Legna e Cenere · Severino Emanuele

la LEGNA e la CENERE: l’apparire dell’ “esser sè” di EMANUELE SEVERINO nella tavernetta con il camino acceso a Coatesa sul Lario

LEGNA E CENERE: l’apparire dell’esser sè di Emanuele Severino nella tavernetta con il camino acceso a Coatesa sul Lario.



disegno di Nanà Dalla Porta in:

GALIMBERTI UMBERTO, MERLINI IRENE, PETRUCCELLI MARIA LUISA, PERCHÉ? 100

Cerchio dell'Apparire · Legna e Cenere

Emanuele Severino su alcuni concetti per i quali ha elaborato l’immagine della LEGNA E LA CENERE, 1972, 1983, 1989, 1995, 1999, 2001. Scheda di studio a cura di Paolo Ferrario, 29 luglio 2014 , da ANTOLOGIA DEL TEMPO CHE RESTA

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Emanuele Severino su alcuni concetti per i quali ha elaborato l’immagine della LEGNA E LA CENERE, 1972, 1983, 1989, 1995, 1999, 2001. Scheda di studio a cura di Paolo Ferrario, 29 luglio 2014 « ANTOLOGIA DEL TEMPO CHE RESTA.

disegno di Nanà Dalla Porta in:

GALIMBERTI UMBERTO, MERLINI IRENE, PETRUCCELLI MARIA LUISA, PERCHÉ? 100 STORIE DI FILOSOFI PER RAGAZZI CURIOSI, FELTRINELLI, 2019. INDICE DEL LIBRO

cimiteri · Eterni · Torno

il CIMITERO di Torno, sotto la chiesa di San Giovanni, nella fine giornata del 5 luglio 2014

Tino Tajana ha detto che il cimitero di Torno è uno dei pochi al mondo che scende a gradoni terrazzati verso il lago:

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Cerchio dell'Apparire · CitazionI · Eterni · tavernetta

LEGNA E CENERE: l’apparire dell’esser sè di Emanuele Severino nella tavernetta con il camino acceso | da Antologia del Tempo che resta

già pubblicato in: LEGNA E CENERE: l’apparire dell’esser sè di Emanuele Severino nella tavernetta con il camino acceso | Antologia del Tempo che resta.

La legna sta bruciando. Dapprima appaiono i suoi contorni nella luce del fuoco; poi essi scompaiono e appare l’incandescenza delle braci; a sua volta, poi, questa incandescenza scompare e appare la cenere.
La legna spenta, la legna accesa, le braci, la cenere e il vento che la disperde si sono avvicendati nel cerchio luminoso dell’apparire. Al subentrare di ognuno di questi eventi, il precedente esce dall’apparire. Il cerchio dell’apparire non attesta che la legna si trasforma in cenere: appunto perché non attesta che la legna si annienta come legna. Per “trasformarsi”, o “diventare” cenere è infatti necessario che la legna si annienti come legna. Ma se l’annientamento della legna non appare, non può apparire nemmeno il suo “diventare” cenere.
All’interno di quel cerchio, la cenere non è la sorte toccata alla legna; essa non grida, ma tace la sorte della legna. In quel cerchio, la legna non diventa cenere, così come gli uomini non diventano polvere: la cenere è il successore della legna; la polvere dell’uomo. Ma l’annientamento di ciò che muore non appare.

da:

Emanuele Severino . Che significa morire?, estratto da: La strada, già pubblicato in  Amici a cui piace Emanuele Severino

Agosto · AUDIO e VIDEO · autunno · BATTELLI e Corriere · Estate · Eterni · la Lenta

Gli ultimi battelli del ciclo della estate 2012: cronaca di una giornata. Audio/video di Paolo

Gli ultimi battelli del ciclo della estate 2012: cronaca di domenica 30 settembre. Audio/video di Paolo:

associato a:

Come Nicola Gardini legge Lo Zibaldone di Giacomo Leopardi, lettura di Paolo nel cerchio ermetico del ciliegio

CitazionI · Estate · Eterni · Pensieri · stare

… se un filo d’erba non fosse, nulla sarebbe …, Emanuele Severino

Giacchè, se tutto è eterno, tutto è legato a tutto, sì che, se un filo d’erba non fosse, nulla sarebbe

Emanuele Severino in IL MIO RICORDO DEGLI ETERNI, autobiografia, Rizzoli, 2001, pag. 47

arrivare a Coatesa · baia di coatesa · Chicco (1939) e Luigina (1943) · COATESA: frazione del Comune di Nesso · DIARIO di Coatesa · Eterni · GENIUS LOCI · la Lenta · Orrido di Nesso · Ponte della Civera

Arrivo a Coatesa con la Lenta. Ancora grazie a Chicco Luigina, Estate 2011

Chicco (1939) e Luigina (1943) · DIARIO di Coatesa · Eterni · Mammagatta · Miciù

Rielaborazione di lutti animali: da MammaGatta a Chicco’s Boat

MammaGatta è stata la madre altamente selvatico-domestica che ha fatto nascere la nostra Miciù.

Per 15 anni ha abitato Coatesa, alternando il luogo del pasto da noi e il suo rifugio vicino ma ignoto.

Poi è arrivato il termine del suo tempo,  qui sulla terra che conosciamo. Luciana ne ha già parlato in modo altamente empatico in Elegia per Mamma Gatta 

L”ho vista uscire dal cerchio dell’apparire: 

e ne ho parlato così in  

In quel momento avrei voluto avere un qualsiasi guscio per andarla a riprendere e seppellirla nel cimitero dei gatti.

E una settimana fa il desiderio del guscio è stato realizzato dall’amico vicino di casa (meccanico esperto e navigatore di lago, proprietario della bellissima Lenta) che mi ha regalato questo canotto di salvataggio che ho chiamato “Chicco’s Boat”:

La Baia di Coatesa sarà ancora per i giorni futuri sicuramente Terra ( le terrazze sul lago), ma anche Acqua (le onde della sera, quando il sole cala dietro ai monti).

Il Tempo avrà ancora valore

ARTE · cimiteri · Eterni · Sculture · Silenzio · Simboli e Archetipi

GIULIO MONTEVERDE, L’angelo ambiguo

Sabato, 11 giugno 2011

Lo scultore Giulio Monteverde può essere considerato precursore del Simbolismo con il Monumento a Francesco Oneto che si trova nel cimitero monumentale di Staglieno a Genova. L’arte funeraria dell’Ottocento si compiace di esaltare le virtù del defunto sulle tombe o rappresenta i congiunti in lacrime, ma egli ha scacciato tutta questa folla per portare nei cimiteri la visione dell’Angelo della Morte: un angelo che medita il mistero e veglia sulle spoglie del defunto. L’angelo androgino rappresenta, sotto molti aspetti, il “punto di rottura” storico nel passaggio da una visione positivista della morte, che trovava nel realismo il linguaggio più congeniale, a quella dubbiosa che sfocerà nel clima decadente-simbolista. In questo processo di rinnovamento, l’angelo perde la connotazione cristiana di guida verso il Paradiso per divenire testimone del mistero del nulla. L’angelo Oneto non offre alcun gesto consolatorio, ma appare distaccato ed imperturbabile.

*

 GIULIO MONTEVERDE, L’angelo ambiguo : Ai confini dello sguardo.