Il finanziamento della Fondazione Cariplo ottenuto dal Comune di Como rappresenta per Villa Olmo una straordinaria occasione per un progetto di riqualificazione su due livelli, quello artistico e quello botanico.
Il Partito Democratico organizza quindi un workshop aperto al pubblico, in cui docenti, esperti, operatori del settore e semplici cittadini si confronteranno insieme sul futuro della villa e del parco.
Ospiteremo, tra gli altri, gli interventi di Daniela Gerosa, assessore a Verde, Parchi e Giardini, e di Luigi Cavadini, assessore al Turismo, oltre alle conclusioni del sindacoMario Lucini.
Quando: sabato 29 novembre, dalle ore 9.00 alle ore 13.30
Con una lettera recapitata a Palazzo Cernezzi l’associazione Amici di Como annuncia ufficialmente l’intenzione di donare all’amministrazione comunale, oltre al monumento di Daniel Libeskind, anche i soldi che avrebbe dovuto sborsare il Comune per l’Iva legata ai lavori di consolidamento della diga foranea: quei 103mila euro sui quali erano nate le polemiche di di queste settimane incentrate sulla “donazione a pagamento”.
La lettera dell’associazione Amici di Como è stata recapitata proprio poche ore prima della seduta di consiglio comunale con all’ordine del giorno l’assestamento di bilancio che prevedeva, alla voce uscite, anche i 103mila euro per l’Iva legata all’operazione Libeskind.
Esondazione a Como – Ha invaso il lungolago costringendo i tecnici e la polizia locale alla chiusura come ipotizzato oggi. Da stasera il lungolago di Como e’ chiuso per esondazione
In biblioteca, a Como, viene presentata al pubblico “The Life Electric”, l’opera che l’archistar Daniel Libeskind intende regalare – tramite l’associazione Amici di Como – alla città. Un’iniziativa che ha scatenato un acceso dibattito tra chi è perplesso sulla natura o sulla collocazione del monumento, e chi invece vede l’installazione dell’opera di Libeskind come un’opportunità che la città di Como non può farsi sfuggire.
Segui la presentazione in diretta.
l’intervento dell’architetto Cosenza:
dall’intervento in sala di Gianni Imperiali, consigliere comunale:
Tre punti per discutere di Liebeskind
1. “Usiamo i soldi del monumento per asfaltare le strade”. Purtroppo (per fortuna) non si può fare. Il comune non spenderà una lira per l’opera. L’architetto non farò pagare il progetto, privati benemeriti finanzieranno l’istallazione. Non vale il sillogismo meno Liebeskind più asfalto.
Meno Libeskind vuol dire solo meno Libeskind.
2. Si può dire che qualunque commento prevederebbe avere visto almeno un paio di opere di Libeskind ? Che ne so, il rifacimento di Ground Zero (a 10 mani di cui due della nostra archistar) che è straordinario. O la torre del museo dell’ Olocausto di Berlino, dentro la quale prima ho provato angoscia e poi pianto di commozione. Per sapere di cosa stiamo parlando
3. L’architettura moderna genera polemiche. Sono abbastanza vecchio per ricordarmi quelle feroci che hanno accompagnato la costruzione del Beaubourg di Renzo Piano (archistar) e della piramide di vetro di Pei (archistar) . Polemiche a Parigi, non a Bulgarograsso. E adesso Beauborg e Piramide del Louvre sono punti identificanti la Parigi del 2000
Partendo da questi tre punti possiamo (dobbiamo) poi naturalmente discutere, ciascuno assumendosi le proprie responsabilità
Forza amici comaschi, un po’ di coraggio
In cauda venenum : poi fra un paio d’anni decideremo col voto se ci sarà piaciuto di più il profilo del lungolago disegnato dall’archistar o quello dell’odontotecnico che l’aveva preceduto…….
La storia di Como dalla metà del sec. XIII alla metà del XV è un continuo susseguirsi di tentativi di sopraffarsi vicendevolmente dei Vittani e dei Rusca:
La storia di Como dalla metà del sec. XIII alla metà del XV è un continuo susseguirsi di tentativi di sopraffarsi vicendevolmente dei Vittani e dei Rusca. …
Seguire le vicende della fazione sarebbe riassumere la storia di Como sino alla metà del sec. XV; ad ogni passo si incontrano lotte sanguinose, e poi paci, tra Vittani e Rusconi, giungendo sino ad aversi podestà speciali della parte Vitana e della Ruscona; capi della prima sono gli Avvocati, i Lavizzari, i Castelli, i Lucini e specialmente i Lambertenghi, che nel 1291 hanno tale preponderanza che la fazione stessa assume il nome di Lambertenga; ma poco dopo la fazione guelfa torna a dirsi Vitana. I Vittani ebbero parte noteyolissima anche nella Valtellina, la cui storia, come quella di Como, è tutta piena di lotte tra Vittani e Rusconi. Soffocati i partiti in Como, la fazione Vitana continua un’azione vivacissima nel Ticino, come rappresentante del partito guelfo, e appoggiando più o meno apertamente le gesta dei Sanseverino; si arriva al punto, che nel 1436 si parla persino di una lega dei Vittani con Francia, Savoia e Veneziani, cosa certo senza fondamento; gli ultimi guizzi si hanno con la caduta del Ticino sotto il dominio degli Svizzeri.
“Dicono che sul nostro Duomo, opera meravigliosa dei nostri Maestri Comacini, vogliano innalzare un’orribile cupola, proposta da un forestiero, oltretutto siciliano, che vuole riciclare un suo vecchio modello già proprosto a Mantova, una grande scodella che impedirà la vista di Brunate, del Monte Orfano e del Baradello.
I comaschi, forti della loro tradizione, impediranno lo scempio”