San Rocco e Via Milano alta

Via Milano è un’arteria a rischio, Raccolta firme della Lega Nord – da Il Giorno – Como

 Via Milano è un’arteria a rischio.

A sostenerlo è non solo la Lega Nord, che ieri ha organizzato un presidio all’ingresso del quartiere, ma pure i residenti, che, in tanti, si sono fermati al gazebo del Carroccio per firmare una petizione in cui si invoca l’intervento di Palazzo Cernezzi. «Abbiamo raccolto 150 firme per chiedere che si adotti un piano di tutela delle attività tradizionali per il centro storico, via Milano compresa – spiega …, consigliere regionale della Lega, ieri in via Milano insieme con i parlamentari …ed … -. Sollecitiamo lo sviluppo delle attività artigianali e commerciali che rispondono ai criteri d’interesse pubblico e alla tradizione della nostra comunità. In via Milano, specie nella parte alta della strada, la situazione di degrado è notevole».

A farne le spese soprattutto le donne, che di sera hanno paura di uscire. «Le molestie subite un paio di mesi fa dalla dottoressa Roberta Marzorati (che aveva denunciato l’episodio con una lettera al sindaco Lucini ndr.) non meritano di cadere nel vuoto – sottolinea .. -. Non è accettabile che in città ci sia una via in cui le donne, soprattutto dopo il tramonto, hanno timore di uscire da sole perché, nella migliore delle ipotesi, vengono importunate».

tutto l’articolo qui   “Stop al degrado in via Milano” Raccolta firme della Lega – Il Giorno – Como.

LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi

Alla scoperta di UN LAGO SEGRETO, con Giuseppe Guin, regia di Paolo Lipari, supplemento ordinario al quotidiano La Provincia, 2012

http://www.laprovinciadicomo.it/videos/Video/23328/

Lago · Lario

Alla scoperta di UN LAGO SEGRETO, con Giuseppe Guin, regia di Paolo Lipari, supplemento ordinario al quotidiano La Provincia, 2012

http://www.laprovinciadicomo.it/videos/Video/23328/

Ospedale Sant'Anna

Cittadella sanitaria sul vecchio Sant’Anna: “Siamo nelle mani della Regione” QuiComo

si è discusso in merito alla proposta per il presente e futuro dell’area dell’ex ospedale Sant’Anna di via Napoleona a Como. Infatti, dopo che in Regione a Milano è stato approvato il progetto per la riqualifica dell’ex ospedale S. Anna – confermando la decisione di traformare l’area in una nuova cittadella sanitaria – nulla è stato fatto. Il complesso edilizio avrebbe dovuto comprendere uffici pubblici (esempio l’Asl ) ma anche unità residenziali e commerciali, ma al momento nulla ancora si è mosso.

tutto l’articolo qui  Cittadella sanitaria sul vecchio Sant’Anna: “Siamo nelle mani della Regione” QuiComo.

Criminalità e microcriminalità

rubano all’agriturismo, rischiano il linciaggio e vengono salvate dalle forze di sicurezza – Villa Guardia – Como

all’agriturismo ‘Al Colle’ di Villa Guardia (Como) a due donne romene e una ragazzina minorenne   si erano intrufolate nell’abitazione dei proprietari della struttura ricettiva riuscendo a impossessarsi di un migliaio di euro.

Sono però state colte sul fatto e quindi sono fuggite raggiungendo la loro auto. Salite e partite si sono schiantate contro la recinzione dell’agriturismo. Un attimo dopo sono state letteralmente circondate dai proprietari e da altre persone accorse che hanno cominciato a “scrollare” la vettura inveendo contro le tre ladre, alle quali non è rimasto altro che barricarsi nella vettura finché non sono arrivati gli agenti che le hanno arrestate.Ripuliscono l’agriturismo ma poi rischiano il linciaggio – Il Giorno – Como.

Chiave di volta

OBIETTIVO CITTÀ MURATA, Tavola rotonda organizzata dall’associazione Chiave di Volta, 24 novembre 2012

