LA GRANDE GUERRA tra storia e memoria, tra mito e quotidianità, corso di aggiornamento, Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta di Como, 13 febbraio-15 maggio 2015

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GIORNO DELLA MEMORIA, 27 gennaio 1945-27 gennaio 2015

GIORNO DELLA MEMORIA

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Villa Olmo Como, via Cantoni 1, ore 11, ingresso libero

Cerimonia di commemorazione. Interverranno Giuseppe Calzati dell’Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta, Walter Merazzi del centro di ricerca Schiavi di Hitler, Paola Fargion autrice di Diciotto passi. Per l’occasione un riconoscimento sarà consegnato a Ines Figini.


Giardino Giorgio Perlasca, Cernobbio, ore 15

Interverranno gli alunni delle classi III dell’Istituto secondario di I grado Don Marmori di Cernobbio e un rappresentante del Centro Studi Schiavi di Hitler.


Cooperativa Moltrasina, via Raschi 9, ore 19.45, offerta libera

La verifica dell’assurdo. In memoria della Shoah. Programma:

– ore 19.45 letture a cura di Sàndor Lukàcs e Ignazio Cavaretta
– ore 20.30 cena tradionale ebraica 
– ore 21 Train de vie – Un treno per vivere (Francia / Belgio / Romania / Israele / Paesi Bassi, 1998, 103 minuti) di Radu Mihaileanu con Agathe De La Fontaine, Lionel AbelanskiRufusClément Harari e Marie José Nat
Una sera del 1941, Schlomo, il folle, fa ritorno al proprio shtetl, un villaggio ebraico dell’Europa dell’Est, con la notizia dell’imminente arrivo dei tedeschi. Il Consiglio dei Saggi si riunisce e decide di organizzare un falso treno di deportati per sfuggire ai nazisti. La comunità prepara la partenza in gran segreto per la Terra Promessa…

http://moltrasina.blogspot.com


Sala Consiliare, via Roma 56, Lurago d’Erba, ore 20.30

Voci dalla Shoah. Testimonianze e commenti sull´Olocausto a cura delle scuole primaria e secondaria di Lurago d’Erba.


Teatro della Rosa, via Patrizi 6, Albavilla, ore 21, biglietti a 10 sacchi

La farfala sucullo di e con Giuseppe Adduci, musica e canzoni dei Sulutumana. Premio Teatro e Shoah 2007.
Non tutti sanno che oltre ai sei milioni di ebrei, i nazisti sterminarono nei campi di concentramento migliaia di dissidenti politici, di minorati psichici e fisici, di omosessuali e di zingari. La storia ufficiale si è occupata poco delle sofferenze di questi ultimi, probabilmente perché non ha trovato tra di loro chi avesse sufficiente voce e volontà di grido. Il teatro, come a volte succede, corre in soccorso dei meno potenti, ed è questo il motivo de La farfala sucullo. Lo spettacolo cerca di mettersi in comunicazione con la diversità, tramite l’emozione della vicenda che narra e delle canzoni che la accompagnano e cerca di essere in questo momento oscuro un appiglio a chi ha voglia di credere che il razzismo non è mai una buona opinione.

http://www.cineteatrodellarosa.it


Sala civica, piazza Roma 52, Mariano Comense, ore 21, ingresso libero

Ogni cosa è illuminata (Usa, 2005, 106 minuti) di Liev Schreiber con Elijah WoodBoris LeskinEugene HutzLaryssa Lauret e Jonathan Safran Foer
Il giovane Jonathan Safran Foer è un ebreo nato e vissuto negli Stati Uniti, di origine ucraina. Essendo un “collezionista di ricordi di famiglia”, decide di fare un viaggio in Ucraina per trovare il piccolo e sperduto villaggio di Trachimbrod, in cui visse suo nonno. Nel suo viaggio si affiderà a una guida locale e al nipote della guida Alex, suo coetaneo, che con il suo strano inglese, lo aiuterà seriamente nella sua rigida ricerca attraversando i bellissimi paesaggi ucraini “on the road” a bordo di una Trabant.


Sala Camino di Villa Ferranti, piazza Umberto I, Figino Serenza, ore 21, ingresso libero

Nato con la camicia (le lettere del sabato). Spettacolo teatrale di Renato Soriano.


Biblioteca comunale, via Camozzi 11, Menaggio, ore 21

Con le parole… per non dimenticare. Letture di lettere dei condannati a morte della Resistenza Europea.


Sala Consiliare, Solbiate, ore 21, ingresso libero

Per non dimenticare. Incontro con Carlo Della Torre, deportato nei lager tedeschi.

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Rosenstrasse Cafè & C. Reading con sonorizzazioni di percussioni e sax con Jole Tramacere (testo, regia e voce recitante), Paolo Benzoni (ricerca sonora e percussioni) e Marco Franceschetti (ricerca sonora e sax).
Ispirato a un fatto storico relamente accaduto, è la storia, ambientata a Berlino nel periodo della Germania nazista, di un gruppo di donne che sfidano il regime dittatoriale e salvano i loro mariti e figli ebrei dalla deportazione nei lager. Rosenstrasse è il nome della strada dove si radunano le donne mogli, madri, amiche davanti al palazzo dove sono rinchiusi i loro mariti e figli. All’angolo della Rosenstrasse c’è un bar, un Cafè dove le donne s’incontrano prima d’andare in strada, discutono, lasciano messaggi, si sostengono, si scambiano informazioni, creano rete di solidarietà. È una storia di resistenza nonviolenta di un gruppo di persone comuni.

http://www.teatrosanteodoro.it/

OLTRE LO SGUARDO

Cineteatro Il Mulino, piazza della chiesa, Fino Mornasco, ore 21, ingresso con tessera del Cinecircolo del Coordinamento comasco per la pace che costa solo 3 micragnosi sacchi ed è valida per tutti i film

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La chiave di Sara (Francia, 2010, 111 minuti) di Gilles Paquet-Brenner con Kristin Scott ThomasMélusine MayanceNiels ArestrupFrédéric Pierrot e Michel Duchaussoy
Julia Jarmond, giornalista americana che vive in Francia da vent’anni, indaga sul doloroso episodio del rastrellamento nazista del Vel d’Hiv a Parigi: il soggetto di un possibile articolo giornalistico diventa per Julia qualcosa di più personale. A seguire intervento di Giorgio Cavalleri.

da MARTEDÌ 27 GENNAIO – La Settimana InCom – La Provincia di Como La Provincia di Como – Notizie di Como e provincia., a cura di Alessio Brunialti

Fabio Cani, COMO TRA DUE GUERRE: la storia e la ragione, in occasione della Mostra “Como 1920-1940: paesaggi della città razionalista”, 24 settembre 2014, Audio della lezione

Audio della lezione di Fabio Cani:

se non funzionase  il precedente link, usa:

la lezione si è svolta con la proiezione di fotografie.
spero che qualcun altro abbia avuto l’idea di fare il video
Questo audio è reso disponibile agli interessati ascoltatori nel quadro della “cultura della condivisione”, favorita da internet.
Se gli organizzatori e il docente non fossero d’accordo per la sua diffusione lo toglierò e farà solo parte della mia audioteca di studio.
Grazie per la importante occasione di riflessione.
Paolo Ferrario

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vai alla scheda dell’editore: http://www.gamonline.it/?pagina=edizioni&scheda=147

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vai alla scheda di Nodolibri: http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=102

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vai alla scheda del libro : http://www.arabafenicelibri.it/scheda-libro/novati-alberto-pezzola-aurelio/il-mutevole-permanere-dellantico-9788866170570-28572.html

70° ANNIVERSARIO DEL BOMBARDAMENTO DI ERBA Civico museo, via Foscolo 27, Erba, ore 15.30, 2014

70° ANNIVERSARIO DEL BOMBARDAMENTO DI ERBA

Civico museo, via Foscolo 27, Erba, ore 15.30, ingresso libero

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Inaugurazione della mostra I bombardamenti aerei su Incino nel ricordo dei testimoni 30/09/1944 a cura di Francesco Andreoni e Luca Mancardi. La mostra proseguirà sino all’1 ottobre.


XXIV RASSEGNA CONCERTI D’ORGANO 2014

Chiesa dei SS. Gordiano ed Epimaco, Blevio, ore 17, ingresso libero

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Concerto di Henk Galenkamp.

http://www.organoprestinari1821.weebly.com

Giuliano Banfi ricorda Julia Bertolotti Banfi, UNA DONNA CORAGGIOSA, presentando il libro Amore e speranza, Lanzo d’Intelvi, 31 luglio 2014

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È online www.jsc15.it Il magazine di SistemaComo2015 Una iniziativa NodoLibri per SistemaComo

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È online www.jsc15.it
Il magazine di SistemaComo2015

 

Una iniziativa NodoLibri per SistemaComo

JSC15.it

È online www.jsc15.it: magazine di SistemaComo2015. Strumento di informazione e di comunicazione legato alla rete di enti, aziende, eventi, prodotti, associazioni, persone… che si è costituita dal 2011 per collegare il territorio comense con Expo 2015 e le 147 nazioni partecipanti alla grande Esposizione Universale.
Un magazine scritto dai protagonisti che possono testimoniare “in diretta” la loro adesione al progetto Expo, i desideri, le passioni, i risultati, ma anche i dubbi e i problemi.
JSC15 è un’area aperta e condivisa: vicino ad Expo e a 20 km dal mondo.

JSC15: un magazine colorato per un territorio complesso
Como, la Brianza, il Lario sono parti di un unico territorio complesso; un luogo talvolta persino difficile da comprendere.
Eppure ricco di suggestioni e di soluzioni che lo mettono ai primi posti in Italia per “bellezza” e “produttività”; anche per ricchezza.
JSC15 nasce dall’unione di queste parti “positive” che non sempre si trovano in armonia tra loro.
Tuttavia, quando accade (e accade più di quanto non si pensi) il risultato è appunto quella ricchezza non solo economica, ma anche creativa, fantasiosa, innovativa.

