Fisionomie Lariane, a cura della Commissione Cultura dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Como

architetture , paesaggi, archivio fotografico …

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Fisionomie Lariane

Fisionomie Lariane è una ricerca sul territorio della Provincia di Como un inventario di architetture e paesaggi, un archivio fotografico d’autore, una collezione di disegni, una collana di itinerari, un’esposizione permanente, una piattaforma web.

Fisionomie Lariane rappresenta un inventario di casi-chiave e vuole essere uno strumento per architetti, cittadini e turisti interessati a conoscere, tramite questi luoghi, la realtà del territorio lariano. Attraverso una selezione di architetture esemplari, paesaggi naturali e artificiali si vogliono definire percorsi fisici quanto ideali che leghino luoghi noti a quelli dimenticati, identitari a quelli più anonimi.

Fisionomie Lariane non pretende di avere un carattere esaustivo, bensì esemplificativo del potenziale di questo territorio nella sua condizione attuale; in questo senso il gruppo di ricerca si è avvalso del contributo di esperti di filosofia, urbanistica, storia dell’architettura.

Fisionomie Lariane interpreta il territorio come un insieme di segni, naturali o creati dall’uomo, che consentono di riconoscere un luogo. Per questa lettura si avvale di quattro categorie – Acque, Tracce, Insediamenti, Attività – dando vita a quattro distinti punti di vista che, sotto il profilo dei contenuti e sotto quello editoriale, possono essere fruiti con una certa autonomia o integrarsi a svelare la complessa stratificazione del territorio lariano, dal paesaggio alle infrastrutture, dalle forme dell’abitare alle architetture che in esso sono nate.

Fisionomie Lariane ha trattato ogni categoria con linguaggi e tecniche di rappresentazione differenti, riconoscendo il disegno come strumento di lettura del territorio e ha generato un archivio fotografico della Provincia di Como che si fonda sugli sguardi soggettivi ed unici di ogni singolo fotografo professionista coinvolto nella ricerca.

Fisionomie Lariane è una ricerca aperta per sviluppare nuovi sguardi trasversali sul territorio.
Fisionomie Lariane è un progetto ideato e curato dalla Commissione Cultura dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Como.

Lun­go il La­rio, per im­ma­gi­ni, progetto curato dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Como

Un progetto curato dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Como percorre i territori del Lario individuandovi punti rilevanti e raccontandoli attraverso testi, disegni e soprattutto sequenze fotografiche. I materiali di «Fisionomie lariane» sono poi presentati in un libro, un sito, una mostra formato cartolina e una serie di visite guidate

vai a: https://www.espazium.ch/it/attualita/lungo-il-lario-immagini

Mario Radice e la Fontana di Camerlata

FISIONOMIE LARIANE – PERCORSI DI CONOSCENZA NEL TERRITORIO – ORDINE DEGLI ARCHITETI DI COMO, giugno 2020

FISIONOMIE LARIANE

– PERCORSI DI CONOSCENZA NEL TERRITORIO –

Uno strumento multimediale e innovativo di divulgazione culturale dell’architettura e di conoscenza del territorio.

 

Como, 12 giugno 2020 – E’ stato presentato questa mattina Fisionomie Lariane, percorsi di conoscenza nel territorio, un articolato progetto di ricerca in fieri e non convenzionale con lo scopo di indagare le tracce significative, naturali ed artificiali di luoghi di pregio del territorio lariano, noto per i suoi celebri valori ambientali, ma anche per una vasta ricchezza di elementi architettonici ed infrastrutturali del XX secolo.

 

Ideato e sostenuto dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Como, ha avuto tra gli altri il recente contributo del Comune di Como e ha visto negli anni la collaborazione di fotografi, di esperti di filosofia, urbanistica e storia dell’architettura, enti e associazioni di alta rilevanza culturale.

“A tutti loro – sostiene Michele Pierpaoli, Presidente dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della provincia di Como – va il nostro ringraziamento per la costruzione di questi itinerari che vengono messi a disposizione di cittadini studiosi e visitatori del nostro territorio: dalla Pietra Pendula di Monte Piatto, alle costruzioni romaniche, alle colte ville neoclassiche fino ai noti capolavori dell’architettura del Moderno”.

“Fisionomie lariane costituisce un’azione estremamente positiva realizzata anche grazie al bando multimisura. I contenuti diventano uno spunto e un invito sia per cittadini che per i visitatori per visitare diversi luoghi sul territorio – sostiene Carola Gentilini, Assessore alla Cultura, Turismo e Grandi Eventi del Comune di Como – L’amministrazione potrà continuare a sostenere l’iniziativa in diversi modi, anche aiutando a far conoscere e cogliere la ricerca fatta, che può essere guardata anche come una guida di qualità alla città, anche a chi non è del settore”.

Fisionomie Lariane è quindi uno strumento per i cittadini, per gli architetti, per i turisti interessati a conoscere e a valorizzare le bellezze del territorio comasco. Una nuova e diversa modalità di condivisione di intenti nella divulgazione culturale dell’architettura e del territorio in un’ottica di inclusione di un pubblico ampio.

L’articolato progetto di ricerca è nato con lo studio e l’identificazione di 50 soggetti e/o luoghi architettonici significativi del territorio (chiamati anche “casi studio”) suddivisi in quattro grandi categorie principali: Acque, Tracce, Insediamenti, Attività. A questi primi soggetti, con il prosieguo dello sviluppo della mappatura, se ne sono aggiunti altri 50. Per questi 100 elementi identificativi del territorio sono stati identificati quattro distinti punti di vista capaci di svelare la complessa stratificazione del territorio lariano, dal paesaggio alle infrastrutture, dalle forme dell’abitare alle architetture che in esso sono nate.

La ricerca ha dato forma e vita a quattro progetti, distinti ma strettamente correlati tra loro: il primo riguarda le pubblicazioni la prima edita da NodoLibri nel 2015 e di recente uscita il volume “Acque, Tracce, Insediamenti, Attività-Fisionomie Lariane”, un magnifico volume che esprime il percorso attraverso le quattro categorie che hanno orientato la ricerca e che illustrano una selezione di architetture esemplari, paesaggi naturali e artificiali, definendo percorsi fisici quanto ideali che legano luoghi noti a quelli dimenticati.

Il secondo è un’esposizione fotografica permanente in formato cartolina, oggi ospitata nella sede dell’Ordine degli Architetti di Como, che offre un’attenta panoramica del territorio grazie alla collaborazione di fotografi professionisti.

