Le foglie di cavolo possono essere offerte alle tartarughe, ma solo con moderazione e come integrazione occasionale. Non devono mai costituire la base della loro dieta quotidiana. [1, 2, 3, 4]
Perché limitare il cavolo?
Sebbene contengano vitamine e calcio, le piante della famiglia delle Brassicaceae (come cavolo, verza, broccoli e cavolfiore) presentano alcune controindicazioni se somministrate in eccesso: [5, 6, 7, 8, 9]
Ossalati: Contengono elevate quantità di ossalati, che possono legarsi al calcio impedendone il corretto assorbimento intestinale.
Interferenza tiroidea: Possono interferire con la funzione tiroidea e la sintesi del calcio se consumate troppo spesso.
Rapporto Calcio/Fosforo: Una dieta corretta richiede un apporto di calcio molto superiore a quello del fosforo (circa 3 o 4 volte tanto). Le foglie esterne del cavolo sono migliori di quelle interne per il contenuto di calcio, ma rimangono un alimento da gestire con cautela. [2, 5, 10, 11, 12]
Cosa dare invece come alimento base?
La dieta ideale deve essere composta per circa il 90% da erbe di campo spontanee, ricche di fibre e povere di zuccheri. [13, 14]
Lattuga comune: Da evitare come alimento principale perché composta quasi solo da acqua e priva di nutrienti essenziali; può causare problemi al guscio.
Pomodori: Sconsigliati perché interferiscono con l’assorbimento del calcio a causa dell’alto contenuto di fosforo.
Frutta: Da offrire molto raramente (snack estivo) per l’eccessivo contenuto di zuccheri.
Pane, pasta e latticini: Assolutamente vietati, possono causare danni gravi. [15, 17, 18, 19, 21, 22, 23]
Vuoi sapere come riconoscere correttamente le erbe di campo sicure da raccogliere nel tuo giardino?
Le tartarughe sono antiche quanto i primi dinosauri, più antiche dei primi coccodrilli e sono in circolazione da oltre 250 milioni di anni. Hanno personalità distinte e vivono emozioni forti, ma siccome non possono contare sulle espressioni facciali dei mammiferi, agli esseri umani la cosa spesso sfugge.
A differenza della maggior parte dei rettili, le tartarughe non ci spaventano: non strisciano, si muovono lentamente e possiamo osservarle mentre portano con grazia la loro “casa” sulla schiena.
Sy Montgomery, straordinaria naturalista di fama mondiale, ha trascorso un lungo periodo alla Turtle Rescue League, la “Lega per il soccorso delle tartarughe”, dove vengono curate tartarughe con ferite così gravi che persino i veterinari le avrebbero date per spacciate.
Ha così potuto scoprire tutto sul loro mondo e spiegarci anche perché queste creature hanno bisogno di aiuto. Come altri animali selvatici, le loro popolazioni si riducono quando case, strade e negozi spostano il loro territorio.
Soffrono per l’inquinamento, il cambiamento climatico e le specie invasive. Ed esiste un commercio illegale mostruoso e omicida che tratta la loro carne, le loro uova, i loro gusci e loro stesse come merce.
Ci sono tantissime cose che le tartarughe ci possono insegnare, ma quella più evidente ha a che fare con il tempo.
Vivono lentamente. Respirano lentamente (in acqua fredda, una tartaruga bastarda olivacea può trattenere il respiro fino a sette ore).
I loro cuori battono lentamente (la frequenza cardiaca di una tartaruga dalle orecchie rosse può rallentare fino a un battito al minuto).
Muoiono lentamente.
Chi, dunque, meglio delle tartarughe – esseri antichi, longevi, senza fretta, venerati come icone di serenità e persistenza – può mostrarci la via verso la saggezza e come fare pace con il tempo? Speranzoso e ottimista, questo libro è un antidoto all’instabilità del nostro mondo frenetico: mescolando con eleganza scienza e filosofia, e attingendo alle culture di tutto il mondo, ci invita tutti a rallentare e a scivolare insieme… nel tempo delle tartarughe.