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Palazzo di pietra, in Via Natta, nel centro storico di Como

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le case a graticcio, in Piazza San Fedele, Como

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Case a graticcio. il palazzo della LIBRERIA UBIK di Como

La Libreria Ubik di Como è situata in un palazzo storico del 1300, precisamente in Piazza San Fedele 32. Questo edificio non solo ospita una vasta selezione di libri, ma è anche noto per la sua architettura affascinante e gli interni d’epoca. La libreria si sviluppa su tre piani e include un’edicola ben fornita, offrendo una gamma di riviste e quotidiani italiani e stranieri[1][3].

Caratteristiche dell’edificio

  • Storia: Ubik è stata la prima libreria su più piani a Como, rendendola un punto di riferimento per gli amanti della lettura e della cultura[3].
  • Design: L’edificio presenta affreschi seicenteschi di Giacinto e Ludovico Gimignani, con un intervento architettonico recente di Mario Fiorentino che ha contribuito a preservare il fascino storico[7].
  • Ambiente: È descritta come una location suggestiva, con un’atmosfera che invita alla lettura e al relax, situata in una delle piazze più belle della città[1][2].

i non solo un luogo per acquistare libri, ma anche un centro culturale vitale per la comunità locale e i visitatori.


[1] https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g187835-d3752793-Reviews-Libreria_Ubik-Como_Lake_Como_Lombardy.html
[2] https://como.ubiklibri.it/home.html
[3] https://www.prehistoricaeditore.it/chi-siamo/librerie/ubik-como
[4] https://www.facebook.com/libreria.ubikcomo/
[5] https://www.instagram.com/ubikcomo/
[6] https://it.tripadvisor.ch/ShowUserReviews-g187835-d3752793-r327188384-Libreria_Ubik-Como_Lake_Como_Lombardy.html
[7] https://como.ubiklibri.it/apre-una-nuova-libreria-ubik.html
[8] https://tandemgroup.it/libreria-ubik-como/

Camminare in COMO città · Centro Storico di Como · Conosco Como? · via Vitani · Vie: Cesare Cantù, A. del Pero, P. Tatti, Vitani

Como centro: “Il percorso delle case in pietra sull’asse Sud-Nord, corrispondente al “Cardo” romano, ha inizio dalla Porta che dava accesso alla Como romana “. Appunti da un libro di Clemente Tajana

“Il percorso delle case in pietra sull’asse sud-nord, corrispondente al “Cardo”” romano, ha inizio dalla Porta che dava accesso alla Como romana ” (citazione da Passeggiate comasche di Clemente Tajana):

  • da Largo Miglio, presso Porta Torre
  • Via Adamo del Pero
  • Piazza Mario Martinelli
  • Via Primo Tatti
  • Via Vitani

Il cardo romano era una delle due strade principali nelle città e negli accampamenti militari romani, con un orientamento nord-sud. Questo termine deriva dal latino “cardo”, che significa “polo” o “punto cardinale”. Il cardo si intersecava con il decumano, la strada orientata est-ovest, formando un reticolo urbano che divideva lo spazio in quattro quadranti, noti come quartieri[1][2][3].

Importanza del Cardo

Il cardo aveva un ruolo fondamentale nell’organizzazione delle città romane. Era lungo e spesso fiancheggiato da edifici pubblici, templi e negozi, fungendo da arteria commerciale e sociale. In molte città, il punto di intersezione tra il cardo e il decumano ospitava il foro, la piazza centrale dove si svolgevano attività pubbliche e commerciali[1][4].

Esempi Storici

Un esempio significativo del cardo è il Cardo Maximus, che si trovava in molte città romane e che collegava le principali porte dell’insediamento. Nella città di Gerusalemme, per esempio, il cardo fu costruito nel 130 a.C. sotto l’imperatore Adriano e rappresentava una via commerciale importante, caratterizzata da colonne e negozi[5].

Conclusione

In sintesi, il cardo romano non solo serviva come via di transito, ma era anche un elemento chiave nella pianificazione urbana romana, contribuendo alla funzionalità e all’estetica delle città dell’Impero. La sua eredità è ancora visibile in molte città moderne che conservano la struttura urbana romana[3][4].

