Api · DIARIO di Amaltea · Natura

Api al lavoro, sotto la pergola

Silenzio

meriggioso infranto

da  un ronzio

frenetico di indaffarato lavoro.

Api

Petite Onze di Luciana
Chicco (1939) e Luigina (1943) · DIARIO di Amaltea · Eterni · Mammagatta · Miciù

Rielaborazione di lutti animali: da MammaGatta a Chicco’s Boat

MammaGatta è stata la madre altamente selvatico-domestica che ha fatto nascere la nostra Miciù.

Per 15 anni ha abitato Coatesa, alternando il luogo del pasto da noi e il suo rifugio vicino ma ignoto.

Poi è arrivato il termine del suo tempo,  qui sulla terra che conosciamo. Luciana ne ha già parlato in modo altamente empatico in Elegia per Mamma Gatta 

L”ho vista uscire dal cerchio dell’apparire: 

e ne ho parlato così in  

In quel momento avrei voluto avere un qualsiasi guscio per andarla a riprendere e seppellirla nel cimitero dei gatti.

E una settimana fa il desiderio del guscio è stato realizzato dall’amico vicino di casa (meccanico esperto e navigatore di lago, proprietario della bellissima Lenta) che mi ha regalato questo canotto di salvataggio che ho chiamato “Chicco’s Boat”:

La Baia di Coatesa sarà ancora per i giorni futuri sicuramente Terra ( le terrazze sul lago), ma anche Acqua (le onde della sera, quando il sole cala dietro ai monti).

Il Tempo avrà ancora valore

ANIMALI

Brunate: una storia a lieto fine, quella che giovedì mattina ha visto protagonisti cinque mufloni (molto simili a cerbiatti), due esemplari adulti e tre cuccioli, che avevano trovato riparo in una stanza dell’albergo ormai dismesso dal 1978 – Cronaca – La Provincia di Como

 

stiamo scrivendo di una storia a lieto fine, quella che giovedì mattina ha visto protagonisti cinque mufloni (molto simili a cerbiatti), due esemplari adulti e tre cuccioli, che avevano trovato riparo in una stanza dell’albergo ormai dismesso dal 1978. Infatti, gli animali, che hanno dato filo da torcere ai loro soccorritori (un lavoraccio di oltre quattro ore per riuscire a bloccarli e sedarli), sono tutti salvi e sono tornati in libertà nei boschi.
L’allarme è scattato prima delle 10, quando i cinque ungulati sono stati avvistati all’interno di una camera dell’albergo Milano, dove erano penetrati quasi certamente da una finestra rotta sul retro. «La titolare della locanda Milano, che sa della mia passione per la fotografia, mi ha riferito dei mufloni – racconta Claudio Bellinghieri, insegnante in pensione di Brunate, fotografo amatoriale – e ho raggiunto l’albergo. Sul posto si trovava il veterinario dell’Asl che, con il fucile, stava per somministrare il sedativo agli animali: i cinque mufloni erano molto spaventati e i tre cuccioli si stringevano intorno a quella che era certamente la loro mamma. Con loro c’era anche un altro esemplare adulto». Dopo aver esploso i primi tre dardi con il narcotico, si è verificato un inatteso colpo di scena: un muflone adulto è saltato e ha sfondato la finestra, fuggendo in strada seguito da un cucciolo e dalla mamma (che era già stata sedata) mentre altri due piccoli sono rimasti a terra, erano già nel mondo dei sogni».
A questo punto la “caccia” si è trasferita dall’Hotel Milano al centro del paese, tenendo impegnati per ore i carabinieri di Brunate, la guardia ecologica provinciale e l’agente dei polizia locale.

«I soccorritori si sono comportati tutti in modo molto professionale – precisa Bellinghieri – badando all’incolumità degli animali ma anche alla sicurezza degli abitanti. Mentre uno degli esemplari adulto è fuggito verso il Nidrino ed è stato comunque recuperato, è stata una scena per certi versi straziante quella della mamma sedata che faceva fatica a stare sulle zampe e del suo cucciolo che le leccava il dardo, bloccati in via Roma». A loro modo bloccati nella stessa via che attraversa Brunate anche gli automobilsti che hanno fatto, con carabinieri, guardia ecologica e vigili urbani, da cordone sanitario per quello che è stato il recupero degli animali, che si è protratto ben oltre le 13. «E’ stata un’opera impegnativa e delicata – conclude il suo racconto Bellinghieri, che ha ripreso tutte le fasi con la sua inseparabile macchina fotografica – tutti e cinque i mufloni sono stati sedati e poi portati nella zona boschiva, lontano dal centro del paese, dove sono stati rimessi in libertà: un vero e proprio lieto fine».

