Gatti

Sono Gatto e dormo dove voglio ….

ANIMALI · LEGGERE e SCRIVERE

in morte, per auto umana, di Lillo: “lì, sul ciglio della strada, a ridosso del ponticino del fosso, all’inizio della strada sterrata, vicino alle spighe di mais alte…sembrava dormire …

Ciao Paolo, quanto dolore! Ieri sera sono rientrata da un soggiorno romano di cinque giorni; quando parto sono sempre in ansia per i miei gatti, per quello che provano e vivono in mia assenza. Qua in campagna, la strada su cui si affaccia la casa non è trafficata moltissimo, ma viene percorsa ad una velocità infernale, quanti piccoli compagni se ne sono andati così..l’ultimo, bianco, la Gina, sorda poverina, è stato due estati fa; sempre al ritorno da un uscita…macchine maledette. Ieri sera siamo arrivate alle 20, ci hanno fatto tutti la festa ed anche il nostro amato Lillo, appena un anno a Giugno. In questi giorni, venivano mio padre e mia madre, per il cibo e lui stava sempre in casa. Ieri sera, verso le 21 ero al computer, ho sentito un clacson e il botto e mia zia, poverona a novant’anni ne ha visti oramai così tanti, ha cominciato a chiamarmi…sono uscita, con le lacrime congelate nell’anima, mi sono piegata, lì, sul ciglio della strada, a ridosso del ponticino del fosso, all’inizio della strada sterrata, vicino alle spighe di mais alte…sembrava dormire, povero tesoro, non un colpo che lo avesse deturpato. L’ho preso in braccio, la mia compagna era distrutta; mi sono incamminata per la sterrata e in lontananza vedevo ferma, immobile, l’altra gatta, l’anziana, Mimì, con cui giocava sempre..era impassibile, mi osservava ed ho portato il mio piccolino, tra gli animali di mio padre, su di una sedia, vicino al pozzo..ho aspettato che il suo corpo si raffreddasse, per essere sicura..gli volevo tanto bene…

cara …

ti sono vicinissimo in questo dolore provocato dal nostro amore per gli animali e in particolare  per i gatti.
infatti se non li amassimo così tanto non proveremmo dolore.

qui, dove vivo in estate, non ci sono pericoli automobilstici: la casa è lontana dalle strade
e tuttavia , ogni tanto ne sparisce qualcuno. Loro sono fatti così: ogni tanto se ne vanno.
per due giorni ero preoccupato per belle : è rientrata questa mattina e poi è di nuovo scomparsa.
ti confesso che spesso provo odio per la specie umana: con il suo dominio (emanuele severino parla opportunamente della cultura occidentale del “far diventeare altro”) ha reso invivibili l’habitat di molti viventi non umani. solo per la frenesia dell’aumento della popolazione: disseminare sulla terra tonnellate di preservativi sarebbe la più importante politica sociale. Il comandamento “crescete e moltiplicatevi”  è il più stupido fra quelli trasmessi dagli ipotetici dei monoteisti.
Che ragione c’è di andare forte in automobile se non una pulsione distruttiva?
mi spiace tantissimo per lillo, come se fosse mio
pensa a questo: che in vita tu gli hai voluto bene. e lui lo sapeva

e poi pensa che lillo è solo uscito dal “cerchio dell’apparire”. è fai il possibile per fare entarre nel tuo cerchio dell’apparire altri gatti.
tu sai che sono tanti.
loro hanno la prolificità come grande alleate che ne ha fatto animali che hanno attraversato tutta la storia dell’umanità. Solo che la loro prolificità non è distruttiva come la nostra

un caro saluto
paolo
ANIMALI

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Brienno · Gatti

Brienno, la davano per morta ma la gatta spunta dalle macerie – Lago e Valli – La Provincia di Como

 La davano tutti per morta: per i soccorritori e la padrona, l’unica vittima delle sette frane che si erano abbattute giovedì sera a Brienno era la gatta della signora Francesca Canzani ma questa mattina, con grande sorpresa per tutti, è spuntata da sotto il letto di quello che rimane della camera della casa sventrata dalla frana.
Qualche minuto dopo mezzogiorno, il suo miagolio ha attirato l’attenzione dei vigili del fuoco e dei volontari e la notizia che la gatta fosse viva è presto arrivata alle orecchie della signora Francesca. L’anziana, reduce da un’operazione a un ginocchio, non ha esitato un secondo e, con le stampelle, ha raggiunto la piazza, incominciando a chiamare la sua adorata gatta (che non ha un nome, semplicemente gatta).
Intorno alla signora Canzani si è formato un capennello di pompieri, volontari e curiosi, fino a quando due vigili del fuoco sono entrati in quello che resta della palazzina sventrata per tentare di acchiappare il felino. La gatta, nella migliore tradizione di questi diffidenti animali, alla vista dei due pompieri è fuggita nuovamente, rintanandosi sotto il letto.
“Non si fa toccare da nessuno, solo da me, fatemi entrare in casa” diceva la signora Francesca, che ovviamente non è stata accontentata per motivi di sicurezza.
Per convincere la micia a uscire dal suo rifugio è stata messa una ciotola con latte e croccantini nel salotto, in modo che fosse lei stessa a decidere quando mettersi in salvo da sola.
La signora Francesca, che giovedì sera aveva portato con sé i sue due adorati cani quando si era salvata, ha potuto tirare un sospiro di sollievo anche per la sua gatta tricolore che si era semplicemente giocata una delle sue proverbiali sette vite.