JSC15 vuol dar conto di tutto ciò: della complessità del sistema (SistemaComo2015!) e della volontà di unione delle forze migliori,
quelle positive, quelle sostenute dalla volontà di cercare soluzioni (perché i problemi ci sono) senza negarsi alla fatica del lavoro,
senza ridursi al piagnisteo costante, ma cercando di trovare – nei punti comuni tra persone, imprese, enti – la forza necessaria per superare le difficoltà.

JSC15 è colorato come tutto il mondo web e come il territorio di Como, della Brianza e del Lario (e dei laghi briantei);
è colorato in quanto segno positivo e spazio aperto per il confronto sereno.

JSC15 è risultato del lavoro di una redazione, ma anche e soprattutto della collaborazione degli operatori, delle imprese,
degli enti, delle associazioni che costantemente progettano novità e lavorano per il territorio.
Sono persone e imprese che in buon numero fanno già parte del “SistemaComo2015” attivo dal 2011
e che insieme hanno mantenuto costante il contatto con Expo nell’intento di ricavarne benefici economici e culturali.

Dunque non solo affari, ma anche la consapevolezza (comune) che ragionare e lavorare contro
lo sfruttamento della Terra (“Energia per la vita“) e per dare cibo a tutti (“Nutrire il pianeta“)
non restino due slogan, ma siano il vero impegno di tutti.


www.jsc15.it

GIANNA E NERI: IL DOVERE DI UN RICORDO, Moltrasio, 27 giugno 2014

GIANNA E NERI: IL DOVERE DI UN RICORDO

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Programma:

  • alle 18 ritrovo all’imbarcadero di Moltrasio e partenza di una delegazione in barca verso il Pizzo di Cernobbio, dove verrà deposta nel lago una corona di fiori in memoria di Giuseppina Tuissi “Gianna”, staffetta partigiana, e del suo compagno Luigi Canali “Neri”, comandante della 52ª Brigata Garibaldi, protagonisti della lotta di liberazione dal fascismo. Ricordo di Gianna e Neri a cura dello storico Giorgio Cavalleri, autore di Ombre sul lago.
  • alle 19.30 Cooperativa Moltrasina, via Raschi 9, Moltrasio cena conviviale (prenotazione obbligatoria allo 031/29.03.16 o al 366/312.39.66) e, alle 21narrazione e canzoni con Filippo Andreani che, insieme a Roberta Cairoli, presenterà La storia sbagliata. Un caso d’amore di piombo e di morte.

Un evento a cura del Circolo Arci Settima Generazione e dell’Istituto di storia contemporanea “Pier Amato Perretta”


Filippo Andreani

La storia sbagliata
Un caso d’amore di piombo e di morte 

La vicenda del Neri e della Gianna percorre in modo intenso e drammatico il cruciale periodo della rifondazione dell’Italia moderna, attraverso e oltre l’abisso della dittatura fascista, dell’occupazione nazista e delle distruzioni della guerra. È una storia in cui amore e morte, lealtà e tradimento, persone e fatti storici si intrecciano con tale forza che è difficile districare il groviglio. È una storia che consegna a chi è rimasto la ineludibile responsabilità di chiarire e spiegare – senza prendere la facile, ma sterile, strada di negare o condannare.

È una storia vera che nella trasfigurazione musicale e poetica di Filippo Andreani diventa “La Storia Sbagliata”: tredici canzoni in cui testo e musica raccontano le vicende dei due personaggi attraverso la lente di una personale ricostruzione, tanto radicata in una profonda conoscenza dei fatti quanto libera di giocare con i sentimenti e le sensazioni.

 

Tracce del CD

1   Per amore di un sogno
2   Per un sogno d’amore
3   L’annuncio
4   A te che dormi
5   Buonanotte luce
6   Mi chiamo Nessuno
7   In fiero tacere
8   La sentenza
  Dal cuore alle labbra
10   Sulle labbra
11   Il testamento di Neri
12   L’ultimo minuto di Gianna
13   Commiato, o arrivederci

Como, 2010
Collana: I suoni
Edizione: NodoLibri
Pp. 48, F.to cm. 18,5
Confezione: Cartonato filo refe
Allegati al libro: CD
ISBN: 978-88-7185-173-0

Euro: 20.00

La storia sbagliata (Filippo Andreani)

Parole chiave:
Neri Gianna

Giorgio Cavalleri, Franco Giannantoni, “GIANNA” e “NERI FRA SPECULAZIONI E SILENZI, Ediziion ARTIGERE, Varese, 2002, p. 288

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anni ’70 a Como: sulla chiusura della fabbrica Ticosa, nel ricordo di Mario Pratelli, da Corrieredicomo.it, 10 novembre 2013

Quella scomoda verità sulla chiusura della Ticosa Stampa E-mail
DOMENICA 10 NOVEMBRE 2013

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Le vere origini del tracollo
Il racconto del capo del personale che visse i momenti finali della fabbrica

… Mario Pratelli: Dopo anni di crisi, la Pricel – ai primi di settembre del 1980 – aveva presentato ai sindacati un piano di ristrutturazione che prevedeva importanti investimenti per il rinnovo degli impianti a fronte di una congrua riduzione dell’organico. «Le ripetute riunioni all’Unione Industriali – ricorda ancora l’ex dirigente della Ticosa – svoltesi nel corso del mese di settembre fra le controparti, si erano concluse con un nulla di fatto. Anche a fronte di un aumento della cifra degli investimenti da parte di Pricel, i sindacati avevano continuato rigidamente a opporsi a un solo licenziamento

segue qui Quella scomoda verità sulla chiusura della Ticosa

Era in atto una lotta di classe esasperata e il padrone rappresentava il nemico. Dovetti guardarmi bene dal dire che mio padre lavorava in quell’azienda come dirigente. Quelle poche volte che lo vidi comparire nei reparti, feci finta di nulla. Erano gli anni delle Brigate Rosse (l’anno successivo venne rapito Aldo Moro) e anche i dirigenti d’azienda erano stati presi di mira: alcuni vennero anche gambizzati. 
Eppure tutto ciò che veniva prodotto in quella fabbrica continuava a emozionarmi. 
Gli operai più anziani amavano quell’azienda che aveva dato da vivere alle loro famiglie per decenni. Non approvavano quello che stava succedendo, ma lo dovevano subire. Loro malgrado. 

segue qui 

Pier Amato Perretta. Un uomo in difesa della libertà, NodoLibri

Pier Amato Perretta. Un uomo in difesa della libertà[http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=122]Il volume, in coedizione con l’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como, e in collaborazione con l’Università dell’Insubria, ricostruisce la biografia di uno dei più illustri protagonisti dell’antifascismo e della resistenza del Comasco, e presenta un’ampia antologia dei suoi scritti, principalmente dedicati ai problemi della magistratura ancora oggi di straordinaria attualità.
Il volume è introdotto da due saggi di Matteo Dominioni, Raffaella Bianchi Riva ed Elisabetta D’Amico e completato da una galleria di immagini inedite.

NodoLibri, 2005

I partigiani “Gianna” e “Neri” furono assassinati per ordine del partito comunista e non della Resistenza, da Franco Giannantoni e Giorgio Cavalleri, “Gianna” e “Neri” fra speculazioni e silenzi, Edizoni Arterigere

il secolo breve (1919-1945) sul Lario:

 I partigiani Gianna e Neri furono assassinati per ordine del partito comunista e non della Resistenza. I due volevano che l’oro requisito al Duce, in fuga verso la Svizzera, venisse restituito all’erario

in Franco Giannantoni e Giorgio Cavalleri, “Gianna” e “Neri” fra speculazioni e silenzi, Edizoni Arterigere

vai anche a questa intervista a Renato Romandi (classe 1923, all’epoca dei fatti era un giovane comandante partigiano della Brigata Garibaldi, che operava nel comasco): Varese – I partigiani Gianna e Neri furono assassinati per ordine del partito comunista e non della Resistenza. I due volevano che l’oro requisito al Duce, in fuga verso la Svizzera, venisse restituito all’erario.

vedi anche.

Giorgio Cavalleri Storia del Neri e della Gianna, NodoLibri

Rosaria Marchesi, Como ultima uscita. Storie di Ebrei nel capoluogo lariano 1943-1944 , NodoLibri

Rosaria Marchesi, Como ultima uscita. Storie di Ebrei nel capoluogo lariano 1943-1944

vai alla scheda del libro: http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=121

Il volume, pubblicato in coedizione con l’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como, ricostruisce un capitolo inedito della tragica vicenda della deportazione degli ebrei italiani. Nel dicembre 1943, decine di famiglie ebree affluirono nella zona di Como, al confine con la Confederazione Elvetica, con la speranza di mettersi in salvo; per molti, fu invece l’inizio della fine.
A partire dalla testimonianza di una giovane crocerossina che allora prestò conforto agli ebrei incarcerati (e aiutò alcuni di loro a fuggire), nel libro vengono ricostruite alcune vicende emblematiche.

Completano il volume documenti d’archivio, un saggio di Adriano Bazzocco sulle contemporanee vicende svizzere, e una serie di toccanti lettere scritte dal campo di concentramento di Fossoli.

Rosasco: un’impresa, un’industria, una città, Giovedì 21 marzo 2013, alle 16, presso il Museo della Seta di Como, (via Castelnuovo 9)

21 MARZO: ”Rosasco: un’impresa, un’industria, una città”
Un convegno per l’industria tessile comasca

Giovedì 21 marzo 2013, alle 16, presso il Museo della Seta di Como, (via Castelnuovo 9) si terrà un convegno sulle industrie Rosasco.Esse saranno lo spunto di partenza per la serie di interventi che tratteranno il tema dell’industria comasca del tessile.