Brunate: “caccia grossa” a cinque mufloni in paese – Cronaca – La Provincia di Como.

Api · Gatti · PERSONE e DESTINI

Giorgio Celli, l’intellettuale che amava i gatti, di Aldo Grasso su Il Corriere della Sera

VAI ALL’AUDIO:

http://video.corriere.it/aldo-grasso-giorgio-celli-intellettuale-che-amava-gatti/826885f8-9452-11e0-9db6-651cd37b13cb

Cigni · LEGGERE e SCRIVERE · Noelle Episteme

Noelle, i cigni e il cerchio dell’apparire | Tracce e Sentieri

Ciò che è e che sta non può originare dal nulla e lì sparire.
Ergo, cio che è, è eterno.
Sono le variabili tempo e spazio che ci illudono. Per il nostro maledetto bisogno di collocare e misurare.
Ma esistono degli accadimenti cui è bene non riservare troppo ragionamento, meglio accoglierli come manifestazioni dell’imponderabilità.

E’ successo con Noelle e la sua dicembrina apparizione nella grotta del forno. 

Portata a casa, medicata, curata, sterilizzata con tutti gli strumenti che la techne ha reso disponibili anche per gli animali, è stata ricondotta al luogo del ritrovamento.

E’ successo, dopo 24 ore, che Noelle uscisse dall’illusorio cerchio dell’apparire.

Contemporaneamente, per lenire il dolore della sparizione e lungo la peregrinazione della ricerca (quanto misura il cerchio dell’apparire?) Paolo avvista in lontananza una famiglia di cigni. Si sbraccia, sventolando le mani verso il cielo, e quelli, da una distanza ragguardevole, fanno dietrofront e si avvicinano in pochi minuti alla scala che si tuffa nel lago.

Avidamente si cibano delle fette biscottate nel frattempo procurate.

Una coppia e tre cuccioli.

Il porticciolo è spesso abitato da germani reali, papere, gabbiani, persino un’oca. 

Però sono trascorsi almeno 7 anni dall’ultima volta che una famiglia di cigni aveva scelto la baia coatesiana come dimora.
Di questo periodo non avevamo notato la loro comparsa.
Finito il pasto, tutti e cinque riprendono il largo e noi rientriamo.

Poche ore dopo riprendiamo la ricerca di Noelle, chiamandola per nome (è notorio che i gatti difficilmente rispondono al richiamo nominativo) e agitando una scatola di crocchette, sperando di prenderla per la gola.
Nulla da fare.
Così come misteriosamente apparsa, altrettanto sparisce.
L’eternità non è un’invenzione, evidentemente.

Perché succede che a mio insistente miagolio, quando le speranze sono pressoché svanite, Noelle rispunta.

Nello stesso lasso di tempo, i cigni non si sono fatti più vedere né nei pressi, né al secondo ponte.

Ma noi sappiamo che ci sono.

Testo e Fotografie di Luciana

da Noelle, i cigni e il cerchio dell’apparire | Tracce e Sentieri.

Gatti

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Alessandra C. · ANIMALI

Alessandra Cicalini, Danilo Mainardi e la passione per gli animali | Muoversi Insieme

Danilo Mainardi e la passione per gli animali


Alessandra Cicalini

Ogni giovedì, una piccola preziosa rubrica pubblicata sul settimanale delCorriere della Sera allieta i lettori amici degli animali, senza distinzione di specie, razza, colore e dimensioni. A condurla, con penna fine e profondamente rispettosa delle creature tratteggiate, è Danilo Mainardi, etologo e zoologo, docente emerito di ecologia comportamentale all’Università Ca’ Foscari di Venezia e presidente onorario della Lega italiana protezione degli uccelli. Il professore è anche autore di libri divulgativi dagli emblematici titoli come “L’intelligenza degli animali” o “Il cane secondo me”, due soli esempi che fanno capire che tipo di rapporto abbia con i soggetti dei propri studi questo affabile signore di origine milanese nato nel 1933

Vai alla intera intervista: Danilo Mainardi e la passione per gli animali | Muoversi Insieme.

