Questa mattina ho avuto il privilegio di seguire Tino Tajana in una sua lezione di analisi architettonica della Basilica di San Fedele
Fra gli appunti annoto questa frase:
“I beni culturali non sopportano le ideologie”
(in tema di “conservazione”)
Questa mattina ho avuto il privilegio di seguire Tino Tajana in una sua lezione di analisi architettonica della Basilica di San Fedele
Fra gli appunti annoto questa frase:
“I beni culturali non sopportano le ideologie”
(in tema di “conservazione”)
Tino Tajana, autore del restauro della Fabbrica del Duomo, che ha riportato alla luce dei comaschi il più importante edificio comasco, racconta le vicende artistiche del Duomo sul Lago
AUDIO della lezione di TINO TAJANA del 4 marzo 2016

Fotografie di Adriano Rovi




GUIDA ALLA STORIA ANTICA DI SAN GIACOMO
vai alle schede storiche e architettoniche:


Articoli correlati:
Piazza Grimoldi: toh, si rivede la storia

Andrea Romanazzi in: http://www.acam.it/le-origini-della-sirena-bicaudata-tra-protostoria-e-rinascimento/
Da sempre l’uomo antico ha trovato nei simboli sessuali elementi apotropaici capaci di allontanare le forze maligne ed assicurare, ad una famiglia, ad una costruzione, ad una città, fertilità, procreazione e rinascita.
Da qui l’usanza, in realtà mai scomparsa da diecimila anni ad oggi, di rappresentare queste strane “forme” sessuali sui luoghi di culto e nell’architettura comune.
Il tema è davvero molto antico, da sempre raffigurazioni di dee portatrici di fertilità erano presenti negli antri e nelle grotte, il primitivo e primigenio tempio e santuario dell’uomo, metafora del ventre gravido della dea che risulta tanto più fertile quanto più esso è umido.
Così ecco che già in periodi protostorici gli elementi sessuali, femminili prima, e maschili poi, erano venerati come oggetti generatori di vita, Così, ad esempio, nell’antro di Çatal Hüyük, sul tetto della grotta, troviamo rappresentata una dea con le gambe divaricate dalle quali fuoriescono animali e piante, ribadendo lo stretto rapporto tra grotta e l’immensa forza creatrice della Grande Madre.
…
In una società fortemente “pudica” come quella medievale questo genere di raffigurazioni non era però accettabile, da qui la sua evoluzione, la donna raffigurata nell’atto di mostrare la sua vulva muta e diventa una sirena bicaudata, le gambe divaricate si trasformano così nelle due code dell’ibrido in un’operazione che dimentica o cancella il simbolo, ma solo lo trasforma e cela.
La sirena bifide è così presente in moltissime chiese italiane, da Pavia a Bitonto, da Como ad Acerenza, in un simbolo che lunghi dal dimenticare le sue origini pagane ben ripropone, sotto altre vesti l’antica dea della fertilità e delle acque, elemento ben evidenziato proprio dalla coda di pesce.
vedi anche
http://www.acam.it/le-origini-della-sirena-bicaudata-tra-protostoria-e-rinascimento/
UNA CHIESA PER L’ESPANSIONE DI UN PAESE
Ancora una chiesa, recente e poco nota. I “nuovi” edifici ecclesiastici, con l’obiettivo di rispondere alle nuove esigenze liturgiche e pastorali, e anche con quello di differenziarsi dai modelli “antichi”, hanno sondato infinite possibili articolazioni, tipologie, tecnologie. Ingiustamente marginalizzate nei programmi di approfondimento storico-architettonico e anche in quelli di promozione turistica, contengono invece un patrimonio non indifferente di proposte e riflessioni.
(Fabio Cani)
039
Chiesa dell’Eucaristia
Giuseppe Reynaud, architetto, Alberto Ostinelli, architetto
1992-1996
Tavernerio, piazza Don Benzoni
visibile – visitabile – ben conservata
L’edificio ecclesiastico, uno degli ultimi realizzati nel Comasco, coniuga il tema dell’aula unica con quello della planimetria centrale: un nucleo poligonale è infatti circondato da una sorta di ambulacro, quasi circolare, con pilastri cilindrici in cemento armato.
All’esterno la distinzione dei volumi è sottolineata da differenti finiture (con paramento in pietra naturale il basamento esterno, con intonaco rustico il volume centrale, cui si
aggiunge il cemento a vista del portico di accesso), all’interno dalle vivaci decorazioni che caratterizzano il tamburo del nucleo e il vano del presbiterio. L’illuminazione naturale
proviene quasi tutta dall’alto.
La chiesa, la cui prima pietra è stata posata nel 1993, e la cui dedicazione è avvenuta il 26 ottobre 1996, sorge nella parte bassa dell’abitato, dove, negli ultimi decenni, si è concentrata l’espansione urbana.
scheda del libro:
http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=207


tutta vicenda e
IL RACCONTO DEI PASTORI, storia di un tempo sospeso di Gerardo Monizza
in

Como,S.Agostino: la facciata dopo i restauri
Como. Chiesa di Sant’Agostino, la facciata dopo i restauri ed il ripristino dell’antico intonaco del XVI secolo. La facciata è a spioventi, tripartita da lesene, con ampio rosone, pinnacoli e portale quattrocentesco in pietra.
![]() |
|
Sorgente: Iubilantes ::
![]() |
Maria Letizia Casati, Stefano Della Torre, Alfio Maspero, Henry A. Millon
La costruzione della cupola – celebre opera di Filippo Juvarra – rappresenta il momento finale della lunga vicenda edilizia della Cattedrale comasca. Nel volume trovano spazio e commento tutti i progetti conservati (dal Cinquecento alla fine del Settecento): modelli lignei e disegni che consentono di comprendere appieno il significato di quest’opera, non solo in rapporto all’edificio, ma anche in riferimento al contesto storico e artistico cittadino. Il saggio introduttivo, firmato da Stefano Della Torre, ripercorre tutta la vicenda della cupola fino ai restauri seguiti dall’incendio del 1935. Le schede (di S. Della Torre e M.L. Casati) analizzano nel dettaglio i singoli progetti. Completano l’opera la ricostruzione del percorso museale dei disegni (M.L. Casati), l’analisi dei legni utilizzati per i modelli (A. Maspero) e la relazione del restauro dei disegni (L. Tarantola).
Como, 1996 |
![]() |
MEMORIA DUOMO (NodoLibri, 1993) Nella storia della città di Como, il Duomo appare quale centro fisico e simbolico: somma della storia religiosa, della vita civile, delle passioni e dell’arte comacina. Un capolavoro che si può guardare con occhi sempre nuovi.
Questo video, che avvicina immagini e musica, esplora la Cattedrale comasca, presentandone prospettive sconosciute e cogliendone le atmosfere più suggestive.
|
Como, 21 gennaio 2015 – La facciata del Duomo di Como è tornata a risplendere anche di notte. Ieri si sono, infatti, conclusi i lavori promossi dal Comune di Como per il ripristino dell’impianto di illuminazione. Un inter reso possibile grazie alla collaborazione dei proprietari della torretta dove sono collocati i fari. Da ieri sera, appunto, l’impianto è tornato a illuminare tutta la facciata del Duomo. “Si tratta di un intervento che rende giustizia alla bellezza del nostro principale monumento – commenta il sindaco Mario Lucini –
![]()
da
![]() |
I RESTAURI DELLA BASILICA: MANTENERE LA BELLEZZA
A partire dal 19 gennaio inizieranno i lavori per restaurare l’interno della basilica di San Fedele, nel cuore della città murata. L’opera si rende necessaria per non perdere definitivamente gli affreschi e le decorazioni della cupola; danni causati dall’umidità e dell’inevitabile scorrere tempo.
La basilica resterà chiusa fino al 31 gennaio per facilitare la posa dei ponteggi e le liturgie saranno celebrate nella chiesa di San Donnino (via Diaz). I lavori di restauro interesseranno in particolare la cupola, gli affreschi sottostanti e parte della volta; tutti risalgono alla prima metà dell’Ottocento ad opera di [PROSEGUE SU “JSC15“]
|