Alberi · Natura · Terra e Clima

Alberi, amici silenziosi

Vodpod videos no longer available.

Alberi · GENIUS LOCI · Milano

Un albero cresce su una facciata di una casa di Milano

L’emozione di vedere un albero che vive le sue stagioni appoggiato alla facciata di una casa di Via Panzacchi a Milano:

Alberi

Giuseppe Barbera: “La frutticoltura compie i suoi primi passi in compagnia della scrittura, della religione, della filosofia, della metallurgia. Partecipa così anch’essa alla nascita della civiltà”

Per allevare gli alberi da frutto era necessario un insediamento  stabile. C’era bisogno di una città: questa avrebbe offerto la necessaria custodia, le capacità tecniche per costruire gli uten­sili, lo sterco degli uomini e degli animali domestici per farne concime, le acque ben condotte da irrigatori capaci e rispettosi di regole condivise.

C’era bisogno di artigiani, di intellettuali, di burocrati, di soldati. La frutticoltura compie i suoi primi passi in compagnia della scrittura, della religione, della filosofia, della metallurgia. Partecipa così anch’essa alla nascita della civiltà.

Negli spazi protetti da un muro di pietre o da un intreccio di rami spinosi, ammirando l’accendersi delle fioriture, aspettan­do il maturarsi dei frutti, gustandone il colore e il profumo e poi il sapore, l’uomo crea un rapporto con l’albero da frutto che va oltre quello che miti e tradizioni attribuiscono ai grandi alberi selvatici delle foreste primigenie, gli «alberi cosmici», che colle­gavano simbolicamente, con le radici nel profondo del suolo e la chioma al sole, la terra al cielo e, con il risveglio primaverile e il riposo invernale, la vita alla morte.

in Giuseppe Barbera (prefazione di Carlo Petrini), Tuttifrutti, viaggio tra gli alberi da frutto mediterranei, fra scienza e letteratura, Mondadori, 2007, p. 4

dono di Patrizia Milanese

Alberi · Alberi e Arbusti da frutto · Arbusti · Natura

Le radici hanno molto da raccontare all’uomo – Il Sole 24 ORE

….

Stefano Mancuso è un botanico e guida un team di ricercatori al Laboratorio di neurobiologia vegetale di Firenze: ha evidenziato nella punta delle radici un’area di pochi millimetri che funziona da sensore per quindici parametri e attiva un network di comunicazione. È simile a un centro di elaborazione dati che influenza le strategie di sopravvivenza in un habitat, come la ricerca di acqua. Inoltre le piante mettono in atto meccanismi di collaborazione anche con insetti, animali, funghi. Per esempio, le formiche allontanano gli elefanti africani dalle acacie: sono in grado di risalire attraverso la proboscide e irritare i pachidermi che preferiscono, quindi, nutrirsi altrove.

Ma l’interazione “intelligente” della flora con gli esseri umani è un territorio ancora poco esplorato. «Eppure esistono comportamenti simili a forme di persuasione», osserva Mancuso.

….

da:

Le radici hanno molto da raccontare all’uomo – Il Sole 24 ORE.

Cerchio dell'Apparire · Cipressi · nostro angolo

CIPRESSO

Da: Tracce e Sentieri.

Alberi

Alberi in Italia: 12 miliardi, 200 per ogni italiano, 1.364 per ettaro

….

Alberi in Italia: 12 miliardi, 200 per ogni italiano, 1.364 per ettaro. Tra le regioni più verdi: Emilia Romagna (1816 alberi per ettaro), Umbria (1815) e Marche (1779). Tra le ultime: Sicilia (760) e Val d’Aosta (708) (Fonte: Infc).

In Italia ci sono otto milioni e 759mila ettari di bosco cui si aggiungono 1.708.333 ettari di altre terre boscate. Rispetto al 1985 ci sono circa un milione e 700mila ettari di superficie boscata in più. Di questi, un milione e mezzo sono boschi veri e propri. Un aumento medio complessivo sul territorio nazionale di circa il 6%. I querceti (rovere, roverella, farnia) sono i più rappresentati costituendo da soli più di un milione e 84mila ettari, seguiti a ruota da faggete (1.035.000) e cerrete (1.010.000), poi l’abete rosso (586.000).

«In Italia, rispetto ad altre nazioni europee dove i boschi aumentano anche perché vengono piantati, l’incremento della superficie forestale è quasi esclusivamente per colonizzazione spontanea. Vengono occupate dagli alberi zone marginali abbandonate dall’agricoltura, anche se ormai è stato raggiunto il punto massimo dell’abbandono delle pratiche agricole e quindi penso che anche il fenomeno dell’incremento del bosco rallenterà» (Patrizia Gasparini, responsabile Cra, al Corriere della Sera).

da: VoceArancio » Blog Archive » Verdi tesori.