ANIMALI

San Fermo, ha partorito la pecora allevata dalla “lupa” – Cronaca – La Provincia di Como

Rifiutata due anni fa dalla madre che non poteva allattarla, aveva rischiato seriamente di non vedere la luce Mimma, la pecora cresciuta con il cane lupo Brenda per amica, da tre settimane è mamma dell’agnellina Anita. Lì, sulla collina, nelle mani e nello sguardo di Enrico Corti e Marisa, c’è la gioia di aver aiutato Mimma ad andare avanti. «Diversamente dalla sua mamma, Mimma ha subito capito cosa doveva fare e si comporta come una perfetta nutrice – osserva Enrico – Brenda, il cane lupo, ha tentato di giocare ancora con la sua amica pecora ma lei è troppo attenta alla sua piccola. Brenda pare aver capito e non se la prende». La storia di Mimma, la pecora cresciuta con il lupo, una vicenda che ha avuto spazio anche in trasmissioni televisive, apre un nuovo capitolo, si chiama Anita, un nome che ripropone il ricordo delle celebrazioni dei 150 anni dell’unità d’Italia.

da: San Fermo, ha partorito la pecora allevata dalla “lupa” – Cronaca – La Provincia di Como.

Tartarughe

Oggi, al mercato di Pasqua di Viale Varese: Tartaruga Horsfieldi

Ordine: Cheloni
Sottordine: Criptodiri
Famiglia: Testudinidae
Genere: Testudo
Specie: Horsfieldi

Provenienza

Kazakistan, Uzbekistan, Pakistan, Afghanistan, Iran e Cina

Link:

Api

Osmie: le api solitarie

Api · ORTO: lavori, cure, manutenzione

Allevare le OSMIE con “Villa Rosaria” by Eugea

Eugea offre la possibilità ad ognuno di allevare le piccole osmie e osservare da vicino la meraviglia del rapporto tra fiori e insetti

ROSARIA, L’APE SOLITARIA

Le osmie (Osmia sp.) sono Imenotteri Apoidei appartenenti alla famiglia dei Megachilidi. Vengono dette “api solitarie”, perché, a differenza delle api da miele, non vivono in società, e ogni femmina si riproduce per conto proprio. Sono, però, gregarie e amano nidificare in gruppo.

Raccolgono il polline non sulle zampette posteriori, come le api o i bombi, ma sulla parte ventrale dell’addome (la pancia). Volano dalla primavera precoce a giugno, e prediligono raccogliere il polline dalle Rosacee, una famiglia botanica alla quale appartengono molte piante ornamentali, come la rosa e il biancospino, e molti alberi da frutto, come mandorlo, albicocco, pero, melo, susino e ciliegio.

Di tutte queste colture queste piccole api sono ottimi impollinatori. Difficile vederle in azione proprio perché volano quando per noi fa ancora troppo freddo per le passeggiate. Difficile vederle perché il loro volo è molto veloce, e le visite ai fiori rapidissime. Difficile vederle anche perché i pesticidi, la mancanza di fioriture spontanee e di siti di riproduzione ne hanno decimato le popolazioni.

Ecco perché EUGEA ha deciso di allevare le osmie, per offrire la possibilità di osservare da vicino la meraviglia del rapporto tra fiori e insetti, la cura e la fatica di esseri così piccoli per allevare la prole; per offrire una piccola, ma significativa, possibilità di recupero ad un ambiente, anche urbano, che ha bisogno di riscoprire il rapporto con le cose e i tempi della natura.

COSA POTETE OSSERVARE?

Le osservazioni di un aspirante entomologo o di un semplice curioso della natura sono tante! Dapprima vedrete sfarfallare (si dice così) i maschi, più piccoli e snelli e con un buffo ciuffetto di peli bianchi sul musetto, a mo’ di baffetti. I maschi continueranno ad entrare ed uscire dal cubetto delle femmine, che usciranno dopo diversi giorni, si accoppieranno, e sceglieranno una cannuccia che diventerà il loro nido.

Ciascuna femmina marca con odori il proprio tunnel, ma ogni tanto qualcuna tenta furbescamente di deporre il proprio uovo sulla provvista di polline e nettare di un’altra femmina (vi ricorda comportamenti che conoscete tra gli umani?). Sentirete allora buffi ronzii e rumoreggiamenti che testimoniano la discussione in atto sulla proprietà del nido. Di solito la proprietaria scaccia l’intrusa, ma non sempre…

Se osservate da sotto le femmine in arrivo con il bottino di polline e nettare, le vedrete colorate di giallo, verde, rosso, a seconda di quale pianta stiano visitando. Potete anche divertirvi (solo occasionalmente, dopo che siete sicuri che la femmina sia già ben insediata nella casetta) a mettere pezzetti di foglia all’entrata del tunnel mentre la proprietaria è fuori: la sentirete brontolare e darsi da fare animatamente per buttar fuori l’oggetto, e voi avrete più tempo per osservare la grazia e, al tempo stesso, la frenesia del suo lavoro.