Citations:
[1] https://cosavisitaredoveviaggiare.it/che-cose-il-cardo-e-il-decumano/
[2] https://utenti.romascuola.net/sangallo/ambiente/Cardo.htm
[3] https://www.studiarapido.it/cardo-e-decumano-cosa-sono-e-a-cosa-servivano/
[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Cardine_(storia_romana)
[5] https://www.scoprigerusalemme.com/cardo
[6] https://www.facebook.com/100063462164261/videos/cardo-e-decumano-negli-accampamenti-e-nelle-citt%C3%A0-romane-si-chiamava-cardo-la-st/9402585213146013/

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Casa detta Torre Demorata, in via Vitani, nel centro storico di Como

La Casa della Demorata, situata in via Vitani a Como, è un edificio di grande interesse storico e architettonico.

Questa casa-torre fu costruita dalla potente famiglia Vitani durante il periodo medievale e presenta caratteristiche difensive, tipiche delle torri di quel tempo.

La struttura è realizzata in pietra a vista e incorpora elementi del teatro romano, le cui pietre furono riutilizzate per la costruzione[1][2].

Caratteristiche Architettoniche

  • Tipo di edificio: Casa-torre con funzioni difensive.
  • Materiali: Pietra a vista, con parti riutilizzate dal teatro romano.
  • Storia: La torre è stata abbassata di un piano per ordine della famiglia Rusca, rivale dei Vitani[1][4].

Contesto Storico

La Casa della Demorata si inserisce nel contesto medievale di Como, una città ricca di storia e di edifici fortificati. Via Vitani mantiene un’atmosfera storica, con la presenza di altre torri e antiche costruzioni nelle vicinanze[3][5].

Importanza Culturale

Oltre alla sua funzione storica, la Casa della Demorata rappresenta un importante esempio di architettura medievale a Como, contribuendo a preservare la memoria storica della città[2][4].

FONTI INFORMATIVE

https://www.laprovinciadicomo.it/stories/como-citta/vi-racconto-como-otto-comuni-che-compongono-o_1499215_11/
[1] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/premium/ordine/como-viaggiando-nel-tempo-pietre-testimoniano-citta-delle-torri-o_1437673_11/

[3] https://www.visitcomo.eu/export/sites/default/it/vivere/cose_da_fare/visite-guidate/altri-percorsi/allegati/como-il-vero-volto.pdf
[4] https://www.bancodesio.it/it/content/como-e-le-vestigia-medievali
[5] https://www.comocity.it/passeggiata-centro-como/

[7] https://pulsar.gotdns.ch:4443/Joomla/BorgoVicoLocal/index.php?option=com_content&view=article&id=3938%3Avia-vitani&catid=327%3Aanno-scolastico-2016-2017&Itemid=339
[8] https://pulsar.gotdns.ch:4443/Joomla/BorgoVicoLocal/index.php?option=com_content&view=article&id=4376%3Avia-vitani&catid=330%3Aanno-scolastico-2017-2018&Itemid=343

ex ospedale psichiatrico San Martino

ex ospedale psichiatrico San Martino, viaggio nell’abbandono. Articolo di Sergio Baccilieri, in La Provincia, 9 gennaio 2025

L’evoluzione della psichiatria a Como dal 1882 ad oggi riflette cambiamenti significativi nelle pratiche e nelle politiche di cura dei pazienti psichiatrici, influenzati da riforme legislative e da mutamenti sociali.

Fondazione e Sviluppo dell’Ospedale Psichiatrico San Martino (1882-1999)

  • Inaugurazione: L’ex ospedale psichiatrico San Martino fu inaugurato il 28 giugno 1882, progettato per affrontare il sovraffollamento del manicomio milanese della Senavra. La struttura fu concepita secondo un modello a padiglioni, con una capacità iniziale di circa cinquecento posti[1].
  • Espansione: Tra il 1906 e il 1913, l’ospedale subì ristrutturazioni significative per adattarsi alle nuove concezioni psichiatriche, introducendo padiglioni per cronici e reparti specializzati[1]. Durante la Prima Guerra Mondiale, l’ospedale servì anche come struttura militare per il ricovero di soldati[1].

Riforme e Chiusura (1978-1999)

  • Legge 180/1978: Questa legge segnò una svolta fondamentale nella psichiatria italiana, stabilendo la chiusura degli ospedali psichiatrici e promuovendo l’assistenza territoriale. A Como, ciò portò alla creazione di comunità aperte per il reinserimento sociale dei pazienti[1][3].
  • Chiusura definitiva: L’ospedale San Martino chiuse nel 1999, in linea con le politiche nazionali di deistituzionalizzazione della salute mentale[1].

Situazione Attuale e Prospettive Future

  • Servizi Psichiatrici: Dopo la chiusura del manicomio, i servizi psichiatrici sono stati trasferiti sotto la gestione delle unità sanitarie locali, con un focus crescente sulla salute mentale comunitaria e sulla continuità terapeutica[1][4].
  • Riqualificazione dell’Area: Attualmente, l’associazione Iubilantes sta lavorando per trasformare l’area dell’ex ospedale in un Parco Urbano, sottolineando l’importanza di restituire questo spazio alla comunità di Como[1].


[1] https://fondoambiente.it/luoghi/ex-ospedale-psichiatrico-san-martino
[2] https://media.fupress.com/files/pdf/24/2063/4447
[3] https://www.tvsvizzera.it/tvs/cultura-e-dintorni/in-mostra-a-como_tracce-di-donne-cancellate-dal-vecchio-manicomio/44527794
[4] https://www.aspi.unimib.it/collections/entity/detail/373/
[5] http://www.asst-lariana.it/v2/download/?file=475
[6] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/cultura-e-spettacoli/57507_il_manicomio_di_como_un_caso_da_studiare/
[7] https://www.quicomo.it/eventi/cultura/stagioni-san-martino-documentario-psichiatria-como.html
[8] https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=prodente&Chiave=51938&RicProgetto=carte

Biblioteca comunale di Como · Camminare in COMO città · Centro Storico di Como · Conosco Como? · Palazzi ed edifici

Il Palazzo Erba-Odescalchi, diventato sede della BIBLIOTECA COMUNALE “Paolo Borsellino”, a Como

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Palazzo Erba-Odescalchi, situato nel centro di Como, ha una storia ricca e un’importanza culturale significativa. Originariamente di proprietà della famiglia Odescalchi dal XVI al XVIII secolo, il palazzo è stato ristrutturato e riadattato per ospitare la Biblioteca Comunale “Paolo Borsellino”. Questo cambiamento è avvenuto dopo un concorso indetto nel 1961, che mirava a preservare l’integrità storica del palazzo mentre si adattava alle esigenze moderne di una biblioteca[3][6].

Caratteristiche Architettoniche

Il palazzo è noto per la sua architettura storica e per i dettagli decorativi che riflettono il suo passato nobile. Durante la ristrutturazione, particolare attenzione è stata dedicata al restauro delle finiture originali, inclusi affreschi e soffitti a cassettoni[1]. La Biblioteca Comunale “Paolo Borsellino” non solo serve come centro di lettura e cultura, ma contribuisce anche a valorizzare il patrimonio storico di Como[4][5].

Importanza Culturale

La scelta di Palazzo Erba-Odescalchi come sede della biblioteca rappresenta un impegno verso la conservazione della storia locale, rendendo accessibile la cultura e la conoscenza a tutti i cittadini. La biblioteca offre una vasta gamma di risorse e attività culturali, diventando un punto di riferimento per la comunità[6].

In sintesi, Palazzo Erba-Odescalchi non è solo un esempio di architettura storica, ma anche un simbolo della fusione tra passato e presente nella città di Como.

scheda informativa alle pagine 98-102 del libro:


[1] https://odescalchicomo.it/en
[2] https://www.booking.com/hotel/it/palazzo-odescalchi.it.html
[3] https://upel.va.it/it/upel-cultura/como/palazzo-erba-odescalchi
[4] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00144/
[5] https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Erba_Odescalchi
[6] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede-complete/CO180-00144/
[7] https://catalogo.beniculturali.it/detail/Lombardia/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/CO180-00144_R03
[8] https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g187849-d12253208-Reviews-Palazzo_Erba_Odescalchi-Milan_Lombardy.html

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Antiche case a graticcio a Como: Casa Pelandini

Casa Pelandini è un esempio significativo di architettura a graticcio situato a Como, in Via Odescalchi, angolo Piazza San Fedele. Questa tipologia di costruzione è caratterizzata da una struttura portante in legno, con travi disposte in modo tale da formare un reticolo visibile sulla facciata dell’edificio. Gli spazi tra le travi sono generalmente riempiti con materiali come argilla, paglia o laterizi, rendendo queste case non solo esteticamente uniche, ma anche efficienti dal punto di vista energetico e ambientale[2][3].

Caratteristiche Architettoniche

  • Struttura: La Casa Pelandini presenta una tipica intelaiatura in legno, che è una caratteristica distintiva delle case a graticcio. Le travi di legno sono disposte in modo orizzontale, verticale e obliquo, creando un design che è sia funzionale che decorativo[3][4].
  • Materiali: Il riempimento degli spazi tra le travi può variare; tradizionalmente si utilizzava il torchis (una miscela di argilla e paglia), ma oggi si possono trovare anche soluzioni moderne come il cemento di canapa, che mantiene la traspirabilità delle pareti[1][8].
  • Storia: Sebbene la Casa Pelandini risalga al periodo rinascimentale, le tecniche costruttive delle case a graticcio hanno radici antiche, risalenti al Medioevo e utilizzate in diverse regioni d’Europa[3][6].

Importanza Culturale

Le case a graticcio come Casa Pelandini non sono solo esempi di ingegneria e design architettonico, ma rappresentano anche un patrimonio culturale significativo. Questi edifici riflettono le tradizioni locali e l’abilità artigianale, contribuendo a mantenere viva la storia architettonica della regione[2][7]. La loro presenza nel centro storico di Como arricchisce il paesaggio urbano e attrae turisti interessati alla storia e all’architettura.

Visita e Conservazione

Oggi, Casa Pelandini è parte integrante del patrimonio architettonico di Como e merita una visita per chi è interessato alla storia locale e all’architettura tradizionale. La conservazione di questi edifici è fondamentale per preservare la cultura e la storia della città[4][5].


[1] https://it.normandie-tourisme.fr/scoprire/patrimonio-architettura/architettura-normandia/case-a-graticcio/
[2] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00083/
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Casa_a_graticcio
[4] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede-complete/CO180-00083/
[5] https://coatesa.com/2019/05/16/architettura-raccontata-vie-e-case-del-centro-storico-di-como-percorso-con-clemente-tajana-iniziativa-a-cura-della-universita-popolare-16-maggio-2019/
[6] https://catalogo.cultura.gov.it/detail/Lombardia/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/CO180-00083_R03
[7] https://www.improntenelmondo.it/italia/como-cosa-vedere-nel-centro-storico/
[8] https://ilcapochiave.it/2018/03/13/opus-craticium-o-case-a-graticcio-2/

Berra Pietro · BIOGRAFIA, biografie · Biografie di persone · Demografia · Lavoro · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Pietro Berra, Dalle Alpi alle Ande. Storie della grande emigrazione dal Lago di Como al Sud America, Edizioni Sentiero dei Sogni, 2025. Indice del libro

Pietro Berra ha recentemente pubblicato il libro “Dalle Alpi alle Ande. Storie della grande emigrazione dal Lago di Como al Sud America”, edito da Edizioni Sentiero dei Sogni nel 2025. Questo lavoro esplora le storie di emigranti provenienti dalla regione del Lago di Como che si sono trasferiti in Sud America, contribuendo a un’importante narrazione storica e culturale.

La presentazione del libro avrà luogo il 11 gennaio 2025 presso la Biblioteca comunale “V. Antonini” di Tremezzina, dove Berra discuterà il suo lavoro e l’importanza dell’emigrazione nella storia locale[3][4]. Il libro si propone di mettere in luce le esperienze e le sfide affrontate dagli emigranti, celebrando il loro contributo sia in Italia che nei paesi sudamericani[1][3].

