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Gatto Pantera nera

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Sir Richard

Gatto Sir Richard: album fotografico

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DIARIO di Amaltea · Luna

Gatta Luna

DIARIO di Amaltea · Luna

Gatta Luna, 10 anni

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Sir Richard

ancora Sir Richard

Sir Richard

Sir Richard, 14 anni

Gatti

Thomas Stearns Eliot, Il nome dei gatti – nella traduzione di Massimo Bacigalupo in IL SERMONE DEL FUOCO, Corriere della sera, 2012

Dare un nome a un gatto è una faccenda particolare,
Tutt’altro che uno sport da incompetenti;

Penserete che io sia matto da legare
Se vi dico che un gatto ha TRE NOMI DIFFERENTI.

Primo, il nome che la famiglia usa di solito,
Come Pietro, Augusto, Gianni o Alonzo,

Come Vittorio o Giona, Baffo o Ippolito:
Tutti nomi comuni d’ogni giorno.

Ci sono nomi più ricercati, con un suono più fine,
Come Platone, Admeto, Elettra, Astolfo,

Sia per i signori che per le signorine:
Però tutti nomi comuni d’ogni giorno.

Ma un gatto ha bisogno di un nome speciale,
Un nome esclusivo, più meritorio,

Altrimenti come potrà la coda inalberare
O sollevare i baffi o compiacere il suo orgoglio?

Di questo tipo di nomi ve ne cito qualcuno,
Come Munkustrap, Quaxo o Caricopatto,

Come Bombalorina, o Jelliloruno:
Nomi che appartengono sempre a un solo gatto.

Ma al di là di questi c’è un nome sottile,
E si tratta del nome che non indovinerete mai;

Il nome che nessuna indagine umana può scoprire:
MA IL GATTO STESSO LO SA, e non rivelerà mai,

Quando vedete un gatto in profonda meditazione,
È sempre, sappiate, per la stessa ragione:

La sua mente è rapita in estatica contemplazione
Del pensiero, del pensiero, del pensiero del suo nome:
Il suo ineffabile effabile
E ffineffabile

Profondo e inscrutabile singolo Nome.

The Naming of Cats

The Naming of Cats is a difficult matter,
It isn’t just one of your holiday games;

You may think at first I’m as mad as a hatter
When I tell you, a cat must have THREE DIFFERENT NAMES.

First of all, there’s the name that the family use daily,
Such as Peter, Augustus, Alonzo or James,

Such as Victor or Jonathan, George or Bill Bailey –
All of them sensible everyday names.

There are fancier names if you think they sound sweeter,
Some for the gentlemen, some for the dames:

Such as Plato, Admetus, Electra, Demeter –
But all of them sensible everyday names.

But I tell you, a cat needs a name that’s particular,
A name that’s peculiar, and more dignified,

Else how can he keep up his tail perpendicular,
Or spread out his whiskers, or cherish his pride?

Of names of this kind, I can give you a quorum,
Such as Munkustrap, Quaxo, or Coricopat,

Such as Bombalurina, or else Jellylorum –
Names that never belong to more than one cat.

But above and beyond there’s still one name left over,
And that is the name that you never will guess;

The name that no human research can discover –
But THE CAT HIMSELF KNOWS, and will never confess.

When you notice a cat in profound meditation,
The reason, I tell you, is always the same:

His mind is engaged in a rapt contemplation
Of the thought, of the thought, of the thought of his name:
His ineffable effable
Eff anineffable

Deep and inscrutable singular Name.

THOMAS S. ELIOT
Dalla raccolta Il sermone di fuoco
Introduzione: Marzio Breda
Curatore: Massimo Bacigalupo

Il nome dei gatti – Corriere.it.

Gatti che dormono

Gatti che dormono

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Gatti

Gatti, meravigliosi gatti, al pasto

Cani · Gatti

GATTI E CANI RANDAGI e grande freddo. Ecco come sfamarli e salvarli – Animali – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia

GATTI E  CANI RANDAGI: Anche in questo caso è opportuno mettere le ciotole del cibo secco e umido in una zona riparata.Stare attenti a non mettere nelle ciotole  i croccantini che con l’ umidità rischiano di rovinarsi, e anche la pappa umida potrebbe anche congelare. 

E’ necessario cambiare il cibo due volte al giorno e lasciare in luogo riparato anche la ciotola dell’acqua fresca. Importante anche mettere a terra delle coperte in modo che cani e gatti possano trovare un pò di riparo specialmente nelle zone più fredde. 

da Piccoli animali e grande freddo Ecco come sfamarli e salvarli – Animali – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia.

Noelle Episteme

Noelle: plausibili ipotesi, di Luciana

Partiamo dalle due uniche possibili verità: Noelle o è viva o è  morta.

Prima ipotesi: chiunque entri in contatto con lei avrà una bella occasione di relazione.

Seconda ipotesi, ora anche per me più plausibile. Ho messo gli occhiali. Ha ragione, Paolo, quando mi dice che senza sono ormai una talpa.

Ieri, sul sentiero, ho pure io esaminato i ciuffi di pelo bianchi. Ma mi sono anche guardata attorno, per vedere se trovavo altri miseri resti.

Partendo da quest’unico indizio (potrebbero essere i peli d Noelle), ho vagliato le seguenti possibilità:

–         i peli sono relativamente vicini alla nostra casa, per cui risalgono al periodo della fuga

–         sono in un punto del sentiero “en plain air”: nessun animale sarebbe così stupido da predare una vittima e mangiarsela alla luce del sole, in un punto di passaggio (in genere la vittima viene portata nella tana). E poi non ci sono né segni di sangue, né gli altri avanzi.

La mia ricostruzione pertanto è la seguente:

Notte di capodanno e inizio dei fuochi. Noelle è sempre stata una gatta molto paurosa, per cui scappa. Va verso il sentiero e, se i fuochi si fossero limitati solo alla nostra zona, probabilmente lì si sarebbe fermata fino al ripristino della calma. Ma non è così. L’universalità umana si scatena a festeggiare chissà che cosa e Noelle continua la sua corsa impazzata e piena di paura. Secondo me le è scoppiato il cuore mentre nel bosco cercava un luogo di riparo.

Se così non fosse, nei giorni seguenti avrebbe risposto con un miagolio ai nostri richiami. E’ vero che è timida, ma ormai abbiamo sperimentato che quando i gatti sono in difficoltà fanno sentire la loro voce.

Quindi, Noelle muore nella notte di capodanno. A questo punto i predatori possono essere numerosi: la volpe che ha già fatto fuori tutte le galline di Cosimo, la faina, i corvi.

L’unica perplessità è sui ciuffi di pelo isolati. La spiegazione più plausibile che mi dò è che i corvi possano essere stati gli ultimi spazzini. Trovando ancora qualcosa e prendendolo col becco, nel volo è scivolato il brandello. Mille insetti della terra potrebbero poi avere fatto la finale pulizia di quel che restava.

Dubito molto di un’aggressione: sicuramente non di umani, ma nemmeno di altre bestie: se Noelle fosse stata sulla strada del ritorno e lì aggredita, avremmo visto gli esiti.

Il mistero è un po’ meno mistero, anche se vorrei tanto che fosse giusta la prima ipotesi.

Per un attimo ho odiato chi ha portato Noelle nel nostro giardino. Mi è sembrato il destino del cavaliere di Samarcanda. Poi ho pensato che ogni vivente ha il suo destino. Abbiamo regalato a Noelle (nel caso della seconda ipotesi) un anno di cure e amore.

Ho anche ben presente il gatto Chet e la sua prematura morte per una malformazione cardiaca. Ci sono gatti col cuore grande, ma evidentemente non sufficiente per accogliere i sentimenti del mondo.

Samarcanda, di Roberto Vecchioni

Ridere, ridere, ridere ancora,
ora la guerra paura non fa,
brucian le divise nel fuoco la sera,
brucia nella gola vino alla sazieta’,
musica di tamburelli fino all’aurora,
il soldato che tutta la notte ballo’,
vide fra la folla quella nera signora,
vide che cercava lui,e si spavento’.
“Salvami, salvami, grande sovrano,
fammi fuggire, fuggire di qua,
alla parata lei mi stava vicino,
e mi guardava con malignita’”.
“Dategli, dategli un animale,
figlio del lampo, degno di un re,
presto, piu’ presto perche’ possa scappare,
dategli la bestia piu’ veloce che c’e'”.
Corri cavallo, corri ti prego
fino a Samarcanda io ti guidero’,
non ti fermare, vola ti prego
corri come il vento che mi salvero’
Oh oh cavallo, oh oh cavallo,
oh oh cavallo, oh oh cavallo, oh oh”.
Fiumi poi campi poi l’alba era viola,
bianche le torri che infine tocco’,
ma c’era fra la folla quella nera signora
stanco di fuggire la sua testa chino’:
“Eri tra la gente nella capitale,
so che mi guardavi con malignita’,
son scappato in mezzo ai grilli e alle cicale,
son scappato via ma ti ritrovo qua!”
“Sbagli, t’inganni, ti sbagli soldato
io non ti guardavo con malignita’,
era solamente uno sguardo stupito,
cosa ci facevi l’altro ieri la’?
T’aspettavo qui per oggi a Samarcanda,
eri lontanissimo due giorni fa,
ho temuto che per ascoltar la banda
non facessi in tempo ad arrivare qua.
Non e’ poi cosi’ lontana Samarcanda,
corri cavallo, corri di la’…
ho cantato insieme a te tutta la notte
corri come il vento che ci arrivera’
Oh oh cavallo, oh oh cavallo,
oh oh cavallo, oh oh cavallo, oh oh”.
il simbolo del chiarore di Noelle resta:

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Acting Out per NOELLE: dal buio alla luce, passando attraverso tutti i gradi del chiarore, 18 gennaio 2012. Con una prova di scrittura narrativa in suo ricordo

la nostra amatissima Noelle, la gatta con la pancia bianca trovata nel giardino un anno fa e curata a lungo per farla sopravvivere, è scomparsa:

Audio: 

clicca qui per ascoltare: 


Qui la mia personale rielaborazione del meccanismo psicologico dell’ ACTING  OUT

qui tutti i Post dedicati a Noelle Episteme


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Delitto (im)perfetto

Una morte senza un corpo da seppellire, seppure certa, resta una morte imperfetta.

Da Natale a Natale: questo il destino della gatta bianca Noelle.

Noelle, il corpo smagrito e malato, il muso docile e impaurito, il mantello candido chiazzato di arancio e di grigio.

Noelle, immobile nel giardino, portata da chissà chi.

Noelle, la sua repulsione per gli spazi chiusi senza via di fuga.

Noelle, dolce e mansueta, rifugge il contatto umano.

Noelle, ossessione permanente da quel giorno di capodanno, quando, dal cancello del giardino, non è più spuntato il suo bianco musetto.

“Ieri notte è successo il finimondo”, mi dice U., mentre il suo sguardo proteso verso l’alto indica chiaramente la casa di G.. “Non c’è un gatto in giro: quando fanno i fuochi gli viene lo stremizio, ma vedrà che torneranno”.

Certo, torneranno. E infatti sono tornati Luna, Silvestro, Mammagatta, Blu, Belle. Tutti, tranne Noelle.

Maledico, impreco, insulto, bestemmio per cercare di frenare lo strazio che mi cresce dentro. Sul banco degli imputati velocemente raduno persone e fantasmi, immagini e scenari di ogni probabile delitto. E il vano appello inizia:

  • gli scapestrati figli di G., ubriachi fradici che dopo i fuochi torturano Noelle
  • C., che la colpisce a sassate mentre la sorprende vicino al pollaio attiguo al giardino
  • U., che la trascina sotto i cingolati mentre guida la sua motocarriola

Più passano i giorni, più aumentano lo sconforto e la disperazione. Nessuno ha visto Noelle. Perlustro quotidianamente sentieri, scale, mulattiere agitando crocchette, cercando corpi schiacciati, spiando nei cortili, chiamando inutilmente il suo nome.

Gennaio non è ancora finito. Mentre percorro per l’ennesima volta il viottolo che conduce alla mia casa vedo, incastrata fra le rocce del muro e i sassi della scala, un’eterea lanugine, batuffoli di bambagia lievi come soffioni condotti dal vento e atterrati qui e là senza paracadute.

Io so che Noelle è morta. Non so come, dove, quando, perché. E soprattutto non so “chi” è il colpevole. Quel punto del sentiero è assolutamente aperto alla vista. Se Noelle fosse stata catturata da un animale selvatico, ci sarebbero state altre evidenti tracce di sbranamento. Inoltre, quella peluria appare parecchi giorni dopo la scomparsa.

L’essere umano ha bisogno di razionalizzare il dolore per renderlo sopportabile e dotato di senso. Anch’io ho bisogno di ricostruirmi la MIA plausibile ipotesi.

Notte di capodanno e inizio dei fuochi. Noelle è sempre stata una gatta molto timida e schiva, per cui scappa. Imbocca titubante il sentiero, territorio a lei del tutto sconosciuto.

Se i botti fossero rimasti circoscritti ai dintorni della nostra casa, probabilmente al ripristino della calma avrebbe potuto fare ritorno al suo usuale ambiente di vita.

Ma non è così. L’intero paese festeggia ostinatamente la speranza di un anno migliore, riempiendo l’aria con assordanti fragori e tuonanti boati. Noelle continua  a correre impazzita e piena di paura. Secondo me le è scoppiato il cuore mentre nel bosco cercava un luogo di riparo.

Se così  non fosse stato, nei giorni seguenti avrebbe risposto con un miagolio ai nostri richiami.

Quindi, Noelle muore nella notte di capodanno.

A questo punto i possibili predatori diventano numerosi: la volpe che già nel passato ha sgominato le galline di C., la faina, il tasso, i corvi.

Resta ancora una perplessità: perché quei ciuffi bianchi isolati e lontani?

La spiegazione più verosimile che mi do è che i corvi siano stati gli ultimi spazzini. Trovando i miseri resti nel bosco, nel volo è scivolato qualche brandello di carne e i mille insetti della terra avrebbero ripulito ciò che restava di commestibile, avanzando solo il pelo.

Guardo Chat Noir abbandonato sulle mie ginocchia col muso sprofondato nell’incavo del gomito.

Il suo dorso nero e lucido è in netto contrasto col candore di Noelle.

Anche lui è comparso improvvisamente nel mio giardino cinque mesi dopo il lutto di Noelle, anche lui emaciato e malandato, anche lui bisognoso di cure e amante di quel luogo che gli ha restituito la sopravvivenza.

Chat Noir ha una piccola macchia immacolata sopra il petto, visibile solo quando disperatamente solleva il muso color carbone reclamando un po’ di cibo.

Voglio credere che in quel ciuffo color latte sia nascosta Noelle.

Noelle che, mascherata da Chat Noir, finalmente mi consola di tutte le carezze che mai sono riuscito a darle.


le PLAUSIBILI IPOTESI di Luciana

Partiamo dalle due uniche possibili verità: Noelle o è viva o è  morta.

Prima ipotesi: chiunque entri in contatto con lei avrà una bella occasione di relazione.

Seconda ipotesi, ora anche per me più plausibile. Ho messo gli occhiali. Ha ragione, Paolo, quando mi dice che senza sono ormai una talpa.

Ieri, sul sentiero, ho pure io esaminato i ciuffi di pelo bianchi. Ma mi sono anche guardata attorno, per vedere se trovavo altri miseri resti.

Partendo da quest’unico indizio (potrebbero essere i peli d Noelle), ho vagliato le seguenti possibilità:

  • i peli sono relativamente vicini alla nostra casa, per cui risalgono al periodo della fuga
  • sono in un punto del sentiero “en plain air”: nessun animale sarebbe così stupido da predare una vittima e mangiarsela alla luce del sole, in un punto di passaggio (in genere la vittima viene portata nella tana). E poi non ci sono né segni di sangue, né gli altri avanzi.

La mia ricostruzione pertanto è la seguente:

Notte di capodanno e inizio dei fuochi. Noelle è sempre stata una gatta molto paurosa, per cui scappa. Va verso il sentiero e, se i fuochi si fossero limitati solo alla nostra zona, probabilmente lì si sarebbe fermata fino al ripristino della calma. Ma non è così. L’universalità umana si scatena a festeggiare chissà che cosa e Noelle continua la sua corsa impazzata e piena di paura. Secondo me le è scoppiato il cuore mentre nel bosco cercava un luogo di riparo.

Se così non fosse, nei giorni seguenti avrebbe risposto con un miagolio ai nostri richiami. E’ vero che è timida, ma ormai abbiamo sperimentato che quando i gatti sono in difficoltà fanno sentire la loro voce.

Quindi, Noelle muore nella notte di capodanno. A questo punto i predatori possono essere numerosi: la volpe che ha già fatto fuori tutte le galline di Cosimo, la faina, i corvi.

L’unica perplessità è sui ciuffi di pelo isolati. La spiegazione più plausibile che mi dò è che i corvi possano essere stati gli ultimi spazzini. Trovando ancora qualcosa e prendendolo col becco, nel volo è scivolato il brandello. Mille insetti della terra potrebbero poi avere fatto la finale pulizia di quel che restava.

Dubito molto di un’aggressione: sicuramente non di umani, ma nemmeno di altre bestie: se Noelle fosse stata sulla strada del ritorno e lì aggredita, avremmo visto gli esiti.

Il mistero è un po’ meno mistero, anche se vorrei tanto che fosse giusta la prima ipotesi.

Per un attimo ho odiato chi ha portato Noelle nel nostro giardino. Mi è sembrato il destino del cavaliere di Samarcanda. Poi ho pensato che ogni vivente ha il suo destino. Abbiamo regalato a Noelle (nel caso della seconda ipotesi) un anno di cure e amore.

Ho anche ben presente il gatto Chet e la sua prematura morte per una malformazione cardiaca. Ci sono gatti col cuore grande, ma evidentemente non sufficiente per accogliere i sentimenti del mondo.