Il terzo riguarda la realizzazione di visite guidate intese come veri e propri percorsi di conoscenza del territorio lariano: dai noti capolavori dell’Architettura del Moderno di Giuseppe Terragni ai casi significativi più recenti e contemporanei come l’Ex Centro IBM di Morassutti Associati o la Club House di Vico Magistretti, alle solide ed eleganti costruzioni romaniche alle colte Ville Neoclassiche. Le visite sono state realizzate con la preziosa collaborazione di specialisti del settore come: Fulvio Irace, Giulio Barazzetta, Gabriele Neri, Clemente Tajana, ed enti e associazioni culturali quali l’Archivio Cesare Cattaneo e l’Associazione Sentiero dei Sogni.

In ultimo, la piattaforma web www.fisionomielariane.it nella quale confluiscono e diventano fruibili al grande pubblico gli esiti recenti delle ricerche. Qui, on line, oltre alla suddivisione – base di Acque, Tracce, Insediamenti, Attività, si è aggiunto tra i vari filtri a disposizione anche la ricerca per “Autore”: è quindi possibile cercare percorsi personalizzati di itinerari architettonici legati al nome dei Maestri che hanno lasciato un segno. Il sito ha quindi la finalità di essere il riferimento (in continua evoluzione) per la conoscenza del territorio di Como e Provincia valorizzandone le bellezze e stimolando la crescita di turismo attento ai valori architettonici. La mappa interattiva presente nel sito è il risultato di una collaborazione con l’Accademia Aldo Galli che, attraverso gruppo selezionato di studenti ha elaborato delle rappresentazioni grafiche del territorio integrando il materiale di ricerca con gli elementi naturali ed antropici del territorio.

Stefano Larotonda – consigliere dell’Ordine degli Architetti e curatore del progetto – racconta la genesi: “Fisionomie Lariane è un progetto di ricerca nato in concomitanza con Expo Milano 2015 con l’obiettivo di raccontare il territorio comasco allo stato attuale ai numerosi visitatori che sono arrivati nella nostra provincia. L’intento è quello di provare a costruire il ritratto di un territorio attraverso la selezione dei suoi tratti più caratteristici andando oltre l’immagine storica e tradizionale che si conosce di Como di “capitale del lago”, “centro del razionalismo”, “città di confine” o “città della seta”, che l’hanno fatta conoscere nel mondo, indagando l’identità e il carattere della città e provincia comasca ad oggi, anche attraverso lo studio e la valorizzazione del patrimonio dell’architettura del moderno e del contemporaneo.

Niccolò Nessi – che affianca Larotonda sin dall’inizio – prosegue: “Negli anni successivi il lavoro è stato ulteriormente approfondito e potenziato attraverso nuovi strumenti come l’esposizione permanente delle cartoline presso il Novocomum, che negli ultimi mesi ha attivato un’iniziativa di raccolta di riflessioni e pensieri sul periodo “sospeso” i cui contributi sono raccolti sul profilo Facebook dell’Ordine degli Architetti di Como. Il bando Multimisura è stata anche l’occasione per sviluppare un nuovo sito web ed organizzare ulteriori visite guidate”.

Per entrambi, in rappresentanza e come “voce” dell’Ordine degli Architetti PPC comaschi è forte la necessità di rendere accessibile e fruibile le eccellenze del patrimonio paesaggistico e architettonico locale, dove l’istituzione e la “sua casa”, l’importante architettura razionalista del Novocomum, diventi il punto di riferimento fisico e non solo ideale per un pubblico non solo specializzato ma ad un’audience più ampia interessata al nostro territorio.

Fisionomie Lariane è una ricerca aperta per sviluppare nuovi sguardi trasversali sul territorio, uno sguardo concreto di recupero delle origini e che scruta verso il futuro.

 

CULTURA COMASCA: L’ ARCHIVIO GIANNI ed ENRICO MANTERO, articolo di Davide Fent, 4 mag 2020

 

L’identità storica e politica dell’Italia è fondata su due elementi base: la baruffa e la rimozione. La baruffa, perché la faziosità, il fare la guerra o le pernacchie (o meglio: la guerra e le pernacchie insieme) al vicino è una costante italiana che troviamo praticamente ovunque e da sempre. La rimozione perché, con altrettale regolarità, ogni nuova stagione politica è stata costruita sulla damnatio memoriae di quella precedente.

Ecco in un periodo virtuoso per la cultura comasca, non elenco iniziative per non omettere qualcuno rimane un po’ di amaro in bocca nel constatare che un importante Archivio di documenti e molto altro non ha trovato ancora una “degna dimora”, è l’archivio Mantero.

I primi progetti pubblicati ed esposti al pubblico risalgono alla mostra “Mantero. Cento anni di architettura”, omaggio a Gianni ed Enrico Mantero che si tenne nel 2011 presso la città di Como e alcune zone circostanti (Albate, Rebbio, Lipomo e Olgiate Comasco), curata dall’architetto Davide Mantero, coproprietario dell’archivio di famiglia, e Jessica Anaïs Savoia, presidente dell’Associazione Culturale Erodoto (ente organizzatore) e attuale responsabile dell’archivio per conto della famiglia.

Fu anche la prima mostra dedicata alle figure di Gianni ed Enrico Mantero, padre e figlio, entrambi dediti al servizio del cittadino, della società, dell’urbanistica e della buona architettura “fatta dall’uomo per l’uomo”. “Si è trattato di un lavoro molto complesso che ha visto la partecipazione di numerosi professionisti, sponsor e partner pubblici, nonché di energie intellettuali ed economiche – commenta la curatrice e responsabile dell’archivio -. Ci prefiguravamo fosse l’incipit per un’occasione culturale per la nostra città, l’avvio di una macchina che trovasse la sua naturale collocazione in un luogo fisico, un archivio aperto al pubblico, che ci desse modo di continuare il lavoro di catalogazione e di studio, un polo attrattivo per studiosi e curiosi. Purtroppo negli anni questo interesse da parte delle istituzioni cittadine non si è manifestato, e al silenzio di Como hanno risposto solo istituzioni di altre città, finanche di altri Paesi. Forse dovremmo abbandonare l’idea di lasciare a Como un archivio che parla di Como e della sua storia?”.