OBIETTIVO CITTÀ MURATA

Palazzo Volpi, via Diaz 84, dalle 9, ingresso libero

Tavola rotonda organizzata dall’associazione Chiave di Volta. Programma:
– ore 9 registrazione dei partecipanti;
– ore 9.15 saluto delle autorità;
– ore 9.30 Città murata, patrimonio culturale. Il tracciato romano sottostante la città murata, oggetto degli studi di Gianfranco Caniggia negli anni Sessanta e Settanta, haa avuto verifiche, conferme e negazioni negli scavi archeologici. Quali sono stati negli ultimi quattro decenni gli approfondimenti teorici e applicativi? Alcuni centri storici di fondazione romana sono tati valorizzati mettendo in luce porzioni consistenti di archeologia antica, in Italia e all’estero. Intervengono Isabella Nobile, direttrice Musei civici di Como con Aggiornamenti su Como romana; Marco annazaro, Università Cattolica di Milano e Brescia con Esperienze di archeologia urbana a Brescia, possibile modello per il recupero della memoria storica di una città di antica fondazione;
– ore 10 La città storica: restauri e interventi, studi e ricerche.Interviene Maria Grazia Soldini, architetto, restauratore di Palazzo Odescalchi;
– ore 10.15 Idee giovani: contributi di neolaureati, dottorandi, ricercatori. Roberta Macchia: Sotto il parcheggio le terme romane? Tesi di laurea Università Cattolica Milano; Filippo Magatti e Nicolò Zugnino: Percorsi medioevali a Como. Tesi di laurea Politecnico di Milano; Elena Rizzi: Dipinti ottocenteschi sul centro storico. Tesi di laurea, Università Cattolica, Milano; Lucia Tenconi: La Cortesella e la politica del “piccone demolitore” 1933 –  1939. Dottorato Politecnico di Torino; Lara Giamminola: Street art, Tesi di laurea Università Statale, Milano;
– ore 11.15 pausa caffè
– ore 11.30 Urbanistica e tutela per il centro storico, prima e dopo di Darko Pandakovic;
– ore 11.45 Significato della città murata. Significati diversi per chi ci abita, lavora, va a scuola, è di passaggio, fa shopping, compra o vende immobili, apre o chiude negozi, affitta o gestisce bed & breakfast, visita monumenti di storia e di arte contemporanea. Interventi di Alessio Brunialti, Gerardo Monizza, Milly Pozzi, Elena Di Raddo e Giusy Lucini;
– ore 12.30 Significato della città murata e aspettative:contributi di soci e simpatizzanti

NdA: giusto! Oggi la Città Murata, domani il mondo…
http://www.chiavedivolta.org

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GENIUS LOCI · Paesaggio

Le sei fasi del Paesaggio. Intervista con Domenico Luciani | Greenews.info

Le sei fasi del Paesaggio. Intervista con Domenico Luciani

novembre 22, 2012 Eventi, Idee

Ha preso il via ieri, al Castello del Valentino di Torino, la quarta edizione del ciclo di seminari “Incontri con il paesaggio“, organizzati con il patrocinio di UNISCAPE nell’ambito del Corso di Laurea Magistrale interateneo in Progettazione delle Aree Verdi e del Paesaggio,che vede coinvolti quattro atenei: l’Università di Milano, quella di Genova e l’Università e il Politecnico di Torino, la città che ospiterà, nel 2016, la 53esima edizione del Congresso Mondiale degli Architetti Paesaggisti.

Ma la tematica del paesaggio e della sua salvaguardia è molto attuale in tutta Italia: il grido di Salvatore Settis in seguito al D. Lgs. sulle nuove disposizioni in materia di aree agricoledenuncia una situazione sempre più critica. “Dopo i campi di sterminio, stiamo assistendo allo sterminio dei campi”, afferma lapidario il noto storico dell’arte e archeologo, in un recente articolo.

Ne abbiamo parlato, in occasione del convegno, con Domenico Luciani, architetto paesaggista e presidente dell’Associazione Accademia di Paesaggio, che lavora per la costruzione, aTreviso, di una vera e propria “Università del Paesaggio“.

D) Luciani, l’architetto Uta Zorzi Muhlmann definisce il paesaggista come un acrobata che, con difficili salti, tenta di consegnare il neonato ‒ il progetto ‒ a destinazione. Si riconosce in questa descrizione?

R) La figura del paesaggista ancora non esiste in Italia ed ancora poco in Europa, al di qua della Scandinavia: quello che vogliamo fare è formare figure professionali che siano adeguate a rapportarsi con il patrimonio naturale ed antropico. Purtroppo sono ancora poche le personalità che, con convinzione, hanno promosso il dialogo tra le discipline all’interno di ordinamenti formativi già esistenti: per tale ragione, ritengo necessario formare un curriculum nuovo per coloro che si occuperanno di paesaggio. Un nuovo tipo di formazione non deve far parte di una filiazione della facoltà già esistente, come accadeva negli anni ’20 all’architettura, figlia di ingegneria civile e delle belle arti: ma deve nascere a sé stante. Il paesaggista non è un tecnico specializzato, ma si occupa di luoghi nella condizione di crisi della modernità, nella nuova importanza assunta dai margini e dalle periferie, dando forma e vita al paesaggio come da una nebulosa senza forma si giunge ad una struttura delineata…

D) Da tempo l’architettura fa fatica a immaginare e progettare la città e il suo contesto: vista la facilità con cui la società moderna costruisce e decostruisce, in che modo l’architetto paesaggista si deve relazionare?

R) Si può dire che oggi si sia formata una koinè scientifica che indica una terza via tra l’idea di territorio e di spazio da un lato come una lavagna pulita, libera da ogni segno, e dall’altra come un elemento puramente da contemplare. Bisogna però rendersi conto che la natura non è fatta né per essere contemplata, né abusata, ma studiata attraverso elementi storicizzati. La questione fondamentale è però il dialogo con la comunità esistente nel luogo, in quanto il sapere è diffuso nella società ma ha la stessa forza statutaria di un sapere esperto. Il paesaggista è colui che contribuisce a fornire saperi esperti a coloro che realmente hanno davvero la responsabilità della governanceterritoriale: per tale ragione, egli deve stare al servizio della comunità e può influire in modo positivo con le sue conoscenze con un processo maieutico verso un concetto più alto di erudizione. Molto spesso la percezione di coloro che vivono direttamente i luoghi è differente rispetto a chi li studia:migliorare il gusto della comunità locale sin dai primi passi, quindi a partire dal coinvolgimento in un processo virtuoso già alle scuole elementari, assume un ruolo determinante nei processi poi di trasformazione del paesaggio.

D) Come giudica l’arte del paesaggio oggi in Italia, dove, da tempo, la rassicurante rappresentazione di un ideale equilibrio tra uomo e natura si è sostituito ad un quadro di paesaggio sempre più discontinuo?

R) Considerando che il paesaggio si compone di un patrimonio materiale ed immateriale, dobbiamo considerare la presenza di un terzo elemento accanto a memoria e natura: così come suggeriva Heiddeger, tutto ciò che si è radunato nei secoli, nei grovigli del tempo, costituisce la componente antropologica del luogo. Nella Convenzione Europea del Paesaggio si dà una chiara responsabilità individuale e collettiva: ci dobbiamo occupare dei nostri luoghi perché c’è di mezzo la condizione umana. Nella storia dell’idea antropologica di paesaggio si possono individuare almeno sei fasi di un processo culturale europeo: la prima fase fa riferimento al contesto austriaco, in cuiRiegl affermava che ogni cosa che ci viene tramandato dalle generazioni precedenti, diventa una nostra responsabilità. Si sviluppa a seguire negli anni Venti, in Italia, l’idea di tutela del luogo come protezione della patria. Si arriva poi alla dichiarazione, all’interno della Costituzione, che la Repubblica è la prima a dover valorizzare la cultura e la tutela dei paesaggi; gli Anni Sessanta sono poi quelli dei grandi movimenti ecologisti,e da questi si giunge ad una quinta fase in cui vi è l’inizio di un interesse sul paesaggio e sui giardini storici. Ultima fase, la più recente e quella ancora in atto, inizia con la CEP di Firenze, nel 2000, grazie alla quale nasce una vera e propria filosofia del paesaggio. Credo che in questo momento storico dobbiamo prenderci maggiormente cura dei nostri territori, considerando in questi anche l’eredità dei segni e delle presenze che con il tempo si sono accumulate. Dobbiamo fare ordine nel rapporto tra gli elementi costitutivi del nostro ambiente: per dirlo in termini di proporzioni, il paesaggio sta al Paese come il giardinaggio sta al giardino. Se il giardinaggio è conoscenza, cura e disegno del giardino, il paesaggio è conoscenza, cura e disegno del Paese.

D) Tornando alle denunce di Settis: come si prospetta oggi l’idea di paesaggio, visti gli scempi al Belpaese?

R) Oggi non si pone più soltanto la questione della cementificazione: la superficie agraria ad esempio è diminuita, rispetto agli anni ’20, di circa un terzo del suo totale iniziale e sono molte le superfici che abbiamo perduto in ragione dell’insediamento e dell’abbandono. Dato sconcertante, mapossiamo affermare che in Italia è maggiore la quantità di suolo degradata che non quella occupata dal processo di cementificazione. Viviamo gli strascichi di una politica di territorio che esaltava il gigantismo macchinistico e agevolava la speculazione edilizia: dobbiamo ritrovare il senso del limite. Est modus in rebus, dicevano gli antichi latini: si deve interagire con il paesaggio introducendo con misura la trasformazione. Oggi dobbiamo avere la consapevolezza della limitatezza delle alterazioni dell’ambiente, oltre le quali viene messo in crisi il sistema stesso. Il territorio subisce continui cambiamenti, processo inarrestabile e naturale (oltre che una deformazione dell’aspetto dei luoghi irreversibile) che non deve essere interpretato come a lungo si è fatto con il restauro dei monumenti: il dov’era e com’era. Al paesaggio va donata una terza vita: la prima è come si presentava all’inizio, la seconda è come è stato cambiato dall’uomo e la terza è la vita che necessita per continuare a dialogare con l’uomo e la sua continuità esistenziale in qualità di bene comune. Un paesaggio viene riconosciuto come bene comune quando, al di là del suo statuto comunitario, una comunità lo assume come elemento costitutivo della propria identità. La vera salvaguardia del territorio non nasce dalla ferita alla maestà di un monumento, ma dalla consapevolezza del degrado della condizione umana nei paesaggi.

Valentina Burgassi

da   Le sei fasi del Paesaggio. Intervista con Domenico Luciani | Greenews.info.

Cani

L’URLO DEL CAGNOLO PER LA SUA VITA, 21 novembre 2012

Audio: L’URLO PER LA VITA DEL CAGNOLO

Il libro citato nell’audio è:

Elena Loewenthal, VITA, Raffaello Cortina, 2012

LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi

Iubilantes.it : Cosa facciamo

Iubilantes ha esperienza ormai più che decennale in attività di salvaguardia e valorizzazione, in Italia e all’estero :

  • degli itinerari storici e dei beni culturali ad essi collegati
  • della mobilità dolce e dell’approccio lento ai luoghi e alla storia
  • delle tradizioni di pellegrinaggio e di migrazione
  • del patrimonio culturale europeo e mediterraneo legato alle origini del cristianesimo.

In tali ambiti, anche su istanze che nascono dal territorio, organizza mostre, manifestazioni, convegni, corsi di formazione; coordina e realizza pubblicazioni; produce progetti culturali e ricreativi, percorsi didattici , iniziative di valorizzazione territoriale, ricerche, studi di fattibilità, con finanziamenti pubblici e privati.

Mette tale esperienza a servizio degli Enti pubblici e privati che condividono i suoi interessi e finalità.

In questa sezione i nostri progetti più collaudati e continuamente aggiornati.

Iubilantes.it : Cosa facciamo.

ex ospedale psichiatrico San Martino · Politica locale - Como

Area del San Martino: L’intervento di Lorenzo Spallino «Non si tocca un solo metro quadrato in più”, da Corriere di Como 11 novembre 2012

L’intervento di Lorenzo Spallino
«Non si tocca un solo metro quadrato in più. Non ci si innalza di un solo metro in più. Se qualcuno vuole fare operazioni sul modello vecchio Sant’Anna, siamo su una strada completamente diversa».

È stato categorico, Lorenzo Spallino, assessore all’Urbanistica di Palazzo Cernezzi, nel suo intervento al convengo. «Investire risorse economiche, intervenire con deroghe ed eccezioni, ritenendo che queste rispondano meglio alle necessità di una città e di un territorio, è un modello 

Corriere di Como.

autunno · COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI · Lago · Scale

Un pomeriggio autunnale a Coatesa sul Lario

Ospedale Sant'Anna · Politica locale - Como

Presente e futuro dell’ex area ospedaliera di via Napoleona, GIOVEDI’ 22 NOVEMBRE 2012 DALLE 8:30 ALLE 13:30, presso l’Auditorium Opera Don Guanella di Como (via T. Grossi, 18), si terrà il seminario pubblico, organizzato dalla CGIL di Como, dal titolo “Presente e futuro dell’ex area ospedaliera di via Napoleona”

 

SEMINARIO APERTO AL PUBBLICO
Presente e futuro dell’ex area ospedaliera di via Napoleona

GIOVEDI’ 22 NOVEMBRE 2012 DALLE 8:30 ALLE 13:30, presso l’Auditorium Opera Don Guanella di Como (via T. Grossi, 18), si terrà il seminario pubblico, organizzato dalla CGIL di Como, dal titolo “Presente e futuro dell’ex area ospedaliera di via Napoleona”.

Relatori: Marco Onofri (direttore generale dell’azienda ospedaliera Sant’Anna); Lorenzo Spallino (assessore all’urbanistica-edilizia privata); Giuseppe Cosenza (direttore area governo del territorio del Comune di Como); Lucia Cassina(segreteria provinciale Cgil Como). Moderatore: Matteo Mandressi (segretario provinciale Fp Cgil Como).

Durante l’incontro interverranno anche Michele Borzatta (vicepresidente di Confcooperative di Como), Angelo Monti(presidente dell’Ordine degli architetti di Como), Leonardo Carioni (commissario straordinario della provincia di Como), Amleto Luraghi (segretario provinciale Spi Cgil Como), Florindo Oliverio (segretario Fp Cgil Lombardia), Melissa Oliviero(segreteria Cgil Lombardia).

Parteciperanno all’evento anche il Prefetto di Como Michele Tortora, il sindaco di Como Mario Lucini e di Montano Lucino Angela Capuccino.

Aprirà il Seminario Alessandro Tarpini (segretario generale Cgil Como).

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