Il largo del noce (e dell’acero) è oltrepassato. Vedremo cosa succederà, caro Paolo
bellissima confidenza di cui ti sono grato
Pensieri anche, anzi soprattutto, leopardiani. Perdonami questo cedimento nichilistico. Ma il mio io individuale (come quello di ogni altro) non riesce sempre a far saldamente proprie le indicazioni del mio esser “Io del destino”. Lo dico sempre a Emanuele: è questo il mio limite, che è poi il limite di ognuno di noi rispetto allo sguardo del destino della verità.
Da quest’anno abbiamo MOLTO bisogno di un aiuto per il giardino. Ne abbiamo bisogno di più rispetto agli altri anni
E’ vero che il nostro è un giardino fatto da corridoi che seguono la linea d’acqua. Non è un “giardino piano”: è un giardino fatto da 6 “corridoi” e 4 spiazzi. Proprio per questo è strano e impegnativo
L’aiuto arriva dai giardineri.
Tuttavia ci sono i giardinieri che tagliano l’erba e puliscono e poi ci sono i “giardineri poeti”
Paolo è un giardiniere poeta. Ha imparato da suo padre, fin da quando era piccolo, ad osservare l’indole di ogni pianta. “Cuncta”: proprio di ciascuna pianta
Quando pota osserva la direzione, la struttura e l’intenzione di ogni ramo.
Paolo è capace di accorgersi in mezzo a un prato, che ci sono delle piantine piccole che NON dovevano essere tagliate. Ma il bello è che si accorge di queste piantine dalle intenzioni di coloro che le hanno messe lì. E così è successo per le Belle di Giorno che Luciana da tempo aspettava nella zona dell’orto.
Paolo è un giardinere poeta che sa far risaltare la forza dei muri di pietra che sostengono il giardino a corridoi di Coatesa bassa.
Ed ecco il risultato finale di questo fine giugno: