giuseppe Brusadelli, che guidò il giornale dal 1943 al 1977[1].
Chiusura e Rinascita (1984-2008)
Chiusura: Il giornale cessò le pubblicazioni nel 1984.
Rinascita: Nel 2008 Alessandro Sallusti rilanciò L’Ordine come quotidiano di opinione con un’impronta laica, diversamente dalle sue origini cattoliche[1].
Crisi Finanziaria e Nuova Forma (2008-Oggi)
Crisi Finanziaria: A causa di tre bilanci in perdita consecutivi, la società editrice fu messa in liquidazione nel 2012.
Supplemento Culturale: Dal luglio del 2013 L’Ordine è diventato un supplemento culturale settimanale de La Provincia, uscendo con le edizioni di Como e Sondrio ogni domenica. Recentemente è stato aggiunto anche alla versione per Lecco a partire dal gennaio del 2024[1][2].
Attualmente si concentra su tematiche culturali variegate con firme autorevoli.
Direttori Attuali
Diego Minonzio è menzionato come figura chiave nella gestione de L’Ordine dopo il suo passaggio a supplemento culturale de La Provincia[1].
Scrive Luciana B. (il 13 febbraio 2025, tramite facebook):
“Gli uffici del quotidiano L’Ordine avevano sede nel palazzo alla sua sinistra. C’erano anche i macchinari per la stampa: le rotative si accendevano intorno alle 22.30, ne ricordo ancora il rumore. (Al loro posto, oggi si trova la sede di Spazio Natta)
Una cara amica, Gabriella Pesenti, iniziò la sua carriera giornalistica proprio lì, nei primi anni 80, seguendo la cronaca giudiziaria.
A piano terra invece, negli anni 70 avevano sede gli uffici della Olivetti – successivamente sostituiti dagli uffici sede della Democrazia Cristiana.”
Lo Spazio Natta è un importante centro espositivo situato a Como, precisamente in Via Natta . Questo spazio è stato recentemente riconvertito da sede di uffici comunali a luogo per mostre e iniziative culturali, permettendo l’utilizzo degli spazi a terzi per eventi temporanei.
Storia e Architettura
Il Palazzo Natta, che ospita lo Spazio Natta, ha una storia affascinante. Costruito tra il XVI e il XVII secolo, fu residenza della famiglia Natta, che ricoprì ruoli significativi nell’amministrazione della città. L’edificio è un esempio notevole di architettura storica a Como e ha subito diverse ristrutturazioni nel corso degli anni, [1][2][4].
Funzioni e Attività
Attualmente, lo Spazio Natta è dedicato ad ospitare mostre temporanee, eventi culturali e incontri. L’accesso agli spazi è gratuito e la gestione è affidata all’Assessorato alla Cultura del Comune di Como. Gli interessati possono richiedere l’utilizzo degli spazi per eventi tramite l’indirizzo email fornito[1][3][5].
n punto di riferimento culturale in crescita a Como, contribuendo alla valorizzazione del patrimonio storico della città mentre promuove nuove iniziative artistiche e culturali.
Le case a graticcio di Piazza San Fedele a Como presentano diverse caratteristiche architettoniche distintive che riflettono la tradizione costruttiva medievale e rinascimentale.
Struttura e materiali
Intelaiatura in legno: La struttura portante è realizzata con travi di legno disposte in modo da formare un’intelaiatura visibile, tipica delle case a graticcio. Questo sistema conferisce solidità e un aspetto caratteristico all’edificio[5].
Muratura: Gli spazi tra le travi sono spesso riempiti con materiali come il torchis, una miscela di argilla e paglia, oppure intonaco, che non solo offre isolamento ma anche un’estetica piacevole[1][2].
Design e decorazioni
Finiture esterne: Le facciate possono presentare decorazioni geometriche, ottenute attraverso l’uso di materiali come tegole e pietre, che arricchiscono visivamente l’edificio[1].
Elementi storici: Alcune case a graticcio in questa zona possono includere elementi architettonici storici come colonne e fregi, risalenti a periodi precedenti, che testimoniano la ricca storia della piazza[4].
Funzione e contesto
Utilizzo commerciale: Originariamente, molte di queste case ospitavano botteghe e attività commerciali, contribuendo alla vivacità della piazza, che era sede di mercati fin dal Medioevo[2][4].
Integrazione urbana: Le case a graticcio si integrano armoniosamente con la Basilica di San Fedele e altre costruzioni storiche circostanti, creando un’atmosfera caratteristica del centro storico di Como[2][3].
Queste caratteristiche rendono le case a graticcio di Piazza San Fedele non solo un esempio di architettura tradizionale ma anche un importante patrimonio culturale da preservare.
Il Palazzo Natta è un edificio storico situato a Como n Via Natta.
Originariamente acquistato dalla famiglia Lambertenghi nel 1579, il palazzo ha subito diverse ristrutturazioni, probabilmente progettate da Giovanni Antonio Piotti[5][6].
Storia e Architettura
Il Palazzo Natta è un esempio significativo di architettura residenziale e terziaria a Como.
La sua costruzione risale al secondo Cinquecento e riflette lo stile dell’epoca, con dettagli architettonici che ne evidenziano il valore storico e culturale[1][6].
Dopo anni di utilizzo come sede degli uffici comunali, il palazzo è stato recentemente riconvertito in uno spazio per esposizioni e mostre temporanee, noto come Spazio Natta[2][3].
Recentemente, la giunta cittadina di Como ha approvato un progetto di ristrutturazione da mezzo milione di euro per trasformare il Palazzo Natta nella Casa della Cultura di Como[7]. Questo progetto mira a valorizzare ulteriormente l’edificio e a promuovere attività culturali nella città.
Importanza Culturale
Il Palazzo Natta non è solo un importante esempio di architettura storica, ma rappresenta anche un centro culturale emergente per la comunità di Como. La sua trasformazione in Casa della Cultura sottolinea l’impegno della città nel preservare il patrimonio storico mentre si promuovono nuove iniziative culturali[4][7].