





Per il Politeama, chiuso da 12 anni, si riaccende la speranza. Presto per cantare vittoria, ma una buona notizia c’è: un gruppo straniero è seriamente interessato a un’operazione per far rinascere lo storico teatro di piazza Cacciatori delle Alpi.
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Sorgente: Politeama, bella sorpresa C’è una cordata straniera – Como città Como
A nove anni Massimo perde la mamma per un infarto improvviso – o almeno così gli dicono i parenti, riluttanti a renderlo partecipe della morte della donna. Dopo un’infanzia solitaria e un’adolescenza difficile Massimo diventa un giornalista affermato ma continua a convivere con il ricordo lacerante della madre scomparsa, nonché con un senso di mistero circa la sua improvvisa dipartita. Solo alla fine scoprirà come sono andate esattamente le cose, e troverà il modo di risalire alla luce.
È un film che si ispira alla vita di Roberto Cimetta, un personaggio tanto eccentrico quanto geniale e purtroppo dimenticato in Italia. Attraverso la finzione, il regista cerca di ricostruire le vicende di questo artista fuori dagli schemi che ha lottato e in qualche modo cercato di cambiare il modo di fare teatro nel nostro paese. Anna è una giornalista di fama internazionale che decide di mettersi sulle tracce di Cimetta per mettere insieme il puzzle della sua vita e conoscere anche qualcosa in più su se stessa e sul suo passato. Attraverso i racconti di chi lo ha conosciuto, documenti e i luoghi dove Roberto ha lavorato, la giornalista conosce l’estro e la follia di questo uomo che ha creduto più di ogni altra cosa al su sogno.
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Vecchio cinema Astra
per fortuna non sei l’unico,
ci sono altri cinema come te
in altre città dell’Italia
ma tra alcuni anni
sono sicura avrai più valore di ieri e d’oggi
perchè sarai un gioiello raro in città
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Sorgente: BiBazz | 63 piccoli film di parole: aforismi per il Festival del cinema
Paolo Ferrario,
“Il cinema è raccontare una storia facendola venir fuori dal buio”.
Aforisma per il Festival del cinema italiano, Como, 31 gennaio 2017
Luciana Quaia: “Cinema è entrare nelle storie e uscirne cambiati”. “Cinema è scoprirsi protagonista dopo la parola Fine”. “Cinema è essere felici quando si spengono le luci”, in BiBazz | 63 piccoli film di parole: aforismi per il Festival del cinema di Como 2017
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Sorgente: BiBazz | 63 piccoli film di parole: aforismi per il Festival del cinema
Nel primo appuntamento con il festival Il cinema italiano all’Astra, il regista Silvio Soldini e l’editore e aforista Alberto Casiraghy hanno susciatato una bellissima idea lanciata dal curatore Paolo Lipari: l’invito agli spettatori a comporre aforismi sul cinema. Ne sono arrivati numerosi (certo, non tutti sono propriamente aforismi, ma perché guardare la forma quando c’è il cuore?) ed eccoli tutti qui, insieme alle immagini di per rivivere i momenti più belli di questa dodicesima manifestazione. Le foto sono di Andrea Dastoli e Carola Scandella.
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La Libreria Plinio il Vecchio, situata in Via Vitani a Como, ha una storia affascinante e rappresentativa della cultura letteraria della città.
Fondata nel 1980, la libreria è stata un importante punto di riferimento per lettori e appassionati di libri illustrati, arte, architettura e moda. Il suo nome rende omaggio a Plinio il Vecchio, l’illustre scrittore e naturalista comasco del I secolo d.C., noto per la sua opera Naturalis Historia.
Nel 2017, la libreria ha chiuso dopo 37 anni di attività, un evento che ha suscitato grande risonanza tra i cittadini e gli amanti dei libri.
La chiusura è stata vista come una perdita significativa per la comunità culturale di Como, che ha visto in questo negozio non solo un luogo di vendita, ma anche un centro di aggregazione culturale e sociale[3][7].
