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Luca Grassi, L’ULTIMA ESTATE Comunità, attività umane, vita quotidiana dei paesi tra Lario e monte San Primo sul filo dei ricordi, Newsletter NodoLibri 20/01

News NodoLuca Grassi, L’ULTIMA ESTATE
Comunità, attività umane, vita quotidiana dei paesi tra Lario e monte San Primo sul filo dei ricordi

Sul filo dei ricordi di famiglia e della comunità, il racconto dellacultura tradizionale, delle attività economiche e della vita quotidiana del territorio al centro del Lago di Como, sulle sponde del Triangolo lariano e lungo le pendici della Valassina e del monte San Primo. I centri abitati e la toponomastica, il lavoro sui campi, in collina e in montagna, sui [CONTINUA QUI]
75 illustrazioni – 242 pagine
€ 22,00
— NOVITÀ
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Centro Storico di Como · Via Vittorio Emanuele

viste sul Duomo e sui tetti da Via Vittorio Emanuele, nel centro storico di Como

casa · GENIUS LOCI

Piero Calamandrei, INVENTARIO DELLA CAMPAGNA (1941), Edizioni di storia e letteratura, 2013

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la confortevole tana · via Cinque Giornate · via Vitani · Vie: Cesare Cantù, A. del Pero, P. Tatti, Vitani

il centro storico di Como, Via Cinque Giornate, Via Vitani, Via Primo Tatti

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Cerchio dell'Apparire · GENIUS LOCI · Lago

Paolo Ferrario, riflessione notturna dopo: IL LAGO MAESTRO, monologo di Giuseppe Guin, orchestra ensemble Marco Fusi, al Teatro Sociale, giovedì 16 gennaio 2014 fra le 20 e 30 e le 22 e 30

Sono di ritorno da:
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E’ bello vedere e trovare qualcuno che ha ben compreso la “potenza” di luogo del Lago di Como.

Le due torrette della ex cava di Faggeto assomigliano tanto al meditabondo ponte della Civera:

In questi angoli di mondo, dove si arriva solo a piedi o in barca, si può essere presi dallo “spleen”, quella specie di malinconia che assomiglia ad un tango. Occorre lasciarsi andare però. Occorre provare a perdere il controllo sulla situazione di vita.

In  questi anfratti, dove conta lo sciabordio delle onde, o le notti di stelle, o gli occhi degli uccelli notturni, si trova, se lo si vuole trovare,  quello che gli antichi chiamavano Genius Loci.

Lo spazio ed il tempo sono le categorie essenziali per la stessa nozione di esistenza: ogni percezione di sé e del mondo si realizza nello spazio ed anche le rappresentazione mentali e culturali si realizzano in uno spazio. Il tempo è la curva inesorabile che struttura ogni gesto della nostra vita, ma noi lo viviamo in uno spazio. E’ il nostro linguaggio a rivelarci che sempre  pensiamo noi stessi collocandoci in un luogo. Infatti diciamo “sentirsi a casa” o “sentirsi spaesati” o ancora “sentirsi in trincea” o “stare a casa di Dio”. Dunque la spazialità permea il pensiero e il linguaggio.

Per cominciare a costellare il tema del luogo ricorro alla  energia del pensiero di James Hillman (2001), quando ci avvisa che: “se è vero che l’anima ha a che fare con l’approfondirsi degli eventi, questi eventi non sono solo dentro di noi ma possono essere dentro il mondo. Questa è l’anima mundi, l’anima nel mondo, o del mondo”. E’ davvero forte questa suggestione che orienta a cercare l’anima nei luoghi. Non è la Psiche ad essere in noi, noi siamo nella Psiche. Mettere in relazione il proprio sé con il  mondo esterno è come un “fare anima” anche con il gesto semplice di stare in un posto, alla ricerca lieve, curiosa ed interessata di quel qualcosa di difficilmente afferrabile (se non vi si presta amorosa attenzione) che va a costituire il nucleo essenziale di in luogo. Lo si cattura con una intuizione o con una percezione sintetica.

Lo si è chiamato “Genius Loci”, per rappresentare l’essenza, l’anima, la forza di un luogo. Qualche architetto, in evidente riflessione autocritica, dice: “Il luogo rappresenta quella parte di verità che appartiene all’architettura: esso è la manifestazione concreta dell’abitare dell’uomo, la cui identità dipende dall’appartenenza ai luoghi” (Christian Norberg-Schultz, citato da Francesco Bevilacqua, 2010).

Uno spazio diventa luogo se si manifestano relazioni affettive, economiche e simboliche. Ci deve essere un investimento psicologico e culturale affinché ci sia questa trasformazione.

Giuseppe Guin ha ben capito  (e ce lo ha detto con intensità, accompagnato dai musicisti)  che “luogo” e “persone ” assieme producono emozione.

In questa relazione fra la persona ed il luogo c’è un sapore di eterno. E così coloro che lui ha incontrato sulle rive sono ancorà lì. Perchè è impossibile che le cose vengano dal nulla e finiscano nel nulla,  quando “sentiamo”  il senso che da lì viene fuori. Ma se viene fuori, vul dire che c’era già da prima.

Ma, certo, occorre essere disponibli a questo ascolto.

Cesare Guin lo ha provato nella sua esperienza diretta e ce lo ha raccontato con la sua voce e con i suoi compagni di scena

Ci si sente bene, poi, quando dal teatro sociale, si passa per piazza del Duomo e ci si saddentra nella città murata, percorrendo i passi di via Cinque Giornate.

Abbiamo il privilegio di vivere in un pezzo della terra davvero straordinario.

Guin Giuseppe · Teatro Sociale

IL LAGO MAESTRO, monologo di Giuseppe Guin, orchestra ensemble Marco Fusi, al Teatro Sociale il 16 gennaio 2014

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a: da classificare · Tartarugosa

TartaRugosa ha letto e scritto di: Georges Perec (2011), Tentativo di esaurimento di un luogo parigino, Libri Piccoli Voland, A cura di Alberto Lecaldano

Avatar di Paolo FerrarioLUOGHI del Lario e oltre ...

TartaRugosa ha letto e scritto di:

Georges Perec (2011)

TENTATIVI DI ESAURIMENTO DI UN LUOGO PARIGINO, editore Libri piccoli Voland)

a cura di Alberto Lecaldano

Il progetto avrebbe dovuto durare dodici anni, ma non si concluse.

L’idea, secondo Perec, era di osservare piazza Saint-Sulpice in diversi momenti della giornata e di prendere nota di tutto quello che vedeva.

O meglio “…quello che generalmente non si nota, quello che non si osserva, quello che non ha importanza: quello che succede quando non succede nulla, se non lo scorrere del tempo, delle persone, delle auto e delle nuvole”.

Il tentativo dura tre giorni.

Questa idea è entusiasmante. Finalmente un punto di connessione tra uomo e rettile.

Anch’io passo lunghe ore ad osservare ciò che accade, ma, a differenza di Perec, il tentativo non si esaurisce in tre giorni. Per me dura almeno sei mesi all’anno.

Alterno le visioni di Georges…

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Camminare in COMO città · contare i passi · P. di Nodolibri

sostiene P. di NODOLIBRI che occorrono 140 passi per camminare lungo la Via Carducci, di P. di NodoLibri

carducci

a: da classificare

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Centro Storico di Como

Como a luci rosse, visita guidata, sabato 25 gennaio 2014

luci rosse

Camminare in COMO città · contare i passi · P. di Nodolibri

300 passi dal Passaggio Zuccoli (Giardini di ponente) alla sede della NODOLIBRI

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Cielo e Nuvole

Il cielo in una stanza del centro storico di Como, al suono di Danilo Rea e al canto di Gino Paoli

Avatar di Paolo FerrarioTRACCE e SENTIERI

Ognuno di noi abita una «casa» , chiamiamola così. Attorno, a perdita d’occhio, la brughiera. Il fuoco è acceso, la tavola imbandita. Ma capita, guardando verso la finestra, che il vento ci faccia credere di trovarci là fuori — e ci si dimentichi di dove siamo davvero. Si è «a casa»

Emanuele Severino

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