La Rosasco è stata una fabbrica di tessitura che ha avuto un’importanza significativa nel mercato e nell’economia comasca, che ha svolto la sua attività interrottamente dalla fine dell’Ottocento fino alla fine degli anni settanta del secolo scorso.
Programma degli interventi:
Roberto Peverelli (Dirigente ISIS)
Luciano Guggiari (Museo Didattico della Seta)
Fulvio Coltorti (Mediobanca)
Fabio Cani (storico)
Antonio Petraglia (ISIS)
Salvatore Amura (Presidente Accademia Galli)
Graziano Brenna (Fondazione Setificio)
Gioacchino Garofoli (Università dell’Insubria)
Paolo De Santis (Presidente Camera di commercio di Como)
Ambrogio Taborelli (Past President Confindustria Como)
Mario Lucini (Sindaco di Como)
Nel corso del convegno sarà presentato anche il volume “La storia della tessitura serica meccanica Enrico Rosasco”, curato dal Prof. Antonio Petraglia e realizzato da studenti e docenti della Scuola.
Ingresso libero
Conferme: archivio.storico@mediobanca.it, tel.+39028829718

Cristina FONTANA, COMO A LUCI ROSSE. La prostituzione dall’epoca romana ai nostri giorni. Le case di tolleranza, le “luciole”, la “vita”, Sampietro editore, 2012

Memorie – Cristina Fontana racconta nel suo nuovo libro le vicende della prostituzione sul Lario

vai a Sampietro editore: http://www.sampietrografiche.com/libri_dettagli_pubb.php?ID_libro_edit=9788887672343

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Dai lupanari dell’antica città romana alle escort digitali che adescano clienti su Internet. È la realtà, sfaccettata, del mestiere più antico del mondo, la prostituzione, così come veniva e viene praticata a Como, ossia la Como a luci rosse.

 Così la definisce fin dal titolo un’informata indagine storica di Cristina Fontana, collaboratrice del “Corriere di Como” e già autrice di vari volumi dedicati a storie e memorie locali. L’argomento prostituzione non è solo pruriginoso, come vorrebbe suggerire l’immagine erotica sulla copertina del volume. È soprattutto arduo: occorre raccontare in poche pagine (ma neanche pochissime, sono oltre 240) infinite storie di “vita”, tra case di tolleranza, marciapiedi e altre situazioni equivoche, mantenendo la giusta distanza dell’atteggiamento storico senza dimenticare che si sta cercando di circoscrivere una piaga sociale, per quanto atavica. Raccontata da figure mitiche come – degne di una poesia del Porta – la “Giovannina”, la “Marzellina”, la “Luigia”, la “Gigogin” e la “Gorlin”, di esile statura, che batteva in via Italia Libera. Ma è un rosario di «commercio libidinoso» – come lo definisce un documento dell’Archivio di Stato di Como – fatto soprattutto di solitudine, dolore, miseria, malattia, a volte anche morte. Mai fatto di quell’aura romantica di cui certo maschilismo ha ammantato il fenomeno, con la retorica nostalgia per l’epoca in cui “quelle signore” erano regolamentate in lager di Stato, e sopporta omertosamente quelle di oggi per le strade, esposte al libero arbitrio della malavita e dei suoi vari clan.
Qualcosa dei vecchi bordelli della Como novecentesca si respira nel romanzo di Piero Chiara Il pretore di Cuvio, da cui si vuole trarre un film per il centenario dello scrittore luinese nel 2013. È la storia appunto di un pretore, Augusto Vanghetta, ossessionato dal sesso. Tanto da essere «sempre indaffarato a visitar femmine», e questo nonostante l’aspetto tutt’altro che invitante. «Alto poco più di un metro e mezzo, curvo e quasi gobbo, già grasso e occhialuto a vent’anni, e simile a un coleottero o a uno scarabeo stercorario per la sua tendenza a cacciarsi nel sudicio», annota la penna di Chiara. Intrisa di veleno ma al tempo stesso di pietà per le sorti degli umani che si immergono nel brago della solitudine e dell’egoismo quel tanto che basta da aver bisogno di pagare per ottenere un po’ di compagnia. Augusto riesce ad avere comunque successo costante presso vari generi di donna, dalla perpetua alla nobile. Ma riceverà uno smacco dalla consorte, cornificata per anni. L’apprendistato erotico di Vanghetta avviene appunto nei lupanari della “sconcia suburra” della Cortesella, il quartiere di Como rivoluzionato dal “piccone risanatore” del fascismo negli anni Trenta. Certo, i primi passi nella professione forense li compie tra Cantù ed Erba. Ma in città, nei postriboli della malfamata zona attorno al Duomo – il romanzo è ambientato negli anni Trenta, nei primi anni del fascismo – Vanghetta (nomen omen?) viene iniziato ai piaceri dell’eros a pagamento: si reca di buon mattino nelle “case”, grazie a speciali “pass” per accedere alle grazie delle ospiti prima dell’ora di apertura ufficiale. 
Ma dalle fantasie letterarie, sfogliando il libro di Cristina Fontana, pubblicato da Sampietro di Menaggio, siamo richiamati con prepotenza all’esattezza della cornice storica, scandita pagina per pagina da documenti d’archivio di varia fonte. 
Il marciapiede si batteva metaforicamente parlando già sotto i romani. Scopriamo che, all’epoca dei due Plinii, Como aveva un suo edificio per il meretricio pubblico: era tra via Benzi e viale Varese. 
E qui emerge subito il ritratto di un “tipo” sociale ben definito. Scrive Fontana: «Le meretrici erano costrette a indossare una tunica corta, simile alla tonaca degli uomini, perché si distinguessero dalle donne oneste, ma col tempo le leggi sul loro abbigliamento divennero meno rigide, al punto che esse furono tra le donne più eleganti e appariscenti, grazie anche alle cure che dedicavano al corpo».
Passiamo al Medioevo, in cui dilaga la corruzione e in cui i bagni pubblici – in città erano nei pressi dell’attuale basilica di San Fedele – diventano sempre più un centro di prostituzione. A tal punto, chiosa l’autrice, che «le autorità cittadine, al fine di impedire ogni attività sessuale illecita, si battono per la separazione dei sessi e per la periodica ispezione degli stabilimenti. Ma, nonostante questi tentativi, la prostituzione continua a dilagare al punto che la parola “bagno” diventa sinonimo di “bordello”».
Passiamo al ’400 e alla creazione dei veri e propri postriboli di cui il volume fornisce una sintetica mappa sulla base dei dati storici sin qui raccolti. Como decide di costruire il primo lupanare civico nel 1465, dove “calmierare” la presenza di prostitute fino ad allora libere di esercitare la professione in casa o nei luoghi pubblici sollevando scandalo (meretrix erratica), ricorrendo anche a stratagemmi come travestimenti da uomo per adescare i potenziali clienti. Il postribolo “fisso” segnò così la nascita della prostituzione legalizzata e regolarmente tassata. La struttura sorse nei pressi della chiesa di San Provino, in uno stabile della nobile famiglia cittadina dei Rusconi: «Aveva un buon numero di camere – annota Cristina Fontana – altri locali adatti all’uso richiesto e si estendeva fino alle mura, permettendo così di entrarvi con minore vergogna». 
Segno distintivo delle meretrici dell’epoca era il mantelletto di fustagno, che doveva essere indossato per legge ed era probabilmente ispirato a quello delle “colleghe” milanesi. Nemmeno la chiesa era esente dal problema: il curato di Musso, a fine ’500, teneva in casa «oltre la massara» anche «done al suo servitio, maridate e non, giovane, il che rende scandolo a molte persone», come si legge negli Atti della visita pastorale del vescovo Feliciano Ninguarda alle pievi comasche del 1591. A Como nacque in seguito l’esigenza di istituire una struttura atta alla redenzione delle giovani e meno giovani “traviate” sulla strada del meretricio. Fu il “Luogo Pio del Soccorso” fondato «a beneficio di quelle povere figlie che stanno in pericolo di perdere la pudicità», dal gesuita Paolo Sfrondati. Più tardi, nel “Reclusorio del gambero” di via Natta, attestato dal 1819, vennero curate le prostitute infette dalla «nefanda professione”

da Como a luci rosse.

Notizie relative a cristina fontana como a luci rosse

  1. Tour turistici organizzati nella vecchia Como a luci rosse

    Il Giorno ‎- 3 giorni fa
    La traccia della visita è stata offerta dalle pagine del bel libro di Cristina FontanaComo a luci rosse, che partendo dai Romani ricostruisce 

    Como percorso di ” Como a luci rosse ” ovvero i luoghi dov’erano i postriboli (Foto by © Carlo Pozzoni – Como)

    COMO Comaschi sempre più interessati alla storia della città, in particolare quando si va alla scoperta della “Como a luci rosse”. Ieri, all’appuntamento organizzato dall’associazione Guide erano presenti più di 50 persone.
    In compagnia del cicerone Cristina Fontana hanno fatto tappa nelle principali zone “hard” del centro cittadino, quelle cioè interessate dal fenomeno del meretricio, dove erano ubicate le case di piacere. Ossia: il vicolo Duomo, l’edificio a fianco della Torre Pantera e via Volpi famosa per “Il Dollaro” la casa di tolleranza chiusa nel 1958 per effetto della legge Merlin

    Elena D’Ambrosio

    Fra le novità presenti quest’anno alla Fiera del Libro da poco conclusa, figurava il libro di Cristina Fontana, “Como a luci rosse”, una vera e propria ricerca storica che affronta per la prima volta il tema della prostituzione nella nostra città partendo dall’epoca romana ed estendendo l’indagine, basata sulle carte d’archivio, fino ad oggi.
    Raiuno sta proponendo in questi giorni, vai a   http://www.laprovinciadicomo.it/stories/Cultura%20e%20Spettacoli/707406/

ROVEDA GUIDO, Ricerca e documentazione per la storia di BRIENNO, Tipografia Editrice Cesare Nani, Lipomo/Como, 1991, pagg. 450

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Marco Guggiari presenta il libro Comaschi ­ persone e fatti del Novecento dialogando con Davide Cantoni, ALLA UBIK Piazza San Fedele 32 (2° piano), ore 18

ALLA UBIK

Piazza San Fedele 32 (2° piano), ore 18, ingresso libero

Marco Guggiari presenta il libro Comaschi ­ persone e fatti del Novecento dialogando con Davide Cantoni. Guggiari, vicedirettore del Corriere di Como, racconta con rigore e in forma narrativa le vicende di una quarantina di personalità significative per il Novecento lariano. Brevi “medaglioni” rievocano le figure di architetti come Sant’Elia e Terragni, scienziati come Grassi, imprenditori come Ratti, Mantero e Catelli, letterati come Fogazzaro e Pontiggia, e tanti altri: artisti, ministri, sportivi, uomini e donne della solidarietà e della fede. Alcune storie riguardano coloro che hanno involontariamente segnato momenti tragici del secolo scorso e ne sono rimasti vittime: Cristina Mazzotti, rapita e uccisa dall’anonima sequestri o la famiglia Mauri, morta nella strage della stazione di Bologna

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Viene presentata mercoledì 7 novembre 2012 alle ore 21:00 presso la biblioteca dell’Istituto di Storia contemporanea “Pier Amato Perretta” (via Brambilla, 39 – Como) la ricerca Memoria resistente curata da Fabio Cani

MEMORIA RESISTENTE
La memoria della resistenza e dell’antifascismo nel territorio comasco

Viene  presentata mercoledì 7 novembre 2012 alle ore 21:00 presso la biblioteca dell’Istituto di Storia contemporanea “Pier Amato Perretta” (via Brambilla, 39 – Como) la ricerca Memoria resistente curata da Fabio Cani e volta alla valorizzazione della memoria della resistenza e dell’antifascismo nel nostro territorio, anche e soprattutto in un momento particolarmente difficile dal punto di vista sociale e politico come quello attuale, un momento che richiede una profonda riflessione sui valori fondanti della società e un grande impegno per riconoscerli e rinnovarli.

