La bellezza di una città di provincia occorre una particolare civiltà per scoprirla, uno sgrossamento dell’animo, tanto facile, nei primi anni, a turbarsi dinanzi al grandioso, al movimentato, all’esotico”
Nome col quale i Romani designavano la linea est-ovest tracciata dall’augure nella delimitazione del templum celeste (cioè lo spazio circoscritto nel cielo per osservare i presagi); da tale rito augurale i Romani derivarono le norme per l’orientamento e la suddivisione delle città, degli accampamenti militari e dei territorî centuriati, costituendo dei reticolati con l’incrocio di decumani e di cardini ad essi perpendicolari. Porta d., una delle due porte principali dell’accampamento romano, opposta alla porta pretoria.