L’archivio “Gianni ed Enrico Mantero”, che ad oggi non ha ancora trovato una collocazione adeguata né i fondi per poter avviare un serio progetto di studio e di valorizzazione dei documenti, conserva circa 9.000 tavole da disegno di varie dimensioni e su differenti tipologie di supporti cartacei. I disegni sono conservati in un archivio privato, perlopiù in tubi da disegno, per un totale di quasi 200 progetti architettonici realizzati dagli anni Venti del Novecento sino al Duemila. Non solo disegni di progetto è composto l’archivio ma anche di documenti cartacei afferenti all’attività professionale di Gianni Mantero prima e di Enrico poi, per un totale di circa 700 carteggi, oltre a una decina di plastici originali. Ad arricchire il patrimonio dell’archivio e ad avvalorare i progetti inseriti nel contesto storico e sociale afferente, vi sono circa 300 immagini negative su lastre di vetro riferite a una quarantina di soggetti, nonché 1900 diapositive per una cinquantina di soggetti. Non poteva mancare inoltre la documentazione letteraria che compone la biblioteca dell’archivio, patrimonio immancabile nell’attività di due studiosi e professionisti di tale levatura, che conta quasi 1200 pezzi tra collezioni di riviste d’architettura e libri, un patrimonio che per ragioni di spazio e di conservazione è oggi in parte conservato dalla famiglia.

A rimarcare la relazione personale e professionale di un padre e un figlio al servizio della comunità in un’epoca non troppo lontana dalla nostra, Davide Mantero ricorda “un episodio fondamentale per la vita professionale di mio padre che pochi, se non pochissimi, sanno. Una volta conseguita la laurea e l’abilitazione professionale, per mio padre – l’arch. Enrico Mantero – pareva naturale e anche logico di iniziare la professione affiancando suo padre – l’Ing. Gianni Mantero – nello studio di via Volta. Tuttavia nel momento in cui Enrico ne parlò con Gianni questi fu assolutamente in disaccordo con questa prospettiva, e gli chiarì una serie di motivi, ad oggi ancora assolutamente validi, per cui avrebbe dovuto iniziare a fare il mestiere di architetto da solo o al più con colleghi coetanei. Le ragioni erano soprattutto legate al momento culturale del periodo ma anche alle nuove tecnologie e materiali che si stavano affacciando nel mondo delle costruzioni edili. Mio nonno disse a mio padre che all’interno del suo studio avrebbe visto e respirato un’architettura passata, legata a una cultura e a una società che era già profondamente cambiata nel dopoguerra e che sarebbe mutata ancora. Gli assicurò tutto il suo supporto e la sua esperienza, in modo particolare in materia contabile, di preventivazione, e relativa ai rapporti con la clientela. Non è un caso che gli ultimi incarichi professionali ricevuti da lui fossero poi materialmente svolti da Enrico in assoluta autonomia culturale: i casi della scuola di Albate e delle scuole di Olgiate Comasco sono esempi illuminanti della giusta e coraggiosa scelta che mio nonno fece per mio padre. La chiarezza della visione di un padre sulla strada che il figlio avrebbe seguito dimostra la capacità di Gianni di afferrare coscientemente il periodo storico che la cultura architettonica e la società stavano attraversando in quegli anni, e ne sottolinea l’intelligenza con la quale ha saputo imporsi, con acuta lungimiranza, su ciò che sarebbe accaduto negli anni a venire”.

(Si ringrazia per la collaborazione Jessica Anaïs Savoia)

FOTO  “Sono Gianni padre ed Enrico figlio, quando era da poco nato”:

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selezione di immagini della mostra “Mantero. Cento anni di Architettura” del 2011, realizzata nella ex Chiesa di San Francesco a Como


Post pubblicato in base ad una mail inviata da Davide Fent:

Buongiorno,

 Mi permetto inviarVi per <<FISIONOMIE LARIANE>> mio articolo su Gianni ed Enrico Mantero uscito su CULTURA COMASCA DE LA PROVINCIA,

            ALLEGO FOTO  “Sono Gianni padre ed Enrico figlio, quando era da poco nato” 

Seguono altre foto. Cordiali Saluti con Stima.

 

Davide Fent

@davidefent

davide.fent@gmail.com

Clemente TAJANA: scrittore. Un viaggiatore con gli occhi aperti, articolo di Alberto LONGATTI, in Como/cultura, commercio, turismo, industria n. 3, 1990

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L’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Como presenta:  la seconda edizione del progetto nazionale ABITARE IL PAESE La cultura della domanda. I bambini e i ragazzi per un progetto di futuro, Martedì 18 febbraio 2020 alle ore 10.30 Sala Conferenze Ordine Architetti – Novocomum Viale G. Sinigaglia 1

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INVITO STAMPA

 

L’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori

della Provincia di Como

presenta:

la seconda edizione del progetto nazionale

ABITARE IL PAESE

La cultura della domanda

I bambini e i ragazzi per un progetto di futuro

 

Promosso dal Consiglio Nazionale degli Architetti in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Como e con il contributo di Rotary Como

 

Martedì 18 febbraio alle ore 10.30

Sala Conferenze Ordine Architetti – Novocomum

Viale G. Sinigaglia 1

 

 

Intervengono:

 

  • Arch. Michele Pierpaoli – Presidente dell’Ordine degli Architetti di Como
  • Dr.ssa Alessandra Bonduri – Assessore alle Politiche Educative del Comune di Como
  • Arch. Stefania Cacia – Responsabile referente del progetto per l’Ordine degli Architetti di Como
  • Prof. Nicola D’Antonio – Liceo Scientifico Paolo Giovio Como
  • Dr.ssa Simona Convenga – Scuola superiore di primo grado “Aldo Moro” dell’I.C. Como Prestino
  • Dott.ssa Daniela De Fazio – Scuola primaria “Giovanni Paolo II” dell’I.C. Como Rebbio

 

 

 

Ufficio Stampa Ordine Architetti Como

Manzoni22

Silvia Introzzi | silvia.introzzi@manzoni22.it

Camilla Palma | camilla.palma@manzoni22.it

T: 031 303482

 

#GENERAZIONE BELLEZZA, Conduce: Emilio Casalini- RaiPlay, 2019/2020

mostra VIVERE ALLA PONTI: Esperimenti di vita domestica e architetture per l’abitare e per il lavoro / mercoledì 4 dicembre 2019 ore 11, Sale Ridotto Teatro Sociale di Como

Mostra

VIVERE ALLA PONTI

Esperimenti di vita domestica e architetture per l’abitare e per il lavoro

mercoledì 4 dicembre

ore 11.00

Sale del Ridotto del Teatro Sociale di Como

Via Vincenzo Bellini 1

Intervengono:

Claudio Bocchietti – Presidente Società Palchettisti del Teatro Sociale di Como

Francesco Molteni – Presidente Ance Como

Peter Hefti – Marketing Manager/Museum Manager, Molteni&C

RSVP

Manzoni22 | Camilla Palma

camilla.palma@manzoni22.it

T: +39 3347 0420386

via INVITO PRESS CONFERENCE / mostra VIVERE ALLA PONTI / mercoledì 4 dicembre ore 11, Sale Ridotto Teatro Sociale di Como

RADICE Mario. Il pittore e gli architetti. La collaborazione con Cesare Cattaneo, Giuseppe Terragni, Ico Parisi, Silvana Editoriale, 2019

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MARIO RADICE: IL PITTORE E GLI ARCHITETTI, a cura di Roberta Lietti e Paolo Brambilla, alla Pinacoteca civica di Como fino al 24 novembre 2019

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ASCOLTARE IL BAUHAUS CENTO ANNI DOPO, conferenza di chiusura della mostra Venerdì 21 giugno 2019 alle ore 18,00, presso Villa Leoni Via Provinciale 2, a OSSUCCIO. La mostra proseguirà all’ Asilo Sant’Elia di Como. Ideazione e organizzazione a cura di Doriam Battaglia e Albertina Nessi

scrive Doriam Battaglia:

Buongiorno,

ho il piacere di invitarvi alla chiusura della mostra in oggetto Venerdì 21 giugno alle ore 18,00.
Oltre ad una breve presentazione degli artisti tenuta dal critico d’Arte Massimiliano Porro,   Paolo Aquilini, Direttore del Museo della Seta di Como, terrà una conferenza sull’esperienza del Bauhaus e sulla sua influenza nell’arte moderna e contemporanea. Seguirà un aperitivo in musica con il compositore e pianista Luca Pina.
Cordialmente.

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Architettura raccontata: VIE E CASE del CENTRO STORICO DI COMO, percorso con CLEMENTE TAJANA. Iniziativa a cura della Università popolare, 16 maggio 2019


Questo percorso guidato da Tino Tajana fa seguito alla seguente  lezione

https://coatesa.com/2019/05/09/architettura-raccontata-storie-visive-degli-edifici-del-centro-storico-a-cura-di-clemente-tajana-primo-incontro-universita-popolare-istituto-carducci-via-cavallotti-7-9-maggio-2019-o/


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CASE A CORTE riunite: la CASA BAZZI, oggi in Via Olginati.

L’orto era dove attualmente c’è la pizzeria di Piazza Mazzini

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La Cortesella era dove poi fu costruita la Banca d’Italia. Nella piazza c’era il macello, è lì di fronte una “nevera”, per conservare il cibo

 

CASE A GRATICCIO, di fronte all’attuale bar Hemingway

 

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L’allineamento da Piazza Roma alla statua di Alessandro Volta. Ecco il motivo per cui non è al centro della piazza

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Ora si cammina lungo la Via Vitani

La Via Vitani era il CARDO romano

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Dove era il TEATRO ROMANO e dove poi sarà costruito l’ “ospitalis” Valduce

 

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La CASA MADRE DI VITANI, con muri in pietra bianca di Musso e Nera di Varenna

Dietro, invisibile dall’esterno, c’è una bellissima corte con porticato

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In un cortile di Via Vitani

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Ancora in un cortile di Via Vitani

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All’interno della CASA VINCENZIANA di Via Primo Tatti

 

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Il CARDO proseguiva da Via Bonanomi (dove attualmente c’è il numero 14)

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Nell’ attuale Piazzolo Terragni per vedere il DECUMANO (attuale Via Indipendenza)

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Casa a corte nella attuale Via Adamo del Pero 8

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Il BATTISTERO che si può intravedere dal cortile di Piazza San Fedele 36

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La TORRE DEGLI ASINI di piazza san Fedele, accanto all’attuale negozio trombetta

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Le colonne romane di Piazza san Fedele

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Le CASE A GRATICCIO  di Piazza San Fedele

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La probabile ubicazione del FORO ROMANO, attualmente nei due cortili adiacenti di Via Indipendenza n. 26. Si sporgono sul Decumano

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Architettura raccontata. Storie visive delle CASE DEL CENTRO STORICO DI COMO, lezione di Clemente Tajana, alla Università Popolare, Istituto Carducci, via Cavallotti 7, 9 maggio 2019, ore 15.30. Appunti di Paolo Ferrario

INCONTRI DELL’UNIVERSITÀ POPOLARE
Istituto Carducci, via Cavallotti 7, ore 15.30, ingresso libero

Si apre il ciclo Architettura raccontata. Storie visive degli edifici del Centro Storico a cura di Clemente Tajana. Un viaggio immaginario e reale per le strade della città murata tra appunti grafici e percorsi stradali. Disegnare le case è il tema dell’incontro di questo pomeriggio. Attraverso lo schizzo – sul foglio di carta- si colgono l’insieme e i particolari costruttivi e architettonici degli edifici. Il segno grafico rivela anche meglio dell’occhio.

https://drive.google.com/file/d/19suJXxDOxzyeft08Sc9SGt4tyKVZZCOR/view?usp=sharing

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Mostra “ASCOLTARE IL BAUHAUS CENTO ANNI DOPO”, a Villa Leoni – Monumento del Razionalismo Lariano, a OSSUCCIO (Como), Strada Provinciale, 2. Inaugurazione Sabato 4 Maggio alle ore 18,00

Doriam Battaglia:
Ho il piacere di invitarvi alla
Mostra “ASCOLTARE IL BAUHAUS CENTO ANNI DOPO”
che di terrà a Villa Leoni (Ossuccio -CO- Strada Provinciale, 2) Monumento del Razionalismo.
Inaugurazione Sabato 4 Maggio alle ore 18,00 
con presentazione del Critico d’Arte Massimiliano Porro
Esporranno gli artisti:
Claudia Beulke
Tommaso Dognazzi
Giovanna Lentini
Marzia Mauri
Elisabetta Meneghello
Peter Seelig
concerto di Roberto Bottini e Roberto Bertolin
seguirà cocktail di benvenuto
Chiusura Mostra Venerdì 21 Giugno
con Conferenza di Paolo Aquilini Direttore del Museo della Seta
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maarc – MUSEO VIRTUALE ASTRATTISMO E ARCHITETTURA RAZIONALISTA COMO

