CitazionI · Estate · Poesie

la citazione della estate 2026: una lucertola bambina mi guarda … , Carla Porta Musa

Una lucertola bambina

mi guarda

e veloce si rifugia

in un’aiuola

fitta di dalie nane

Carla Poerta Musa

BIOGRAFIA, biografie · GENIUS LOCI · Giardini (in genius loci) · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie

Gianni Solla, La memoria delle foglie, Einaudi, 2026

La memoria delle foglie, scritto da Gianni Solla ed edito da Giulio Einaudi Editore nella prestigiosa collana Supercoralli. [1, 2]

🌱 Trama in breve

La storia è ambientata nella periferia est di Napoli. Il protagonista è Lorenzo, un uomo la cui vita adulta è andata in pezzi: ha perso il lavoro, la giovinezza, il padre ed è stato lasciato dalla moglie Arianna con i figli ancora piccoli. In un momento di totale smarrimento, Lorenzo torna per caso nel vivaio della sua infanzia, un tempo appartenuto al padre.

Lì incontra Renato, il nuovo e paziente gestore del vivaio, che senza chiedere nulla in cambio gli offre lavoro e amicizia. Lavorando tra serre, bonsai e gerani, Lorenzo sperimenta la metafora della botanica: scopre che uno stelo tagliato non torna mai come prima, ma ne conserva la memoria, e proprio da quella ferita può iniziare una nuova fioritura e una profonda rinascita personale.

Quando Lorenzo capita per caso nel vivaio in cui ha trascorso l’infanzia, un luogo sospeso nell’ex periferia industriale di Napoli, la sua vita sembra un inventario di ciò che ha perduto: il padre, la moglie Arianna che lo ha lasciato con i figli ancora piccoli, il lavoro, la giovinezza. Sotto le serre e nelle corsie verdi non è cambiato nulla, e i pochi clienti chiamano ancora le piante con i nomi inventati da suo padre – capatostajanarescurnose – che nel dialetto trovava una lingua capace di parlare con la terra. Oggi a gestire il vivaio c’è Renato: un uomo stanco e paziente che non rinuncia mai alla battuta, con un passato di cui forse dovrebbe raccontare. Lavorare con lui, per Lorenzo, somiglia piú a un gesto inevitabile che a una scelta. Ogni giornata al vivaio – interrotta solo dalle pause per il nuoto nella piscina del quartiere – diventa una lezione di attenzione e misura, dove non basta la memoria: occorre reimparare quello che già si sapeva, accogliere azioni e parole nuove, ammettere che qualcosa, ma non tutto, dipende da noi. E mentre l’amicizia con Renato – fatta di molti gesti e non pochi silenzi – si concretizza nel progetto di espansione del vivaio, cosí come lo aveva sognato suo padre, Lorenzo vede riaffiorare intorno a sé le radici sottilissime che lo legano agli altri: alla figlia Roberta, assistente universitaria dalla carriera ben avviata, con la quale comunica sempre meno; al figlio Tommy, scrittore emergente intrappolato nella sua adolescenza; e anche a Ester, la donna che insegna nuoto alle ragazzine immigrate nella piscina del quartiere. Perché le storie di certe famiglie si sviluppano come piante rampicanti, pervicaci, intrecciandosi in modi sorprendenti. Gianni Solla è capace di dare i nomi alle cose e di raccontare le sfumature. I suoi sono personaggi pieni di una malinconia bella, di una grazia discreta. Soprattutto hanno la tenacia di coltivare lí dove tutti dicono che non crescerà mai nulla.

📋 Dettagli del libro

  • Autore: Gianni Solla
  • Titolo: La memoria delle foglie
  • Editore: Einaudi (Collana Supercoralli)
  • Data di uscita: 2 giugno 2026
  • Pagine: 176
  • Temi chiave: La cura, la resilienza, l’elaborazione del lutto, il legame con la terra e la rinascita interiore. [1, 2, 3, 4]

[1] https://www.einaudi.it

[2] https://www.ibs.it

[3] https://www.amazon.it

[4] https://convenzionali.wordpress.com

BIOGRAFIA, biografie · Cani · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie · Porta Musa Carla

Carla Porta Musa, Il suo cane Ciao e altre storie, Edizioni Ulivo, Balerna, 1995

Il suo cane Ciao e altre storie è un libro di narrativa della scrittrice e poetessa comasca Carla Porta Musa, pubblicato nel 1995 dalla casa editrice svizzera Edizioni Ulivo di Balerna. [1, 2, 3]

Dettagli del volume

Il libro è una raccolta di racconti ed è caratterizzato dalle seguenti specifiche fisiche ed editoriali: [2]

  • Formato: 22 x 15 cm
  • Pagine: 103
  • Illustrazioni: Il volume contiene disegni dell’artista Alda Bernasconi.