Monumenti, lapidi, tombe di protagonisti della resistenza, indicazioni toponomastiche sono state schedate e raccolte in un volumetto che le presenta tutte (sono 77) e spiega in sintesi non solo i fatti a cui questi elementi si riferiscono, ma anche tempi e modi di dedicazione e realizzazione. Ovviamente, il monumento più importante è quello alla Resistenza Europea, inaugurato a Como nel maggio 1983 alla presenza del presidente della Repubblica Sandro Pertini; di questo monumento si raccontano per la prima volta i momenti salienti della sua ideazione e realizzazione a partire dal concorso del 1977. Vi sono però anche altri monumenti di grande interesse, come quello di Arosio, oppure quelli dedicati a Puecher, Caronti, Olivelli, Clerici e Zampiero. E poi ci sono le tante lapidi, e tombe, spesso dimenticate, ma tutte fondamentali per ricostruire la storia della riconquista della democrazia. Questa ricerca ha preso le forme, oltre che di un volumetto che sarà in distribuzione gratuita, anche di una mostra, che sarà a disposizione di tutte le iniziative pubbliche antifasciste e delle scuole.

Il lavoro è stato promosso da Anpi di Como, Arci,ecoinformazioni e Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta”, con il contributo della Regione Lombardia – Istruzione Formazione e Cultura.

Si segnala inoltre che nelle prossime settimane vi saranno incontri di presentazione di alcune recenti pubblicazioni promosse dall’ANPI, incontri che si svolgeranno a Mozzate, Uggiate Trevano, Mariano Comense, Dongo e Menaggio.

Il ciclo di manifestazioni troverà una conclusione di spettacolo e di festa con la serata del prossimo 30 novembre: allo Spazio Gloria (via Varesina 72, Como), Andrea Buffa e iMancamezzora presenteranno “Come le api”, racconto in musica della prima azione sappista in Brianza, che prende spunto dalla vera storia dei partigiani che decisero di sabotare la Falck di Sesto San Giovanni tagliando i fili della corrente.

Per il programma completo degli incontri clicca qui.

la ex Ticosa di Como

 impareggiabile è il record dell’ex Ticosa a Como. La grande fabbrica estesa, di proprietà della multinazionale francese Princel, chiuse i battenti nel 1980, lasciando di colpo senza lavoro 540 dipendenti. Fu un colpo enorme per la città, tanto che due anni dopo – nell’ingenuo tentativo di contrastare con le armi spuntate di un piccolo consiglio comunale il cambiamento radicale del mondo industriale – il Comune di Como comprò le mura della fabbrica per guidare l’ipotetica rinascita (a favore dell’acquisto da 7  miliardi di lire, votarono Dc, Pri e Psdi. Contrari Psi e Liberali. Astenuto il Pci).

Difficile dire che il peggio iniziò con quello sciagurato acquisto. Ma di sicuro i fallimenti politico-amministrativi che si sono succeduti nei 30 anni successivi hanno contribuito a fare dell’ex Ticosa un emblema dell’immobilismo lariano. 

da Ticosa e Palababele, orrori-lumaca.

Martin Kuder Italia e Svizzera dal 1945 al 1970. Commercio, emigrazione, finanza e trasporti. Venerdì 5 ottobre 2012 ore 20:45 – Villa Bernasconi – Cernobbio (CO)

Martin Kuder
Italia e Svizzera dal 1945 al 1970. Commercio, emigrazione, finanza e trasporti.

Venerdì 5 ottobre 2012 ore 20:45 – Villa Bernasconi – Cernobbio (CO)Il Centro Studi Raul Merzario e il Comune di Cernobbio invitano alla presentazione del volume di Martin Kuder (premioMigros Ticino 2011) intitolato Italia e Svizzera dal 1945 al 1970. Commercio, emigrazione, finanza e trasporti, edito da Franco Angeli.Interverranno, oltre all’autore, il Prof. Luciano Segreto(Università Bicocca di Milano) e il Dott. Luigi Lorenzetti(coordinatore del Laboratorio di Storia delle Alpi presso USI/Mendrisio).

Il volume presenta un’analisi ad ampio spettro delle relazioni bilaterali tra Italia e Svizzera nei decenni successivi al secondo dopoguerra. Tramite un’analisi ad ampio spettro, che considera non solo gli scambi commerciali, i rapporti finanziari e gli investimenti svizzeri nella Penisola, ma anche l’emigrazione italiana in terra elvetica, i trasporti e le vie di comunicazione, l’autore mostra come le relazioni bilaterali rivestissero un’importanza notevolissima per entrambi i Paesi, che costituivano l’uno per l’altro uno dei principali partner economici. Di grande interesse è il forte peso assunto dalle operazioni illecite – perlomeno da un punto di vista italiano – nel corso degli anni ’60: le merci di contrabbando arrivarono a costituire fino a un quinto delle esportazioni elvetiche nella Penisola, e la fuga di capitali italiani verso la Confederazione, che portò alla nascita della piazza finanziaria di Lugano, raggiunse livelli talmente elevati da incidere sulla bilancia dei pagamenti italiana. Per l’Italia del boom economico, che esportava oltre confine sia fondi occultati al fisco sia lavoratori del Mezzogiorno, le relazioni con la Svizzera rappresentarono dunque lo specchio delle contraddizioni di una modernizzazione ancora incompiuta.

Martin Kuder si è laureato in storia contemporanea all’Università di Bologna e ha conseguito il dottorato all’Università di Ginevra. Da diversi anni lavora come redattore e traduttore per la redazione di lingua italiana del Dizionario storico della Svizzera. Ha pubblicato Italia e Svizzera nella seconda guerra mondiale: rapporti economici e antecedenti storici (Carocci, 2002) e vari saggi, in particolare sull’esportazione di capitali italiani in Svizzera negli anni ’60 del secolo scorso.

TEMPI DEL LAVORO 110 anni di immagini e di storie nel territorio comasco, Venerdì 5 ottobre 2012 alle ore 21:00 presso la Sala consiliare del Comune di Nesso si terrà la presentazione del volume a cura di Fabio Cani con testi di Fabio Cani,Luca Fonsdituri, Paolo M. Gagliardi, pubblicato da NodoLibriin occasione del 110° anniversario della Camera del Lavoro di Como

News NodoTEMPI DEL LAVORO
110 anni di immagini e di storie nel territorio comasco

Venerdì 5 ottobre 2012 alle ore 21:00
presso la Sala consiliare del Comune di Nesso
si terrà la presentazione del volume
Tempi del lavoro – 110 anni di immagini e di storie nel territorio comasco,
a cura di Fabio Cani con testi di Fabio Cani,Luca FonsdituriPaolo M. Gagliardi,
pubblicato da NodoLibri
in occasione del 110° anniversario della Camera del Lavoro di Como.
Con la partecipazione di Alessandro Tarpini (segretario Camera del Lavoro
territoriale di Como).
In 268 pagine, 486 immagini, 4 capitoli “cronologici” e 2 capitoli “trasversali”,
Tempi del lavoro – 110 anni di immagini e di storie nel territorio comasco 
è il primo tentativo di ricostruire la storia del lavoro a Como nel corso nel Novecento.
Grazie ad una approfondita ricerca d’archivio,
si ripercorrono le diverse modalità lavorative
dai mestieri tradizionali dell’inizio del Novecento
fino al lavoro precario dell’inizio del Terzo millennio.

Le immagini sono organizzate in 56 paragrafi,

ciascuno introdotto da un testo di commento che, pur lasciando in primo piano il racconto visivo,

concorre ad ampliare la prospettiva e le informazioni.

In appendice l’elenco dei segretari della Camera del Lavoro di Como,
per la prima volta ricostruito sulla base dei documenti.

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La Gianna e il Neri Giovedì 26 aprile – Erba, Newsletter NodoLibri 24/4

 

La Gianna e il Neri
Giovedì 26 aprile – Erba

Alle 21.00 presso il teatro Excelsior (via Diaz 3) la compagniaTeatro d’Acqua Dolce presenta La Gianna e il Neri: la storia sbagliata. Opera pop per voci, corpi e chitarre con Sarah Paoletti e Gabriele Penner. Liriche originali scritte musicate e cantate daFilippo Andreani. Ingresso 10 €.
Info: 335.5916322 – ilgiardinodelleore
Gianna e Neri sono i nomi di battaglia di Giuseppina Tuissi e Luigi Canali. Sono due partigiani: lei staffetta e lui comandante della 52^ Brigata Garibaldi, attiva nell’alto lago di Como, che hanno percorso insieme quella parte della Seconda Guerra Mondiale che va dall’8 settembre 1943 alla Liberazione e ai primi giorni del dopoguerra. La loro storia è controversa, contraddittoria e drammatica, scomoda ma vera, fino alla fine. E’ una vicenda umana fatta di ideali politici, di scelte di parte, di angosciosi dilemmi, di passione e amore, di sofferenza, torture, umiliazioni.
Lo spettacolo si terrà anche all’Arci Guernica di Bulgarograsso(via Cesare Battisti 21) venerdì 27 aprile alle 21.00.
Filippo Andreani – La storia sbagliata (NodoLibri 2010)
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industria ed economia a Como: Lechler. Storia e Racconti di un Marchio

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da Lechler. Storia e Racconti di un Marchio.

