La bozza del decreto taglia Province predisposta dal Governo, secondo le indiscrezioni pubblicate dal Corriere della Sera, accorpa la Provincia di Como con Varese e Monza e azzerando di fatto Como capoluogo. La qualifica andrebbe infatti proprio a Monza, la città con il maggior numero di abitanti.
Categoria: Politica locale – Como
Lungolago di Como: ci sono stati spostamenti verticali sul lungolago, che hanno accompagnato lo sviluppo del cantiere e sono alterazioni legate certamente ai lavori per le paratie, il nesso è chiarissimo
Questo è il risultato dei peggiori governi che Como ha avuto nella sua storia amministrativa: il Pdl (partito delle LORO libertà) del ciellino (comunione e LORO liberazione) Bruni
Paolo Ferrario
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Mario Lucini: «Le indagini – spiega il primo cittadino – evidenziano che ci sono stati spostamenti verticali sul lungolago, hanno accompagnato lo sviluppo del cantiere e sono alterazioni legate certamente ai lavori per le paratie, il nesso è chiarissimo».
Utilizzando le foto satellitari, gli esperti hanno monitorato la situazione del lungolago tra il 2003 e il 2012 e hanno notato scostamenti verso il basso nell’ordine di circa quattro centimetri in Lungolario Trento (in corrispondenza del primo lotto, dove è stata realizzata una delle vasche). Il cantiere, insomma, ha influito negativamente sulla stabilità dei palazzi della zona.
«Il terreno si è abbassato di quattro centimetri, nel periodo in cui sono stati effettuati i lavori sul primo lotto, verso i giardini a lago. E un intervento analogo a Sant’Agostino avrebbe conseguenze peggiori, visto che la zona è ancora più delicata. Direi che si impone una riflessione sull’opportunità di proseguire con l’attuale progetto». Alessandro Michetti, geologo dell’Università dell’Insubria, è uno dei tecnici che hanno studiato gli effetti del cantiere delle paratie e le sue parole non lasciano dubbi.
Giunta Mario Lucini, 16 SETTIMANE e MEZZO, di Gisella Introzzi
Un patto per una città viva, accogliente e tranquilla. E’ quello presentato stamattina a Palazzo Cernezzi dall’assessore alle attività produttive e al commercio Gisella Introzzi
Un patto per una città viva, accogliente e tranquilla. E’ quello presentato stamattina a Palazzo Cernezzi dall’assessore alle attività produttive e al commercio Gisella Introzzi. Il patto, nato dall’intesa con le associazioni di categoria, ha lo scopo di costruire un ambiente di civiltà e rispetto che tuteli i diritti dei residenti, degli esercenti dei locali pubblici, dei turisti. “Questa intesa – ha spiegato l’assessore Introzzi – è la testimonianza di una volontà congiunta e concertata per migliorare le condizioni di vivibilità della nostra città. Non rappresenta un punto di arrivo ma un punto di partenza che si potrà migliorare, integrare, correggere ed estendere anche ad altri soggetti”. L’intesa, predisposta dall’assessorato alle Attività Produttive e al Commercio in collaborazione con la Camera di Commercio, le principali associazioni di categoria (Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna) e Arpa.
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tutta la notizia qui: Ecco il patto per una Como più viva ed accogliente.
Como: “Date al Comune il cinque per mille” – Cronaca – La Provincia di Como
«Cari comaschi, destinate al vostro Comune il cinque per mille».
A lanciare l’inedito appello è l’assessore al Bilancio Giulia Pusterla. Commercialista di professione, Pusterla negli ultimi giorni ha notato che moltissimi cittadini non indicano alcun beneficiario nella dichiarazione dei redditi e il risultato è che quei soldi restano allo Stato.
«Invito tutti – afferma l’assessore – a valutare seriamente questa opportunità, l’avrei fatto anche in una situazione florida per il Comune ma credo che il messaggio sia ancora più importante considerando i problemi di risorse di questo periodo».