Informazioni sull’opera e sull’autrice

L’opera si inserisce nella vastissima produzione letteraria di Carla Porta Musa (1902–2012), intellettuale che ha attraversato l’intero Novecento pubblicando fino all’età record di 108 anni.

Il cane e il mondo animale in generale sono temi ricorrenti nella sua narrativa, come dimostra anche la successiva pubblicazione del racconto La sarta dei cani.

[1] https://it.wikipedia.org

[2] https://www.edizioni-ulivo.ch

[3] https://antemp.com

Guarracino Vincenzo · Poesie · Porta Musa Carla · Roncoroni Federico

Carla Porta Musa, Sottile incanto, 36 poesie, Lithos edizioni, Como. Scelte da Federico Roncoroni, presentazione di Vincenzo Guarracino, immagini di Luca Crippa, 1997

Il volume “Sottile incanto. 36 poesie” è una preziosa raccolta lirica della celebre scrittrice e poetessa comasca Carla Porta Musa (1902–2012), pubblicata a Como nel 1997 dalla casa editrice Lythos Edizioni. [1, 2, 3, 4, 5]

Questo libro si distingue per una struttura editoriale e artistica altamente curata e collaborativa:

  • Autrice: Carla Porta Musa, una delle figure culturali più longeve e rilevanti del territorio lariano.
  • Selezione dei testi: Le 36 poesie sono state scelte dal noto saggista e filologo Federico Roncoroni.
  • Prefazione: La presentazione critica del volume è firmata dal poeta e critico letterario Vincenzo Guarracino.
  • Illustrazioni: Il libro è impreziosito dalle immagini e dai contributi visivi dell’artista Luca Crippa.
  • Caratteristiche editoriali: L’opera è stata stampata in un formato brossurato con alette (circa 15×21 cm), originariamente in una tiratura limitata e numerata di sole 500 copie, diventando un raro oggetto da collezione per gli appassionati di letteratura del Novecento. [2, 3, 4, 6, 7]

fonti informative

[1] https://www.amazon.it

[2] https://antemp.com

[3] https://antemp.com

[4] https://www.vittorialibri.it

[5] https://www.ebay.it

[6] https://antemp.com

[7] https://www.ebay.ch

[8] https://coatesa.com

CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie

Bloomsday Lake Como, 16 giugno 2026, dalle 18 alle 21 presso il Centro Civico – Casa della Musica, Via Collegio dei Dottori 9, Como

Il Bloomsday Lake Como debutta ufficialmente per la prima volta a Como martedì 16 giugno 2026, inserendo la città nel circuito mondiale delle celebrazioni dedicate a James Joyce. L’evento, intitolato “Today we are all Dubliners”, è organizzato dalla Casa della Musica in co-progettazione con il Gruppo Letterario Acarya e all’interno della rassegna Parolario off. [1, 2, 3]

La manifestazione celebra un legame storico cruciale: esattamente 100 anni fa, nel 1926, il letterato comasco Carlo Linati pubblicò la prima traduzione italiana parziale dell’Ulisse, per la quale Joyce creò il celebre “Schema Linati”, la bussola interpretativa usata ancora oggi in tutto il mondo. [1]

Dettagli del Programma

L’evento si terrà dalle 18:00 alle 21:00 presso il Centro Civico – Casa della Musica, situato in Via Collegio dei Dottori 9, Como. Non si tratterà di una classica conferenza, bensì di un percorso polifonico e interattivo. [1, 4]