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Stefano BOERI, architetti, a cura di Angelica Di Virgilio, Hachette, 2019

MILANO, L’ARCHITETTURA DAL 1945 A OGGI, a cura di Florencia Andreola, Marco Biraghi, Gabriella Lo Ricco, Hoepli, 018. Indice del libro

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ristampa della rivista QUADRANTE 35/1936, numero monografico sulla Casa del Fascio di Giuseppe Terragni, a cura dell’ANCE di Como, 2017

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presentazione del secondo volume di XXCO – L’architettura del XX secolo in provincia di Como (1946-2000) in compagnia dell’autore, Fabio Cani, Sabato 29 aprile ore 17.30 (Como, via Gerolamo Borsieri 16)

Sabato 29 aprile ore 17.30,
presso la nostra sede
(Como, via Gerolamo Borsieri 16)
presentazione del secondo volume di

XXCO – L’architettura del XX secolo in provincia di Como
(1946-2000)

in compagnia dell’autore, Fabio Cani

XXCO: UNA COPPIA DI LIBRI PER IL NOVECENTO COMASCO

XXCO – L’architettura del XX secolo in provincia di Como. 1900-1945

XXCO – L’architettura del XX secolo in provincia di Como. 1946-2000
Se il Novecento comasco resta, nel suo complesso, un grande sconosciuto, la sua seconda metà è persino un enigma. L’affermazione può suonare provocatoria, ma è la semplice verità. Incredibilmente, infatti, man mano che ci si avvicina all’attualità le nostre conoscenze diminuiscono, o quantomeno si fanno più incerte e confuse. Aderendo senza pensarci troppo all’invito manzoniano di lasciare “ai posteri l’ardua sentenza”, la città e il territorio non si preoccupano mai di capire e di conoscere cosa sia successo negli ultimi decenni.

Ciò vale anche per l’architettura. Se, per i primi decenni del secolo, l’interesse verso alcuni gruppi e stili (i razionalisti, il liberty, il futurismo) ha prodotto una certa proliferazione di studi, anche se ha avuto l’effetto di oscurare – a volte – altri protagonisti, per la seconda metà le ricerche sono davvero poche. Eppure gli argomenti di sicuro interesse non mancano: l’eredità dei razionalisti, il ruolo non secondario del Comasco nell’elaborazione di modelli residenziali economici, la ricaduta sul territorio delle nuove istanze ecclesiali prodotte dal Concilio Vaticano II, il confronto tra il dibattito internazionale e la produzione locale, l’emergere di linguaggi locali capaci di attirare l’interesse generale (come per la scuola “ticinese”). Tutte cose che per lo più sono rimaste confinate in qualche articolo in punta di penna o in contributi di specializzazione estrema.

Viceversa, basta armarsi di una buona dose di curiosità e di una discreta voglia di girovagare per trovare – dentro e fuori il capoluogo, sulle ridenti sponde del lago come nell’operosa pianura verso Milano, nelle vallette come sulle cime – opere degne di considerazione, in grado di illuminare una cultura architettonica che non sfigura nemmeno messa a confronti con i grandi capolavori degli anni Trenta. Ma non sono solo le opere dei maestri del secondo Novecento riconosciuti a livello internazionale a evidenziare l’interesse del territorio, sono anche e soprattutto le molte realizzazioni nate da un rapporto diretto con il contesto (sia dal punto di vista morfologico che da quello culturale) a contribuire alla qualità dell’architettura comasca e lariana del secondo Novecento.

Facendo un grande sforzo di selezione, per gli anni dal 1945 al 2000, XXCO presenta 215 edifici, tutti (o quasi) visibili, almeno da lontano, e tutti (o quasi) documentati con precisione: un patrimonio distribuito in ogni angolo della provincia, e per ogni tipologia di costruzione. Ci si può così rendere conto che molti più noti prodotti “made in Como” sono nati in edifici di grande interesse (e la cosa non può essere considerata di scarso significato) o che persino l’intervento pubblico ha saputo coniugare – a tratti – le esigenze pratiche con la creatività progettuale. Senza esagerare, si può dire che molte di queste architetture sarebbero degne di entrare nell’immaginario collettivo, di essere viste e visitate, integrate in una rete di percorsi alla scoperta di un territorio che, anche nei tempi più recenti, non è stato solo martoriato, ma a volte anche valorizzato.

E in ogni caso resta di fondamentale importanza prendere coscienza di cosa è oggi la realtà di Como e del territorio circostante e di come è diventata così.

Terragni nel ricordo di Mario Radice – dal Blog  Medium di Lorenzo Spallino

scrive LORENZO SPALLINO:

Nei giorni in cui si parla della Casa del Fascio come Museo del Razionalismo, vale la pena rileggere l’affresco straordinario che Mario Radice dipinse in occasione del convegno

“L’eredità di Terragni e lo sviluppo dell’architettura italiana 1943–1968”, tenutosi a Villa Olmo il 14/15 settembre 1968.

Nell’originale dattiloscritto che inviò a mio padre in vista del convegno, Radice si disse “Pitt.”, ossia pittore, la rivendicazione orgogliosa di chi sapeva di aver avuto il privilegio di aver partecipato a un momento altissimo dell’arte italiana vestendo male, cenando nelle latterie a prezzo fisso, vivendo nel vuoto pneumatico della critica e nell’ostilità della società di allora, pensando a una sola cosa: l’arte.

Celebrare non vuol dire dimenticare, e celebreremmo degnamente il contestatore Terragni soltanto rompendo una volta di più gli schemi, non rifugiandoci nel rassicurante abbraccio del ricordo.

