


scheda storica alle pagine 319-320 del libro:
Qui sorgeva la chiesa di S. Stefano e la Fabbrica del Duomo.
Nel 1789 la chiesa venne rasa al suolo per l’edificazione dei portici, su progetto dell’ing. Leopoldo Rospini.



scheda storica alle pagine 319-320 del libro:
Qui sorgeva la chiesa di S. Stefano e la Fabbrica del Duomo.
Nel 1789 la chiesa venne rasa al suolo per l’edificazione dei portici, su progetto dell’ing. Leopoldo Rospini.
scheda alle pagine 120-121 del libro:





scheda a pagina 118 del libro:
segnalato in questa scheda:


Il quotidiano L’Ordine di Como ha una storia ricca e complessa che si estende per oltre un secolo. Ecco una panoramica delle sue principali fasi:
Attualmente si concentra su tematiche culturali variegate con firme autorevoli.
Diego Minonzio è menzionato come figura chiave nella gestione de L’Ordine dopo il suo passaggio a supplemento culturale de La Provincia[1].
scheda alla pagina 134/135 del libro:
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/L’Ordine
[2] https://ordine.laprovinciadicomo.it/pages/chi_siamo/
[3] https://lagodicomo.jimdofree.com/como/storia/
[4] https://it.wikipedia.org/wiki/La_Provincia
[5] https://ordine.laprovinciadicomo.it/archivio/
[6] https://www.newslinet.com/lordine-torna-in-edicola-ed-e-battaglia-tra-la-curia-di-como-e-il-direttore-della-testata/
[7] https://www.professionereporter.eu/2025/02/provincia-di-como-direttore-ai-giornalisti-lottocento-e-finito-arrendiamoci/
[8] https://www.ebay.it/itm/252857284975
Scrive Luciana B. (il 13 febbraio 2025, tramite facebook):
“Gli uffici del quotidiano L’Ordine avevano sede nel palazzo alla sua sinistra. C’erano anche i macchinari per la stampa: le rotative si accendevano intorno alle 22.30, ne ricordo ancora il rumore. (Al loro posto, oggi si trova la sede di Spazio Natta)
Una cara amica, Gabriella Pesenti, iniziò la sua carriera giornalistica proprio lì, nei primi anni 80, seguendo la cronaca giudiziaria.
A piano terra invece, negli anni 70 avevano sede gli uffici della Olivetti – successivamente sostituiti dagli uffici sede della Democrazia Cristiana.”
scheda storica alla pagina 89 del libro:
Casa Sambenedetto, poi Cassina e Ciceri, è un edificio storico situato in Via Volta a Como. Fu progettata nel 1875 dall’ingegnere Eugenio Linati. Tuttavia, prima della sua attuale forma, l’edificio era sede della ditta serica Casnati dal 1832 al 1868[3][4]. Questo cambiamento di destinazione d’uso riflette l’evoluzione economica e culturale della città di Como durante il XIX secolo.
L’edificio rappresenta un esempio dell’integrazione tra tradizione industriale e sviluppo urbanistico nella città di Como. La sua storia è legata alla produzione serica locale e all’influenza delle famiglie imprenditoriali dell’epoca.
[1] https://www.comune.como.it/export/sites/comune-di-como/.galleries/Settore-07/Acchiappati_-_Inventario.pdf
[2] https://coatesa.com
[3] https://coatesa.com/2025/02/10/casa-san-benedetto-poi-cassina-e-ciceri-progettata-nel-1875-dalling-eugenio-linati-dal-1832-al-1868-sede-della-ditta-serica-casnati-in-via-volta-como/
[4] https://www.threads.net/@ferrario1948/post/DF5ey_IucQw
[5] https://albese.ospedaliere.it/villa-san-benedetto-menni/
[6] https://www.poste.it/telepass-family-elenco-uffici-postali.pdf
[7] https://liceoteresaciceri.edu.it/tipologia-articolo/notizie/
[8] https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/5961998/Elenco+permanente+dell+Onlus+accreditate+-+4+marzo+2024.pdf/ce44e264-8baa-2f26-e321-703f8faf6665