Questo progetto editoriale è parte di un più ampio interesse per la memoria storica delle comunità emigrate, evidenziando come le radici culturali continuino a influenzare le identità contemporanee[1][5].

fonti informative:
[1] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/premium/cultura-e-spettacoli/veri-eroi-dei-due-mondi-nostri-emigranti-o_2745827_11/
[2] https://www.instagram.com/p/DEFAFaWAZZe/
[3] https://www.ciaocomo.it/2025/01/08/dalle-alpi-alle-ande-a-tremezzina-tra-libro-e-presepi/293447/
[4] https://www.scovaeventi.it/evento/85211/Dalle+Alpi+alle+Ande+Storie+della+grande+emigrazione
[5] https://www.comune.tremezzina.co.it/c013252/po/mostra_news.php?id=1530&area=H
[6] https://www.instagram.com/comunegrandolaeduniti/p/DEXJ_4qPwLh/
[7] https://dallealpialleande.it/visita-bene-lario/

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Il Palazzo Riccardo Mantero, situato in via Volta a Como

Il Palazzo Riccardo Mantero, situato in via Volta a Como, è un edificio di notevole importanza storica e architettonica. Costruito nel 1923, il palazzo è stato progettato dall’architetto Gianni Mantero, fratello del fondatore dell’azienda tessile Mantero Seta, Riccardo Mantero.

Caratteristiche Architettoniche

Struttura e Design

  • Il Palazzo si sviluppa su quattro livelli per un totale di oltre 5.000 metri quadrati[1].
  • La facciata presenta decorazioni in cotto con motivi geometrici e floreali, mentre l’interno è caratterizzato da ampi saloni e alti soffitti decorati in marmo rosso di Verona[1].
  • Un elemento distintivo è il giardino pensile, accessibile dal primo piano, che si affaccia sulla Torre Gattoni, una struttura storica nelle vicinanze[1][4].

Storia e Ristrutturazioni

  • L’edificio ha subito ampliamenti nel 1936, seguendo uno stile più moderno rispetto alla costruzione originale[1][3].
  • Durante lavori di ristrutturazione tra il 2008 e il 2010, sono state scoperte strutture storiche risalenti al XVIII secolo[1].

Importanza Culturale

Il Palazzo Riccardo Mantero non è solo un esempio di architettura razionalista ma rappresenta anche un punto di riferimento per la storia industriale e culturale di Como. La famiglia Mantero ha avuto un ruolo significativo nello sviluppo economico della città attraverso la sua attività tessile, che continua a essere un simbolo della tradizione artigianale comasca[6][8].

In sintesi, il Palazzo Riccardo Mantero è un’importante testimonianza della storia architettonica e culturale di Como, riflettendo l’evoluzione della città e il contributo della famiglia Mantero al suo sviluppo.


[1] https://www.visitcomo.eu/export/sites/default/it/events/2016/allegati/FAI-Marathon-2016-COMO-BENI-APERTI.pdf
[2] https://www.elledecor.com/it/design/a37882581/lake-como-design-festival-2021/
[3] https://www.bancodesio.it/it/content/como-e-le-architetture-di-mantero
[4] https://www.thebespokedudes.com/artigiani/677/mantero
[5] https://www.salonemilano.it/it/articoli/lake-como-design-festival-il-design-si-confronta-con-la-storia
[6] https://www.mantero.com/pages/chi-siamo
[7] https://fondoambiente.it/luoghi/palazzo-mantero-e-torre-gattoni
[8] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/como-citta/addio-riccardo-mantero-imprenditore-che-amava-larte-o_1473430_11/

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Edifici tardorinascimentali e neoclassici a Como: il Palazzo Volta, in Via Volta

La casa natale di Alessandro Volta si trova nel centro storico di Como, precisamente in Via Alessandro Volta.

Volta nacque qui il 18 febbraio 1745 e fu battezzato il giorno successivo nella vicina chiesa prepositurale di San Donnino[1][2]. La casa è contrassegnata da una lapide che recita: “Fu questa l’avita casa di Alessandro Volta” e rappresenta un importante monumento dedicato alla figura dell’inventore della pila[3][4].