Sorgente: Terragni nel ricordo di Mario Radice – 2012/2017 – Medium

presentazione di: L’ARCHITETTURA DEL XX SECOLO IN PROVINCIA DI COMO 1900-1945, Martedì 28 febbraio alle 18, presso la sede dell’Ordine degli Architetti di Como (Novocomum, viale Sinigaglia 1). Dialogano Lorenza Ceruti e Fabio Cani

Martedì 28 febbraio alle 18, presso la sede dell’Ordine degli Architetti di Como (Novocomum, viale Sinigaglia 1), presentazione del volume

XXCO – L’architettura del XX secolo in provincia di Como – 1900-1945

Dialogano Lorenza Ceruti e Fabio Cani


Il doppio volume illustrato ripercorre l’intero Novecento architettonico comasco attraverso un percorso ragionato, e innovativo, costituito da 366 dettagliate schede di edifici pubblici, religiosi, residenze private, ville scenografiche, stabilimenti produttivi, impianti sportivi, infrastrutture… dai più noti ai più discosti. Un viaggio affascinante tra architettura, paesaggi, storia e società, moda e modi di vivere, per riflettere su un secolo tanto breve quanto intenso.

Nello specifico: l’eclettismo e il revivalismo di inizio secolo, gli esperimenti modernisti, l’affermazione dello stile razionalista coi capolavori della metà degli anni Trenta, la lunga durata di modelli più moderati, la seconda generazione del Movimento Moderno, fino alla tragedia della seconda guerra mondiale e alla rinascita della Liberazione.
Un percorso per leggere la storia del Novecento attraverso gli edifici.

600 ILLUSTRAZIONI

SCHEDA COMPLETA

***
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Fabio Cani, L’ARCHITETTURA DEL XX SECOLO IN PROVINCIA DI COMO, 1. 1900-1945, NodoLibri, 2016. AUDIO della presentazione, sabato 17 dicembre 2016, ore 17

AUDIO

  • introduzione di Gerardo Monizza

  • presentazione degli obiettivi della ricerca e del libro di Fabio Cani


vai ai libri di Fabio Cani pubblicati da NodoLibri:

http://www.nodolibri.it/autore.php?aid=17


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presentazione del libro: Fabio Cani, L’ARCHITETTURA DEL XX SECOLO IN PROVINCIA DI COMO, volume 1, NodoLibri 2016. sabato 17 DICEMBRE 2016 ore 17 – SEDE NodoLibri

INVITO ALLA PRESENTAZIONE
– SABATO 17 DICEMBRE ALLE 17 – SEDE NodoLibri
XXCO è ora un libro, anzi due: sabato 17 dicembre alle 17, presso la sede NodoLibri (Como, via Borsieri 16), sarà presentato, in occasione di un conviviale scambio di auguri, il primo dei due volumi che raccoglieranno tutte le 366 schede quotidianamente pubblicate.

Sorgente: Newsletter NodoLibri 09/12 – pamalteo@gmail.com – Gmail

FABIO CANI, L’architettura del XX secolo in provincia di Como, NodoLibri – 2016

XXCO – L'architettura del XX secolo in provincia di Como
titolo XXCO – L’architettura del XX secolo in provincia di Como
sottotitolo 1900-1945
autore Fabio Cani
editore NodoLibri
formato Libro
pagine 264
pubblicazione 12/2016
ISBN/EAN 9788871852898

Sorgente: XXCO – L’architettura del XX secolo in provincia di Como – Fabio Cani – NodoLibri – Libro NodoLibri Editore

ANTONIO SANT’ELIA, un ragazzo della CASTELLINI, a cura di Lorenzo Morandotti e Clemente Tajana, con una antologia di artisti, insegnanti ed ex allievi della Scuola, Fondazione G. Castellini e Editoriale Lariana, 2016, www.editorialelariana.com

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OPEN DAY RAZIONALISMO, focus sull’architettura per la valorizzazione e la promozione dei principali luoghi del Razionalismo lariano,  da oggi fino al 17 aprile 2016


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L’Open Day Razionalismo 2016 è un fine settimana con focus sull’architettura per la valorizzazione e la promozione dei principali luoghi del Razionalismo lariano.

L’iniziativa culturale si svolgerà da oggi fino al 17 aprile. Il principale obiettivo dei partner del progetto (Provincia di Como, Comune di Como, Ordine degli architetti Ppc di Como, Archivio Cattaneo, Archivio Terragni, Associazione Made in Maarc, Rotary Erba Laghi e Canottieri Lario) è far conoscere e rendere fruibile il patrimonio architettonico e artistico esistente.

Uno sforzo unitario per permettere al pubblico di visitare e scoprire, tra gli altri,

il Novocomum,

l’Asilo San’Elia,

il Monumento ai Caduti di Como e di Erba,

la Casa Cattaneo a Cernobbio, e Case per Artisti sull’Isola Comacina,

la Villa Leoni in Tremezzina,

il Cimitero di Uggiate Trevano.

Alle aperture straordinarie e alle visite guidate gratuite si affiancano altri appuntamenti di approfondimento dei luoghi del Razionalismo – mostre e conferenze – unitamente a momenti di creatività per i più piccoli, di spettacolo, di aperitivi e pic nic tematici, per educare al significato e al valore di un patrimonio che merita di essere continuamente riscoperto, salvaguardato e valorizzato.

Ad arricchire l’edizione di quest’anno, infatti, ci sarà anche il contest fotografico #opendayrazionalismo2016, aperto a tutti coloro che sono appassionati di architettura e fotografia, con l’invito a condividere, su Instagram, le immagini delle architetture promosse nell’ambito dell’iniziativa.

Per la partecipazione è indispensabile recarsi presso gli edifici/ eventi durante le aperture e le iniziative previste dall’Open Day Razionalismo 2016. A ogni edificio inserito nel programma verrà attribuito un apposito tag, identificabile solo presso l’edificio stesso nei giorni 15-16-17 aprile. L’evento sarà aperto dalla classe III C del liceo classico Volta con un reading a più voci sulla guerra nel Novecento, nel quale troveranno posto anche scritti di Cattaneo e degli architetti della rivista Quadrante.

Seguirà una visita guidata del monumento a opera degli studenti del liceo Carcano.

