Laura Conti

la visita di LAURA CONTI (1921-1993) a Coatesa, 8 agosto 1989

con ritorno in battello sotto un temporale estivo

qui i ricordi di LAURA CONTI:

https://traccesent.com/category/persone-conosciute-nel-tempo/laura-conti/

Cani · Gatti

i primi animali di Amaltea: Jughina, Gugo, Ulisse, Tchou, Giuseppe

BATTELLI e Corriere · DIARIO di Amaltea

“Battello che vai, battello che vieni” (Davide van de Sfroos) in una fotografia del 1989

COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi

Lario interiore. #lagodicomo

Al ritorno da ogni viaggio che mi abbia portato in luoghi meravigliosi e felici, sento il bisogno di fare una capatina sulle nostre rive: una specie di affettuosa ricognizione per controllare se il lago di Co­mo regga ancora il confronto con gli scenari famosi e i grandi panorami.
Col Corno d’Oro, l’isola di Patmos o Venezia negli occhi, neanche l’amore per le patrie sponde potrebbe indurmi a stravedere, ma il verdetto è ogni volta gioiosamente positivo… Ricordo un consigliere pro­vinciale di Gravedona che, andato in Croazia per una battuta di caccia, liquidò quella pur amena re­gione con una battuta che mi è rimasta in mente: « Sì, bell… ma che passa i nost sit… ».
Io non sono così campanilista, ma sono lieto che i nost sit siano qui a portata di vista, e penso con un certo sgomento a due brutte ipotesi: quella, per for­tuna assai remota, di un diverso comportamento del ghiacciaio abduano, dal cui progressivo ritiro si for­mò il Lario (bastava che lo sperone di Bellagio avesse un fronte pia ampio, e il lago si sarebbe formato più a Nord…) …

Carlo Ferrario, Alfabeto comasco, Nodo Libri, Como 1989, p. 61

COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Tempo

citazione di Gianfranco Miglio, in Il mito del Lario, Larius, 1959

Non è facile – come sanno i più – stabilire quando appros­simativamente l’uomo si sia affacciato per la prima volta sulle rive del Lario; venne quasi certamente dal Sud, e pro­babilmente non prima del terzo (e forse neppure del secondo) millennio avanti Cristo. Ma chiunque esso fosse – ligu­re-mediterraneo, o d’altra stirpe oggi ignota – non possiamo pensare senza emozione a questo nomade dell’età neolitica che – cacciando il cervo, il cinghiale ed il lupo nelle nostre fore­ste, e la lontra sulle ripe selvagge delle nostre acque – primo ascoltò il ritmico pulsare delle onde del Lario, il fragore lontano dei torrenti, i richiami delle fiere in libertà, il rombo del tuono ri­percosso dall’eco delle valli ancora in­violate e misteriose: negli occhi di que­st’uomo si specchiarono per la prima volta, striati dagli stormi lamentosi dei lamentosi uccelli acquatici, gli stessi placidi tramonti che decine e decine di secoli più tardi avrebbero commosso i grandi poeti dell’età romantica. (…) Fra gli ultimi letterati e viaggiatori dell’Ottocento, (…) il lettore ne troverà alcuni che si pongono esplicitamente la domanda: d’onde nascono la fama e l’innegabile incanto del Lario? Fra le diverse risposte una sembra oggi ri­scuotere maggior credito: è quella che indica nella melanconìa l’attrattiva più patetica ed efficace esercitata dal Lago di Corno sugli spiriti di ogni tem­po. Ma è una spiegazione che non reg­ge. La sottile tristezza è appannaggio di ogni paesaggio lacustre; rivelata specialmente dai gusti letterari dell’età romantica, giustifica in genere il “laghismo” ottocentesco, non la fortu­na di sponde che, come le nostre, di­vennero celebri già nel gaio clima della Rinascenza (…). Se il Lario ha un suo fascino segréto, questo sta invece nella straordinaria, inesauribile ricchezza di particolari del suo paesaggio. Tale ricchezza dipende dell’incontro di due fattori: l’uno naturale, l’altro storico ed umano. (…).
Il Lago di Corno – già lo sappiamo – fu, in ogni età e sopra tutto, un corridoio fra Nord e Sud, un itine­rario frequentato e consueto: e questa condizione fece sì che molto per tempo – fin dalla tarda antichità classica – le nostre riviere apparissero intensa­mente popolate».

Gianfranco Miglio, Il mito del Lario, Larius, 1959

Foliage · Ponte della Civera

Ponte della Civera, a Nesso sul Lago di Como

Ponte della Civera, Nesso, Lake Como, Italy
Ponte della Civera - Nesso - myLakeComo.co
Ponte della Civera, un 'orrido' spettacolo a Nesso
Lago di Como: l'armoniosa magia del Ponte della Civera in ...