L’edificio attuale è il risultato di modifiche e fusioni di diversi fabbricati avvenute dopo la metà dell’Ottocento, e si inserisce nel contesto della “Città murata” di Como[2][6].

Volta visse in questa casa fino alla sua morte, avvenuta nel 1827[1][3].

La residenza è un punto di riferimento significativo per la storia scientifica e culturale della città, riflettendo il legame duraturo tra Volta e Como[5][6].


[1] https://www.visitcomo.eu/it/scoprire/alessandro-volta/luoghi-voltiani/residenze-volta/index.html
[2] https://www.monumentinazionali.it/regioni/lombardia/casa_natale_alessandro_volta_como.htm
[3] https://alessandrovolta.it/luoghi-voltiani/como/casa-natale/
[4] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00023/
[5] https://alessandrovolta.it/luoghi-voltiani/como/
[6] https://www.visitcomo.eu/it/scoprire/alessandro-volta/luoghi-voltiani/index.html
[7] https://ebike-alpexperience.eu/de/b/723/casa-di-alessandro-volta-como
[8] https://fondoambiente.it/luoghi/casa-di-alessandro-volta

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Edifici tardorinascimentali e neoclassici a Como: il PALAZZO MUGIASCA a Como, Via Volta 85. Realizzato su disegno di Simone Cantoni. Date storiche: 1624, 1789, 1812-1816, 1850

Palazzo Mugiasca a Como

Il Palazzo Mugiasca si trova in via Volta a Como ed è un notevole esempio di architettura neoclassica. Costruito tra il 1788 e il 1790 su progetto dell’architetto ticinese Simone Cantoni, l’edificio è stato ristrutturato nel corso degli anni, con lavori che si sono protratti fino al 1816.

Originariamente, il palazzo era il risultato dell’accorpamento di diverse unità immobiliari appartenenti alla famiglia Mugiasca, una delle famiglie di mercanti più importanti della città[1][3][6].

Caratteristiche Architettoniche

  • Struttura: Il palazzo presenta una pianta quadrangolare e si sviluppa su tre piani, con due cortili interni. La facciata principale è caratterizzata da un bugnato liscio al piano terra e paraste ioniche al piano nobile, che scandiscono le finestre con cimasa a timpano[3][5].
  • Decorazioni: Gli interni conservano affreschi di notevole valore artistico, attribuiti al pittore comasco Giuseppe Mametti, tra cui rappresentazioni mitologiche come Zeus e Giunone[3][4].
  • Ristrutturazioni: Nel 1850, l’ingegner Luigi Tatti progettò un ampliamento del lato meridionale del palazzo per uniformarlo al disegno originale di Cantoni. Negli anni ’60 del XX secolo, fu effettuato un restauro generale[3][5].

Storia

Il palazzo ha una storia complessa legata alla famiglia Mugiasca. Inizialmente utilizzato come residenza del Governatore di Como nel 1545, fu ceduto ai Mugiasca nel 1592. Dopo varie transazioni e ristrutturazioni, la famiglia Mugiasca completò la trasformazione dell’edificio nel XIX secolo[3][6]. Oggi, dopo una recente ristrutturazione, il palazzo ospita appartamenti di alto standing, showroom e uffici, mantenendo la sua ricca eredità storica e artistica[1][2].

Importanza Culturale

Il Palazzo Mugiasca non solo rappresenta un esempio significativo dell’architettura neoclassica a Como, ma è anche un simbolo della storia commerciale e sociale della città. La sua posizione nel centro storico lo rende un punto di riferimento importante per residenti e turisti[1][4].


[1] https://www.palazzomugiasca.it
[2] https://www.visitcomo.eu/export/sites/default/it/events/2016/allegati/FAI-Marathon-2016-COMO-BENI-APERTI.pdf
[3] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00053/
[4] https://www.centomigliadellario.com/como
[5] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede-complete/CO180-00053/
[6] https://it.wikipedia.org/wiki/Ville_e_palazzi_di_Como

[8] https://www.palazzomugiasca.it/planimetrie/

schede informative in:

pagina 107/109 del libro: