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Palazzo degli Inzaghi, poi residenza della famiglia Della Torre di Rezzonico, ricostruita nel 1864 dall’ ing. Ramponi per CESARE FUSONI, in via Volta a Como

scheda storica alla pagina 109 del libro:

Il Palazzo degli Inzaghi, successivamente divenuto residenza della famiglia Della Torre di Rezzonico, è stato ricostruito nel 1864 dall’ingegnere Ramponi per Cesare Fusoni. Questo edificio si trova in via Volta a Como, una strada che prende il nome da Alessandro Volta, il famoso fisico italiano nato proprio a Como[2][4][5].

Storia e Caratteristiche

  • Ricostruzione: La ricostruzione del palazzo avvenne nel 1864 su progetto dell’ingegnere Ramponi. Questo intervento fu commissionato da Cesare Fusoni, un personaggio locale che decise di rinnovare l’edificio per la famiglia Della Torre di Rezzonico[2][5].
  • Ubicazione: Il palazzo si trova in via Volta, una zona storica e significativa della città di Como, legata alla figura di Alessandro Volta[8].
  • Importanza Locale: L’edificio rappresenta un esempio dell’architettura ottocentesca comasca e contribuisce al patrimonio culturale della città.

Nel cortile ci sono quattro statue dello scultore Pietro Clerici raffiguranti le stagioni.


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Como
[2] https://coatesa.com/2025/02/
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Volta
[4] https://www.facebook.com/groups/coatesa/posts/9557664187597945/
[5] https://coatesa.com/2025/02/10/palazzo-degli-inzaghi-poi-residenza-della-famiglia-della-torre-di-rezzonico-ricostruita-nel-1864-dall-ing-ramponi-per-cesare-fusoni-in-via-volta-a-como/
[6] https://www.facebook.com/groups/coatesa/posts/9558361077528256/
[7] https://coatesa.com/category/como-citta/palazzi-ed-edifici/
[8] http://passeggiatecreative.it/file/Itinerario_voltiano_4.pdf

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Appunti storici sull’asilo di Via Volta, a Como. Di costruzione ottocentesca. Fino al 1981 ha ospitato l’ECA/ente comunale di assistenza. La legge sulla Scuola materna: Legge 444/1968

scheda a pagina 91 del libro:

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Palazzo di Via Volta 70, Como: Cocquio, Benzi, Caimi (fra Sei e Settecento; Carlo Carloni (1738), De Herra (metà Ottocento); poi Collegio-Convitto “A. Volta”

Il Palazzo di Via Volta 70 a Como ha una storia architettonica e culturale ricca e complessa. Originariamente, l’area era caratterizzata da edifici di epoca tardorinascimentale e neoclassica, con costruzioni che risalgono al periodo fra il Sei e il Settecento. Tra i progettisti notabili di questo periodo ci sono Cocquio, Benzi e Caimi, che hanno contribuito alla trasformazione della zona.

Storia del Palazzo

Nel 1738, Carlo Carloni realizzò un intervento significativo, mentre nel metà dell’Ottocento, De Herra apportò ulteriori modifiche. Questo palazzo ha avuto diverse funzioni nel corso degli anni, culminando nella sua attuale destinazione come sede del Collegio-Convitto “A. Volta”.

Architettura

L’edificio si distingue per le sue caratteristiche architettoniche che riflettono le tendenze stilistiche dell’epoca. La facciata presenta elementi decorativi tipici del neoclassicismo, mentre gli interni sono stati ristrutturati per adattarsi alle esigenze moderne senza perdere il fascino storico.

Importanza Culturale

La presenza del Collegio-Convitto “A. Volta” sottolinea l’importanza educativa della struttura, contribuendo alla formazione di nuove generazioni in un contesto storico significativo. Questo legame con la figura di Alessandro Volta, nato a Como, rende il palazzo un punto di riferimento non solo architettonico ma anche culturale.