La dichiarazione dei redditi va presentata entro il prossimo 30 settembre e Pusterla chiede esplicitamente ai comaschi di mettere una firma vicino alla casella con la scritta «Sostegno alle attività sociali svolte dal Comune di residenza del contribuente»
vai all’intero articolo qui: Como: “Date al Comune il cinque per mille” – Cronaca – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia
è sufficiente apporre la propria firma e indicare il codice fiscale del proprio comune..nel caso di Como è
80005370137
Como, sindaco Mario Lucini: Un centro storico completamente rinnovato. Dal porfido che verrà sistemato in tutti i punti rovinati alla nuova regolamentazione dei pass per la città murata
Un centro storico completamente rinnovato. Dal porfido che verrà sistemato in tutti i punti rovinati alla nuova regolamentazione dei pass per la città murata con l’installazione anche di telecamere per il controllo dell’orario di uscita e non solo la regolarità del veicolo.
È la sorpresa che aspetta i comaschi al rientro dalle vacanze. «Finalmente – spiega il sindaco Mario Lucini – riusciamo a far partire un paio di interventi che daranno certamente un miglioramento alla città. Parlo del piano asfalti (che parte oggi, ndr) e della sistemazione delle pavimentazioni lapidee in centro storico che partirà invece a breve. Quest’ultimo intervento ci riporterà in condizioni decorose e, in seguito, il centro sarà oggetto di manutenzione ordinaria in modo tale da non ritrovarci più in situazioni che richiedono manutenzione straordinaria».
tutto l’articolo qui: Lucini: «Centro storico da rimettere a posto» – Cronaca – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia.
Mario Lucini, sindaco di Como, «Il Sant’Anna è un ospedale modello ma realizzato nel posto sbagliato»
Sono del tutto d’accordo con la valutazione del sindaco Mario Lucini
la localizzazione dell’ospedale sant’anna è una delle scelte più infelici della politica locale comasca.
La posizione sulla napoleona era perfetta. Bastava ristrutturare dentro quell’area urbana
Il risultato è che ora l’unico “ospedale cittadino” è quello privato del Valduce. Sono state più anticipatrici dei bisogni le suore, che i vari direttori sanitari, sindaci, corporazioni sanitarie, sindacati, associazioni che hanno caldeggiato la attuale assurda localizzazione.
Paolo Ferrario
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Che sia un «ospedale modello» nessuno lo mette in dubbio. A quasi due anni dall’inaugurazione del Sant’Anna bis, però, non si placano le polemiche sulla collocazione del presidio sanitario e soprattutto sulle difficoltà viabilistiche e sulla carenza di mezzi pubblici per raggiungere la struttura di San Fermo della Battaglia. Ad accendere la miccia è stato il sindaco di Como, Mario Lucini, al suo primo intervento al Sant’Anna da quando ha indossato la fascia tricolore. Ieri, alla festa del patrono, il primo cittadino, dopo aver elogiato la qualità del servizio offerto e ringraziato gli operatori, non ha risparmiato una stoccata sulla localizzazione dell’ospedale Sant’Anna.
«Sul luogo scelto per edificare l’ospedale ho sempre avuto una mia idea e continuo ad averla – ha detto chiaramente – Non sono affatto convinto che San Fermo fosse la scelta migliore». In cima alla lista delle problematiche, quella viabilistica.
«Sinceramente, sono preoccupato quando si registrano problemi viabilistici, in particolare sulla via Varesina e in prossimità dell’incrocio di Montano Lucino – ha detto Lucini – Ci sono gli elicotteri, per fortuna. Ma la questione del traffico non può essere sottovalutata».
da «Il Sant’Anna è un ospedale modello ma realizzato nel posto sbagliato».
Sindaco di Como Mario Lucini: La festa finale e i fuochi costerebbero circa 15mila euro, una cifra che in tempi di crisi come questi l’amministrazione non affronterà», da un articolo di corrierecomo.it/ del 25 luglio 2012
Applauso al sindaco Mario Lucini.
Non solo i fuochi artificiali costano, ma danneggiano l’ambiente e spaventano inutilmente gli animali
Paolo Ferrario
Chiusura della mostra intitolata “La dinastia Brueghel”
La festa finale e i fuochi costerebbero circa 15mila euro, una cifra che in tempi di crisi come questi l’amministrazione non affronterà». Capitolo chiuso, dunque, visto anche che ormai mancherebbe probabilmente troppo poco. Ma, al di là della questione economica, il sindaco conferma pieno appoggio alla linea del “suo” assessore alla Cultura, Luigi Cavadini, da sempre contrario alla festa. «L’assessore Cavadini ha ragione – afferma Lucini – In tempi come questi, i fuochi non sono una priorità». E, non farli, è anche una chiara scelta di discontinuità con il passato, evidentemente.
tutto l’articolo qui Gaddi-Lucini, fuochi incrociati.
