distruzione del paesaggio · distruzioni urbane · Stadio Giuseppe Sinigaglia · urbanistica

Nuova frenata sullo Stadio di Como: “altezza massima 16 metri”, articolo di Martina Toppi in la Provincia, 4 giugno 2025, pagine 1 e 25

le linee di condotta indicate da Maria Mimmo della direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio

rileggi in:

https://www.laprovinciadicomo.it/stories/premium/como-citta/la-soprintendenza-boccia-i-volumi-dello-stadio-o_3088781_11/

distruzione del paesaggio · distruzioni urbane · Stadio Giuseppe Sinigaglia · urbanistica

L’associazione “do.co.mo.mo” tutela i monumenti del ‘900 e giudica dannoso il progetto per il nuovo Stadio di Como, articolo in la Provincia, 1 giugno 2025, pagina 20

L’associazione do.co.mo.mo Italia (Documentazione e Conservazione del Movimento Moderno) tutela gli edifici e i complessi urbani del Novecento, promuovendo la conoscenza, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio architettonico moderno.

Fondata nel 1990 e costituita formalmente come associazione culturale nel 1995, do.co.mo.mo Italia si occupa di sensibilizzare istituzioni, professionisti e cittadini sull’importanza di preservare l’architettura del XX secolo, spesso a rischio per obsolescenza e trasformazioni non adeguatamente progettate125.

Riguardo al progetto del nuovo Stadio di Como, do.co.mo.mo Italia ha espresso giudizi critici, ritenendo dannoso il progetto per il patrimonio architettonico e paesaggistico della città.

L’associazione sottolinea come interventi non rispettosi del contesto e delle architetture esistenti possano compromettere il valore storico e culturale del territorio, in linea con la sua missione di tutela e conservazione del patrimonio del ‘90015.

In sintesi, do.co.mo.mo Italia si oppone al progetto del nuovo Stadio di Como perché lo considera lesivo per il patrimonio architettonico moderno della città, coerentemente con il suo ruolo di difesa e valorizzazione delle architetture del Novecento15.

Citations:

  1. https://www.docomomoitalia.it
  2. https://www.docomomoitalia.it/chi-siamo/
  3. https://sira-restauroarchitettonico.it/congresso-docomomo-italia-novecento-in-transizione-patrimonio-e-progetto-azioni-e-tutela-call-for-abstract/
  4. https://www.archibo.it/news/novecento-transizione-patrimonio-e-progetto-azioni-e-tutela
  5. https://www.architettiroma.it/notizie/architettura/tutela-del-patrimonio-oar-e-docomomo-italia-per-il-riconoscimento-delle-architetture-del-secondo-novecento/
  6. http://www.old.awn.it/AWN/Engine/RAServePG.php/P/48381AWN0103/M/undefined
  7. https://www.italianostra.org/sezioni-e-consigli-regionali/puglia/docomomo-mostra-9-itinerari-x-100-architetture-900-in-basilicata-e-puglia/
  8. https://www.instagram.com/docomomoitalia/

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distruzione del paesaggio · Torno

Marco Magnifico, presidente del Fai-Fondo per l’Ambiente Italiano: “Il lago di Como non diventi un lunapark solo per turisti ricchi”, Articolo di Anna Campaniello in Corriere della Sera , 6 aprile 2024

letto in edizione cartacea

Marco Magnifico, presidente del Fai, Fondo per l’Ambiente Italiano lancia un grido di allarme e invita a una riflessione dopo l’avvio, a Torno, dell’iter per la realizzazione di un nuovo resort di lusso in riva al lago, a poca distanza da Villa Pliniana, su aree private che verrebbero acquisite da una società straniera. Il progetto è al vaglio dell’amministrazione comunale.

cerca l’intero articolo in:

https://milano.corriere.it/notizie/lombardia/24_aprile_06/il-presidente-del-fai-e-il-progetto-del-resort-di-lusso-a-torno-il-lago-di-como-non-diventi-un-lunapark-per-turisti-ricchi-cfbde17b-daf4-43a0-8edf-23c989f36xlk.shtml

diga foranea · distruzione del paesaggio · distruzioni urbane · Piazza Cavour · STORIA LOCALE E SOCIETA' · urbanistica

Como, 22 Marzo 1957: la pazza idea di riempire il lago (da Piazza Cavour alla Diga Foranea), in La Provincia / l’Ordine 31 maggio 2020

letto in edizione cartacea

cerca in:

https://ordine.laprovinciadicomo.it/

distruzione del paesaggio · regole amministrative

Abusi e reati edilizi: aggiornato con le novità in materia di DIA introdotte dal Decreto Sviluppo – pamalteo@gmail.com – Gmail

Abusi e reati edilizi

Con Cd-Rom contenente:

» Giurisprudenza integrale
» Normativa nazionale
» Normativa regionale

IV edizione

ABUSI E REATI EDILIZI
Manuale operativo commentato con la giurisprudenza

La linea di demarcazione tra opere edilizie legittime e abusive è spesso incerta: errare nel determinare la tipologia o il procedimento provoca gravi conseguenze giuridiche e giudiziarie, anche penali.

Aggiornato con il D.L. 9 febbraio 2012, n. 5 convertito con modificazioni in L. 4 aprile 2012, n. 35 che ha modificato la materia dei parcheggi pertinenziali, e con il D.L. 83/2012 che ha introdotto novità in materia di Denuncia di Inizio Attività, con nuova Giurisprudenza e arricchito dalla disciplina degli interventi soggetti ad autorizzazione unica, questo nuovo Manuale chiarisce la complessa materia degli abusi edilizi e urbanistici attraverso l’analisi organica e puntuale della disciplina normativa, solidamente impiantata su una articolata e minuziosa casistica pratica.

Integrato da sentenze scelte, intessute organicamente nel contesto della trattazione, affronta in dettaglio opere e procedimenti, sanzioni e contenzioso, condoni e sanatorie, approfondendo gli aspetti tipici dei singoli reati edilizi e urbanistici che enuclea in base alle indicazioni della Corte di Cassazione, del Consiglio di Stato, dei Tribunali di merito.

In 1108 pagine illustra compiutamente le questioni tecnico-legali riguardanti: › le disposizioni legislative applicabili, › i titoli abilitativi occorrenti nelle varie situazioni, › gli abusi sanzionabili, con la giurisprudenza di riferimento evidenziata in appositi riquadri a margine di ciascun argomento.

Fornisce la più efficace disamina pratica di una materia che negli ultimi anni ha subito repentini cambiamenti, da ultimo con l’introduzione della Scia che ha posto delicate questioni circa l’applicabilità o meno di tale istituto in ambito edilizio, con non poche difficoltà interpretative e applicative, chiarite nel corpo del volume.

Efficacissimo nel dare risposte fondate, fruibile e di rapida consultazione, grazie al risalto grafico delle locuzioni chiave ed ai dettagliatissimi indici sistematico ed analitico che rendono immediata ogni ricerca, il volume è così esattamente articolato:

Parte prima – INTRODUZIONE ALLA DISCIPLINA URBANISTICA
Capitolo 1 – La disciplina urbanistica 
1. L’evoluzione della legislazione ed i punti di criticità
2. Edilizia, urbanistica e governo del territorio
3. Le prime leggi urbanistiche
4. Le leggi successive al 1942
5. I primi condoni edilizi
6. Ripartizione di competenze tra Stato e regioni
7. Il Testo Unico 380/2001
8. Il permesso di costruire
9. Denuncia di inizio attività e “superdia”
10. Il certificato di agibilità

Capitolo 2 – La pianificazione urbanistica 
1. Introduzione
2. La pianificazione sovracomunale
3. Il piano regolatore generale comunale
4. La pianificazione attuativa
5. Il regolamento edilizio

Parte seconda – I TITOLI ABILITATIVI
Capitolo 3 – Il permesso di costruire e le nuove autorizzazioni
1. Introduzione
2. Attività subordinate al permesso di costruire
2.1. Interventi di nuova costruzione
2.2. Interventi di ristrutturazione edilizia
2.3. Interventi di ristrutturazione urbanistica
2.4. Mutamento di destinazione d’uso
3. Interventi soggetti ad autorizzazione
3.1. Antenne ripetitori
3.2. L’autorizzazione “unica” per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili

Capitolo 4 – L’attività edilizia libera, la Dia e la Scia, l’attività edilizia della pubblica amministrazione
1. Gli interventi liberi
2. Gli interventi soggetti a Dia
3. Dalla Dia alla Scia
4. L’attività edilizia della pubblica amministrazione
5. La cd. superdia

Parte terza – ABUSI EDILIZI: TIPOLOGIA, VIGILANZA E SANZIONI

Capitolo 5 – I reati urbanistico-edilizi del TU 380/2001 
1. I reati urbanistico-edilizi
2. La successione di leggi nel tempo; art. 20, legge 47/1985 e  art. 44, TU 380/2001
3. Art. 44, lett. a)
4. Art. 44, lett. b)
5. Art. 44, lett. c), seconda parte: interventi abusivi e zone sottoposte a vincolo
6. La natura dei reati edilizi; consumazione e prescrizione
7. L’elemento soggettivo
8. I soggetti attivi del reato
9. Reati edilizi e abuso d’ufficio nel rilascio di permesso illegittimo
10. Le violazioni alla Dia e alla Scia

Capitolo 6 – La lottizzazione abusiva 
1. Art. 44, lett. c): lottizzazione abusiva
2. La lottizzazione abusiva negoziale
3. La lottizzazione abusiva materiale
4. Lottizzazione mista
5. L’interesse protetto
6. La natura giuridica: consumazione e prescrizione
7. I profili soggettivi
8. Condono e lottizzazione
9. La confisca

Capitolo 7 – Reati edilizi e procedimento penale 

1. Introduzione
2. L’attività di vigilanza
3. I mezzi di accertamento; accertamenti tecnici, consulenze e perizie
4. Il sequestro del manufatto abusivo; probatorio e preventivo
5. L’accertamento di conformità e la sospensione dell’azione penale
6. La costituzione di parte civile
7. Consumazione e prescrizione
8. L’ordine di demolizione all’esito del processo
9. L’esecuzione dell’ordine di demolizione
10.La confisca dei terreni abusivamente lottizzati

Capitolo 8 – Le sanzioni amministrative 
1. Introduzione
2. La sospensione dei lavori
3. Le sanzioni
4. I soggetti responsabili
5. Le violazioni del permesso di costruire e le relative sanzioni
6. La lottizzazione abusiva
7. La demolizione delle opere abusive
8. Il pagamento della sanzione
9. Le violazioni al regime della denuncia di inizio attività
10. Omesso o ritardato pagamento del contributo di costruzione
11. La vigilanza su opere di amministrazioni statali
12.Gli accordi integrativi e/o sostitutivi dei provvedimenti sanzionatori

Capitolo 9 – Le sanzioni civili e fiscali
1. Le sanzioni civili
2. Le forniture somministrate da aziende erogatrici di servizi pubblici
3. Le sanzioni fiscali

Capitolo 10 – Le violazioni della normativa sulle opere in conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica 
1. Introduzione
2. Disposizioni a carattere generale
3. La normativa sulle opere in conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica
4. La vigilanza
5. Schema delle ipotesi contravvenzionali

Capitolo 11 – Le violazioni della normativa antisismica 
1. Introduzione
2. Le zone sismiche
3. Le norme tecniche
4. Obbligo di preavviso e autorizzazione all’inizio dei lavori
5. Le sanzioni penali
6. La vigilanza
7. La demolizione delle opere o le modificazioni necessarie a renderle idonee
8. Costruzioni in corso di realizzazione in zone sismiche di nuova classificazione
9. Le sanzioni fiscali
10. Esenzioni per le opere eseguite dal genio militare