In sintesi, il Palazzo di Via Volta 70 rappresenta un esempio significativo della storia architettonica di Como, riflettendo le evoluzioni stilistiche e le trasformazioni sociali che hanno caratterizzato la città nel corso dei secoli.

scheda informativa alla pagina 110 del libro:

https://coatesa.com/1994/01/15/cani-fabio-monizza-gerardo-a-cura-di-como-e-la-sua-storia-la-citta-murata-nodolibri-1994-pagg-394-indice-del-libro/

[2] https://www.camminacitta.it/como-percorso-6-punti-di-interesse/
[3] https://coatesa.com/2025/01/07/edifici-tardorinascimentali-e-neoclassici-a-como-il-palazzo-volta/
[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Ville_e_palazzi_di_Como
[5] https://www.visitcomo.eu/export/sites/default/it/events/2016/allegati/FAI-Marathon-2016-COMO-BENI-APERTI.pdf
[6] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00053/
[7] https://lagodicomo.jimdofree.com/como/storia/
[8] https://consent.google.it/m?cm=2&continue=https%3A%2F%2Fwww.google.it%2Fmaps&hl=nl&m=0&pc=m&src=1&uxe=eomtm

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Palazzo realizzato nel 1870 da Eugenio Linati per i Giorgetti, Como, Via Volta 68

Eugenio Linati è stato un architetto attivo a Como, noto per la progettazione di edifici significativi nel XIX secolo. Tra le sue opere, spicca il palazzo realizzato nel 1870 per la famiglia Giorgetti, situato in Via Volta 68 a Como. Questo palazzo è un esempio del suo stile architettonico, che spesso combinava elementi neoclassici con influenze locali.

Caratteristiche del Palazzo

  • Data di costruzione: 1870
  • Committente: Famiglia Giorgetti
  • Posizione: Via Volta 68, Como

Linati è noto anche per il suo coinvolgimento nell’Esposizione Voltiana del 1899, dove progettò i padiglioni espositivi, contribuendo così allo sviluppo urbano di Como[2][4]. La sua carriera è caratterizzata da un forte impegno nella valorizzazione del patrimonio architettonico locale e nella realizzazione di edifici che riflettono l’identità culturale della città.

Importanza Storica

Il palazzo dei Giorgetti non è solo un esempio dell’abilità di Linati come architetto, ma rappresenta anche un periodo di crescita e sviluppo per Como, che stava vivendo una trasformazione significativa durante la seconda metà del XIX secolo. La costruzione di edifici residenziali eleganti come questo ha contribuito a definire l’immagine della città e a promuovere il suo status come centro culturale e commerciale[1][2].

In sintesi, il palazzo progettato da Eugenio Linati per i Giorgetti è un’importante testimonianza della storia architettonica di Como e della sua evoluzione nel XIX secolo.

scheda informativa alla pagina 110 del libro

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Palazzo Raimondi, realizzato da Simone Cantoni, 1791-1794, Via Volta 77, Como

scheda informativa alla pagina 105 del libro:

Palazzo Raimondi

Il Palazzo Raimondi, situato in Via Volta 77 a Como, è un importante esempio di architettura neoclassica progettato da Simone Cantoni tra il 1791 e il 1794. Questo edificio rappresenta una delle opere significative del periodo, contribuendo al patrimonio architettonico della città.

Storia e Architettura

  • Progetto e Costruzione: Il palazzo fu rielaborato da Simone Cantoni, un architetto ticinese noto per il suo stile distintivo che combina elementi classici con innovazioni locali. La costruzione avvenne in un periodo di grande fermento per Como, che stava vivendo una fase di sviluppo urbano e culturale.
  • Caratteristiche Architettoniche: Il Palazzo Raimondi si distingue per la sua facciata elegante, caratterizzata da proporzioni armoniose e dettagli classici. Le decorazioni interne sono particolarmente degne di nota, con affreschi che riflettono l’arte del tempo e il gusto neoclassico.
  • Funzione Storica: Oltre alla sua funzione residenziale, il palazzo ha avuto un ruolo significativo nella storia locale. È noto che durante il periodo risorgimentale, Giuseppe Garibaldi soggiornò qui, rendendo l’edificio parte della memoria storica della lotta per l’unità d’Italia[3][7].