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STEFANO CERESA, Architettura senza architetti: PALANZO di FAGGETO, 2015

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da:

ARTIGIANI DELLA PIETRA, Mostra di Sergio Casalbore, Bruno Luzzani, Stefano Ceresa, Como, San Pietro in Atrio, febbraio 2016

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L’architettura del XX secolo in provincia di Como, Newsletter NodoLibri 29/01

Clicca qui sopra per scaricare il PDF riassuntivo delle ultime schede pubblicate

FISIONOMIE LARIANE, percorsi di conoscenza nel territorio, a cura della Commissione cultura dell’Ordine degli architetti della Provincia di Como, NodoLibri, 2015

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RENZO PIANO e RICHARD ROGERS alla B&B di Novedrate, 1971

Renzo Piano e Richard Rogers, nel 1971, sperimentano a Novedrate le teorizzazioni costruttive poi espresse nella costruzione del Centre Pompidou a Parigi

da Fisionomie lariane, a cura della commissione cultura dell’ordine degli architetti di Como, 2015

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FABIO CANI, Federico Frigerio architetto. Il lato tradizionale del nuovo – NodoLibri, 2015

Federico Frigerio architetto
titolo Federico Frigerio architetto
sottotitolo Il lato tradizionale del nuovo
autore Fabio Cani
editore NodoLibri
formato Libro
collana Quaderni Fondation Montandon
pagine 200
pubblicazione 2015
ISBN/EAN 9788871852669

Federico Frigerio (Milano 1873 – Como 1959) è uno dei grandi protagonisti intellettuali del Novecento comasco. Certamente, il fatto di aver perseguito durante tutta la sua carriera una convinta adesione allatradizione architettonica lombarda non ha giovato alla sua fama in tempi recenti: in un certo senso, egli sembra trovarsi “dal lato sbagliato” della storia, al servizio della “conservazione” piuttosto che del rinnovamento proposto dal Movimento Moderno. La sua lunga esperienza professionale si svolge certamente sotto il segno della tradizione, ma non in maniera acritica; anzi, della tradizione fu un attento indagatore ed esegeta. Così come egli non fu mai chiuso alle innovazioni né tanto meno al rinnovamento del linguaggio e della tecnica dell’architettura, dall’introduzione del cemento armato alle proposte stilistiche della scena mitteleuropea.

Per queste ragioni la rivisitazione critica della sua vicenda professionale e l’approfondimento delle sue numerose opere (in gran parte poco note) apportano numerosi motivi di interesse a una ricostruzione complessiva del Novecento comasco.

INDICE TESTUALE

Presentazione
(di Stefano Della Torre)

1.
Una città tra due secoli. Lo sfondo dell’opera di Federico Frigerio

2.
Il dono di gustare le cose belle. Per una biografia di Federico Frigerio

3.
Le opere principali

Grand Hotel Plinius a Como. 1897-1900
S. Stefano ad Appiano Gentile. 1897, 1908-1909, 1912-1914
Villa Pirotta a Brunate. 1902-1912
Villa Baragiola a Orsenigo. 1904-1905, 1907
S. Maria di Martinico a Dongo. 1904-1915
Società Bancaria Italiana a Como. 1908-1910
Politeama a Como. 1909-1910
Villa Rebuschini a Brunate. 1910-1911
Palazzina Cattaneo a Como. 1910-1912
Banca Commerciale Italiana a Como. 1923-1927
Palazzo vescovile a Como. 1924-1940
Tempio Voltiano a Como. 1925-1927
Villa Walter a Como. 1930
Edicola Somaini a Como. 1935-1936
Duomo di Como

4.
Regesto delle opere

Scritti di Federico Frigerio

Indice dei nomi
Indice dei luoghi

BIOGRAFIA DELL’AUTORE

Fabio Cani (Como, 1955) da molti anni si occupa di storia della città di Como e del suo territorio, con una particolare attenzione ai temi della modernità e dell’immagine.
È autore di numerose pubblicazioni su questi argomenti.

Sorgente: Federico Frigerio architetto – Fabio Cani – NodoLibri – Libro NodoLibri Editore

Nodolibri segnala: la scoperta dell’asilo Sant’Elia: resoconto filmato Segnaliamo il video, girato da Paolo Ferrario, della visita guidata del 23 novembre con l’excursus storico a cura di Fabio Cani

Immagine News NodoAlla scoperta dell’asilo Sant’Elia: resoconto filmato

Segnaliamo il video, girato da Paolo Ferrario, della visita guidata del 23 novembre con l’excursus storico a cura di Fabio Cani.

 

RAZIONALISMO IN PROVINCIA DI COMO, ideato e realizzato dal Settore Cultura della Provincia di Como, capofila del Progetto Integrato d’Area (PIA) Ecolarius, segnalato da MAARC Museo Virtuale Astrattismo Architettura Razionalista Como

RAZIONALISMO IN PROVINCIA DI COMO
Itinerario multimediale alla scoperta di architetture razionaliste sul lago di Como.
L’App RAZIONALISMO IN PROVINCIA DI COMO, itinerario multimediale dedicato alle architetture razionaliste del Novecento ubicate lungo la sponda occidentale del Lario, in Tremezzina e Isola Comacina, passando per Cernobbio fino alla città di Como

Razionalismo in Provincia di Como

di Albegor.com

Apri iTunes per acquistare e scaricare le app.

Descrizione

“Benvenuti sul lago di Como!
Tra Como e Tremezzo si trovano le opere più note del Razionalismo italiano, l’importante corrente dell’architettura europea che si è sviluppata in Italia tra gli anni 20 e gli anni 40 del Novecento.”

Narratori professionisti vi guideranno alla scoperta degli edifici progettati da Giuseppe Terragni, Cesare Cattaneo, Pietro Lingeri, Gianni ed Enrico Mantero nel territorio comasco.

Itinerario multimediale tra le architetture razionaliste del Novecento in provincia di Como, realizzato nell’ambito del Progetto Integrato d’Area (PIA) “Ecolarius. Diffondere la cultura dell’ambiente e del paesaggio tra lago e montagna” del Programma Operativo di Competitività POR-FESR 2007-2013 per i Piani Integrati d’Area “ambiente, cultura, turismo”.

Caratteristiche principali:

• 14 punti di interesse sul Razionalismo in provincia di Como
• 55 minuti di audio in italiano, inglese e tedesco
• 350 tra fotografie e disegni
• Testi originali e sottotitoli in italiano, inglese e tedesco
• Informazioni su biglietti e orari di apertura
• Utilizzabile in modalità off-line

…Altro

Novità nella versione 1.618

Cambiamenti nella versione 1.618:

√ Aggiunti nuovi punti di interesse:
• ULI
• Canottieri Lario
• Casa del Balilla e Stadio Sinigaglia
√ Restyle dell’interfaccia grafica
√ Ottimizzata per iPhone 6 e iPhone 6 Plus

…Altro

al ristorante della CANOTTIERI LARIO. Pranzo con Giorgio ed Elisabetta

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Pratiche e forme dell’arte nello spazio urbano, A cura di Francesca Guerisoli Storica e critica dell’Arte, Docente presso l’Università Milano-Bicocca. Venerdì 10 Ottobre 2014 ore 18:15 Como – Villa Olmo

presenta la conferenzaPratiche e forme dell’arte
nello spazio urbano
A cura di Francesca Guerisoli
Storica e critica dell’Arte, Docente  presso l’Università Milano-Bicocca.

