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Fabio Caironi, Un cowboy in riva al Lario. Buffalo Bill a Como, 29 aprile 1906

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Fabio Caironi, Un cowboy in riva al Lario. Buffalo Bill a Como, 29 aprile 1906
eccola!
e quando arriva ogni cosa si schiude, pronta ad accogliere quella brezza carezzevole, quel tepore avvolgente.
Dove sei stata? Con te è solo vita.
Qualcuno l’ha detto prima, l’ha detto meglio …e l’ha detto in poesia ;

“Ninetta mia crepare di maggio,
ci vuole tanto, troppo coraggio…”
Fabrizio De Andrè – La guerra di Piero

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https://www.lavitafelice.it/scheda-libro/grey-owl/lalbero-9788893465281-618703.html
«Per la tribù che da secoli viveva e cacciava in quei territori, l’enorme sempreverde, che si ergeva come una sentinella ai piedi delle montagne da così tanto tempo che nessuno sapeva dire quando fosse spuntato esattamente, divenne il loro simbolo. E così era stato, da tempi ormai immemori, un monumento naturale sacro e inviolabile, come tutti i luoghi cari agli Indiani. Un’antica leggenda recitava che il giorno in cui l’albero fosse perito i Piedi Neri sarebbero stati cacciati dalle pianure per riparare verso le montagne, mentre se gli Indiani fossero caduti in disgrazia per primi, anche il pino sarebbe andato incontro a una simile sorte. Per questo motivo un grande rispetto lo circondava.»
La storia di terre selvagge incontaminate raccontate dalla prospettiva di un pino canadese, prima giovane arbusto e poi albero dal robusto tronco che accoglie sotto la sua ampia chioma animali ed esseri umani. Eletto dalla tribù dei Piedi Neri monumento naturale sacro, come tale verrà venerato e rispettato per generazioni.
Nel corso dei secoli, questa imperterrita sentinella conoscerà il piacere della compagnia di altre creature viventi e il dolore per la loro inevitabile perdita, ma soprattutto sarà testimone dell’arrivo dei Visi Pallidi, che con la loro sete di conquista infliggeranno una ferita insanabile a quei luoghi di comunione con la natura, ai popoli che li abitano e all’albero stesso.















MAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario
Scritto dal professor Andrea Bellavita, da un’idea del responsabile Comunicazione di Ateneo Flavio Saturno, riprese di Jacopo Bernard, Davide Poerio e Michele Ronchi.
Una produzione Università dell’Insubria, Biblos e B-Link.
Con Lidiya Castiglioni, Umberto Morganti, Sara Rizzato e Lionel Tekinmo e la partecipazione di Tommaso Ballarino, Filippo Maria Besnate, Michael Della Rocca, Camilla Ertani, Federico Feroldi, Sara Giannini, Leonardo Garavaglia, Giada Melotto, Giulia Milani, Morgana Ongaro, Francesco Paganini, Paolo Pignatti, Maurizio Tettamanti, Anita Zampini
D’un tratto un verde nuovo è apparso
dove sino a ieri non c’era stato.
I rami, non più svestiti,
sfoggiano gioiose promesse,
mentre le ombre della sera
si allontanano
e fanno meno paura.

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