Recentemente, la libreria è stata riaperta sotto una nuova gestione, mantenendo viva l’eredità culturale che l’ha caratterizzata. I nuovi proprietari hanno cercato di rinnovare l’offerta senza perdere il legame con la tradizione locale.
Questo rinnovamento è stato accolto positivamente dai residenti e dai turisti, contribuendo a riportare l’attenzione su Via Vitani, una delle strade più storiche di Como[2][4].
La Libreria Plinio il Vecchio non è solo un luogo dove acquistare libri; è anche un simbolo della resistenza della cultura locale contro le sfide del modernismo e del turismo di massa. Gli attuali gestori stanno cercando di promuovere eventi culturali e iniziative che possano attrarre visitatori e mantenere viva l’anima della libreria[2][5].
In sintesi, la Libreria Plinio il Vecchio rappresenta un importante capitolo nella storia culturale di Como, riflettendo sia la tradizione letteraria della città che le sfide contemporanee nel mantenere vivo il patrimonio culturale locale.
[1] https://laricerca.loescher.it/plinio-il-vecchio-in-mostra-nella-sua-como/
[2] https://comozero.it/attualita/la-storia-latmosfera-lanima-di-una-citta-la-dolce-vita-di-como-scorre-lenta-in-via-vitani/
[3] https://wonderlakecomo.com/it/items/libreria-plinio-il-vecchio
[4] https://coatesa.com/2018/06/26/libreria-plinio-il-vecchio-libri-illustrati-da-tutto-il-mondo-arte-architettura-moda-tessile-lago-di-como-via-vitani-14-como/
[5] https://www.laprovinciadicomo.it/eventi/agenda-degli-appuntamenti/luogo/libreria-plinio-il-vecchio_7837_75/
[6] https://dalib.it/scheda/letteraria/BIBCOMO-LET/35
[7] https://coatesa.com/2017/02/04/chiude-dopo-37-anni-la-libreria-plinio-il-vecchio-di-via-vitani/
[8] https://www.ancos.it/il-catalogo-del-mondo-plinio-il-vecchio-e-la-storia-della-natura/



Una immersione nella vita privata e intima di due italiani intrisi di etica pubblica. I loro caratteri , i loro affetti, il loro senso dell’umorismo (“come stai'” … “seduto”), la loro amicizia. Ci si affeziona a questi due. E ci si commuove. E si pensa: la polis è basata sulla responsabilità delle singole persone
Estate 1985. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino vengono trasferiti d’urgenza all’Asinara insieme alle loro famiglie in seguito a una minaccia più allarmante del solito. I giudici stanno lavorando al maxiprocesso penale che, la storia insegna, porterà in carcere molti dei protagonisti della criminalità organizzata. Dunque entrambi sono entrati nel mirino di Cosa Nostra, ma anche di quella parte della politica che preferisce il “vivi e lascia vivere”, quando si tratta di mafia.
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La mafia vista come la normalità del male. Lui faceva una vita normale: cominciava a strangolare al mattino, andava a pranzare e poi continuava a strangolare al pomeriggio. Lei si uccide perchè il fratello si era “pentito”. Sullo sfondo la distruzione nell’acido di un ragazzo. Come se fosse ovvio fare così
Palermo, 1995. Tra i banchi del mercato, due ragazzi sono colpiti alle spalle da sicari ‘mafiosi’. Uno muore, l’altro sopravvive ma è questione di ore. Un commissario cupo e introverso indaga. A casa lo aspetta la consorte, una donna inconsolabile per il rapimento di un bambino avvenuto due anni prima e per non averne uno suo da stringere. In cortile un collega si accende un’altra sigaretta e rimane in attesa di sapere dove condurlo. Con l’aiuto dei suoi uomini, ferma e preleva un giovane geometra che sospetta prossimo ai ragazzi uccisi. Ma è evidente che il ragazzo non sa nulla…
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