Il Novecento a Como, Enzo Pifferi editore, 2011

Il Novecento è un secolo immenso. Smisurati sono gli eventi di cronaca che hanno cambiato il mondo, numerosi i movimenti sociali che hanno trasformato il rapporto dell’uomo nello spazio in cui vive, infiniti i progressi tecnologici e della scienza che hanno accelerato il benessere e le possibilità del genere umano. Le 700 immagini contenute in questo libro offrono, a grandi linee, un profilo storico degli avvenimenti della città di Como

L’albero, per il Giorno della Memoria

GIORNATA DELLA MEMORIA

Comune di Brunate, Biblioteca comunale

sabato 29 gennaio 2011

alle ore 17.00

presso l’auditorium

la bilbioteca comunale propone:

L’albero di Anne di Irène Cohen-Janca, 2010

Diario di Anna Frank


Adattamento del testo e regia di Marco Ballerini

recitano: Elisa SciréMarco Ballerini

Vai all’audio di L’albero

da: L’albero, per il Giorno della Memoria | TartaRugosa.

La storia sbagliata: Filippo Andreani e il suo gruppo presenteranno il racconto in musica ispirato alla vicenda del Neri e della Gianna, due giovani partigiani della brigata Garibaldi, Giovedì 9 dicembre nell’Aula Magna dell’ITC Caio Plinio (Via Italia Libera 1, Como)

LA STORIA SBAGLIATA, LEZIONE-CONCERTO
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Giovedì 9 dicembre nell’Aula Magna dell’ITC Caio Plinio

(Via Italia Libera 1, Como) si terrà la lezione-concerto

La storia sbagliata:

Filippo Andreani e il suo gruppo presenteranno

il racconto in musica ispirato alla vicenda

del Neri e della Gianna,

due giovani partigiani della brigata Garibaldi.

Roberta Cairoli offrirà la cornice storica

di questa intensa vicenda.

Tredici canzoni racconteranno una storia

in cui amore e morte, lealtà e tradimento,

persone e fatti storici si intrecciano

con grande forza;

una storia che si affaccia sugli orrori

provocati dalla dittatura fascista,

dall’occupazione nazista

e su aspetti ancora oscuri della resistenza.

Vi invitiamo a intervenire numerosi

per assistere ad un concerto emozionante e di particolare interesse storico.

Ultime recensioni della Storia sbagliata:
IlMucchio
Sentireascoltare
Bielle
Cantine
Lisolachenoncera

http://www.nodolibri.it

IL RACCONTO DEI PASTORI, Testi di Gerardo Monizza, voce narrante Gianfranco Scotti, musiche di Federico Bonetti Amendola eseguite da musicisti dell’Orchestra Sinfonica del Lario, Giovedì 9 dicembre alle 21 Basilica di San Fedele

IL RACCONTO DEI PASTORI
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si terrà in prima assoluta presso la basilica di San Fedele

a Como l’esecuzione della cantata

per voce recitante ed ensemble di archi, flauto e oboe “Il racconto dei pastori”.

Il racconto della nascita e dell’adorazione di Gesù

viene narrato dall’insolito punto di vista di un pastore

testimone dei segni prodigiosi di quella notte.

L’evento trae ispirazione dagli affreschi seicenteschi

sulla Natività della basilica di San Fedele,

dei quali ancora non si possono definire con precisione gli autori.

Lo studio dei documenti e la comparazione stilistica

lasciano aperta l’attribuzione a Isidoro Bianchi

come la più certa.

L’inizio di questi studi

(pubblicati nel libro Como e il viaggio dei Re Magi

edito da NodoLibri e presentato nella stessa serata)

trae spunto da una curiosità:

al centro dell’Adorazione dei Magi, dietro Maria e il bambino,

un giovane tiene una mano in un buco del muro.

Chi è, e perché compie tale gesto?

 

Testi di Gerardo Monizza,

voce narrante Gianfranco Scotti,

musiche di Federico Bonetti Amendola

eseguite da musicisti dell’Orchestra Sinfonica del Lario.

Evento promosso da NodoLibri

con gli Amici dei Musei di Como

e la Camera di Commercio di Como.

Info: 031.243113 – monizza.como@iol.it

 

Lechler. storia e racconti di un marchio è un’opera tre volumi, scritta da Agop Manoukian, presidente di Lechler S.p.A., pubblicata dalla casa editrice Oemmedi Venezia

 

La storica azienda comasca, insediata per anni a Ponte Chiasso, ha ripercorso la propria storia con un’opera in tre volumi per il centenario della nascita della filiale italiana

Infatti il 24 febbraio 1910 Giuseppe Brizzolara, Domenico La Regina e Alessandro Rizzi «acquistano dalla proprietà tedesca la filiale di Ponte Chiasso, i diritti e il marchio Lechler costituendo la “Chr. Lechler & Figlio Successori fabbrica italiana di vernici e smalti”».

Lechler. storia e racconti di un marchio è un’opera tre volumi, scritta da Agop Manoukian, presidente di Lechler S.p.A., pubblicata dalla casa editrice Oemmedi Venezia. È già stato presentato il primo volume Vernici e smalti dal 1858 e prosegue ora con il secondo Cent’anni di Lechler italiana completandosi con la raccolta iconografica Attraverso le immagini.

Una pubblicazione che racconta «non solo la storia italiana dell’Azienda ma ripercorre le evoluzioni della chimica italiana delle vernici ricostruendone i cambiamenti e gli sviluppi tecnologici».

 

INAUGURAZIONE CENTRO STUDI RAUL MERZARIO, Notizie NodoLibri

INAUGURAZIONE CENTRO STUDI RAUL MERZARIO
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Venerdì 3 dicembre2010 alle 17.30 presso Villa Bernasconi (Via Regina 7) il Comune di Cernobbiovi invita all’inaugurazione dell’AssociazioneCentro Studi e Ricerche Raul Merzario.

Programma

– Saluto del presidente e del sindaco di Cernobbio
– Presentazione dell’Associa
zione
Matteo Dominioni (storico)
– Intellettuali scomodi: Raul Merzario e Luciano Bianciardi
Giorgio Gandola (direttore La Provincia)

a seguire rinfresco curato dal Bar Gei

Non camminerai mai solo(NodoLibri 2009)

Il volume contiene una ricca raccolta degli interventi cheRaul Merzario, storico e ricercatore scomparso nel 2006, dedicò negli anni a Como: articoli scritti per quotidiani e settimanali, interviste concesse a numerosi giornalisti sui temi delle sue ricerche, polemiche edivertissements.

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http://www.nodolibri.it

da: Notizie NodoLibri – pamalteo@gmail.com – Gmail.

LIBRI SU COMO ED IL LARIO, bibliografia aggiornata al 2010

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ora questa bibliografia è stata spostata (e sarà aggiornata) qui: https://coatesa.com/como-e-il-lario-bibliografia/

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AA. VV.,

COMO DA SCOPRIRE,

ENZO PIFFERI EDITORE, 1999;

AA. VV.,

COMO E LA SUA STORIA  Dalla preistoria all’attualità,

NODO LIBRI, 1993;

AA. VV.,

COMO E LA SUA STORIA  L’immagine storica,

NODO LIBRI, 1993;

AA. VV.,

GUIDA DELLA PROVINCIA DI COMO: IL TRIANGOLO LARIANO,

NODO LIBRI, 2002;

AA. VV.,

LAGO DI COMO,

ENZO PIFFERI EDITORE, 1999;

AA. VV.,

ROMANICO: ITINERARI A COMO E LECCO,

ENZO PIFFERI EDITORE, 1999;

AA.VV.,

IL  LAGO DI COMO IN CARTOLINE D’EPOCA. Viaggio intorno a Lario tra storia e

antiche immagini,

ACTAC EDIZIONI, 2001;

AA.VV.,

IL  LIBRO DELL’ANNO DEL CORRIERE DI COMO ottobre 2008-novembre 2009,

EDITORIALE, 2010;

AZZOLA CLAUDIA,

STORIA DI COMO,

BIBLIOTECA LOMBARDA MERAVIGLI, 1997;

BADESI LICIA,

LA  CAMERA DEL LAVORO DI COMO dai CLN aziendali ai consigli unitari di fabbrica

1945-1970,

NUOVE PAROLE, 2000;

BALBIANI A.,

COMO   il suo lago,le sue valli e le sue ville,

FORNI, 1977;

BARTOLINI FRANCO,

CASTELLI DA SCOPRIRE del Lario e del Ticino,

CASA EDITRICE CORRIERE DI COMO, 2009;

BARTOLINI FRANCO,

COMO NASCOSTA. SECRET COMO,

EDITORIALE COMO, 2004;

BERNASCONI DAVIDE VAN DE SFROOS,

SINGUL DE PUNTA E ALTRE CANZONI DIALETTALI DI LAGO, DI LUOGHI, DI GENTE,

CANOTTIERI LARIO COMO – NODO LIBRI, 2003;

BERTOLA ALBERTO,

IL  CUSTODE DEL LAGO,

GUIDO MIANO EDITORE, 1995;

BIANCHI CAVALLERI LUCIANA (cur.),

LARIO IN POESIA, antologia poetica dedicata al Lario,

LULU.COM (distribuito anche su Amazon), 2009;

BRENNA GIAN GIUSEPPE, a cura di Alberto Longatti,

SULLE RIVE DEL LARIO E’ SEMPRE PRIMAVERA,

EDIZIONI DELLA FAMIGLIA COMASCA, 2007;

CANI FABIO,

COSTRUZIONE DI UN’IMMAGINE. COMO E IL LARIO NELLE RAFFIGURAZIONI

STORICHE DAL MEDIOEVO AL NOVECENTO,

NODOLIBRI, 1993;

CANI FABIO,

NESSO, I NOMI DEI LUOGHI. ATLANTE DELLA TOPONOMASTISTICA STORICA,

COMUNE DI NESSO-BIBLIOTECA, NODO LIBRI, 2003;

CANI FABIO,

NESSO: i consumi e il ritrovo. 110 anni di vita della cooperativa,

NODOLIBRI, BIBLIOTECA COMUNALE, COOPERATIVA SOCIALE DI NESSO, 2009;

CANI FABIO,

I  NOMI DELLA CITTA’  guida alla toponomastica antica della città murata di Como,

NODO LIBRI, 1999;

CANI FABIO,

LA  PLINIANA DI TORNO.  Storia di una villa e di un  mito sul lago di Como,

NODO LIBRI, 2010;

CANI FABIO, MONIZZA GERARDO (cur.),

COMO E LA SUA STORIA DALLA PREISTORIA ALL’ATTUALITA’,

NODOLIBRI, 1999;

CARUGATI ADDIS N.,

COOPERAZIONE NELLA CITTA’ DI COMO,

IST.COMASCO STORIA LIBERAZIONE, 1992;

CAVADINI L.,

IL RAZIONALISMO LARIANO  Como 1926-1944,

ELECTA, 1989;

CAVALLERI GIORGIO,

ALIDA VALLI   Una ragazza di Como,

EDIZIONI NUOVEPAROLE, 1996;

CAVALLERI GIORGIO,

OMBRE SUL LAGO,

PIEMME, 1995;

CAVALLERI GIORGIO,

L’  UOMO DEI CIPRESSI,

GRAFICA RAVEGLIA, 2000;

CAVALLERI GIORGIO,

LA  VILLA DELLA SALARIA. LUCHINO VISCONTI E LA RESISTENZA (1943-1944),

NUOVEPAROLE, 2002;

CAVELLERI ANTONIO,

ORTI DI MONTE, ORTI DI LAGO. Coltivare secondo tradizione nel territorio

, 2010;

CETTI ing. GIOVANNI,

IL  PESCATORE DEL LARIO   descrizione delle reti e dei vari generi di pesci nel lago di

Como,

ALESSANDRO DOMINIONI, 1999;

COTTINI PAOLO, MONTI LUISELLA,

GEOMETRIE VERDI SULL’ACQUA. I GIARDINI DEL TERRITORIO LARIOINTELVESE,

BELLAVITE, 2007;

CURTI PIER AMBROGIO,

IL  LAGO DI COMO E IL PIAN D’ERBA,

ALESSANDRO DOMINIONI, 1995;

DUSIO ANDREA, MAURI MICHELA (cur.),

VISTA LARIO. Il Lago di Como raccontato da…,

BELLAVITE, ;

ESPOSTI MAURO,

PORTOLANO DEL LAGO DI COMO,

ISTITUTO GEOGRAFICO DE AGOSTINI, 2010;

FASANA SILVIA, GARANCINI AMBRA,

SUI PASSI DELL’ANIMA. Luoghi di devozione nel territorio lariointelvese,

BELLAVITE editore in Missaglia, ;

FERRARIO CARLO,

IL  PANE DI COMO,

EDIZIONI NEW PRESS, 2002;

FERRATA CLAUDIO, prefazione di Claude Raffestin,

LA  FABBRICAZIONE DEL PAESAGGIO DEI LAGHI. Giardini, panorami e cittadine per

turisti tra Ceresio, Lario e Verbano,

EDIZIONI CASAGRANDE, 2008;

GAGLIARDI NATALE,

COMO DI IERI, MI RITORNI IN MENTE,

EDIZIONI DELLA FAMIGLIA COMASCA, 2001;

GALLI GIOVANNI,

IL  LARIOSAURO  storia della creatura misteriosa riemersa nel 1946 dalle profindità

del lago,

ACTAC, 2000;

GEROSA Franco,

MALATI E MALATTIE NELL’OSPEDALE PSICHIATRICO DI COMO  1882-1892,

ISTITUTO COMASCO ST. LIBERAZ., 1992;

GEROSA FRANCO, MERZARIO RAUL (cur.),

NON CAMMINERAI MAI SOLO. Raccolta di opinioni e interventi di Raul Merzario sul

territorio comasco,

NODOLIBRI, 2009;

GIANONCELLI MATTEO (cur.),

COMO E IL SUO LAGO, nelle descrizioni di Benedetto Giovio e di Anton Gioseffo Della

Torre di Rezzonico,

NEW PRESS, DALL’ANTOLOGIA LARIUS CON L’AUTORIZZAZIONE DELLA SOCIETA’

STORICA COMENSE, 1978;

GINI GIANNI,

CENTRO LAGO E ALTRI RACCONTI,

GIORGIO FIOCCHI EDITORE, 2000;

GIOVIO GIOVANNI BATTISTA,

COMO E IL LARIO,

VALENTINA EDIZIONI, 1999;

GIOVIO PAOLO,

LA  DESCRIZIONE DEL LARIO 1537,

IL POLIFILO, 2007;

GUARRACINO VINCENZO (cur.),

POETI A COMO,

DIALOGOLIBRI, 2002;

GUIN GIUSEPPE, a cura di,

COMO: IL PASSATO, IL FUTURO,

LA PROVINCIA DI COMO, 2009;

HUSLER EUGEN E.,

INTORNO AL LAGO DI COMO,

ROTHER EDITORI, 1995;

introduzione di Alberto Longatti e Luca Levrini,

COMO NELL’800,

ENZO PIFFERI EDITORE, 2010;

KAWABATA YASUNARI,

IL  LAGO,

TEA, 1991;

LEVRINI ENRICO (cur.),

LAGO DI COMO. FASCINO E NOBILTA’,

MACCHIIONE EDITORE, 2002;

LORENZINI LANDI CHIARONI OMASSI ROSSINI …,

QUADRO DI AMBIENTE il Lario Occidentale. Natura paesaggio cultura,

NUOVA EDITRICE DELTA, 1989;

MARCARINI ALBANO,

IL  SENTIERO DEL VIANDANTE. Lungo la sponda orientale del Lago di Como,

LYASIS EDIZIONI, 2005;

MARCARINI ALBANO,

IL  SENTIERO DELLA REGINA Dieci passeggiate da Como a Chiavenna,

LYASIS EDIZIONI, 2000;

MARCARINI ALBANO,

LA  STRADA REGIA. A PIEDI DA COMO A BELLAGIO,

LYASIS EDIZIONI, 2007;

MARTINI MAGDA,

GLI  AMANTI DELLA PLINIANA  la contessa di Plaisance e il principe di Belgiojoso,

EDITRICE CESARE NANI, 1971;

MERONI V., TESSUTO A.,

MONTAGNE DEL LARIO OCCIDENTALE. GUIDA ESCURSIONISTICA,

NUOVEPAROLE, 2001;

MERZARIO RAUL,

IL  CAPITALISMO NELLE MONTAGNE,

IL MULINO, 1989;

MIGLIO GIANFRANCO,

INTRODUZIONE AL MITO DEL LARIO,

CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA E ARTIGIANATO DI COMO, 2007;

MONIZZA GERARDO,

COLPI DI REMO. STORIA, CULTURA E TRADIZIONI DI LAGO E ATLETI,

CANOTTIERI LARIO COMO – NODO LIBRI, 2003;

MOZZANICA IVO,

ITINERARI PANORAMICI DALLE SPONDE DEL LARIO,

ELECTA, 2003;

MULLER,

LA  PLINIANA DI TORNO,

ATTILIO SAMPIETRO EDITORE – MENAGGIO, 1998;

MULLER PIETRO,

L’  INSIGNE BORGATA,

EDITORIALE LOMBARDA – COMO, 2002;

PANZERI FULVIO, COLOMBO GIANFRANCO,

SULLE STRADE DEL LARIO. IL LAGO DI COMO NEI DIARI DI VIAGGIO DI ARTISTI E

SCRITTORI,

LA PROVINCIA, 2005;

PIFFERI ENZO,

VILLE E GIARDINI DEL LAGO DI COMO,

ENZO PIFFERI EDITORE, 2007;

PIFFERI ENZO, e testi di Alberto Longatti, Natale Gagliardi, Giorgio Cavalleri,

COMO ANNI ’70 E DINTORNI,

ENZO PIFFERI EDITORE, 2009;

PROVINCIA DI COMO, ISTITUTO PER LA STORIA DELL’ARTE LOMBARDA,

LA  CITTA’ DI COMO,

NODO LIBRI, 2003;

RONCACCI VITTORIO,

LA  CALMA APPARENTE DEL LAGO. COMO E IL COMASCO TRA GUERRA E GUERRA

CIVILE 1940- 1945,

MACCHIONE EDITORE, 2003;

ROSANI MARZIA, MANGHI EUGENIO,

CHIESE ROMANICHE DEL LAGO DI COMO,

GUIDE MACCHIONE, 2006;

SELVA ATTILIO, MANNINO CHIARA,

ORRIDI DEL LARIO,

GUIDE MACCHIONE, 2010;

SOCIETA’ ARCHEOLOGICA COMENSE,

LA  BASILICA DI SANT’ABBONDIO IN COMO    IX centenario della Consacrazione

10095 – 1995,

EDITRICE DEL SETTIMANALE, 1996;

SOMIGLIANA BALDO,

LA  VITA DI IERI DA TORNO A PIAZZAGA. Cenni storici, usi e costumi,

NODOLIBRI, ;

TAJANA C.,

COMO. PROFILO DI UNA CITTA’  architettura contemporanea, restauro e nuova

edificazione,

EDIZIONE RIVISTA “COMO”, 1990;

TERRAGNI GIORGIO, PIFFERI ENZO,

STORIA DELLA NAVIGAZIONE. LAGO DI COMO,

ENZO PIFFERI EDITORE, 2000;

TERRAGNI GIUSEPPE, a cura di Enzo Pifferi,

GIUSEPPE TERRAGNI, architetto razionalista,

ENZO PIFFERI EDITORE, 2003;

TERRAGNI GIUSEPPE, a cura di Monica Colombo,

I  MAESTRI DELL’ARCHITETTURA: GIUSEPPE TERRAGNI,

HACHETTE, 2010;

VIGEVANI ALBERTO,

ESTATE AL LAGO,

SELLERIO, 2005;

VITALI,

ARIA DI LAGO,

ARAGNO, ;

VITALI ANDREA,

ARIA DI LAGO,

ARAGNO, ;

VON LAUFEN GREGOR,

LARIOSAURO. C’E’ UN MOSTRO NEL LAGO ?,

ANTICA STAMPERIA LARIANA, 2003;

YOUNES SAMIR, MAZZOLA ETTORE MARIA,

COMO, LA MODERNITA’ DELLA TRADIZIONE,

GAMGEMI EDITORE, 2005;

terza lezione del ciclo di incontri Pro Patria mori: L’Unità d’Italia nella celebrazione dei monumenti, di Fabio Cani, in Notizie NodoLibri

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Mercoledì 27 ottobre alle 15.30 presso il Centro Diurno Comunale di Como (via Volta 83) si tiene la terza lezione del ciclo di incontri Pro Patria mori: L’Unità d’Italia nella celebrazione dei monumenti.

Il corso, organizzato dall’Università Popolare di Como all’interno di un ricco calendario di lezioni, è a cura di Fabio Cani che questa settimana propone il tema: Il rinnovo della memoria.

“I 150 anni di storia italiana dall’Unità ad oggi si sono sedimentati nella coscienza collettiva anche attraverso le immagini e la retorica di numerosi monumenti che, in quantità e qualità assai differenziate da periodo a periodo, su tutto il territorio nazionale, promuovono la memoria dei caduti, degli eroi – ma a volte anche delle vittime – di queste vicende. Un percorso nelle testimonianze della provincia di Como, tra storia, kitsch e grande arte.”

Prossimo e ultimo incontro:
Mercoledì 3 novembre – La costruzione della memoria

Info: 031.275038
Altri dettagli sul sito dell’Università Popolare

“Idee Giovani: tesi di laurea e di dottorato, studi e ricerche sul territorio comasco”

DEE GIOVANI IN BIBLIOTECA A COMO
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Sabato 23 ottobre dalle 14.30 presso la Biblioteca Comunale di Como (piazzetta Venosto Lucati 1) si terrà la giornata di studi “Idee Giovani: tesi di laurea e di dottorato, studi e ricerche sul territorio comasco”.

A volte tesi di laurea o di dottorato producono risultati importanti a favore del territorio che non vengono valorizzati in modo adeguato. Anche nel comasco un buon numero di studenti e ricercatori delle più varie discipline produce informazioni, scoperte e proposte cui attingere come risorsa di rinnovamento culturale.

L’iniziativa, promossa dall’Associazione Chiave di Volta con Univercomo e curata da Elena di Raddo eDarko Pandakovic, è volta ad accreditare ricerche e studi accademici applicati alle realtà locali.

Programma
14.30 “Razionalismo comasco: architettura e pittura”
15.00 “Pittura lariana tra ‘400 e ‘500”
16.00 “Libri antichi e fondi letterari”
16.15 “Paesaggio, verde, natura”
17.15 “Eclettismo e arte contemporanea”
17.45 “Arte tessile”

Info: 031.268190 – info@chiavedivolta.org

Cavalleri Giorgio – Giannantoni Franco – Cereghino Mario J. La fine Gli ultimi giorni di Benito Mussolini nei documenti dei servizi segreti statunitensi (1945-1946) – Garzanti Libri

28 aprile 1945: Benito Mussolini e Claretta Petacci vengono fucilati a Giulino di Mezzegra. Il giorno dopo, i loro corpi – con quelli degli altri gerarchi fascisti uccisi a Dongo – sono esposti a Milano, in piazzale Loreto. La morte di Mussolini chiude tragicamente il ventennio fascista e segna al tempo stesso la fine di una gigantesca caccia all\’uomo. Sono in molti a voler catturare il duce, primi tra tutti gli americani, che vorrebbero sottoporlo a un regolare processo. Bruciati dall\’azione dei partigiani comunisti, più veloci di loro a mettere le mani sulla colonna in fuga, i servizi segreti statunitensi vogliono capire subito come e perché il loro piano è fallito e incaricano uno dei loro più abili agenti, Valerian Lada-Mocarski, di ricostruire la disperata fuga e la fi ne di Mussolini. Pochi giorni di indagine sul campo e di colloqui con i testimoni e, dopo una prima relazione più approssimativa, il 30 maggio 1945 l\’agente numero 441 dell\’OSS è in grado di inviare al suo capo, Allen Dulles, un rapporto definitivo. Una ricostruzione precisa e meticolosa, che è rimasta sepolta negli archivi della CIA fino al 2000.

da  La fine – Cavalleri Giorgio – Giannantoni Franco – Cereghino Mario J. – Garzanti Libri.

Filovia San Fedele – Argegno, 1908-1922

SAN FEDELE INTELVI

Cento anni di traspor­to pubblico in Valle d’Intelvi. La storia dei tra­sporti nel comprensorio intelvese, iniziata un secolo fa, è legata alla nascita della filovia San Fedele – Argegno.

Era il mese di febbraio del 1908 quando fu costituito un comitato promotore del trasporto a mezzo di automobili elettriche e filo aereo (così venivano chiamate allora), che andavano a sostituire, almeno in parte, i carri a traino tirati da buoi, muli e cavalli per il trasporto di merce e derrate alimentari e per quello delle persone, da secoli uti­lizzati in tutta la valle. Un progetto – detto e fatto – che ven­ne realizzato in breve tempo sull’e­sempio di quello di Ivrea, e che do­veva riguardare tre tronchi: Arge­gno – San Fedele, San Fedele – Lanzo e San Fedele – Casasco. Furono previsti tre carroz­ze e un ricovero per le vetture, e vennero fis­sati tariffe e orari. Si dovette però poi atten­dere il mese di giugno del 1909 per vedere in funzione la prima carrozza – filovia, che col­legava il Comune di Argegno con il capolinea di San Fedele, ubicato presso l’attuale depo­sito degli autobus di linea Asf, il cosiddetto «garage».

Ciascuna vettura destinata al trasporto pub­blico, con una capienza massima di diciotto passeggeri per ogni corsa, era munita di due motori da dodici cavalli ciascuno, e consen­tiva di coprire il percorso in cinquanta minu­ti. I veicoli con le ruote in gomma e la tra­zione elettrica continuarono le loro corse si­no al 1922, contribuendo parecchio a far co­noscere le bellezze artistiche e paesaggistiche dei paesi dell’intera Valle d’Intelvi, e favoren­do così anche lo sviluppo turistico dell’inte­ro comprensorio.

Il primo luglio del 1910 furono emesse 1.500 azioni da cento lire cadauno. Alla cessazione del servizio, avvenuto come detto nel 1922, il trasporto dei passeggeri passò ad essere ef­fettuato attraverso le corriere della Savi, la so­cietà anonima vallintelvese che poi a sua vol­ta venne sostituita, a partire dagli anni Qua­ranta del secolo scorso, dalla Salvi, Servizi automobilistici lariani vallintelvesi, con au­tolinee ordinarie e turistiche, e un autoser­vizio diretto fino a Milano. Quest’ultimo ven­ne pure effettuato dalla «Gay & C», sempre al­la fine degli anni Quaranta, oltre che sul La-rio anche nelle vallate affluenti, con grande soddisfazione delle maestranze locali che spesso dovevano recarsi fin nel capoluogo per lavoro.

Fino alla fine degli anni Sessanta venne poi istituita una linea di servizio appositamente per gli operai, con partenze da Ponna, Pigra, Schignano, Claino con Osteno e Lanzo.

Da Lanzo partiva pure una corriera per i pendolari diretti invece a Lu­gano, che di sabato effettuava ecce­zionalmente quattro corse. Fu pro­prio su questo percorso che nel 1948 perse tragicamente la vita Ma­rio Boccardi, figlio di Aristide Boccardi, autista della Salvi, e anch’egli autista, mentre scendeva dalla sua corriera per rimuovere un palo della linea elettrica divelto forse dal vento notte tempo, e che ingombra­va la strada, impedendo il passag­gio.

Grazie a questi progetti dunque, tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecen­to la Valle d’Intelvi potè finalmente uscire dal suo isolamento.

I reperti fotografici che saranno esposti nel corso della cerimonia organizzata da Asf au­tolinee, Provincia, Comunità montana e dai Comuni di San Fedele e Argegno, apparten­gono all’archivio storico privato della fami­glia Salandin di San Fedele.