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scheda informativa alle pagine 106-107 del libro:
altre schede informative:
https://www.lombardiabeniculturali.it/archivi/soggetti-produttori/ente/MIDB00057B/




scheda storica alla pagina 109 del libro:
Il Palazzo degli Inzaghi, successivamente divenuto residenza della famiglia Della Torre di Rezzonico, è stato ricostruito nel 1864 dall’ingegnere Ramponi per Cesare Fusoni. Questo edificio si trova in via Volta a Como, una strada che prende il nome da Alessandro Volta, il famoso fisico italiano nato proprio a Como[2][4][5].
Nel cortile ci sono quattro statue dello scultore Pietro Clerici raffiguranti le stagioni.
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Como
[2] https://coatesa.com/2025/02/
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Volta
[4] https://www.facebook.com/groups/coatesa/posts/9557664187597945/
[5] https://coatesa.com/2025/02/10/palazzo-degli-inzaghi-poi-residenza-della-famiglia-della-torre-di-rezzonico-ricostruita-nel-1864-dall-ing-ramponi-per-cesare-fusoni-in-via-volta-a-como/
[6] https://www.facebook.com/groups/coatesa/posts/9558361077528256/
[7] https://coatesa.com/category/como-citta/palazzi-ed-edifici/
[8] http://passeggiatecreative.it/file/Itinerario_voltiano_4.pdf



scheda a pagina 91 del libro:
vedi la scheda a pagina 94 del libro:



L’Hotel San Gottardo di Como ha una storia ricca e variegata che inizia nel 1920, quando venne inaugurato come un piccolo albergo con 18 posti letto. Nel corso degli anni, la struttura è stata ampliata e migliorata, diventando un punto di riferimento importante per il turismo nella città.
FONTI INFORMATIVE:
scheda alle pagine 75 /76 del libro: Cani Fabio, Monizza Gerardo (a cura di), Como e la sua storia: la città murata, NodoLibri, 1994, vai al link:
[1] https://www.ciaocomo.it/2023/05/10/la-como-che-cambia-rinasce-il-san-gottardo-hotel-di-lusso-con-72-camere-e-sara-pronto-per-il-2025/254129/
[2] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/premium/como-citta/il-san-gottardo-si-trasforma-hotel-lusso-tempo-apertura-due-anni-o_1482950_11/
[3] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/como-citta/lex-san-gottardo-sara-ancora-hotel-o_1440792_11/
[4] https://www.ilsole24ore.com/art/la-mia-casa-e-albergo-l-hotellerie-italiana-si-trasforma-AGdKP4y
[5] https://www.vistapalazzo.com/la-filosofia-vista/la-nostra-storia/
[6] https://comozero.it/attualita/hotel-san-gottardo-como-riapre-cinque-stelle-lusso/
[7] https://comozero.it/attualita/filobus-edifici-spariti-e-aiuole-artistiche-la-como-depoca-in-bianco-e-nero-nel-dossier-sullex-albergo-san-gottardo/
[8] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/premium/como-citta/il-maxi-cantiere-allex-san-gottardo-facciate-colori-come-inizio-900-o_1913543_11/





La palestra Negretti di Como è un luogo storico e simbolico per lo sport nella città. Ecco una panoramica della sua storia:
La palestra Negretti è un edificio eclettico di fine Ottocento, progettato in uno stile che si inserisce nel contesto architettonico locale[7][8]. Non ci sono informazioni specifiche sulla data esatta della sua costruzione, ma è menzionata come parte delle vicende storiche locali.
La palestra Negretti è stata la “casa” della Comense, una delle più antiche e prestigiose società sportive italiane.
La Società Comense di Ginnastica e Scherma fu fondata il 24 novembre 1872[4].
La Comense ha avuto un impatto significativo su diverse discipline sportive come pallacanestro, atletica, scherma, ginnastica ritmica e pugilato[5].
Tra gli atleti che hanno fatto la storia della Comense ci sono Antonio Spallino (medaglia d’oro alle Olimpiadi del 1956) e Arianna Errigo (medaglia d’argento alle Olimpiadi del 2012), entrambi provenienti dalla sezione scherma[3][5].
Altri nomi importanti includono Liliana Ronchetti nel basket femminile.
Nel 2012 la Ginnastica Comense fallì a causa di problemi economici gravi. Tuttavia, nuove società nacquero per continuare le attività sportive: AG Comense SSDrl per atletica e ginnastica, Comense Scherma SSDrl per la scherma, e Polisportiva Comense per il basket[5].
Negli ultimi anni la palestra ha affrontato sfide legate alla gestione pubblica. Nel 2019 fu annunciato un bando per affidare la gestione della struttura al miglior offerente[1].
Nonostante queste sfide amministrative, durante l’emergenza COVID-19 nel giugno del 2020 si verificò una riapertura simbolica con allenamenti limitati dei giovani atleti della sezione scherma[2].
Oggi continua ad essere importante sia dal punto di vista storico che culturale; tuttavia richiede interventi di ristrutturazione per garantire condizioni ottimali agli atleti locali[3].
scheda informativa nel secondo volume di:
[1] https://www.espansionetv.it/2019/02/15/como-bando-per-la-palestra-negretti-la-comense-potrebbe-perdere-la-storica-sede/
[2] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/Sport/altri-sport/simbolo-della-rinascita-aperta-la-palestra-negretti_1357241_11/
[3] https://dona.fondazione-comasca.it/campaigns/comensescherma/
[4] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/Sport/altri-sport/i-150-anni-sport-comense-esibizioni-ricordi-mostre-o_1430554_11/
[5] https://it.wikipedia.org/wiki/Ginnastica_Comense_1872
[6] https://xxcoecoinformazioni.files.wordpress.com/2016/06/xxco-159.pdf
[7] https://www.slowlakecomo.com/dettaglio.php?pag_id=177&fromhome=y&lang_id=1
[8] https://www.comocity.it/palazzo-terragni-iconico-capolavoro-razionalismo-apre-quando-como-lake/


Il Centro socio-pastorale Cardinal Ferrari di Como ha una storia ricca e articolata, risalente a un complesso di edifici che ha subito diverse trasformazioni nel corso dei secoli.
Originariamente, l’area ospitava il Seminario teologico diocesano, che mantenne la proprietà anche dopo il suo trasferimento sulla collina di Muggiò.
Nel 1987, grazie all’intuizione dell’allora vescovo Teresio Ferraroni, il centro è stato concepito come una “casa comune” per il laicato cattolico, accogliendo diverse associazioni e movimenti ecclesiali[1].
L’edificio è stato ampliato negli anni ’60 con la costruzione di due grandi corpi di fabbrica e una chiesa. Il chiostro storico, che rappresenta la parte più antica della struttura, risale all’ottocento ed è stato oggetto di interventi di restauro e manutenzione nel corso degli anni. Nel 2005, è stato effettuato un intervento significativo per la manutenzione conservativa, mentre nel 2012 la Fondazione Cardinal Ferrari ha acquisito formalmente la proprietà degli immobili circostanti[1][3].
Nel 1999 è stata costituita la Fondazione di culto Centro Pastorale Cardinal Ferrari, un ente ecclesiastico con personalità giuridica autonoma. Recentemente, nel 2022, la Fondazione ha stipulato un accordo con la multinazionale Korian per la vendita di alcune aree dismesse, mantenendo però la proprietà del chiostro storico e degli edifici adiacenti[1][4].
Il Centro Cardinal Ferrari non solo rappresenta un luogo di incontro per le attività religiose e sociali della diocesi, ma è anche un esempio significativo di architettura neoclassica in Lombardia. La struttura continua a svolgere un ruolo importante nella comunità comasca, ospitando eventi e servizi dedicati ai bisogni della popolazione locale[5][6].
[1] https://www.diocesidicomo.it/informazioni-circa-il-centro-socio-pastorale-cardinal-ferrari/
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Duomo_di_Como
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Seminario_maggiore_di_Como
[4] https://cardinalferrari.diocesidicomo.it/chi-siamo/
[5] https://www.ciaocomo.it/2024/09/10/con-il-fai-alla-scoperta-di-un-gioiello-incastonato-a-ridosso-delle-mura-di-como/286145/
[6] https://comozero.it/attualita/rivoluzione-in-citta-addio-a-meta-cardinal-ferrari-residenza-per-anziani-con-parcheggio-pubblico-incognita-emergenza-freddo/
[7] https://www.operacardinalferrari.it/chi-siamo/storia-e-mission/
[8] https://www.cardinalferrari.it/Resource/POF2009-2010.pdf