Capitolo 12 – Le violazioni dei vincoli ambientali, dei beni culturali e delle aree naturali protette

1. Introduzione
2. La tutela dei beni culturali
3. La tutela dei beni paesaggistici
4. La tutela ambientale ed il reato di cui all’art. 734 c.p.
5. La tutela penale delle aree naturali protette

Parte quarta – ABUSI EDILIZI E SANATORIE
Capitolo 13 – L’accertamento di conformità
1. Introduzione
2. La sanatoria a seguito di accertamento di conformità
3. Presupposti del rilascio del permesso in sanatoria
4. Effetti del provvedimento di sanatoria
5. La sanatoria degli interventi soggetti a Dia
6. La sanatoria degli interventi intrapresi con la procedura della Scia
7. La sanatoria ex lege delle difformità marginali

Capitolo 14 – Il condono edilizio 
1. Introduzione
2. Dal condono del 1985 a quello del 2003
3. La domanda di condono
4. Le condizioni di applicabilità
5. Le tipologie di abuso sanabile
6. Condono edilizio in zone sottoposte a vincoli
7. Il provvedimento finale; il silenzio-assenso per decorso del termine
8. Condono e lottizzazione abusiva
9. Condono e vicende processuali

» N. D’angelo, Magistrato

distruzione del paesaggio · Laglio

Distruzione di paesaggio nel territorio del Comune di *** (sul Lago di Como), 5 agosto 2012

per il mio desolato commento vedi:

Goletta dei Laghi

Il Lago di Como è malato grave: È impietoso il giudizio della settima edizione della Goletta dei Laghi di Legambiente

Il Lago di Como è malato grave, povero Lario.

È impietoso il giudizio della settima edizione della Goletta dei Laghi di Legambiente.

Ieri l’associazione ambientalista ha presentato i risultati del monitoraggio
scientifico effettuato nel corso dell’anno. Altro che …
<http://www.corrierecomo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=41246:il-lago-di-como-e-malato-grave-inquinati-dieci-campioni-su-tredici&catid=14:prima-pagina>

Bellano · Goletta dei Laghi · Lezzeno

Goletta Verde sul Lago di Como: Sono dieci i punti critici rilevati

Sono dieci i punti critici rilevati dai tecnici, di cui due inquinati e otto «fortemente inquinati». Tra quelli compromessi sulla sponda comasca figurano il lido di Menaggio alla foce del torrente Senagra, mentre sono fortemente inquinati i campioni prelevati a Como, nei pressi del canale depuratore vicino al tempio Voltiano e alla foce del torrente Bagnana di Lezzeno. Sulla sponda lecchese del Lario, risulta inquinata la foce del fiume Adda a Colico. Fortemente inquinati i campioni prelevati alla foce del torrente Inganna sempre a Colico; alla foce del torrente Caldone di Lecco; alla spiaggia di Dorio; alla foce del torrente Pioverna a Bellano; al torrente Esino a Perledo e alla foce del torrente Meira a Mandello Lario.

tutto l’articolo qui: Il lago di Como? Non è limpido – Corriere.it.

distruzione del paesaggio · Laglio

Goletta dei Laghi di Legambiente: bandiera nera all’amministrazione comunale di Laglio per aver trasformato la settecentesca Villa Veronese, in località Torriggia, in una colata di cemento

Goletta dei Laghi di Legambiente
blitz degli ambientalisti a Laglio contro il consumo di suolo
 
Assegnata la bandiera nera all’amministrazione comunale
 
Legambiente: “Basta speculazioni sul lago. Fermare il consumo di suolo e salvaguardare il paesaggio, una condizione non più rinviabile per tutelare un patrimonio inestimabile. Approvare subito il piano di settore del demanio lacuale per fermare tutelare il territorio”
 
 
Fermare il consumo di territorio e la distruzione del paesaggio. Questo chiedono gli ambientalisti in occasione del blitz di questa mattina a Laglio, dove hanno srotolato lo striscione “no al cemento”.
L’equipaggio della Goletta dei Laghi ha assegnato una bandiera nera all’amministrazione comunale per aver trasformato la settecentesca Villa Veronese, in località Torriggia, in una colata di cemento.
 
“Molti sarebbero gli esempi da segnalare in tutto il lago dove si susseguono piccoli e grandi scempi all’insegna della speculazione edilizia. L’equilibrio del lago è troppo delicato e questi interventi ne stanno minando la salute – commenta così Federica Barbera, portavoce della Goletta dei Laghi -. Ogni anno, con il passaggio della Goletta dei Laghi, accendiamo i riflettori anche sulle criticità che mettono a repentaglio lo stato di salute dei nostri laghi. Con la consegna delle bandiere nere vogliamo richiamare le istituzioni ad agire per conservare e tutelare questa importante realtà del nostro Paese”.
 
Dal vecchio cantiere Molinari a Villa Veronesi, alla cancellazione delle rive naturali ricche di biodiversità, sono le ultime novità in fatto di consumo di suolo sulla sponde del piccolo comune rivierasco. Un carico di artificializzazione che cancella gli ultimi tratti di naturalità a lago e crea a volte anche problemi di dissesti idrogeologico e assieme ad esso parte del demanio pubblico. Complice anche la mancata approvazione da parte del Consorzio dei laghi del Piano di settore del demanio della navigazione, che così facendo lascia alle singole amministrazioni comunali la possibilità di interventi edilizi sul demanio non coordinati da una programmazione di bacino e senza Valutazione Ambientale Strategica (Vas). Un piano questo che gli ambientalisti chiedono sia approvato in tempi brevi e che rispetti le caratteristiche ambientali, ecologiche e paesaggistiche.
Il problema del consumo di suolo è in particolare concentrato lungo le fasce costiere: il 54% del territorio urbanizzato si trova entro una fascia di un chilometro della sponda lacustre (fascia estesa per il 29% del territorio totale dei 51 comuni del Lario) anche se negli ultimi anni l’urbanizzazione ha riguardato tutto il territorio, anche nell’entroterra: dei 321 ettari di nuova urbanizzazione, ben il 57% si trova a oltre un km di distanza dalla costa. Per farsi un’idea di cosa significhi ciò, il paese di Laglio ricopre, con edifici, strade e piazze, una superficie urbanizzata di 37 ettari: dunque è come se ogni anno, sul Lago di Como, spuntasse una nuova Laglio. Questo significa che gli spazi disponibili per nuove urbanizzazioni nella fascia costiera stanno sparendo sotto il peso del cemento ed è quindi necessario tener d’occhio anche l’entroterra, dove i costi dei terreni sono sicuramente più bassi e favoriscono gli interventi speculativi.
 
“Fra le preoccupazioni per i rischi che corrono i nostri laghi evidenziamo i gravi ritardi nella pianificazione di settore e nella presa in carico della navigazione pubblica sul Lario, pur in presenza di forti entrate da concessioni demaniali – aggiunge Barbara Meggetto, direttrice di Legambiente Lombardia -. Particolare attenzione va posta nel contenere ogni intervento sul demanio e sulle coste, anche quando si dovessero prevedere percorsi ciclopedonali, pur da noi richiesti per una mobilità dolce. La fattibilità di ogni opera va esaminata non solo secondo una corretta valutazione paesaggistica rispettosa delle tradizioni lariane, ma soprattutto misurata in rapporto al rispetto dell’ecosistema lacuale e delle sue vitali funzioni per l’uomo e il mondo animale, vegetale e naturale. Non si possono perciò concepire interventi sulle sponde del lago che producano invasioni di alveo, cementificazioni, artificializzazioni magari destinate a parcheggio auto, sacrificando inoltre il diritto di tutti all’accesso e alla godibilità delle spiagge e del lago.”
 
Ufficio stampa Goletta dei Laghi

Goletta dei Laghi

Goletta dei laghi assegna la ‘bandiera nera’ a Consorzio Lario, Provincia e due comuni Malgrate, Vercurago

Da http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=23906&origine=1

Goletta dei laghi assegna la ‘bandiera nera’ a Consorzio Lario, Provincia e due comuni Malgrate, Vercurago.

Una gestione sostenibile del Lario. Questo chiede Legambiente in occasione del passaggio della Goletta dei Laghi, la campagna nazionale per il monitoraggio scientifico delle acque lacustri e la salvaguardia della biodiversità e delle coste dei laghi italiani. L’equipaggio della Goletta dei Laghi, questa mattina, ha consegnato una bandiera nera a chi, a suo dire, non ama l’ecosistema lariano. Riceve il poco ambito riconoscimento attribuito degli ambientalisti il Consorzio Lario e laghi minori seguito dai comuni di Malgrate e Vercurago a cui è stata assegnata anche una “menzione speciale”.

Il Consorzio viene ammonito per non aver ancora provveduto alla approvazione del Piano di settore del demanio della navigazione. Così facendo, lascia alle singole amministrazioni comunali la possibilità di interventi edilizi sul demanio non coordinati da una programmazione di bacino condivisa e senza Valutazione Ambientale Strategica (Vas). In questo modo, sostiene Legambiente, rimane aperta la strada a pesanti lavori di artificializzazione che potrebbero mettere in seria crisi l’intero l’ecosistema lacustre e il paesaggio lariano. Dividono il premio con il Consorzio Lario e laghi minori le province di Como e Lecco per non aver ancora provveduto a sbloccare la situazione di stallo e a rendere operativo il richiesto Piano di settore al fine di permettere eventuali interventi nel bacino lariano nel rispetto delle caratteristiche ambientali, ecologiche e paesaggistiche.
A causa della mancanza di un quadro di riferimento, il Comune di Malgrate si aggiudica “l’Oscar dello scempio” avendo occupato con quella che viene definita come “una pesante cementificazione” una vasta porzione di alveo lacuale, eliminando l’unica spiaggetta del centro paese, snaturando il tipico aspetto dello storico lungo lago, oltre che artificializzando le sponde senza preoccuparsi di salvaguardare i caratteri di sostenibilità dell’ecosistema lacuale.
Non da meno il Comune di Vercurago con l’occupazione di circa 800 mq di alveo lacuale per tracciare una pista ciclabile che, secondo gli ambientalisti, poteva trovare collocazione nella larga sede stradale esistente, creando così una artificializzazione della sponda data dai massi cementificati fra loro eliminando la spiaggia esistente, con un risultato visivo da bordo canale ben diverso da quello tradizionale del lago di Garlate. Tutto questo è aggravato dal fatto che gli interventi ricadono all’interno del Parco Regionale Adda Nord.
“L’equilibrio del lago è troppo delicato e questi interventi ne stanno minando la salute – commenta così Federica Barbera, portavoce della Goletta dei Laghi – Ogni anno, con il passaggio della Goletta dei Laghi, non solo monitoriamo lo stato di salute delle acque ma accendiamo i riflettori anche sulle criticità che mettono a repentaglio lo stato di salute dei nostri laghi che sono già fortemente compromessi. Con la consegna delle bandiere nere vogliamo richiamare le istituzioni ad agire per conservare e tutelare questa importante realtà del nostro Paese”.
“Fra le preoccupazioni per i rischi che corrono i nostri laghi evidenziamo i gravi ritardi nella pianificazione di settore e nella presa in carico della navigazione pubblica sul Lario, pur in presenza di forti entrate da concessioni demaniali – aggiungono Pierfranco Mastalli, presidente del circolo Legambiente di Lecco e Costanza Panella, presidente del circolo Legambiente di Bellano – Particolare attenzione va posta nel contenere ogni intervento sul demanio e sulle coste, anche quando si dovessero prevedere percorsi ciclopedonali, pur da noi richiesti per una mobilità dolce. La fattibilità di ogni opera va esaminata non solo secondo una corretta valutazione paesaggistica rispettosa delle tradizioni lariane, ma soprattutto misurata in rapporto al rispetto dell’ecosistema lacuale e delle sue vitali funzioni per l’uomo e il mondo animale, vegetale e naturale. Non si possono perciò concepire interventi sulle sponde del lago che producano invasioni di alveo, cementificazioni, artificializzazioni magari destinate a parcheggio auto, sacrificando inoltre il diritto di tutti all’ accesso e alla godibilità delle spiagge e del lago”.
All’incontro hanno preso parte: Barbara Meggetto, direttrice di Legambiente Lombardia; Federica Barbera, portavoce della Goletta dei Laghi di Legambiente; Pierfranco Mastalli, presidente del circolo Legambiente di Lecco e Costanza Panella, presidente del circolo Legambiente di Bellano.

