anni '50 · Fel, Ferrario Enrico Luigi · Palio remiero del Lario · Tradizioni

anni ’50: IL PALIO REMIERO DEL LARIO

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LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Pesci

“di tutti i pesci del Lario il migliore è fuori di dubbio l’AGONE”

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Riva di Castello, frazione di Nesso

frazione Riva di Castello, nel comune di Nesso. Antica stampa

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COATESA: frazione di Nesso · NESSO · Terrazzamenti

stampe di Nesso e Coatesa sul Lario. Come erano costruiti i TERRAZZAMENTI per la coltivazione e la sopravvivenza

saper vedere il paesaggio:

qui si vede bene come erano costruiti i TERRAZZAMENTI per la coltivazione e la sopravvivenza:

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GENIUS LOCI · Stanza nel centro storico · via Cinque Giornate

antica stampa del centro storico di Como: dirittura via 5 Giornate – Duomo

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Bellagio

i padroni del welfare: turismo gerontocratico sul Lario

Orrido di Nesso · Ponte della Civera

Coatesa e ponte della Civera, in una stampa del libro di Giovani Battista Giovio COMO E IL LARIO

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Luna

la desiderante LUNA

Monizza Gerardo · Nodo Libri

intervista a GERARDO MONIZZA sulla FIERA DEL LIBRO, Como, settembre 2003

Chat Noir

l’incredibile CHAT NOIR

Miciù · Sir Richard

la imprevedibile MICIU’ E SIR RICHARD/BUBI

ARTE

Matt Mullican – The Meaning of Things, Spazio Culturale Antonio Ratti (ex chiesa di San Francesco) Largo Spallino 1, Como

Matt Mullican
The Meaning of Things 

Inaugurazione 18 luglio 2013, ore 18.30

19 luglio – 6 settembre 2013
da martedì a domenica, h 16 – 20

Spazio Culturale Antonio Ratti (ex chiesa di San Francesco)
Largo Spallino 1, Como

La mostra si incardina intorno a Untitled, set di quattro stendardi realizzato da Mullican per la sua mostra personale a Le Magasin di Grenoble (1990) e da allora esposto solo un’altra volta in ragione delle sue dimensioni. Gli stendardi contengono un repertorio di figure stilizzate, simboli che rappresentano ogni aspetto del reale e dell’esperienza umana. I simboli sono suddivisi in cinque aree di colore diverso: rosso (la soggettività), nero (il linguaggio), giallo (le arti), blu (il mondo in quanto dotazione di significato, ma di cui facciamo esperienza in modo inconsapevole) e verde (gli elementi fisici). Il linguaggio visivo dei banner è estremamente immediato e comprensibile, simile a quello dei loghi commerciali, della segnaletica urbana o – paragone calzante, dato il contesto in cui l’opera è esposta – dell’araldica. Al tempo stesso il significato dei simboli, e l’architettura del sistema che li comprende, richiedono allo spettatore la conoscenza del codice soggettivo elaborato dall’artista.

Il primo banner, di colore rosso, è la parte del sistema che l’artista chiama “cosmologia” e che racchiude simboli che rappresentano “Dio”, il “Paradiso”, l’“Inferno”, il “Fato”, ecc. Tuttavia, come spiega Mullican, la sua cosmologia è in realtà una meta-cosmologia, una riflessione artistica sul modo in cui costruiamo collettivamente un’immagine del reale: «La mia cosmologia è un modello di cosmologia; non è una cosmologia. Una cosmologia non è un fenomeno formale, ma sociale; è una struttura di convinzioni, una struttura di valori condivisi». Una struttura come quella del Cristianesimo, ad esempio, che ha determinato la forma dell’edificio di San Francesco. Completano la mostra alcune opere (tra cui le serie di stampe esposte su tavoli e in teche) che offrono allo spettatore ulteriori chiavi di accesso al complesso “sistema di sistemi” inventato dall’artista.

Il programma del laboratorio CSAV include una serie di eventi aperti al pubblico visitabile nella sezione calendario del nostro sito.

Per informazioni su Matt Mullican potete visitare la pagina dedicata al visiting professor del laboratorio.

DA  Matt Mullican – The Meaning of Things.