  • Prima Parte (Ore 18:00): Letture corali ad alta voce e performance dedicate all’Ulisse. I partecipanti potranno interagire e persino “staccare” frammenti di testi joyciani da portare a casa come souvenir letterari. Spazio anche all’archivio con una traduzione di Mario Biondi. [1, 4, 5]
  • Intermezzo (Ore 19:30): “AperiJoyce”, un momento conviviale con musica dal vivo e letture a tema culinario. Verrà proposto il tipico spuntino di Leopold Bloom: sandwich con gorgonzola e senape accompagnato da un bicchiere di Borgogna. [4, 6]
  • Seconda Parte (Ore 20:30): Dialogo approfondito sullo “Schema Linati” e la performance scenica “TONOTTE A COMO”, un notturno per voce e archi. La serata si concluderà con un ideale congedo sulle note e le parole di Finnegans Wake. [4]

L’ingresso all’evento è gratuito fino a esaurimento posti. Per maggiori informazioni è possibile contattare l’organizzazione via email all’indirizzo info@casadellamusica.org. [4]

informazioni:

[1] https://www.bloomsdayfestival.ie

[2] https://www.ciaocomo.it

[3] https://www.bobobo.it

[4] https://www.bloomsdayfestival.ie

[5] https://www.instagram.com

[6] https://www.facebook.com

LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie · Porta Musa Carla

Libri pubblicati da CARLA PORTA MUSA, di Como

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Alberi · GENIUS LOCI · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie

Citazioni letterarie sugli ALBERI

Gli alberi popolano da sempre la letteratura mondiale, descritti come simboli di saggezza, ponti tra terra e cielo e custodi silenziosi del tempo. [1, 2]

Identità e Metamorfosi

  • Erri De Luca: “Amo gli alberi. Sono come noi. Radici per terra e testa verso il cielo”.
  • Victor Hugo: “Fate come gli alberi: cambiate le foglie, ma conservate le radici. Quindi, cambiate le vostre idee ma conservate i vostri princìpi”.
  • Fabrizio Caramagna: “Le mani dell’albero hanno le unghie sporche di azzurro a furia di scavare dentro il cielo”. [3, 4, 5]

Esistenza e Saggezza della Terra

  • Anton Čechov: “Un albero è bello, ma ancor di più, ha diritto alla vita; come l’acqua, il sole e le stelle, è essenziale. La vita sulla terra è inconcepibile senza alberi”.
  • Rabindranath Tagore: “Colui che pianta alberi, sapendo che non siederà mai alla loro ombra, ha quantomeno iniziato a comprendere il significato della vita”.
  • Hermann Hesse: “Gli alberi sono santuari. Chi sa parlare con loro, chi li sa ascoltare, conosce la verità”. [6, 7, 8, 9, 10]

Amore e Metafore Naturali

  • Gialal al-Din Rumi: “L’amore è un albero, e gli amanti la sua ombra”.
  • Khalil Gibran: “Gli alberi sono liriche che la terra scrive sul cielo”. [6, 11]

[1] https://www.facebook.com

[2] https://libreriamo.it

[3] https://ecobnb.it

[4] https://www.facebook.com

[5] https://fabriziocaramagna.com

[6] https://www.forestepersempre.it

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[9] https://www.italiacircolare.it

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ANIMALI · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie

Gli ANIMALI negli scritti di GIANNA MANZINI (1896-1974)

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ANIMALI · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie · Simboli

Simboli. Lo “sguardo” della lucertola negli scritti di Gianna Manzini (1896-1974)

Per Gianna Manzini, la lucertola non è solo un animale, ma un simbolo fondamentale della sua poetica che rappresenta l’alterità assoluta e il tentativo di superare i confini dell’umano. [1, 2]

In particolare, il riferimento allo “sguardo” della lucertola emerge in diverse sfumature della sua opera:

  • L’animale come specchio: Manzini usa la lucertola per descrivere un essere vivente lontanissimo dall’uomo, verso cui è difficile provare empatia immediata. Attraverso questo sguardo “estraneo”, la scrittrice indaga il mistero della vita e la violenza insita nella natura.
  • Bestiario Manziniano: All’interno del suo “bestiario”, la lucertola funge da figura araldica o specchio opaco dell’avventura umana, carica di malinconia e intelligenza sottile.
  • Stile e osservazione: Lo sguardo della lucertola riflette lo stile della Manzini stessa: una scrittura calligrafica ed elzeviristica (raffinata e minuziosa), capace di fissare dettagli minimi con una precisione quasi scientifica e allo stesso tempo visionaria.
  • Connessioni letterarie: Questo tema si inserisce in un filone del Novecento italiano (che include anche autori come Gadda o Tozzi) dove l’osservazione naturale serve a raggiungere una “cognizione vera delle cose” o a raccontare i varchi del pensiero divino e diabolico. [1, 2, 3, 4, 5, 6]

fonti informative:

[1] https://www.doppiozero.com

[2] https://www.osservatoriocattedrale.com

[3] https://journals.openedition.org

[4] https://thesis.unipd.it

[5] https://cris.unibo.it

[6] https://www.gadda.ed.ac.uk

Poesie · Porta Musa Carla

L’arte poetica di Carla Porta Musa (1902–2012)

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Alberi · MUSICA · Poesie

… Ci vuole un fiore … , di Gianni Rodari

“Gianni Rodari è l’autore della celebre filastrocca ‘Ci vuole un fiore’, un testo poetico che celebra l’origine di ogni cosa attraverso il ciclo della natura e l’amore simbolizzato dal fiore.”[libreriamo]​

Testo Principale

La poesia ripete ciclicamente catene causali: per fare un tavolo ci vuole il legno, per fare il legno ci vuole l’albero, per fare l’albero ci vuole il seme, per fare il seme ci vuole il frutto, e infine per fare il frutto ci vuole un fiore.[youtube]​[libreriamo]​
Il ritornello “Ci vuole un fiore” sottolinea che tutto – dalla terra al monte, dal bosco al ramo – dipende da questo elemento fragile ma essenziale.[libreriamo]​
Il fiore simboleggia l’amore come forza generatrice, un principio che lega natura e relazioni umane.vecchiosito.icacquasparta+1

Origini e Diffusione

Scritta da Rodari negli anni ’70, divenne famosa come canzone interpretata da Sergio Endrigo, con un messaggio ecologico e pedagogico adatto ai bambini.sololibri+1
Rodari la inserì nelle sue opere per insegnare a “guardare e ascoltare” i segreti delle cose quotidiane.erbacanta+1
Resta un classico per educare al rispetto della Terra e alla cura come base di ogni esistenza.[libreriamo]​

Ci vuole un fiore di Gianni Rodari

Le cose d’ogni giorno
Raccontano segreti
A chi le sa guardare
Ed ascoltare

Per fare un tavolo ci vuole il legno
Per fare il legno ci vuole l’albero
Per fare l’albero ci vuole il seme
Per fare il seme ci vuole il frutto
Per fare il frutto ci vuole il fiore
Ci vuole un fiore, ci vuole un fiore
Per fare un tavolo ci vuole un fiore

Per fare un tavolo ci vuole il legno
Per fare il legno ci vuole l’albero
Per fare l’albero ci vuole il seme
Per fare il seme ci vuole il frutto
Per fare il frutto ci vuole il fiore
Ci vuole un fiore, ci vuole un fiore
Per fare un tavolo ci vuole un fiore

Per fare un fiore ci vuole un ramo
Per fare il ramo ci vuole l’albero
Per fare l’albero ci vuole il bosco
Per fare il bosco ci vuole il monte
Per fare il monte ci vuol la terra
Per far la terra ci vuole un fiore
Per fare tutto ci vuole un fiore

Per fare un fiore ci vuole un ramo
Per fare il ramo ci vuole l’albero
Per fare l’albero ci vuole il bosco
Per fare il bosco ci vuole il monte
Per fare il monte ci vuol la terra
Per far la terra ci vuole un fiore
Per fare tutto ci vuole un fiore

Per fare un tavolo ci vuole il legno
Per fare il legno ci vuole l’albero
Per fare l’albero ci vuole il seme
Per fare il seme ci vuole il frutto
Per fare il frutto ci vuole il fiore
Ci vuole un fiore, ci vuole un fiore

Per fare tutto ci vuole un fiore
Per fare il frutto ci vuole un fiore
Per fare tutto ci vuole un fiore
Per fare tutto ci vuole un fiore
Per fare tutto ci vuole un fiore
Per fare tutto ci vuole un fiore

Poesie · Uccelli

Emily Dickinson: “se … aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido”

Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena
o aiuterò un pettirosso caduto
a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano