Estate · Lagerstroemie

Continua la fioritura delle Lagerstroemie, 29 luglio 2025

Lagerstroemie

Anche quest’anno stanno per fiorire le LAGERSTROEMIE, 27 luglio 2025

10 Largo del TIGLIO · stanza del tiglio · Tiglio

il TIGLIO, dalla casa di M. A., nel pomeriggio del 24 giugno 2025

Flickr · Glicine

il GLICINE della Pergola nei primi anni 2000. Ricordi fotografici di Flickr

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3 Vialetto del FRUTTETO, dell'ORTO e del Ciliegio · Lagerstroemie · MEDITAZIONE nel Tempo · Sguardi

Le Lagestroemie che si affacciano sul lago. Pomeriggio del 27 maggio 2025

3 Vialetto del FRUTTETO, dell'ORTO e del Ciliegio · Abete · MEDITAZIONE nel Tempo · Sguardi

Lo sguardo dell’albero ABETE sul lago

Cipressi · MEDITAZIONE nel Tempo · primavera

Il Cipresso ci dice di guardare verso il cielo, pomeriggio del 22 aprile 2025

Calicanto d'Inverno · Mi ricordo

In ricordo del CALICANTO che ci ricevette nel gennaio 1989. Fotografie del 16 gennaio 2025

Cipressi · Lago · Paesaggio del Lago di Como · Sguardi

Sguardo sul lago da Nesso

Alberi · Alberi · GENIUS LOCI · MEDITAZIONE nel Tempo · Tempo

L’albero che vive nel tempo che resta guardando il lago

Ciliegio · foglie · Foliage · inverno

Tempo di quasi inverno sul terrazzamento dell’orto/ciliegio e foliage, pomeriggio di lunedì 9 dicembre 2024

Alberi · Alberi · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie · MEDITAZIONE nel Tempo

Mancuso Stefano, La versione degli alberi, Einaudi, 2024

scheda dell’editore:

Gli abitanti di Edrevia sono divisi in clan, e ognuno di loro abita in una zona ben precisa: le alture dei Gurra, la pianura dei Dorsoduro, la valle dei Cronaca, le colline dei Guizza e dei Terranegra.

È una società in pace, quella degli alberi, con le sue assemblee moderate e intelligenti, i suoi tempi millenari, i suoi rituali e i suoi continui scambi d’informazioni attraverso le radici.

Da qualche tempo, però, gli equilibri dei clan sono minacciati dalla crisi climatica: Laurin, Lisetta e Pino, i nostri amatissimi eroi, questa volta dovranno uscire da Edrevia e avventurarsi nel mondo di fuori, alla ricerca di una nuova casa per la tribú degli alberi.

Un viaggio avventuroso e spericolato, pieno di incontri e di imprevisti. Sarà l’occasione per scoprire nuove società e nuovi modelli di vita, per attraversare deserti e scalare montagne, per mangiare dolcetti deliziosi e farsi nuovi amici che parlano dialetti incomprensibili. In una parola, per abbracciare il diverso.

Perché se c’è una cosa che gli alberi sanno fare – e che provano a insegnarci – è adattarsi.

Con il suo secondo romanzo, Stefano Mancuso torna ad aprirci le porte del suo mondo verde, allargandone ancora i confini: alla divertentissima comunità della Macchia e a quella perfetta dei Fitonidi, alla cosiddetta Microvalle con la sua portentosa biblioteca-labirinto e pure alla cupa terra dei Valdora, dove gli alberi sono diventati materia prima degli «esseri dannosi».

Tra il romanzo picaresco e l’apologo, sempre con grande rigore scientifico, Mancuso ci racconta ciò che conosce meglio: la natura e le piante, il nostro piú grande patrimonio.