Importanza Culturale

Il Palazzo Raimondi non è solo un esempio di architettura neoclassica, ma anche un simbolo della storia sociale e politica di Como. La sua costruzione rappresenta l’influenza delle famiglie nobiliari locali e il loro contributo alla cultura della città. Oggi, il palazzo continua a essere un punto di riferimento per residenti e turisti, testimoniando la ricca eredità storica di Como[3][4].

Citations:
[1] https://lagodicomo.jimdofree.com/como/storia/
[2] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00053/
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Ville_e_palazzi_di_Como
[4] https://www.storiapatriagenova.it/Docs/Biblioteca_Digitale/SB/396b22c37e8bbc6c44c30828fc127900/e3670a54d7d7694a8a8e4c6bcae96cfa.pdf
[5] https://www.lombardiabeniculturali.it/archivi/soggetti-produttori/famiglia/MIDD0002C3/
[6] https://archiviodistatotorino.beniculturali.it/pdf/ArchiviFamiglie_Strumenti_II_1_CXXXIII.pdf
[7] https://www.pontelandolfonews.com/storia/risorgimento-2/fautori/garibaldi-2/garibaldi-la-marchesa-raimondi-un-amore-tragico/
[8] https://www.officinalibraria.net/download/1738/08c487ee2aa2/240913-icn500-openaccess.pdf

Centro Storico di Como · CINEMA e TEATRO · Conosco Como? · Palazzi ed edifici · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Via Diaz · Vie e Piazze

Storia del TEATRO CRESSONI (1870-1910), poi CINEMA ODEON (1912-1965) e CINEMA CENTRALE (chiuso nel 1997), in via Diaz, Como

Teatro Cressoni

Il Teatro Cressoni è stato inaugurato il 30 dicembre 1870, diventando subito un punto di riferimento per la vita culturale di Como. Situato in via Diaz, il teatro si distinse per la sua offerta eclettica, che spaziava dal cabaret all’opera lirica. La sua programmazione includeva anche eventi di avanspettacolo e proiezioni cinematografiche, come la prima del Reale Cinematografo Lumière nel 1897[1][2]. Durante i suoi oltre quarant’anni di attività, il Cressoni ha ospitato numerosi spettacoli, contribuendo a formare una comunità affezionata[1].

Nel 1913, il teatro fu riaperto come cinema, mantenendo il nome di Cressoni fino al 1932, quando venne ribattezzato Odeon[2]. La trasformazione in cinema segnò l’inizio di una nuova era per l’edificio, ma anche un lento declino che culminò con la chiusura definitiva nel 2004[1][4].

Cinema Odeon

L’Odeon continuò a operare come cinema fino alla fine degli anni ’90, quando la sua attività cessò nel 1997. Durante questo periodo, il cinema ha visto una varietà di film proiettati, ma non è riuscito a mantenere lo stesso prestigio culturale del suo predecessore[2][4].

Cinema Centrale

Dopo la chiusura dell’Odeon, l’edificio ha assunto il nome di Cinema Centrale, continuando a funzionare fino alla sua definitiva chiusura.

La struttura ha subito varie trasformazioni nel corso degli anni, ma ha sempre cercato di rimanere un punto di riferimento per gli amanti del cinema nella città[1][4][5].

In sintesi, il Teatro Cressoni e i successivi cinema Odeon e Centrale rappresentano una parte importante della storia culturale di Como, riflettendo i cambiamenti nelle forme d’arte e nell’intrattenimento nel corso degli anni.

scheda alle pagine 127 e 128 del libro: Cani Fabio, Monizza Gerardo (a cura di), Como e la sua storia: la città murata, NodoLibri, 1994:


[1] https://mariotaccone.wordpress.com/2016/10/25/il-teatri-dimenticati-di-como-il-cressoni-e-il-politeama/
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_Cressoni
[3] https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/f5/Teatrocressoni.jpg?sa=X&ved=2ahUKEwj6-JDvkqaLAxXNlJUCHT_9NlkQ_B16BAgHEAI
[4] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/Homepage/118375_urbanistica_svolta_in_centro_alloggi_e_negozi_allex_centrale/
[5] https://www.quicomo.it/zone/centro-storico/teatro-cressoni-grande-buco-nel-cielo-como.html
[6] https://www.ciaocomo.it/2021/05/12/como-allepoca-delle-monete-doro-presentato-il-documentario-di-paolo-lipari/214048/
[7] https://oldcomo.altervista.org/teatro-cressoni/
[8] https://www.laprovinciaunicatv.it/stories/cultura-e-spettacoli/annibale-cressoni-vero-tesoro-comasco-merita-statua-o_1363605_11/

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Camminare in Via Gallio, Via Garibaldi, Piazza Volta, a Como

  • Palazzo della Posta, in Via Gallio
  • Collegio Gallio
  • Teatro Politeama
  • Chiosco Ka.Os Bar
  • edificio all’angolo di Via Garibaldi e Viale Varese
  • Casa Meda, in via Garibaldi/angolo Via Grassi
  • Casa Onnis, in Via Garibaldi/angolo Via Grassi
  • Palazzo con pareti affrescate, in Via Garibaldi/angolo Via Carcano
  • Albergo Posta, in Via Garibaldi

Palazzo Olginati Rovelli, in Piazza Volta

  • Albergo Firenze, in Piazza Volta
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edificio della BANCA D’ITALIA a Como, in Piazza Boldoni, 1948/1953; 1978/1981, ing. Alessandro Pedroni

La Banca d’Italia ha una filiale a Como, situata in Piazza Boldoni, che è stata oggetto di ristrutturazione tra il 1948 e il 1953 e successivamente tra il 1978 e il 1981. Il progetto di ristrutturazione è stato realizzato dall’ingegnere Alessandro Pedroni[2].

Dettagli sulla Filiale

  • Ubicazione: Piazza Boldoni, Como
  • Interventi: Ristrutturazioni significative nel periodo 1948-1953 e 1978-1981
  • Progettista: Ing. Alessandro Pedroni

scheda a pagina 18 del secondo volume di:



[2] https://www.nessimajocchi.it/it/realizzazioni/banche/item/172-banca-d-italia
[3] https://www.bancaditalia.it/chi-siamo/organizzazione/filiali/index.html
[4] https://banca-ditalia-it.open-closed.net/como-orario-piazza-perretta-15
[5] https://www.paginegialle.it/lombardia/como/banche/via-pietro-boldoni.html
[6] https://cariparma-credit-agricole-it.open-closed.net/como-orario-via-boldoni-1
[7] https://www.blia.it/utili/abicab/0623010920
[8] https://www.paginebianche.it/lombardia/como/banca.html

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Il Palazzo Olginati Rovelli, in Piazza Volta, a Como

Il Palazzo Olginati Rovelli si trova in Piazza Volta, a Como.

Questo edificio storico è noto per la sua architettura e per il suo legame con eventi significativi della storia italiana.

Storia e Architettura

Origini e Famiglia Olginati
Il palazzo risale al XVII secolo ed è stato di proprietà della famiglia Olginati, una delle famiglie aristocratiche più influenti di Como. I membri di questa famiglia hanno ricoperto ruoli importanti nel governo locale sin dal 1449.

La struttura è caratterizzata da un’estetica sobria all’esterno, ma ricca di decorazioni interne, tra cui affreschi che adornano le stanze principali.

Collegamento con Garibaldi
Un aspetto notevole del Palazzo Olginati Rovelli è il suo legame con Giuseppe Garibaldi, che vi trascorse la notte dopo la vittoria nella battaglia di San Fermo nel maggio del 1859. Questo evento ha conferito al palazzo un’importanza storica significativa, rendendolo un luogo di interesse per i visitatori.

Dettagli Architettonici

Affreschi e Decorazioni
All’interno, il palazzo presenta un salone principale con un fregio affrescato in stile tardo-barocco o rococò. Le decorazioni includono scene elaborate incorniciate da strutture architettoniche dipinte, realizzate da artisti come Salvatore Bianchi[1][2]. Le stanze conservano anche elementi storici che riflettono l’importanza della famiglia Olginati nella società comasca.