da Brienno, la davano per morta ma la gatta spunta dalle macerie – Lago e Valli – La Provincia di Como.

Api · DIARIO di Amaltea · Natura

Api al lavoro, sotto la pergola

Silenzio

meriggioso infranto

da  un ronzio

frenetico di indaffarato lavoro.

Api

Petite Onze di Luciana
Chicco (1939) e Luigina (1943) · DIARIO di Amaltea · Eterni · Mammagatta · Miciù

Rielaborazione di lutti animali: da MammaGatta a Chicco’s Boat

MammaGatta è stata la madre altamente selvatico-domestica che ha fatto nascere la nostra Miciù.

Per 15 anni ha abitato Coatesa, alternando il luogo del pasto da noi e il suo rifugio vicino ma ignoto.

Poi è arrivato il termine del suo tempo,  qui sulla terra che conosciamo. Luciana ne ha già parlato in modo altamente empatico in Elegia per Mamma Gatta 

L”ho vista uscire dal cerchio dell’apparire: 

e ne ho parlato così in  

In quel momento avrei voluto avere un qualsiasi guscio per andarla a riprendere e seppellirla nel cimitero dei gatti.

E una settimana fa il desiderio del guscio è stato realizzato dall’amico vicino di casa (meccanico esperto e navigatore di lago, proprietario della bellissima Lenta) che mi ha regalato questo canotto di salvataggio che ho chiamato “Chicco’s Boat”:

La Baia di Coatesa sarà ancora per i giorni futuri sicuramente Terra ( le terrazze sul lago), ma anche Acqua (le onde della sera, quando il sole cala dietro ai monti).

Il Tempo avrà ancora valore

ANIMALI

Brunate: una storia a lieto fine, quella che giovedì mattina ha visto protagonisti cinque mufloni (molto simili a cerbiatti), due esemplari adulti e tre cuccioli, che avevano trovato riparo in una stanza dell’albergo ormai dismesso dal 1978 – Cronaca – La Provincia di Como

 

stiamo scrivendo di una storia a lieto fine, quella che giovedì mattina ha visto protagonisti cinque mufloni (molto simili a cerbiatti), due esemplari adulti e tre cuccioli, che avevano trovato riparo in una stanza dell’albergo ormai dismesso dal 1978. Infatti, gli animali, che hanno dato filo da torcere ai loro soccorritori (un lavoraccio di oltre quattro ore per riuscire a bloccarli e sedarli), sono tutti salvi e sono tornati in libertà nei boschi.
L’allarme è scattato prima delle 10, quando i cinque ungulati sono stati avvistati all’interno di una camera dell’albergo Milano, dove erano penetrati quasi certamente da una finestra rotta sul retro. «La titolare della locanda Milano, che sa della mia passione per la fotografia, mi ha riferito dei mufloni – racconta Claudio Bellinghieri, insegnante in pensione di Brunate, fotografo amatoriale – e ho raggiunto l’albergo. Sul posto si trovava il veterinario dell’Asl che, con il fucile, stava per somministrare il sedativo agli animali: i cinque mufloni erano molto spaventati e i tre cuccioli si stringevano intorno a quella che era certamente la loro mamma. Con loro c’era anche un altro esemplare adulto». Dopo aver esploso i primi tre dardi con il narcotico, si è verificato un inatteso colpo di scena: un muflone adulto è saltato e ha sfondato la finestra, fuggendo in strada seguito da un cucciolo e dalla mamma (che era già stata sedata) mentre altri due piccoli sono rimasti a terra, erano già nel mondo dei sogni».
A questo punto la “caccia” si è trasferita dall’Hotel Milano al centro del paese, tenendo impegnati per ore i carabinieri di Brunate, la guardia ecologica provinciale e l’agente dei polizia locale.