Paratie: il sindaco Mario Lucini e la sua squadra, intenzionati a presentarsi in Regione con le linee generali del nuovo progetto per il lungolago «entro poche settimane»
«Tempi strettissimi». Sarà un’estate di super lavoro per il sindaco Mario Lucini e la sua squadra, intenzionati a presentarsi in Regione con le linee generali del nuovo progetto per il lungolago «entro poche settimane». I documenti saranno due: uno spiegherà perché non ha senso proseguire con il vecchio piano (le paratie mobili in piazza Cavour, i panconi manuali e opere idrauliche nel sottosuolo), l’altro conterrà la proposta alternativa. Lucini non si sbilancia – comprensibilmente – sul nuovo cronoprogramma. Ma ieri ha ribadito: «Se la nostra idea di ridimensionare le opere verrà accettata dalla Regione, i tempi certamente si accorceranno».
tutto l’articolo qui. Paratie, 15 giorni per il progetto Passeggiata riaperta nel 2013 – Cronaca – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia.
IL LAGO DI COMO, L’ANTICO LARIO, devastato dai nuovi ricchi e da comunità locali prive di passione per la memoria, desolato messaggio di Paolo Ferrario, 11 giugno 2012
L’equilibrio dei secoli scorsi fra la natura del Lario e gli uomini è dovuto a due fattori.
Il primo è la geografia: le montagne si tuffano direttamente nel lago, determinando una sottile linea fra terra e acqua come unico e scarso spazio dove si può costruire e alimentare quella pulsione del “far diventar altro”, che è tipica della cultura dell’Occidente. Così, nonostante la voglia di costruire indotta dal dettato religioso “popolate la terra”, NON E’ SPAZIALMENTE POSSIBILE consumare territorio oltre certi limiti.
Il secondo fattore è l’antica povertà di questi luoghi. Era una economia di autoconsumo che si muoveva fra terrazze di grano, orti, castagne del bosco e pesca. Il popolo del Lario è stato sempre migrante per cercare lavoro.
Questi due caratteri hanno salvaguardato un territorio meraviglioso e DIVERSO da quello degli altri laghi prealpini, dove il maggior digradare della montagna ha favorito l’antropizzazione priva di gusto estetico.
Quasi tutto, però, sta cambiando con l’arrivo dei NUOVI RICCHI degli anni ’80 e seguenti.
Le strette strade del Lario sono quotidianamente occupate da quei grossi camion/betoniera, tipici dei professionisti dei grandi scavi (le cronache parlano di un monopolio della n’drangheta calabrese emigrata al Nord per queste tecniche e questi macchinari).
Il risultato di questo andirivieni è questo.
Sono tante le cose che impressionano.
Impressiona la volgarità della esibizione di quelle terrazze a lago, quasi a mostrare con tracotanza un “dominio di luogo” che si impone a qualunque altro abitatore.
Impressiona il torbido gusto architettonico. Basta guardare con occhi attenti le vecchie case di lago: tutte sono con tetti spioventi (e sotto travi di legno) ricoperte con tegole color mattone o lastre di pietra grigia. L’equilibrio in questo caso è dato dalla amalgama fra il grigio verde dell’acqua, il verde dei monti e, per l’appunto, i tetti di colore arancione o grigio chiaro.
Ecco un esempio di saggio, sapiente, e colto uso del luogo con attenzione alla tradizione (cos’è una innovazione? è una tradizione ben riuscita):

Le nuove case dei nuovi ricchi hanno il tetto piatto e non stabiliscono NESSUNA RELAZIONE con la struttura urbane pre-esistente e con la cultura abitativa che l’ha caratterizzata lungo i secoli.
Questa sezione fa vedere lo stupro ingegneristico ed architettonico:
Sullo sfondo si vedono le linee che ben simboleggiano quel tuffarsi delle montagne nel lago e poi si vede bene che gli edifici occupano la linea dell’acqua. Cioè è un progetto di violazione del “luogo- lago”.
Impressiona, infine, che tutto questo è legale. Ci sono giunte, sindaci e commissioni che hanno approvato.
Ci sono sopraintendenze alla belle arti che non hanno fatto obiezioni.