Bellano · Goletta dei Laghi

Goletta dei Laghi Domenica 1° luglio 2012 si svolgerà a Bellano una manifestazione di Legambiente Lario Sponda Orientale

Goletta dei Laghi Domenica 1° luglio si svolgerà a Bellano una manifestazione di Legambiente Lario Sponda Orientale, nell’ambito dell’iniziativa a carattere nazionale “Goletta dei Laghi”, volta a sensibilizzare l’opinione pubblica su vari temi di attualità e di grande interesse per il nostro lago quali lo spregiudicato consumo di suolo e conseguenti guasti al paesaggio, la gestione del demanio pubblico lacuale, il diritto di accesso e di fruibilità delle rive, la nautica sostenibile, la difesa dell’integrità dell’area protetta del Pian di Spagna, recentemente attaccata da un progetto di costruzioni alla foce dell’Adda. A sostegno di tale manifestazione è prevista una sfilata di barche imbandierate (vela, remi, motore) che si svolgerà dalle 15 alle 16 partendo dalla “poncia” di Bellano per sfilare alcune volte davanti al paese e segnatamente davanti a Piazza Tomaso Grossi (tra l’imbarcadero e il vecchio porto) dove  sarà allestito il banchetto di Legambiente.

distruzione del paesaggio · Moltrasio

Moltrasio: Salviamo Villa Coccini, a cura del Comitato per la difesa del territorio

E’ NATO IL COMITATO “SALVIAMO VILLA COCCINI”

Il compendio immobiliare “Villa La Rotonda” più noto come Villa Coccini sarà demolito, e il suo posto sarà occupato da un condominio di lusso di 5 piani.

Questa è la decisione presa dalla maggioranza che amministra il Comune di Moltrasio nella seduta del 24 giugno. Decisione presa in fretta e furia senza alcuna discussione preventiva con le minoranze nè con la commissione urbanistica e e pervicacemente ribadita in Consiglio nonostante Villa Coccini sia un simbolo del paesaggio di Moltrasio, infatti appare già nelle cartoline di fine 800, è inserita nel Piano Regolatore fra le “Ville e organismi edilizi di impianto storico con relativo compendio” ed è  presente come prima immagine  sul sito ” Ville” del Comune…inoltre è stata proprietà della famiglia Coccini che ha voluto disporre un lascito testamentario cospicuo di cui beneficiano tutt’ora e per sempre i cittadini più deboli del Paese: IL FONDO COCCINI.
Crediamo che Moltrasio non possa rinunciare ad un luogo così carico di testimonianze e di memorie e non ci rassegnamo a vedere sparire in silenzio un tratto storico paesaggistico così importante.
La decisione già presa è di abbattere la villa, cancellando un pezzo della nostra storia; intendiamo fare tutto il possibile per modificare questa decisione.

Chiediamo di aderire al COMITATO “SALVIAMO VILLA COCCINI” che abbiamo costituito per questo scopo e di partecipare alle sue iniziative.

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da Salviamo Villa Coccini: Chi siamo.