Il Ponte della Civera è uno dei simboli storici e paesaggistici più suggestivi del borgo di Nesso, situato sulla sponda orientale del Lago di Como. Questo ponte collega la frazione Coatesa a Riva del Castello e si trova proprio all’imbocco dell’Orrido di Nesso, una spettacolare gola naturale formata dalla confluenza dei torrenti Tuf e Nosè, che qui precipitano in una cascata di circa 200 metri prima di gettarsi nel lago789.

Caratteristiche architettoniche

  • Origine e storia: Il ponte ha origini romane, ma la sua struttura attuale risale al Medioevo. Nel corso dei secoli è stato più volte ristrutturato, mantenendo sempre la sua caratteristica sagoma ad arco perfetto, progettata per resistere alle piene e alle alluvioni357.
  • Struttura: Si tratta di un ponte in pietra, ad arco unico, che attraversa la profonda gola scavata dai torrenti. La sua posizione e la forma ad arco lo rendono particolarmente scenografico e fotogenico, tanto da essere spesso scelto come soggetto per fotografie e selfie378.

Contesto naturale e culturale

  • Orrido di Nesso: Il ponte sovrasta uno degli orridi più spettacolari del Lario, dove le acque impetuose dei torrenti hanno modellato nei secoli una gola stretta e profonda, con una cascata che rappresenta una delle attrazioni naturali più amate del lago97.
  • Importanza storica: Il Ponte della Civera è menzionato anche nel Codice Atlantico di Leonardo da Vinci e fu immortalato da numerosi artisti tra il XVIII e il XIX secolo5. In passato, la forza dell’acqua alimentava mulini, cartiere e fucine, fondamentali per l’economia locale fino all’avvento del turismo78.
  • Accessibilità: Il ponte è raggiungibile solo a piedi, percorrendo un suggestivo itinerario tra le case storiche del borgo, lungo via del Castello. Questo percorso ad anello permette di immergersi nell’atmosfera autentica di Nesso e di godere di scorci unici sul lago e sull’orrido87.

Curiosità

  • Il nome “Nesso” sembra derivare dalla divinità celtica delle acque ‘Ness’, a testimonianza dell’antico legame tra il paese e i suoi corsi d’acqua78.
  • Il ponte è stato anche location cinematografica e continua a essere uno dei luoghi più fotografati del Lago di Como, soprattutto in autunno, quando i colori rendono il paesaggio ancora più suggestivo8.

fonti informative

  1. http://www.larioonline.it/lago-di-como/Ponte%20della%20Civera
  2. https://fondoambiente.it/luoghi/l-orrido-di-nesso-e-il-ponte-della-civera-nella-frazione-di-coatesa?ldc
  3. https://mylakecomo.co/it/attrazioni/ponte-della-civera-nesso/
  4. https://www.paesionline.it/italia/monumenti-ed-edifici-storici-nesso/ponte-della-civera
  5. https://coatesa.com/category/coatesa-frazione-del-comune-di-nesso/ponte-della-civera/
  6. https://it.wikipedia.org/wiki/File:Nesso_-_Ponte_della_Civera_-_202209170825_2.jpg
  7. https://www.madeinbrianza.it/turismo-brianza/ponte-della-civera/
  8. https://www.quicomo.it/social/lago-di-como-magia-ponte-civera-nesso-autunno.html
  9. https://lariusway.com/luoghi-e-borghi/nesso/orrido-di-nesso/
  10. https://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-SW3x1-0000170/
  11. https://www.quicomo.it/social/lago-como-ponte-civera-foliage.html

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CASA di Coatesa · DIARIO di Amaltea

i primi lavori di ristrutturazione della casa, marzo/maggio 1989 – 1990

Andrea C. (1945-2023) e i suoi disegni · DIARIO di Amaltea

Andrea disegna Paolo e Luciana, durante i primi lavori di manutenzione, marzo 1989

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Andrea: “odio raccogliere la rumenta …”, 1989. Dal diario cartaceo di quegli anni

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Andrea e le LAGERSTROEMIE, 1989. Dal diario cartaceo di quegli anni

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la manutenzione del giardino/orto nel 1989. Disegno di Andrea. Dal diario cartaceo di quegli anni

coa1080

7 Terrazza della PERGOLA · DIARIO di Amaltea

la casa e quella che SARA’ la Terrazza della Pergola, nel febbraio 1989. Nella fotografia: Giobatta e Dolores