Francesco Aita

In La Provincia di Como, 26 giugno 2009

Presentato un libro su una pagina buia della Resistenza scritto a due mani da Giorgio Cavalleri e Franco Giannantoni,, “GIANNA” E “NERI” FRA SPECULAZIONI E SILENZI

Como – Presentato un libro su una pagina buia della Resistenza scritto a due mani da Cavalleri e Giannantoni
La verità sulle morti di “Gianna” e “Neri” 

Nessuna suspence e tanto coraggio degli autori e di Carlo Scardeoni che ha pubblicato con la sua casa editrice Arterigere un libro che farà discutere. La verità è tutta nel sotto titolo. “Gianna” e “Neri” fra speculazioni e silenzi – La verità è nella sentenza degli anni ’70: fu il Pci e non la Resistenza a volere la morte dei due partigiani “garibaldini“.
Giorgio Cavalleri e Franco Giannantoni, autori del volume sono stati ospiti a Como, insieme con Renato Morandi, per presentare il loro lavoro e spiegare le ragioni di una rilettura dei tragici fatti del ’45, quando i due partigaini vennero fatti uccidere per decisione del Partito comunista. “Un capitolo purtroppo oscuro e assieme una ferita lacerante ancora aperta nel corpo di quella stagione esaltante ed eroica che fu la lotta contro il nazifascismo. Almeno in parte, questa storia atroce e dolorosa è già stata da noi affrontata in precedenti volumi e l’eco drammatica e tragica delle umane vicende delle due vittime è rimbalzata a lungo”.
L’amministrazione comunale di Como ha finalmente deciso di titolare una strada, o meglio una scalinata ai due eroi della Resistenza. Un luogo periferico, ma che ha il pregio di essere sulla via di una scuola. Le domande, speriamo, dei ragazzi terranno ancora di più in vita il ricordo di quei drammatici ed esaltanti giorni in cui si sconfisse il nazifascismo, ma che costò anche sangue innocente per ragioni piolitiche, che a distanza di sessant’anni appaiono ancor più distanti da quei sentimenti e quelle speranze che avevano animato quella drammatica lotta intestina per estirpare il cancro che da vent’anni corrodeva l’Italia.
Il libro, che verrà presentato anche a Varese contiene molti documenti originali e nella parte finale due memoriali inediti. Il primo con  la testimonianza di Renato Morandi resa a Varese il 29 aprile del 2002. Il secondo ad opera di Pietro Vergani.


Varese – Il libro di Giannantoni e Cavalleri sull’assassinio di due partigiani comunisti: una coraggiosa rievocazione delle ultime ore di Mussolini e della sparizione della tesoro che portava con se in fuga verso la Germania

Quella verità scomoda sull’oro di Dongo


Quando Franco Giannantoni in un libro si accinse a rendere pubblica la requisitoria del PM Agostino Abate per la Tangentopoli varesina, in città scoppiò il finimondo: si parlò di un atto di ingiustizia, di faziosità, di devastante ottica, di una versione di parte e come tale inaccettabile ;i meno accaniti sottolinearono l’inopportunità dell’iniziativa. Franco Giannantoni in realtà aveva un solo scopo: che la gente ne sapesse di più dopo i tombali silenzi dei mass media su un processo-fiume molto scomodo per l’eccellenza degli imputati e per i riverberi sull’immagine di Varese. Certamente in qualche misura si trattò di una provocazione, ma nella sostanza non sconfessata dalla sentenza.

Anche il libro ” Gianna e Neri fra speculazioni e silenzi” scritto da Giannantoni e dallo storico comasco Giorgio Cavalleri, ha lo scopo preciso di far sapere a tutti, in primo luogo al popolo della sinistra, come e perché due coraggiosi partigiani comunisti, Neri e Gianna i loro nomi di battaglia, furono assassinati dopo la cattura di Mussolini e il sequestro di denaro e gioielli alla colonna fascista bloccata a Dongo nell’aprile del 1945.

Dopo decenni e un primo libro nel quale venne ben delineato e impostato il problema, cioè l’esigenza di andare a fondo, di dire che l’assassinio di Neri e Gianna fu una tragedia comunista, Franco Giannantoni ha vinto la sua grande battaglia di verità e democrazia e oggi la offre alla nostra attenzione, la consegna alla storia, anche con l’imprimatur dei vertici diessini.

Il 28 febbraio alle 16 presso la Palazzina della cultura in via Sacco ci sarà la presentazione del libro con l’intervento di Mimmo Franzinelli, uno dei più autorevole storici italiani della Resistenza; parteciperà pure il varesino Renato Morandi, comandante partigiano che è stato collaboratore prezioso per Giannantoni nella inoppugnabile ricostruzione di giorni e situazioni drammatici.

I giovani di ieri e di oggi della Varese cattolica e antifascista e anche chi di sinistra non è e guarda senza pregiudizi ideologici alla storia, apprezzeranno questo libro che propone a tutti il coraggio della verità. E capiranno che quel brontolone, polemico, appassionato idealista e umanissimo “partigiano” di Franco Giannantoni nella sua vita di giornalista e storico ha sempre anteposto alla bandiera, anche a quella che egli ama, il bene prezioso della realtà documentata, che è un pilastro della democrazia, oggi evidentemente negata da coloro che volevano il silenzio eterno su Dongo.

Grazie a Giannantoni e Cavalleri non ha più veli la storiaccia tanto invisa all’ANPI comasca, ovvero l’assassinio di due partigiani comunisti che ai loro capi “rossi” chiedevano conto del tesoro sequestrato e poi sparito. Non è cosa da poco in una Italia dagli infiniti misteri.

Pierfausto Vedani


Socialisti Punto Net

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«Con l’oro di Dongo comprarono anche Botteghe Oscure»

Da: da Varese News
Data: 3/3/2003
Ora: 10:00:58 AM
Nome remoto: 213.254.3.151

Commenti

Varese – I partigiani Gianna e Neri furono assassinati per ordine del partito comunista e non della Resistenza. I due volevano che l’oro requisito al Duce, in fuga verso la Svizzera, venisse restituito all’erario

«Con l’oro di Dongo comprarono anche Botteghe Oscure»

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Quando Benito Mussolini nell’aprile del ’45 fu fermato dai partigiani a Dongo, piccolo paesino sulla riva occidentale del Lago di Como, aveva con sé una vera fortuna: danaro contante (circa 230 miliardi di allora) e oltre 42 chili in lingotti d’oro, ovvero tutto quel che restava del patrimonio della Rsi. Passato alla storia come il famigerato “oro di Dongo”, quel “bottino” ha segnato il destino di molte persone, tra cui anche quelli dei partigiani Neri e Gianna. I due, infatti, volevano che la fortuna requisita al duce in fuga verso la Svizzera fosse restituita all’erario italiano e per questo furono fatti eliminare dal Pci. Renato Morandi, classe 1923, all’epoca dei fatti era un giovane comandante partigiano della Brigata Garibaldi, che operava proprio nel comasco. (foto: la tessera di Renato Morandi del C.d.L.N)

Morandi, lei conosceva personalmente Gianna e Neri?

«Certo, io operavo in quella zona con loro, ma all’epoca dei fatti non c’ero perché a causa di una grave malattia avevo dovuto allontanarmi dalle operazioni. Ricordo però molto bene la figura di Neri come una persona intelligente e aperta, un vero comandante, con un’esperienza militare grandissima. Si era formato in Abissinia e sul fronte russo, dove aveva imparato le tecniche della guerriglia. Era un camminatore formidabile, su e giù per le valli, non era mai stanco».

Perché ad un certo punto lei diventa un testimone fondamentale di questa vicenda?

«La vicenda della morte di Gianna e Neri è sempre stata presente nella vita di molti partigiani di quella zona. Nel 1999 io ero stato attaccato da un giornalista per un’altra vicenda, sempre legata alla lotta partigiana nel comasco. Per fare luce su quegli episodi e per ricostruire vicende di cui ricordavo poco andai all’istituto storico della Resistenza di Como e lì iniziai a prendere atto direttamente, de visu, della brutta fine che fecero alcune persone oneste, in relazione alla sparizione dell’oro di Dongo, tra questi c’erano anche i partigiani Gianna e Neri. E così iniziai a chiedere conto sia all’Anpi sia al partito. Ci furono comunque altre persone coinvolte e ridotte al silenzio».

Chi e in che modo?

«Beh Moretti e Terzi dovettero espatriare all’estero, in Jugoslavia. Erano testimoni scomodi e vennero allontanati subito dopo i fatti e tramite la sezione del Pci di Udine portati in Jugoslavia, dove hanno lavorato per molti anni. Ho incontrato Terzi a Varese nel 1991 a casa di Franco Giannantoni. E anche in quella occasione si parlò di Gianna e Neri».

Che cosa accadde dopo il sequestro dei beni della Rsi?

«Neri il 4 maggio del 1945 va a trovare il segretario del partito comunista di Como, chiedendo ragione della fine dell’oro di Dongo. Dei valori sequestrati erano stati stilati da lui stesso tre elenchi, ma nulla di quell’enormità era finito all’erario, cioè allo Stato. Neri venne ucciso dopo quella visita».

E Gianna?

«Erano molto legati tra loro, si amavano. Dopo due mesi dalla scomparsa di Neri, Gianna andò a chiedere sue notizie per cercare di capire che cosa fosse successo. Venne prelevata il pomeriggio del 23 giugno, mentre in bicicletta tornava da Dongo. L’hanno seguita, caricata in macchina e fatta sparire. Sono morti entrambi per la loro onestà e la loro coscienza di cittadini italiani»

Dove finirono i soldi?

«A Milano e a Roma, comprarono proprietà e tra queste probabilmente anche Botteghe Oscure».

Il libro di Franco Giannatoni e Giorgio Cavalleri ha dato un contributo decisivo alla scoperta della verità?

«Sì, perché è un libro ben documentato, dove si fa finalmente luce su questa drammatica vicenda partendo dai fatti e dai documenti. È un riconoscimento di onestà che meritano. Rimangono ancora poche ombre su cui ci sono delle supposizioni realistiche»

Tra le ombre di cui lei parla c’è anche il destino della borsa contenente il compromettente carteggio con il premier inglese Winston Churchill?

«Si conoscono mandanti ed esecutori materiali, purtroppo non si sa dove furono fatti sparire i corpi di Gianna e Neri. Poi c’è anche il mistero riguardante quella borsa. Il contenuto fu diviso in due: una parte andò ai partigiani di fede monarchica, che avevano un rappresentante in brigata, l’altra sparì. Da qualche parte le risposte ci saranno e penso che all’Istituto Gramsci di Roma ci sia ancora un pezzo di verità da scoprire».

Franco Giannantoni e Giorgio Cavelleri “Gianna” e “Neri” fra speculazioni e silenzi Edizoni Arterigere

Michele Mancino michele@varesenews.it

[http://www.socialisti.net/_private/disc1_aftr.htm]

Giorgio Cavalleri, Storia del Neri e della Gianna, NodoLibri editore, Como 1991, p. 220

gianna1116 gianna1117 gianna1118

in: http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=65

Giorgio Cavalleri
Storia del Neri e della Gianna

NodoLibri.

Coatesa, Riva, Riva di Castello, anni ’50

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