«I soccorritori si sono comportati tutti in modo molto professionale – precisa Bellinghieri – badando all’incolumità degli animali ma anche alla sicurezza degli abitanti. Mentre uno degli esemplari adulto è fuggito verso il Nidrino ed è stato comunque recuperato, è stata una scena per certi versi straziante quella della mamma sedata che faceva fatica a stare sulle zampe e del suo cucciolo che le leccava il dardo, bloccati in via Roma». A loro modo bloccati nella stessa via che attraversa Brunate anche gli automobilsti che hanno fatto, con carabinieri, guardia ecologica e vigili urbani, da cordone sanitario per quello che è stato il recupero degli animali, che si è protratto ben oltre le 13. «E’ stata un’opera impegnativa e delicata – conclude il suo racconto Bellinghieri, che ha ripreso tutte le fasi con la sua inseparabile macchina fotografica – tutti e cinque i mufloni sono stati sedati e poi portati nella zona boschiva, lontano dal centro del paese, dove sono stati rimessi in libertà: un vero e proprio lieto fine».

Brunate: “caccia grossa” a cinque mufloni in paese – Cronaca – La Provincia di Como.

Api · Gatti · PERSONE e DESTINI

Giorgio Celli, l’intellettuale che amava i gatti, di Aldo Grasso su Il Corriere della Sera

VAI ALL’AUDIO:

http://video.corriere.it/aldo-grasso-giorgio-celli-intellettuale-che-amava-gatti/826885f8-9452-11e0-9db6-651cd37b13cb

Cigni · LEGGERE e SCRIVERE · Noelle Episteme

Noelle, i cigni e il cerchio dell’apparire | Tracce e Sentieri

Ciò che è e che sta non può originare dal nulla e lì sparire.
Ergo, cio che è, è eterno.
Sono le variabili tempo e spazio che ci illudono. Per il nostro maledetto bisogno di collocare e misurare.
Ma esistono degli accadimenti cui è bene non riservare troppo ragionamento, meglio accoglierli come manifestazioni dell’imponderabilità.

E’ successo con Noelle e la sua dicembrina apparizione nella grotta del forno. 

Portata a casa, medicata, curata, sterilizzata con tutti gli strumenti che la techne ha reso disponibili anche per gli animali, è stata ricondotta al luogo del ritrovamento.

E’ successo, dopo 24 ore, che Noelle uscisse dall’illusorio cerchio dell’apparire.

Contemporaneamente, per lenire il dolore della sparizione e lungo la peregrinazione della ricerca (quanto misura il cerchio dell’apparire?) Paolo avvista in lontananza una famiglia di cigni. Si sbraccia, sventolando le mani verso il cielo, e quelli, da una distanza ragguardevole, fanno dietrofront e si avvicinano in pochi minuti alla scala che si tuffa nel lago.

Avidamente si cibano delle fette biscottate nel frattempo procurate.

Una coppia e tre cuccioli.

Il porticciolo è spesso abitato da germani reali, papere, gabbiani, persino un’oca. 

Però sono trascorsi almeno 7 anni dall’ultima volta che una famiglia di cigni aveva scelto la baia coatesiana come dimora.
Di questo periodo non avevamo notato la loro comparsa.
Finito il pasto, tutti e cinque riprendono il largo e noi rientriamo.

Poche ore dopo riprendiamo la ricerca di Noelle, chiamandola per nome (è notorio che i gatti difficilmente rispondono al richiamo nominativo) e agitando una scatola di crocchette, sperando di prenderla per la gola.
Nulla da fare.
Così come misteriosamente apparsa, altrettanto sparisce.
L’eternità non è un’invenzione, evidentemente.

Perché succede che a mio insistente miagolio, quando le speranze sono pressoché svanite, Noelle rispunta.

Nello stesso lasso di tempo, i cigni non si sono fatti più vedere né nei pressi, né al secondo ponte.

Ma noi sappiamo che ci sono.

Testo e Fotografie di Luciana

da Noelle, i cigni e il cerchio dell’apparire | Tracce e Sentieri.

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Alessandra C. · ANIMALI

Alessandra Cicalini, Danilo Mainardi e la passione per gli animali | Muoversi Insieme

Danilo Mainardi e la passione per gli animali


Alessandra Cicalini

Ogni giovedì, una piccola preziosa rubrica pubblicata sul settimanale delCorriere della Sera allieta i lettori amici degli animali, senza distinzione di specie, razza, colore e dimensioni. A condurla, con penna fine e profondamente rispettosa delle creature tratteggiate, è Danilo Mainardi, etologo e zoologo, docente emerito di ecologia comportamentale all’Università Ca’ Foscari di Venezia e presidente onorario della Lega italiana protezione degli uccelli. Il professore è anche autore di libri divulgativi dagli emblematici titoli come “L’intelligenza degli animali” o “Il cane secondo me”, due soli esempi che fanno capire che tipo di rapporto abbia con i soggetti dei propri studi questo affabile signore di origine milanese nato nel 1933

Vai alla intera intervista: Danilo Mainardi e la passione per gli animali | Muoversi Insieme.