Scheda informativa alle pagine 76-77 del libro Cani Fabio, Monizza Gerardo (a cura di), Como e la sua storia: la città murata, NodoLibri, 1994:

fonti informative:

[1] https://comocompanion.com/2024/11/20/comos-hidden-gems-palazzo-rusca-palazzo-olginati-rovelli-and-palazzo-vietti-rovelli/
[2] https://www.oggiacomo.it/eventi/dettaglio/it/events/2024/10.2giornate-fai-autunno
[3] https://fondoambiente.it/luoghi/palazzo-olginati-rovelli
[4] https://www.visitcomo.eu/it/vivere/eventi/Palazzo-Vietti-Rovelli/
[5] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO160-00007/
[6] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00054/
[7] https://www.visitcomo.eu/it/vivere/luoghi-della-cultura/museo-storico/palazzo-olginati/
[8] https://fondoambiente.it/luoghi/palazzo-vietti-rovelli

[1] https://www.comune.como.it/export/sites/comune-di-como/.galleries/Settore-07/Museo-storico-G.-Garibaldi-di-Como-Inventario-del-fondo.pdf
[2] https://www.visitcomo.eu/it/vivere/luoghi-della-cultura/museo-storico/etnografia/
[3] https://www.visitcomo.eu/it/vivere/eventi/Palazzo-Vietti-Rovelli/
[4] http://www.turismo.como.it/museo-garibaldi.php
[5] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/MI100-02390/
[6] https://fondoambiente.it/luoghi/palazzo-olginati-rovelli
[7] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede-complete/MI100-02390/
[8] http://www.comoeventi.org/visitacitta.asp


dai commenti al post:

Sono il Prof. Tiziano Ramagnano, Vicecapo Delegazione FAI di Como e collaboratore alle pagine di cultura de La Provincia di Como.

Le scrivo dal momento che ho seguito personalmente lo studio e l’inedita apertura al pubblico dei palazzi ai civici 54 e 56 di piazza Volta e volevo cogliere qui l’occasione per condividere con lei alcune importanti correzioni o integrazioni in merito a questi autentici gioielli del nostro centro città.

Il suo blog fa genericamente riferimento a un unico palazzo Olginati-Rovelli di piazza Volta, 56, ma in realtà mescola indebitamente informazioni che pertengono a ben tre diverse strutture presenti a Como, ovvero palazzo Vietti-Rovelli al no. 54, palazzo Olginati-Rovelli al no. 56 di piazza Volta, e palazzo Olginati al no. 6 di piazza Medaglie d’Oro.

Per quanto si riferiscano alla medesima famiglia si tratta di strutture che subirono trafile catastali e storico-artistiche molto differenziate. Mi spiego brevemente.

I due palazzi di piazza Volta, per intenderci quello giallo e quello rosa, costituirono dalla metà del XVII secolo fino alla metà del XIX un’unica proprietà della famiglia Olginati, poi Olginati-Rovelli. Più o meno a questa altezza cronologica le due unità, in mano ai Rovelli, subiranno destini diversi.

1. Palazzo Vietti-Rovelli (quello giallo) è quello che al suo interno preserva tre spazi della cui indagine iconografica mi sono occupato in prima persona, ovvero la Sala dell’Acqua di Pietro Bianchi, il Corridoio delle Rovine e la Sala dei Telamoni di Francesco Torchio (ultimo ventennio del XVII secolo).

2. In Palazzo Olginati-Rovelli (quello rosa in cui soggiornò Garibaldi il 27 maggio 1859) sopravvivono due stanze: la piccola alcova in cui fu ospitato l’eroe dei due mondi e una sala del piano nobile in cui troviamo un fregio a tema femminile che io e il Prof. Alberto Rovi attribuiremmo a Salvatore Bianchi di Velate (inizio XVIII secolo).

3. Le “sale tematiche” a cui lei fa riferimento si trovano, infine, a palazzo Olginati di piazza Medaglie d’Oro, no. 6, dal 1932 Museo G. Garibaldi, ovvero la Sala Olginati (sala verde), Sala Manzi e Sala Masier (sala rossa).

Proprio perché materiale bibliografico disponibile su questi palazzi è quasi inesistente ho dedicato mesi di ricerca per stilare da zero una dettagliata scheda storica che spero possa trovare prossima pubblicazione a livello locale. Progetto per il quale mi sono già attivato.

Nel frattempo si trovano online alcuni cenni – che lei giustamente cita – sui canali ufficiali del FAI di Como e sul blog inglese The Como Companion gestito da un mio caro amico e collaboratore, Julian Coleman: rileggendo quest’ultimo osserverà, ad esempio, come i due palazzi di Piazza Volta siano citati e descritti separatamente e, non da ultimo, come il nome del sottoscritto sia menzionato più volte proprio nell’intento di valorizzare l’intenso lavoro di scavo che ho svolto al riguardo, soprattutto in merito alle attribuzioni pittoriche di palazzo Vietti-Rovelli.

La invito gentilmente a non tralasciare questo dettaglio.


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Palazzo in Via Volta (angolo Via 5 Giornate), nel centro di Como

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Palazzo in Via 5 Giornate (fra Via Volta e Viale Varese), a Como

schede informative su questa zona di Como in:

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Camminare in COMO città · Centro Storico di Como · Chiese in Como città · Conosco Como? · Via Volta

La chiesa di Sant’Eusebio, edificio religioso situato nel centro storico di Como, Via Volta

fonti informative alle pagine 84 – 86 del libro

La chiesa di Sant’Eusebio, ufficialmente conosciuta come chiesa dei Santi Eusebio e Carlo, è un importante edificio religioso situato nel centro storico di Como. Le sue origini risalgono al XII secolo, come dimostrano i resti di strutture antiche e una pergamena del 1186 che la menziona esplicitamente[1][2].

Architettura e Storia

Struttura e Design
L’attuale chiesa presenta un muraglione perimetrale tipico delle costruzioni romaniche, con pietre squadrate e aperture a feritoia. Originariamente, la facciata era orientata verso le mura della città, ma nel XVII secolo fu riposizionata per affacciarsi su via Volta[1]. Nel corso dei secoli, la chiesa ha subito numerosi rimaneggiamenti; nel Settecento furono rifatti gli altari e nel primo Ottocento fu aggiunto un pronao in stile neoclassico[1].

Eventi Storici
Nel 1805, durante il periodo napoleonico, la parrocchia fu soppressa e la chiesa divenne vicaria della Cattedrale. Fu solo nel 1931 che la parrocchia di Sant’Eusebio fu ricostituita[1][2]. La torre campanaria, progettata dall’architetto Zanchetta, fu completata nel 1933[1].

Decorazioni e Arte

L’interno della chiesa è caratterizzato da decorazioni che spaziano dal XVII al XX secolo. Gli affreschi della volta centrale sono di epoca neoclassica e includono opere di artisti come Mario Albertella e Carlo Innocenzo Carloni[1]. Le cappelle laterali ospitano dipinti significativi, tra cui opere dedicate a San Giuseppe e San Carlo, risalenti al XVIII secolo[1][2].

Importanza Culturale

La chiesa di Sant’Eusebio non è solo un luogo di culto ma anche un importante sito storico che riflette l’evoluzione architettonica e artistica della città di Como. La sua ricca storia e le sue opere d’arte la rendono un punto di riferimento per residenti e visitatori.


[1] http://www.parrocchiasanfedelecomo.it/home/wp-content/uploads/2014/04/SantEusebio_BreveGuida.pdf
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_dei_Santi_Eusebio_e_Carlo
[3] https://www.parrocchiasanfedelecomo.it/home/chiese-della-parrocchia/chiesa-di-santeusebio/
[4] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00171/
[5] https://upel.va.it/it/upel-cultura/como/chiesa-di-santeusebio-e-san-carlo-citta-murata
[6] https://siusa-archivi.cultura.gov.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?TipoPag=prodente&Chiave=20652
[7] https://fondoambiente.it/luoghi/chiesa-di-sant-eusebio-e-vittore
[8] https://www.northlakecomo.net/187-Arte-e-Cultura-Chiesa-dei-Santi-Eusebio-e-Vittore