Venerdì 10 Ottobre ore 18:15

Como – Villa Olmo

Nella città di oggi è sempre più facile imbattersi in forme e pratiche artistiche che si collocano negli spazi comuni. L’arte contemporanea viene infatti investita di diverse funzioni, quali rendere un luogo più attraente, migliorarne la qualità sociale degli spazi, favorire la lettura critica del presente, costituirsi come forma di lotta politica. L’incontro affronta alcuni degli aspetti più dibattuti dell’arte fuori dal museo attraverso l’illustrazione di casi-studio, soprattutto italiani, dalle nuove forme del monumento ai giardini e parchi d’arte, dalle pratiche relazionali “community based” agli interventi performativi.

Francesca Guerisoli è specializzata in Storia dell’arte contemporanea. I suoi studi sono incentrati sul museo contemporaneo, le ultime tendenze artistiche e il rapporto dell’arte con la dimensione sociale e politica. Curatrice indipendente, giornalista pubblicista, tra le ultime pubblicazioni: “La città attraente. Luoghi urbani e arte contemporanea” (con M. Colleoni, Egea, Milano 2014).

INGRESSO GRATUITO A ESAURIMENTO POSTI
prenotazione:
organizzazione@ritrattidicitta.comIn collaborazione con:

 

Oltre Terragni, La cultura del Razionalismo a Como negli anni Trenta – DI Fabio Cani e Chiara Rostagno – NodoLibri Editore, 2014

Oltre Terragni
titolo Oltre Terragni
sottotitolo La cultura del Razionalismo a Como negli anni Trenta
autore Fabio Cani
Chiara Rostagno
editore NodoLibri
categoria  Libri
collana Storie d’arte
pagine 160
pubblicazione 2004
ISBN/EAN 9788871851051
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DA Oltre Terragni – Fabio Cani – NodoLibri – libro NodoLibri Editore.

Inaugurazione della mostra: Como 1920-1940. Paesaggi della città razionalista, a cura di Alberto Novati e Aurelio Pezzola, SABATO 6 SETTEMBRE 2014

COMO 1920 – 1940

Spazio Natta, via Natta 18, ore 18.30, ingresso libero

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Inaugurazione della mostra Como 1920-1940. Paesaggi della città razionalista. La mostra, curata da Alberto Novati e Aurelio Pezzola, illustra didascalicamente la specificità e l’originalità del modello Razionalista comasco, applicato ai temi di sviluppo della città. Gli architetti razionalisti del Gruppo 7 – con a capo Giuseppe Terragni, figura leader a livello nazionale – hanno infatti saputo costruire un significativo brano di città, superando il puro esercizio lessicale e praticando una rinnovata unità tra architettura e urbanistica, ben oltre la furia iconoclasta futurista e l’imperturbabile eclettismo di fine secolo. Il percorso della mostra evidenzia come, nell’arco temporale di circa un ventennio, le nuove funzioni dello stato sociale si tradurranno in edifici volti a ricostruire le figure del moderno, attraverso le antiche matrici architettoniche. L’esposizione si articola su 21 pannelli (in italiano, inglese e tedesco) 2 di inquadramento generale e 19 dedicati specificamente ad una particolare opera: le foto, originali, sono state realizzate appositamente da Giovanni Colosio. Per l’occasione, Fabio Cani ha studiato l’approfondimento che integra il percorso espositivo: una proiezione di immagini d’epoca che aiuteranno a collocare le architetture nel preciso contesto degli avvenimenti storici del nostro territorio

da SABATO 6 SETTEMBRE – La Settimana InCom – La Provincia di Como La Provincia di Como – Notizie di Como e provincia.

6 SETTEMBRE: Inaugurazione ”Como 1920-1940 Paesaggi della città razionalista 7/28 settembre Spazio Natta | Como – via Natta 18

 

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Paesaggi della città razionalista

7/28 settembre
Spazio Natta | Como – via Natta 18
 
La mostra, curata da Alberto Novati e Aurelio Pezzola illustra didascalicamente la specificità e l’originalità del modello Razionalista comasco, applicato ai temi di sviluppo della città. Gli architetti razionalisti del Gruppo 7 – con a capo Giuseppe Terragni, figura leader a livello nazionale – hanno infatti saputo costruire un significativo brano di città, superando il puro esercizio lessicale e praticando una rinnovata unità tra architettura e urbanistica, ben oltre la furia iconoclasta futurista e l’imperturbabile eclettismo di fine secolo. Il percorso della mostra evidenzia come, nell’arco temporale di circa un ventennio, le nuove funzioni dello stato sociale si tradurranno in edifici volti a ricostruire le figure del moderno, attraverso le antiche matrici architettoniche. L’esposizione si articola su 21 pannelli (in italiano, inglese e tedesco) 2 di inquadramento generale e 19 dedicati specificamente ad una particolare opera: le foto, originali, sono state realizzate appositamente da Giovanni Colosio.
Per l’occasione, Fabio Cani ha studiato l’approfondimento che integra il percorso espositivo: una proiezione di immagini d’epoca che aiuteranno a collocare le architetture nel preciso contesto degli avvenimenti storici del nostro territorio, di cui si parlerà diffusamente nella conferenza, Como tra due guerre: la storia e la ragione, il 24 settembre, ore 18.30, presso lo Spazio Natta.
Ingresso gratuito
Orari di apertura
martedì/venerdì ore 14.30-19.30
sabato/domenica ore 11-19.30
È possibile effettuare visite guidate, per informazioni e richieste:info@maarc.it

COMO PAESAGGI URBANI TRA ‘800 E ‘900, fino al 27 aprile 2014

Spazio Natta, via Natta 18
COMO PAESAGGI URBANI TRA ‘800 E ‘900
Fino al 27 aprile
I visitatori della mostra saranno condotti attraverso le varie fasi della costruzione della città, dall’epoca di fondazione del castrum romano fino alle pianificazioni degli architetti razionalisti, interrotte dal secondo conflitto mondiale. Ingresso libero

[segue]

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