Flickr · Glicine

Glicine, anni ’10, album fotografico Flickr

1
Glicine

GLICINE: aromaterapia, 2 maggio 2010

G  iocondo
L   iberamente
I   nerpicante
C  attura
I   gnaro
N  asi

E   stasiati

 

Alberi · GIARDINO, ORTO, FRUTTETO, TERRAZZAMENTI in Coatesa

Il momento migliore per piantare un albero é vent’anni fa. Il secondo momento migliore é adesso

Il momento migliore per piantare un albero é vent’anni fa.
E il secondo momento migliore?
ADESSO

proverbio di origine arcaica




Corylus Avellana - Nocciolo contorto · marrone

Corylus Avellana o Nocciolo contorto, 27 febbraio 2009


C on
O rnamentali
R icciolute
Y psilon,
L anguide
U nioni
S inuose,
A nela
V irtuose
E sibizioni
L iberamente
L egate
A
N uovi
A ccostamenti

Fotografie di Luciana

Hanno dedicato al Corylus:

ricciolo e nodo
nudità vegetale
prima del ruolo

Haiku di Papavero di Campo

nudi intrecci
reali strette unioni
vera libertà 

Haiku di Auradanzante

Il nocciolo, molteplice forma che muta, si contorce, ci prende e ci accompagna nell’immaginario, nelle rappresentazioni visionarie di Bosch e di Goya, dove magia, superstizione, sogno e realtà si amalgamano in una dura armonia.
Rami di nocciolo cavalcati da streghe, rami che donano i desideri e allontanano la stoltezza, rami contorti che scacciano i serpenti, rami benevoli che accompagnano i nostri pastori nella transumanza… 

di AliceYDulcinea

Alberi

Il pianto degli alberi di Mario Rigoni Stern in La Stampa 26 luglio 2007

Il pianto degli alberi

di Mario Rigoni Stern

in La Stampa 26 luglio 2007

Quando la pioggia di primavera scende sui boschi a risvegliare dal gelo le sorgenti, sembra anche di sentire il leggero cinguettare dei fringuelli maschi e il sommesso verso dei tordi botacci. Sì, allora il bosco diventa come una grande creatura che vive e si rinnova all’amore, al canto e alla musica. Pure d’inverno il bosco respira, quando il gelo fa scricchiolare i rami che rabbrividiscono e il pettirosso arruffa le penne dentro un cespuglio. Ma è terribile e raggriccia il cuore quando d’estate crepita, stride e urla e muore per il fuoco.

Gli antichi miti

Dagli alberi, dicono gli antichi miti, erano scesi gli dei e dagli alberi nati gli uomini. Erano sacri e il bosco è stato il primo luogo di preghiera. Non meno dei simulacri, in ogni villaggio della Terra si adoravano gli alberi maestosi delle foreste. Si dice che in epoca remotissima un dio spargitore di fuoco, Egido, per qualche vendetta abbia distrutto gran parte delle foreste che coprivano il nostro pianeta. Si dice anche che furono gli uomini per avere terre coltivabili. Allora venne il deserto, non più le piogge e si inaridirono le sorgenti. Fu dopo molto tempo che gli uomini decisero di fare leggi al fine di proteggere gli alberi, anche con il mistero della religione, consacrando i boschi alle divinità, perché da tutti fossero rispettati.

Il moderno Egido

Oggi leggo i giornali, guardo la televisione e sono rattristato. Leggo di gente fuggita alle fiamme dalla riva del mare dove era in vacanza; vedo le fiamme che si alzano sopra gli alberi e il fumo dalla macchia mediterranea. No, il bosco così da per se stesso non può bruciare, anche se è molto caldo. Bruciare così in tante vaste aree discoste lungo la Penisola e nelle isole di questa Italia ignifera non può essere che opera dell’uomo, di questo moderno Egido spargitore di fuoco. Ma perché? Saranno pur tanti i motivi nascosti, anche perfidi, speculatori, per piromania e per ignoranza colpevole o no.

Piangono gli alberi bruciando, e si offrono agli dei non per chiedere acqua ma per consumarsi in sacrificio per dimostrare e far capire agli umani la loro stoltezza.

Alberi

Alberi dei luoghi, nella frazione Buccinigo di Erba Erba, vicino al Castello di Pomerio, 14 giugno 2006

Alberi  dei luoghi


questa cattedrale, questo albero veramente straordinario è nella frazione di Buccinigo,  Comune di  Erba (nella provincia provincia di Como)

poco vicino al castello di Pomerio, sulla strada secondaria che, passando da Albavilla, porta alla cittadina verde di nome e di fatto.

Siamo riusciti a fotografarlo all’ora giusta, verso il tramonto, con il sole alle spalle.

E prima di sentire Carlo Rivolta leggere Giuseppe Pontiggia.

Il 14 giugno 2006

da un commento:

Mi fa piacere sapere che questo albero continua ad affascinare chi lo guarda. Si trova nel giardino di una villa a Buccinigo (Erba). Era il nostro albero, mio e dei miei fratelli, quanto abbiamo giocato sotto le sue fronde. Mi ricordo che c’era un’altalena appesa, talvolta con i piedi riuscivamo a toccare i suoi rami.
Lui era l’albero più grande del giardino, era il fulcro, il padrone in assoluto.
Viveva con noi, faceva parte della famiglia. Potrei scrivere all’infinto su di lui.
Mi ha donato tantissime emozioni, tutte bellissime. Era imponente, protettivo,
saggio, sprigionava senso di tranquillità, di eternità, di bontà infinita, ai suoi piedi la vita diventava meravigliosa.

Tutto il giardino era protetto dai beni artistici. Del vecchio, magico e fiabesco giardino è rimasto solo quell’antico albero: difficile da eliminare! C’era ogni tono di verde, c’erano parti aperte e altre boschive e fiori e frutta a profusione. La fantasia di noi bambini galoppava… Che momenti felici ci ha regalato l’antico giardino di famiglia!

Carla M.

è in un giardino privato, ma in uno spazio ampio e sicuramente ben curato.

Probabilmente da 100 e più anni.

————————————————————————————-

———————————————————————————————

—————————————————————————————–

—————————————————————————————————————

————————————————————————————————————

—————————————————————————————————–

——————————————————————————————————-

————————————————————————————————————-

—————————————————————————————————-

———————————————————————————————————-

——————————————————————————————————-