Ci sono comunità locali che, non solo hanno sostenuto, ma hanno incoraggiato con la speranza di qualche rendita di contesto.
Il risultato è uno STUPRO ALLA BELLEZZA.
Ma c’è di più ed oltre.
Qui viene violata la memoria che le generazioni hanno trasmesso lungo il corso del tempo a quel rapporto fra natura e persone, che – miracolosamente – aveva creato quella bellezza che fa del Lario uno dei luoghi più conosciuto nel mondo.
Inoltre, viene a galla la NEGAZIONE DELLA RESPONSABILITA’ che le attuali generazioni dovrebbero avere per quelle future.
La responsabilità di trasferire un ambiente vivibile, MA ANCHE BELLO, per loro.
Se la tendenza è quella rappresentata dai due obbrobri segnalati, rimane un unico argine: quello della geografia. Solo in luoghi protetti da un ambiente ostile al cemento (e un ambiente è ostile al cemento se non arrivano automobili) si potrà avere un simulacro del vecchio, antico, eterno paesaggio del Lario, violentato dai nuovi ricchi e della schiera dei loro alleati.
Ma è una magra consolazione perchè sono pochissimi gli angoli che ancora possiedono questi caratteri.
PS Associo a questo post la valutazione, del tutto coincidente con la mia, del professor Salvatore Settis, che analizza il disastroso risultato di queste azioni di edilizia distruttiva :
Salvatore Settis, professore di archeologia classica ed ex presidente del Consiglio superiore dei Beni Culturali, nella sua relazione su “Democrazia e territorio” ha analizzato “i guasti al paesaggio compiuti in Italia negli ultimi 15-20 anni”. Settis ha rimarcato anche come il paesaggio è considerato più una risorsa da sfruttare che un patrimonio da tutelare.
La Liguria e la Calabria, per esempio, sono tra le regioni più scatenate nella distruzione delle loro bellezze”. Settis, ex direttore della Scuola Normale di Pisa, ha quindi denunciato il persistere della politica italiana nel promuovere l’edilizia come principale volano di sviluppo economico. “Una distorsione che ha prodotto 2 milioni di appartamenti invenduti nel Paese di cui 100 mila nella sola Capitale”.
Comune di Como: auguri alla Giunta del Sindaco Mario Lucini
Una gran bella squadra.
Auguri alla città di Como che , finalmente, cambia il passo
Como, ecco la Giunta del Sindaco Mario Lucini
L’esecutivo, i cui assessori hanno già sottoscritto l’accettazione dell’incarico, sarà composto da: Silvia Magni vice sindaco e assessore alle Politiche Educative, Università, Politiche Giovanili, Tempi della Città, Promozione della partecipazione, Rapporti con il Consiglio Comunale; Luigi Cavadini, assessore alla Cultura, Biblioteca, Musei, Grandi Eventi, Turismo, Sport; Daniela Gerosa, assessore a Mobilità e Trasporti, Acque e Strade, Edilizia Pubblica, Verde e Arredo Urbano; Marcello Iantorno, assessore al Patrimonio, Casa e Politiche Abitative, Provveditorato, Servizi Demografici ed Elettorali, Archivio e Protocollo, Servizi Cimioteriali,Sicurezza Civica, legalità e Trasparenza; Gisella Introzzi assessore alle Politiche Economiche e del Lavoro, Attività Produttive e Cooperazione, Artigianato, Commercio e Moda, Sportello Unico, Risorse Umane e Organizzazione, Finanziamenti Pubblici e Comunitari; Bruno Magatti assessore alle Politiche Sociali e di sostegno alla Famiglia, Solidarietà e Inclusione Sociale, Piani di Zona, Sanità ed Igiene, Ecologia ed Ambiente; Giulia Pusterla assessore al Bilancio, Politiche Finanziarie e Tributarie, Aziende e Partecipazioni, Pari Opportunità; Lorenzo Spallino assessore alla Pianificazione urbanistica, Edilizia Privata, Sistema Informativo Territoriale, Informatizzazione, Portale Web Comunale, Digitalizzazione Procedure, Statistica.
Il sindaco Mario Lucini ha mantenuto le deleghe agli Affari generali e Legali, Pianificazione Strategica e Marketing territoriale, Controllo di Gestione, Relazioni Internazionali, Pace e Gemellaggi, Comunicazione, Urp, Grandi Opere, Polizia Locale, Protezione Civile.