Al ritorno dal viaggio di raccolta, la femmina compatta il bottino già racimolato con il capo, poi si gira (per farlo a volte esce dal tunnel e rientra a marcia indietro) e deposita il prezioso carico con le zampe posteriori: spesso il polline resta appiccicato al musetto della femmina, che potrete vedere riposarsi all’ingresso del tunnel con una simpatica maschera color polline. Finita la provvigione, deposto un uovo, la femmina chiude la celletta costruendo pazientemente una parete di fango, che trasporta tra le mandibole. Nel giro di una decina di giorni ogni femmina completa un tunnel (con 5-10 cellette ciascuno) e costruisce con molta cura un tappo finale, ..incurante del vostro grande occhio che la guarda…Poi sceglierà un altro tunnel, fino a completare la deposizione delle uova di cui dispone, che sono circa 30. Le larvette schiuderanno dopo una settimana circa, cresceranno consumando la provvigione e, compiute 5 mute, tesseranno il bozzolo, all’interno del quale trascorreranno tutta l’estate. A fine agosto-settembre, finalmente, la metamorfosi in adulto, una nuova piccola osmia che se ne starà chiusa al sicuro nel bozzolo, in attesa che passino l’Autunno e l’Inverno.

E Rosaria? Alla fine del periodo riproduttivo, la femmina terminerà il suo ciclo vitale (dopo 30-40 giorni dalla fondazione del nido), non senza aver lasciato in custodia a Voi la sua preziosa progenie.

COSA FARE CON LE CANNUCCE?

Ritirate le cannucce chiuse con il tappo finale di fango dopo un paio di mesi, e comunque subito dopo che l’ultima osmia avrà finito di volare. Conservatele in un luogo riparato (in garage andrà benissimo), chiuse in una vecchia federa di cotone.

Non chiudetele in sacchetti di plastica perché ammuffirebbero. A novembre dicembre la nuova generazione di osmie va messa a svernare…in frigorifero (3- 4 °C)! L’anno dopo potreste avere una vostra popolazione, per la quale però il numero di cannucce rimaste sarà insufficiente. Inoltre, non rinnovare il materiale di nidificazione porta, nel giro di breve tempo, allo sviluppo di parassiti (acari). Per tutte queste ragioni, se non sapete come fare, potete rispedirle a EUGEA, utilizzando una busta di carta. Se impiegate una di quelle imbottite, abbiate cura di praticarvi piccoli fori per fare respirare gli insetti nei bozzoli.

I COINQUILINI

Se lascerete le cannucce non occupate a disposizione della Natura per tutta l’estate potreste avere la fortuna che qualche altra specie selvatica decida di usufruire del vostro nido. Sono specie in declino, e il vostro nido può costituire una piccola, essenziale, differenza. Distinguerete le diverse specie dalle dimensioni, dal colore, dal tipo di volo, e, in alcuni casi, dal diverso materiale utilizzato per la costruzione dei setti e la chiusura finale: fango, per alcuni, ma lavorato diversamente, fili d’erba secchi, ritagli di foglie. Che nome dargli? Ci vuole uno specialista, e anche in questo caso, se volete, ce le potete inviare.

NON C’E’ D’AVER PAURA

Le osmie femmine posseggono il pungiglione, ma non sono aggressive.

Se le infastidite nei pressi del nido sono loro ad andarsene. Tuttavia, non prendetele in mano:. la puntura è poco dolorosa (come un foro di spillo), ma è meglio evitarla (specie se siete allergici alla puntura di api). I maschietti, invece, non pungono, ma se li stringete vi mordicchieranno le dita con le loro mandibole a spatola, robuste abbastanza da tagliare il bozzolo al momento di uscire…ma non da farvi male.

DOVE POSIZIONARE LA CASETTA

La casetta va posizionata ad almeno 1,5 metri da terra, esposta ad Est o Sud. L’ideale è sotto una sporgenza, che riparerà la casetta sia dal troppo sole che dalla pioggia. All’uscita di un porticato andrà benissimo, sotto un davanzale, sotto un terrazzo. Può essere appesa anche ad un albero, purchè sia ben fissata, per evitare che dondoli troppo se tira vento. Non cambiatele posizione!.

La casetta di Rosaria è stata assemblata dai ragazzi diversamente abili della Cooperativa ASSCOOP di Bologna.

Si può acquistare su http://www.eugeastore.com, nel reparto Osmie:http://www.eugeastore.com/department/4/3-Osmie.asp

in: Allevare le osmie con “Villa Rosaria” by Eugea.