

lo ZAFFERANO di Como, azienda agricola Collina d’Oro, Faloppio. www.zafferanocomo.com




il Consorzio tutela dei PRODOTTI TRADIZIONALI della PROVINCIA di COMO. www.saporidicomo.it
l’OCA Daria, in attesa dell’ULTIMO BATTELLO della stazione estiva e speranzosa per il nuovo periodo della fermata allo scalo di COATESA, nel Comune di Nesso, fra aprile e ottobre del 2018 (dal gruppo facebook Coatesa Beach)

tratta dal gruppo facebook Coatesa Beach (Comune di Nesso, Lago di Como)
Perché il tramonto di ieri era così spettacolare?
Como: il tramonto verso la Spina Verde, ore 17 e 30 di domenica 29 ottobre 2017
Transumanza in Tremezzina sul Lago di Como: mucche, buoi, vitelli, tori … tornano alle stalle, ottobre 2017


Il COLORE GIALLO dei TAGETI, nell’orto del ciliegio, autunno 2017
Mappa delle architetture razionaliste a Como


VITTORIO NESSI presenta il suo nuovo libro “Due lune sono troppe”, Daniela Piazza editore, Introduzione di Cristiana Gambotti e del sociologo Paolo Ferrario, alla BIBLIOTECA di NESSO, 3 novembre 2017. VIDEO della serata
Villa Manzoni a Lecco
Le cose belle esistono, basta cercarle.

Don Lisander amava questa villa, a Lecco, e sicuramente la veduta di cui godeva ispirò il famoso incipit “ quel ramo del lago di Como…..” che l’ha reso famoso nel mondo.
Villa Manzoni, un edificio neoclassico situato a Lecco nel quartiere Caleotto, fu la casa di famiglia dei Manzoni per quasi due secoli ed era parte delle vaste proprietà immobiliari possedute da Alessandro Manzoni nel territorio di Lecco.
La villa ha una facciata scandita da modanature in arenaria, mentre un ampio portone immette nel cortile centrale, circondato da un portico con serliane e pilastri anch’essi in arenaria.
Adiacente all’edificio un parco, più piccolo di quello di un tempo, da cui si accedeva al fondo agricolo coltivato a viti e a gelsi.
Il primo dei Manzoni che abitò nella casa del Caleotto era il quadrisavolo dello scrittore, Giacomo Maria, come dimostra un documento del 15 agosto 1621, che…
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I bonsai piante particolarmente significative
I primi bonsai furono coltivati nel VI secolo dopo Cristo dai popoli di origine mongola che dominavano la Cina: facevano crescere La pratica di miniaturizzare gli alberi però è probabilmente più antica e risale a una pratica di oltre 2.000 anni fa, chiamata Penjing, che consisteva nel comporre paesaggi con miniature di monti, fiumi e alberi La coltivazione dei bonsai come vera e propria arte fu sviluppata, attorno al 700, dai monaci buddisti cinesi, che applicavano ai mini- alberi i principi della loro filosofia: l’uomo doveva ridurre alla sua capacità di visione ciò che lo circonda, miniaturizzando non solo l’albero, ma anche il paesaggio su cui cresce. Altre scuole invece vedevano nei tronchi contorti e nati su una pietra la nascita della vita nonostante le avversità. Tronchi e rami potevano anche essere piegati per creare ideogrammi o numeri magici. I bonsai arrivarono in Giappone, pro piante medicinali nei vasi per…
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